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Capire l'educazione

Strutture dell'agire educativo

La scena educativa è spazio di cambiamenti. Questi hanno un ordine che ha le caratteristiche del processo. La dinamica del processo educativo presenta una duplice modalità di compimento: esso è attuato in ragione del fine e in funzione dell'obiettivo. Fine e obiettivo definiscono e delimitano la struttura della scena educativa: il fine mette ordine ai cambiamenti guardando al processo nella sua interezza; l'obiettivo mette ordine ai cambiamenti guardando, di volta in volta, ad una parte del medesimo processo. Tra fine e obiettivo vi è una stretta relazione. La scena educativa è pensata in relazione al fine e unicamente dalla definizione del fine riceve l'indicazione di senso a cui ispirare ogni singolo obiettivo.

Il processo del compimento dell'identità umana si declina secondo tre principali forme di processualità:

  • Educazione;
  • Formazione;
  • Istruzione.

L'ordine che comprende questi tre processi è sempre un ordine di senso e segue una logica qualitativa. Il cambiamento è caratteristica naturale e immediata di tutto ciò che si trova nella dimensione del tempo. Esso non si presenta ogni volta uguale a sé. È possibile cambiare in modi diversi. Il cambiamento si presenta come una modalità propria dell'essere temporale. Questa corrisponde a due azioni:

  • Mettere in relazione;
  • Determinare.

Ogni cambiamento è azione che, insieme, mette in relazione determinando e determina mettendo in relazione. È una modalità relazionale nel senso che compone due relazioni ed è contemporaneamente una modalità determinante, cioè determina ciò che cambia, tracciandone e delimitandone i limiti. Il cambiamento non solo cambia, ma cambia nel cambiamento e attraverso il cambiamento. Ne seguono due particolari connotazioni: l'ordine e l'incompiutezza. Compone in ogni atto l'ordine del ciclo di vita che inizia e finisce, per ricominciare; ma contemporaneamente è contrassegnato da una inesauribile incertezza e da una irrisolta incompiutezza. L'uomo è cambiamento, vive nel cambiamento e di cambiamento. Il cambiamento è la condizione di possibilità dell'educazione: l'uomo può essere educato solo perché è soggetto di cambiamento.

Il cambiamento assunto a modello fondamentale dell'evento educativo costituisce l'unità fenomenica percepibile sensitivamente, narrabile, osservabile nell'immediato e verificabile. Si configura, cioè, come una sorta di archetipo educativo di natura universale. La natura archetipica e universale della nozione di cambiamento è riscontrabile nello svolgimento storico della vita umana e caratteristica, costitutiva del mondo fisico.

La nozione di cambiamento appartiene strutturalmente all'idea di educazione: tale criterio di identificazione è definito categoria di intrinsecità. L'atto di educare ha come caratteristica quella di porsi, sempre, il problema di un cambiamento di strutture nel lungo o breve periodo. Il cambiamento incide la vita individuale per lasciarvi la sua impronta visibile, ben oltre la singola parte che si prefiggeva di segnare. Il soggetto non è una tavola a-reattiva desiderosa di intridersi naturalmente, spontaneamente, immediatamente. Per questo, la fenomenicità degli atti di cambiamento non riguarda solo la fonte, che agisce consapevolmente o meno, in funzione delle modificazioni, bensì anche la fenomenicità degli atti di cambiamento segnalati dal soggetto che apprende.

Il cambiamento educativo

Il cambiamento educativo è relazionale. Si ha un processo in presenza di una successione di cambiamenti legati tra loro da un nesso. Vi sono successioni i cui cambiamenti sono tenuti insieme da nessi di ordine naturale e successioni di cambiamenti tenuti insieme da nessi di ordine storico. Un processo è sempre delimitato da un inizio e da una fine. Quando i cambiamenti sono legati da nessi naturali, il processo segue un ordine deterministico (ciò che cambia è determinato da una connessione causale per la quale ciò che cambia è conseguenza necessaria delle condizioni che lo precedono). Quando i cambiamenti sono legati storicamente, ai nessi naturali si accompagna l'intenzione umana che organizza i cambiamenti rivolgendoli a qualcosa riconosciuto e scelto come destinazione dell'intero processo.

Il processo così inteso è espressione di un atto di libertà. Processo possibile solo all'uomo: egli “può fare altrimenti”. L'uomo nel determinarsi è libero.

Il processo educativo

Il processo educativo è un processo impegnato nel compimento di una identità da definire (nulla è dato sapere su chi sarà ciascun uomo prima che ogni singolo uomo compia il proprio processo di identificazione), processo da iniziare (richiede un atto che dia avvio all'intero processo poiché può solo iniziare con una azione che promuova il cambiamento), processo di trasformazione (la successione è proposta da una azione libera in grado di comprendere i cambiamenti propri del processo naturale dello sviluppo e di dar loro una collocazione all'interno di una prospettiva diversa che ne trasforma il significato). Il soggetto che cambia si fa carico del cambiamento perché lo fa.

Il processo educativo è:

  • Intenzionale: perché è rivolto ad un fine preciso, riconosciuto e scelto quale misura e riferimento della totalità dei cambiamenti compiuti o da portare a compimento;
  • Generativo: perché promuove il compimento dell'identità umana quale identità personale, unica e irripetibile, attraverso un'azione che non è riproduttiva ma creativa;
  • Etico: perché colui che educa e colui che viene educato sono impegnati in un compito che è un dovere; non può essere neutrale, deve cioè prendere inevitabilmente una direzione; implica un atto di responsabilità da parte di colui che, nell'atto di educare, si fa carico di dare inizio e direzione al processo di trasformazione.

L'incompiutezza dell'essere umano

L'incompiutezza dell'essere umano è propria dell'esperienza vitale. L'invenzione dell'esistenza a partire da ciò che la vita offriva loro ha portato uomini e donne a trasformare il supporto materiale, in cui gli altri animali permangono, in mondo. L'esperienza umana del mondo cambia di qualità rispetto alla vita animale nel supporto. Il supporto è lo spazio al quale l'animale aderisce affettivamente per resistere, spazio necessario alla sua crescita e che delimita il suo dominio. È lo spazio in cui impara a sopravvivere con un periodo di dipendenza dagli adulti immensamente più breve di quello necessario all'essere umano per le stesse cose. Quanto più culturale è l'essere, più lunga è la sua infanzia, maggiore la sua dipendenza da speciali attenzioni.

Nel supporto, i comportamenti degli individui trovano la loro spiegazione molto più nella specie a cui appartengono, che negli individui stessi. Manca, in questo caso, la libertà di scelta. Il supporto è andato trasformandosi in mondo e la vita in esistenza, nella misura in cui il corpo umano è diventato corpo cosciente, corpo che non è solo uno spazio vuoto da riempire di contenuti. Nel momento in cui gli esseri umani, intervenendo sul supporto, hanno cominciato a creare il mondo non fu più possibile esistere senza essere disponibile alla tensione radicale e profonda tra bene e male, etc. Non è più stato possibile esistere senza farsi carico del diritto e del dovere di scegliere, di decidere e di lottare.

Mi piace essere persona perché, incompiuto, mi riconosco come essere condizionato, ma so anche che, cosciente della mia incompiutezza, posso superarla. Questa è la differenza profonda tra l'essere condizionato e l'essere determinato. L'inconclusione che riconosce se stessa implica necessariamente l'inserimento del soggetto incompiuto in un permanente processo sociale di ricerca. Sarebbe una contraddizione se, incompiuto e cosciente dell'incompiutezza, l'essere umano non si inserisse in questo movimento.

L'educazione come processo

L'educazione come processo si fonda sull'incompiutezza dell'essere che si riconosce come tale. Donne e uomini diventano educabili nella misura in cui si riconoscono incompiuti. La figura archetipica del viaggio è una metafora potente sia del processo educativo dell'immaturo, sia della trasformazione adulta. La figura del viaggio con riferimento alla condizione umana e alle sue trasformazioni è abbastanza ricorrente. La figura del viaggio presenta almeno tre possibili strutture fondamentali che si sovrappongono parzialmente o si confondono, ma che sono comunque presenti nella coscienza contemporanea e nelle rappresentazioni collettive.

Le tre strutture fondamentali del viaggio sono:

  • Viaggio come iniziazione alla condizione adulta;
  • Viaggio come trasformazione/pellegrinaggio di un eroe adulto;
  • Viaggio come vocazione di un eroe/fondatore.

Queste strutture sono connesse tra loro in ragione del fatto che esse esprimono una triplice dimensione dell'esistenza umana. Nel viaggio, l'intera vita umana viene descritta come cammino e trasformazione, come un movimento intenzionale verso una meta solo ipoteticamente predefinita. Il sentiero esistenziale è connesso alla dimensione del rischio, del dubbio, della scelta, della prova del conflitto e della lotta. È un cammino tortuoso e l'esito del viaggio non è mai garantito. La figura mostra, però, l'inseparabilità tra il percorso esistenziale e la trasformazione personale, l'esperienza vitale e l'educazione.

Il fine nell'educazione

Il fine è un'idea riconosciuta e scelta per orientare il processo educativo. La caratteristica essenziale del fine è quella di offrirsi come misura valida a prescindere dalle condizioni particolari proprie di ogni singolo cambiamento o di ogni singola situazione. Il fine definisce e delimita un orizzonte valoriale che può orientare la molteplicità dei cambiamenti compresi nel processo educativo. Il fine, nel presentare una immagine del mondo, ne indica l'orientamento in quanto dover essere. Il fine prospetta un compito che il processo educativo assume come proprio. Il fine non è un punto di arrivo del processo o dell'agire educativo. Il fine è un punto di riferimento con il quale mettere a confronto e misurare ogni cambiamento. È il termine in ragione del quale compiere i diversi cambiamenti del processo educativo.

Il fine è l'elemento strutturale che consente all'agire educativo di progettare un intervento rivolto all'uomo compreso nella sua totalità e nella sua interessa, in altri termini, nella sua capacità di senso. L'obiettivo è un traguardo attraverso il quale il processo educativo avanza nel compimento dell'identità umana, l'obiettivo traduce il fine in una operazione particolare e, insieme, interpreta la situazione particolare alla luce del fine riconosciuto quale orizzonte di senso. La definizione degli obiettivi è una necessità del processo educativo: se dal riconoscimento del fine dipende la significatività del processo, dalla definizione degli obiettivi dipende la sua efficacia. Tale efficacia è legata all'organizzazione delle azioni, poi alla selezione delle risorse e degli strumenti necessari, infine alla valutazione dell'avanzamento compiuto.

Se è vero che il nostro principale dovere consiste nel diventare ciò che siamo, niente è più importante per ciascuno di noi e niente è più difficile che divenire un uomo. Il compito principale dell'educazione, quindi, è soprattutto quello di formare l'uomo o di guidare lo sviluppo dinamico per mezzo del quale l'uomo forma se stesso ad essere un uomo. L'educazione è un'arte morale. Vi sono due grandi errori da cui deve guardarsi l'educazione:

  • La dimenticanza dei fini (la più grande critica che si possa rivolgere all'educazione contemporanea è proprio questa: i mezzi utilizzati sono talmente buoni da farci perdere di vista il fine);
  • Sviluppare idee false o incomplete riguardo alla natura stessa del fine (se il fine dell'educazione consiste nell'aiutare e guidare il bambino verso la propria perfezione umana, l'educazione è obbligata a rispondere alla domanda “cos'è l'uomo?”.

Obiettivi e fini

È possibile prospettare una proporzione che vede il rapporto del significato al senso così come gli obiettivi si riferiscono ai fini. Il fine deve poter trasparire negli obiettivi, per scongiurare il pericolo di un progetto di vita fatto da tante mete che, nel loro insieme non hanno senso. Gli obiettivi devono far riferimento ai fini, per far sì che il prefiggersi e conquistare obiettivi rappresenti sempre il perseguire finalità più ampie. Per determinare degli obiettivi si possono seguire tre strade:

  • Discendente (deduttiva): che cerca di derivare le indicazioni operative da quadri di riferimento teorici più generali;
  • Ascendente (induttiva): che parte dall'esame della realtà;
  • Integrazione dinamica delle prospettive dell'una e dell'altra.

La determinazione degli obiettivi educativi prevede che ci sia in primo luogo una scelta di quadro, una scelta di finalità educative congruenti con i soggetti verso cui la nostra azione educativa si esplica o si deve esplicare. Occorre determinarne l'importanza. Se l'elaborazione di un progetto è fatta da una comunità, essa contribuisce a fare la comunità stessa. L'educazione è il processo che caratterizza il cambiamento dell'uomo in quanto tale. Lo spazio di cambiamento è per l'uomo spazio di prova. Questa prova si compie:

  • Dall'esterno all'interno (per il verso dell'educare): scopre, sperimenta e verifica quanto riceve dalla realtà che lo circonda;
  • Dall'interno all'esterno (per il verso opposto dell'exducere): nel confronto con quanto scoperto, sperimentato e verificato, lavora all'espressione di sé e della propria posizione al mondo.

L'educazione come relazione

L'educazione è un processo che lega e ordina i possibili cambiamenti, è un unico e continuo movimento che coltiva ed esercita. È un processo che si traduce in una relazione che è:

  • Proposta: il cambiamento può avvenire nel confronto con una azione che pone davanti all'uomo materiale che lo alimenta e coltiva;
  • Promozione: il cambiamento è tale solo se quando è atto con cui colui che cambia risponde e si fa avanti esprimendo e interpretando la propria posizione.

In quanto proposta e promozione, l'educazione comprende le diverse dimensioni dell'umano. L'educazione è processo:

  • Personale: esercita, struttura e consolida quelle capacità che costituiscono l'originalità e l'autenticità proprie di ciascuno;
  • Relazionale: la prova e l'esercizio di sé hanno inizio con il confronto con l'altro da sé e nel confronto con l'altro da sé crescono;
  • Culturale: orienta il cambiamento sulla base dei riferimenti che caratterizzano e distinguono la tradizione della società nella quale il cambiamento stesso si compie;
  • Situazionale: è radicato nella situazione particolare in cui agisce e, di conseguenza, strutturato e definito sulla base delle specificità che la situazione stessa presenta.

L'educazione indica la modalità originaria con cui l'uomo cambia nel corso del proprio divenire. L'uomo è soggetto di educazione. Ogni elemento della situazione può prendere parte al processo educativo.

Campi di educazione

Vi sono tre specifici campi di educazione:

  • Formale: tutte quelle attività che propongono e promuovono intenzionalmente e secondo un ordine progettuale, un cambiamento all'interno di confini istituzionali formalmente riconosciuti e incaricati;
  • Non formale: agisce intenzionalmente e progettualmente; il suo campo di azione è l'extrascolastico e le sue attività hanno obiettivi educativi specifici;
  • Informale: è processo lasciato alle occasioni e alle risorse diffuse tanto nella quotidianità quanto nell'ambiente di vita.

Questa distinzione, nella realtà, può presentare sfumature e sovrapposizioni. Che cosa fa sì che un fine possa essere detto educativo? Il fine dell'educazione è quello di permettere ad ognuno di completare la propria natura in seno ad una cultura che sia veramente umana. L'educazione è l'insieme dei processi e dei procedimenti che permettono a qualsiasi bambino di accedere progressivamente alla cultura, dato che l'accesso alla cultura è ciò che distingue l'uomo dall'animale. L'istruzione è il processo che guarda all'uomo per la sua capacità di apprendimento. Questa si articola nella capacità di acquisire conoscenze e nella capacità di rispondere alle sollecitazioni dell'esperienza.

Processi di istruzione

L'istruzione riguarda diversi processi:

  • Processi di acquisizione: l'obiettivo è l'apprendimento della conoscenza in uno o più dei suoi aspetti; acquisire conoscenze significa poter ripercorrere il processo che ha portato alle specifiche conoscenze;
  • Processi di organizzazione: ordinati in funzioni di pianificazione e gestione; la prima è attenta alla preparazione della situazione di apprendimento, che passa per la conoscenza delle condizioni di apprendimento richieste dagli obiettivi posti; la seconda è apertura e indicazione delle possibili direttive per l'apprendimento futuro, da intendersi come futura costruzione di conoscenza;
  • Processi di valutazione: rivolta a misurare i risultati dell'apprendimento e ad esprimere il peso e il valore dei risultati raggiunti in un giudizio.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vero.fagiani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia Generale e Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Farinelli Giovanna.
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