Chiara Pizzamiglio
RIASSUNTO NUTRACEUTICI E FARMACI NELLA PREVENZIONE
CARDIOVASCOLARE
Prof. Laura Calabresi
1. MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Sono la prima causa di morte nei Paesi industrializzati.
Malattie cardiovascolari = malattie che colpiscono i vasi. Possono colpire:
→
- Cuore infarto e angina
→
- Cerebrale ictus (stroke)
→
- Vasi periferici arteriopatia periferica
Sono il risultato di alterazioni quali: dislipidemie, ipertensione, disfunzione endoteliale,
diabete mellito. →
Sono molto legate alla dieta in Europa gradiente di malattia è più alto al nord e più basso
→
al sud, idem da ovest a est dieta mediterranea (bassi acidi grassi saturi) ha proprietà
protettive + sensibilizzazione popolazione.
Ischemia
L’ischemia è uno scompenso tra richiesta e offerta di ossigeno nell’organo che ne ha bisogno.
Può essere cronica (angina stabile, transitoria, dolore toracico esteso solo sotto sforzo) o
acuta (angina instabile e infarto, dolore a riposo che dura almeno 20 minuti).
L’ischemia è dovuta alla formazione di un trombo che occlude il vaso. Trombo = forma
patologica di un coagulo, formato da network di fibrina e piastrine (+ macrofagi). Si forma
dove non è richiesto (questa è la differenza con il coagulo).
È causato dalla fuoriuscita dalla placca ateromasica di materiale trombotico, con conseguente
attivazione di piastrine che danno il via alla coagulazione (fibrina + piastrine), che va ad
occludere il vaso.
La formazione della placca ateromasica può durare anni: inizia come stria lipidica, poi diventa
ateroma, poi si trasforma in placca. È asintomatica, diventa sintomatica (cioè avviene
l’evento) quando si rompe.
Chiara Pizzamiglio
Perché si rompe? Ci sono 2 tipi di placche, stabili e instabili (rottura più facile). Caratteristiche
delle placche instabili:
- Cappuccio fibroso sottile
- Colesterolo: unico lipide che si deposita nella placca!!; senza colesterolo non c’è
→
aterosclerosi. Più colesterolo più probabilità di rottura
- Componente infiammatoria (monociti e macrofagi): l’aterosclerosi non è una malattia
infiammatoria (non è infatti curata con antiinfiammatori) ma l’infiammazione
contribuisce a rendere la placca instabile alterando la barriera endoteliale, che fa
passare le LDL.
Trattamento e prevenzione
Il trattamento e la prevenzione delle CVD si fanno solo nella fase cronica, per ritardare/evitare
la fase acuta. →
Prevenzione primaria = pazienti senza evento nutraceutici come prevenzione.
Prevenzione secondaria = pazienti con almeno un evento. Pazienti con almeno un episodio
→ →
hanno rischio elevato di contrarlo di nuovo trattamento più aggressivo farmaco o
farmaco + nutraceutico.
In tutti i pazienti è bene migliorare stile di vita.
Fattori di rischio
I fattori di rischio, per essere considerati tali, devono essere: misurabili, associati alla malattia,
risposta dose-effetto, temporalità, studi scientifici, plausibilità biologica, sperimentazione
clinica.
Possono essere non modificabili (età, sesso, storia CVD, storia familiare) o modificabili
(dislipidemia, obesità, diabete mellito, ipertensione, fumo).
Il medico valuta il rischio globale del pz in base a un algoritmo (età, sesso, storia). Se un
paziente ha più fattori il rischio è alto e il trattamento più aggressivo.
Chiara Pizzamiglio 2. FARMACI E NUTRACEUTICI
Farmaci
Farmaco = sostanza o combinazione di sostanze con proprietà di trattamento o prevenzione
di una malattia.
Coperto da protezione brevettuale (esclusività di utilizzo per 20 anni, poi consentiti i generici).
Esiste una legislazione che definisce il percorso prima di essere messo in commercio; venduto
solo nelle farmacie, test obbligatori. Fasi:
- Ricerca di base: sintesi molecole, molte perse nel percorso
- Sperimentazione preclinica: su animale con malattia, valuta la tossicità e l’efficacia.
- Sperimentazione clinica: sull’uomo.
1. Fase di sicurezza: su volontari sani (più resistenti ad eventi avversi).
Obiettivo: verificare la sicurezza, quindi la non tossicità (algoritmi calcolano la dose
per l’uomo partendo dalla dose tollerata animale).
Secondo obiettivo: farmacocinetica (ADME). Quindi qui trovo la dose massima
tollerata. Si fanno studi a bracci paralleli (dosi diverse + placebo) e in crossover.
Bisogna registrare gli eventi avversi = qualsiasi evento clinico dannoso che si
manifesta in un paziente o in un soggetto coinvolto in una sperimentazione clinica
cui è stato somministrato un medicinale, a prescindere dal rapporto causale o
meno.
2. Fase terapeutica: su pazienti volontari. Obiettivo: efficacia ed effetti avversi. Qui
trovo la dose minima efficace e faccio un confronto con farmaci di riferimento.
Studio a gruppi paralleli, in doppio cieco o randomizzato. Pazienti reclutati tramite
criteri molto rigidi (tipo di dieta, range di malattia, numero scelto su base
statistica).
3. Dossier di registrazione: sempre su pazienti volontari ma più numerosi e meno
selezionati, sempre gli stessi obiettivi, si deve dimostrare che beneficio>rischio.
Studi: comparativi, doppio cieco, randomizzati.
4. Fase di vigilanza: quando il farmaco entra in commercio.
ASC (Autorizzazione alla Sperimentazione Clinica) e AIC (Autorizzazione all’Immissione in
Commercio) devono essere approvate dall’AIFA (Italia) o ENA (Europa). ASC anche da un
comitato etico (tutela i volontari, che partecipano tramite consenso informato).
Chiara Pizzamiglio
Nutraceutici
Nutraceutico = alimento o parte di esso, o nutriente che apporta beneficio per la salute, inclusi
prevenzione e trattamento di una malattia, a dosaggi più alti del no
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Riassunto Nutraceutici
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Nutraceutici (Calabresi)
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Nutraceutici e farmaci nella prevenzione cardiovascolare
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Riassunto esame Sistemi giuridici comparati, prof. Vardi, libro consigliato Il mestiere di Giudice Calabresi