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LA DIFFERENZIAZIONE DIDATTICA PER L'INCLUSIONE

Introduzione

Differenziare didattica significa riuscire a proporre percorsi educativi didattici in grado di essere interessanti e potenzialmente validi ed efficaci per tutti i nostri allievi. Gli allievi a scuola sono sempre più difficili sul piano comportamentale e sempre meno disposti a sopportare una vita di classe che appare a molti priva di senso. I riti didattici tradizionali non sono più validi e gli insegnanti attenti e capaci da tempo si sono resi conto che gli alunni non sono più disposti a sopportare pazientemente esperienze scolastiche che appaiono inutili e lontane dai loro bisogni.

La differenziazione didattica, con un'impostazione metodologica che propone piani di lavoro idonei per ogni allievo, fondata sulla convinzione che tutti in aula presentano i propri bisogni, i propri problemi e hanno le loro personali potenzialità. Ormai si rifiuta la visione di una realtà di classe in grado di assorbire un ideale programma ispirato solo a consuetudini e tradizioni didattiche stante, ormai inadatte a offrire valide proposte di apprendimento.

In classe e a scuola ci sono persone, ragazzi, bambini tutti diversi, con personalità diverse, con potenzialità diverse, con problemi diversi. Siamo obbligati a considerarli per le loro qualità dissimili. Si tratta di un'impostazione pedagogica e didattica che favorisce l'inclusione e vuole rispondere ai bisogni di ogni allievo in classe, assieme agli altri, in comunicazione con il resto del gruppo, nello spazio a disposizione di tutti.

Cap. 1 – Le difficoltà di fare scuola

Oggi si rileva una crescente incapacità, da parte degli alunni di ogni età, di manifestare le proprie esigenze personali con comportamenti e atteggiamenti rispettosi nella civile convivenza. L'adattamento personale alla realtà scolastica, fatta di regole, di norme, di routine, è vissuta da molti di loro come un vero problema. La vita di classe diventa per alcuni un ambiente inadeguato ad aiutarli, all'interno del quale non riescono a superare una fase della propria vita che avvertono pesante e priva, a volte, di speranza.

Tutte le ricerche ci dicono che la condizione giovanile degli ultimi anni è notevolmente cambiata e la crisi finanziaria globale sta producendo i suoi effetti e le sue ricadute; il nostro paese ha una delinquenza sempre più aggressiva, le distanze sempre più accentuate tra nord e sud: siamo un paese che non pensa ai giovani, costretti a convivere con situazioni lavorative molto precarie; la disoccupazione giovanile in Italia è davvero un dramma.

Il ruolo della scuola è decisivo. La famiglia spesso non riesce a rispondere alle enormi sfide educative di un mondo così difficile e complicato. I genitori sono sempre meno in grado di comprendere ciò che è bene e ciò che è male per i loro figli. La chiesa è sempre meno percepita nelle sue ramificazioni locali e periferiche come agenzia di riferimento in grado di aiutare le famiglie a promuovere la condotta educativa dei figli. La conseguenza è un'azione educativa delle giovani coppie improvvisata che molto spesso non coincide con le effettive necessità formative dei figli. Bimbi di pochi mesi ammaliati per ore da immagini a forte impatto sensoriale ed emotivo di film d'animazione scaricabili su tablet e smartphone, usati per contenere le loro richieste talvolta pressanti e insistenti; genitori che al ristorante, anziché prendere in braccio i figli e avvolgerli nella loro amorevolezza per amarlo qualche impulso naturale, propongono giochi al cellulare che inchiodano la loro attenzione per la durata della cena. Le TIC, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, solo sempre più utilizzate dalle giovani coppie come strumento pedagogico essenziale per tranquillizzare e rasserenare bambini e ragazzi che avrebbero bisogno di attenzioni e cure educative. Tutto ciò ha delle conseguenze e gli insegnanti si accorgono di come sia difficile a scuola catturare l'attenzione degli studenti, di come risulti quasi impossibile pretendere continuità nell'impegno scolastico, di come sia arduo assicurarsi motivazione e tenuta sul compito.

Gli allievi sono cambiati, i progressi e le innovazioni tecnologiche condizionano la vita quotidiana, siamo molto sensibili alle tecnologie. L'incapacità di attenzione potrebbe essere strettamente collegata alle ripetute e incessanti esposizioni agli strumenti multimediali a disposizione nelle nostre case, rispetto alle quali risultano essere chiaramente inefficaci le proposte della scuola basate su modalità comunicative tradizionali,

LA DIFFERENZIAZIONE DIDATTICA PER L'INCLUSIONE

Introduzione

Differenziazione didattica significa riuscire a proporre percorsi educativi didattici in grado di essere interessanti e potenzialmente validi ed efficaci per tutti i nostri allievi. Gli allievi a scuola sono sempre più difficili sul piano comportamentale e sempre meno disposti a sopportare una vita di classe che appare a molti priva di senso. I riti didattici tradizionali non sono più validi e gli insegnanti attenti e capaci da tempo si sono resi conto che gli alunni non sono più disposti a sopportare pazientemente esperienze scolastiche che appaiono inutili e lontane dai loro bisogni.

La differenziazione didattica, con un'impostazione metodologica che propone piani di lavoro idonei per ogni allievo, fondata sulla convinzione che tutti in aula presentano i propri bisogni, i propri problemi e hanno le loro personali potenzialità. Ormai si rifiuta la visione di una realtà di classe in grado di assorbire un ideale programma ispirato solo a consuetudini e tradizioni didattiche stante, ormai inadatte a offrire valide proposte di apprendimento.

In classe e a scuola ci

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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