Il mestiere di giudice: pensieri di un accademico americano
"E ricordate sempre: il diritto è uno dei modi di cambiare il mondo. Tutto è infatti riconducibile al rapporto tra persone, allo Stato, alla legge"…
Biografia di Guido Calabresi
Guido Calabresi nasce a Milano nel 1932 da una famiglia della borghesia ebraica; è stato il più giovane professore nella storia della facoltà di legge di Yale. Arriva in America all’età di 6 anni nel 1938 in piena Seconda Guerra Mondiale, in contrasto col regime fascista e in fuga dalle leggi razziali. Si laurea in Giurisprudenza nel 1958 alla Yale Law School. Alla Yale Law School ha insegnato per più di cinquant’anni, tenendo il corso sui Torts sugli illeciti civili. Dal 1985 al 1994 è stato Preside della Yale Law School, carica che ha lasciato quando il presidente Bill Clinton lo ha nominato Giudice della Corte d’appello federale del Secondo Circuito a New York.
L’università di Yale frequentata da Calabresi era un’università di soli bianchi. La Yale con Guido Calabresi preside ha abolito i voti agli studenti durante il primo semestre, ha accolto studenti da estrazioni sociali e culturali molto diverse. L’università deve essere “un’istituzione di Eccellenza, Decenza e Umanità”: questi sono i tre valori che hanno sempre guidato Guido Calabresi.
Per Guido Calabresi la più grande qualità che egli riconosce a un giudice è quella di capire che le persone “davanti a me sono tutte uguali, tutte creature che hanno bisogno. Un giudice deve capire da dove vengano i problemi di coloro che ti stanno davanti.”
La funzione del giudice di una Corte di appello federale degli Stati Uniti
Ruolo e responsabilità del giudice
La funzione con cui il giudice crea diritto nel sistema federale americano è molto importante: non crea diritto da solo e non è un giudice del tutto impotente. Il suo è un ruolo “modesto ma creativo”. Un giudice raggiunge un risultato soddisfacente quando si accorge di aver firmato una decisione accettata e condivisa da tanti.
Secondo Calabresi l’esperienza più gratificante per un giudice non è scrivere la “grande sentenza”, ma “sapersi misurare con ciò che non è giusto”: dalla piccola, semplice ingiustizia quotidiana fino alle drammatiche conseguenze di una legge moralmente ingiusta. Non ci sono sentenze “piccole”, trascurabili e noiose, perché, anche se “piccole”, possono essere sentenze che modificano la realtà in cui si vive.
Le Corti di Appello e il Secondo Circuito
Nel territorio degli Stati Uniti ci sono 11 Corti di Appello (11 + 1 collocata nel District of Columbia, a Washington). Ciascuna di esse esercita la propria giurisdizione in un cosiddetto “circuit”, cioè in una determinata area del paese che comprende un certo numero di Stati. Il Circuito in cui Calabresi esercita la giurisdizione è il Secondo, che riguarda gli Stati del Vermont, Connecticut e New York.
Le Corti federali d’Appello sono il secondo grado di giudizio del sistema giurisdizionale federale: a metà tra le Corti di distretto (una per ciascuno dei 94 distretti federali e che rappresentano il primo grado di giudizio) e la Corte Suprema Federale, che è il vertice di tutto il sistema giudiziario americano. In media, nelle Corti federali è necessario non più di 1 anno per finire tutti e tre i gradi di giudizio, c’è grande efficienza.
Calabresi è convinto che sia importante lo scambio di ragionamenti (il dialogo) tra Corti impegnate spesso a risolvere questioni affini. Altra cosa, ci tiene a precisare Calabresi, sono “gli innesti di istituti e meccanismi” da un ordinamento all’altro (le copie): quasi sempre, sostiene Calabresi, non funzionino.
Esperienza e nomina di Guido Calabresi
Nell’esperienza di giudice, Guido Calabresi, prima di entrare alla Corte federale di appello ricevette diverse volte la proposta di diventare giudice: ma rifiutò perché voleva continuare a insegnare. Da preside della Yale Law School ricevette una telefonata dal DOJ che gli chiedeva se fosse interessato a diventare giudice della Corte d’Appello del Secondo circuito. Rifiutò ancora. Gli venne chiesto a quale condizione avrebbe potuto prendere più seriamente questa offerta; rispose che non avrebbe mai potuto dire di no a questa offerta se gliela avesse proposta il Presidente degli Stati Uniti. Qualche mese dopo ricevette una telefonata dal consigliere giuridico di Bill Clinton, il quale gli confermò l’intenzione del Presidente Clinton.
Competenza e giurisdizione della Corte di Appello
La Corte di appello di Calabresi è fra le più piccole di tutti gli Stati Uniti, ma avendo sede a New York, è chiamata a occuparsi di molte questioni importanti. La Corte Suprema decide in totale una ottantina di casi l’anno. Solo due o forse tre vengono dalla Corte di appello di Calabresi, e ciò significa che, nella larghissima parte delle questioni affrontate, la Corte ove Calabresi esercita la giurisdizione è Corte di ultima istanza.
Calabresi sottolinea la natura generalista delle competenze di una Corte di appello. I giudici di una Corte federale devono saper praticare ogni branca del diritto: diritto civile, infortunistica, diritto amministrativo, immigrazione. Le Corti di appello sono anche Corti costituzionali, cioè devono, nel corso di una controversia, risolvere questioni di legittimità costituzionale delle leggi statali e federali rispetto alla Costituzione federale americana.
Indipendenza e metodo di lavoro
Il beneficio non è solamente nei termini di universalità di un metodo e di un vocabolario giuridico estesi a tutte le Corti: che tutti facciano tutto significa che le sentenze di giustizia costituzionale negli Stati Uniti sono meno politiche delle loro omologhe in Europa, proprio perché di giustizia costituzionale si occupa ogni Corte di ogni ordine e grado. I metodi di designazione dei giudici, statali e federali sono diversi: in molti Stati i giudici sono eletti, non però nella giurisdizione della Corte di appello di Calabresi, dove i giudici statali sono tutti nominati dal governatore e approvati dal Senato locale.
I giudici federali, invece, a qualsiasi Corte federale appartengano, sono nominati dal Presidente degli Stati Uniti e convalidati dal Senato di Washington. L’indipendenza delle Corti è proprio assicurata dalle competenze generali di ogni singolo giudice. Una Corte non è mai estranea al contesto sociale in cui opera: i giudici leggono i giornali e ascoltano la radio come chiunque altro e si chiedono come una determinata sentenza possa essere accolta nella società.
Scrivere sentenze e il ruolo del giudice
Quando si scrive una sentenza - scrive Calabresi - “bisogna cercare di scriverla bene”, cioè renderla comprensibile alle parti e a coloro che, come precedente, continueranno a leggerla nel futuro. Il dovere di giudice - come scrive Calabresi - “non è di scrivere bene, ma di scrivere ciò che è giusto”. Se lo scopo primo di un giudice, quando scrive una sentenza, è di scriverla con eleganza per attrarre l’attenzione sul suo stile, “allora sta sbagliando mestiere”.
Per Calabresi un giudice non è un poeta: non importa scrivere bene, perché quello che conta è scrivere chiaro e saper scrivere così viene solo dopo anni di esperienza. Il più grande successo per un giudice, però, resta fare ciò che è giusto nell’osservanza dei limiti che gli sono imposti dalla legge. Lui era diventato avvocato per aiutare tutte le persone che si trovano in difficoltà.
Struttura della Corte di appello del Secondo Circuito
La Corte di appello del Secondo Circuito è formata da 13 giudici in piena attività e da 10 giudici senior. Consultarsi e confrontarsi fra colleghi dentro la Corte è certamente ammesso. Ciò che non si può fare più è consultarsi direttamente con gli accademici del settore. È però ammesso accedere alla bibliografia scientifica sul tema e leggere quindi i saggi o le pubblicazioni. Un altro aiuto molto importante per affrontare la genericità delle competenze arriva dai law clerks, cioè dagli assistenti di Corte.
Reclutamento e background dei giudici federali
Il giudice federale americano è reclutato molto diversamente da come avviene per la magistratura ordinaria in Italia, provengono da carriere e da percorsi di formazione tra i più vari. Calabresi ripete spesso che più che chi l’abbia nominato è importante, per capire un giudice, comprendere l’estrazione culturale e sociale da cui proviene. Per Calabresi la legge non va presa esclusivamente per il senso fatto proprio dal suo testo, ma va inserita nelle motivazioni dei suoi creatori, cercando di capire le finalità che essi si proponevano e le situazioni che
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