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Teoria delle rappresentazioni sociali

Introduzione

Gli individui sono legati tra loro da relazioni di diverso tipo. Tra i gruppi che costituiscono ciò che riguarda l’universo umano, vi sono le rappresentazioni sociali. La rappresentazione è presentar qualcosa a qualcuno; le rappresentazioni sociali sono presenti in tutti gli aspetti e i capi della vita sociale. Sono un insieme di saperi che ci appartengono e condividiamo con altri.

Le origini della nozione

Durkheim e le rappresentazioni collettive

È con Durkheim che la nozione di rappresentazioni socialmente condivise viene introdotta, con il sociologo francese che utilizzò per primo il concetto di rappresentazioni collettive e sottolineò la specificità del pensiero collettivo in rapporto al pensiero individuale. Durkheim affermava che la rappresentazione individuale è prima di tutto ripresentazione. Questa seconda presentazione è eterogena e tutto ciò che ha in comune con l’altra è lo stato neurologico. Per lui le rappresentazioni sono indipendenti dalle connessioni organiche. Sono dei fatti psichici, dotati di una realtà propria e di un’autenticità che attesta la loro persistenza e capacità di agire le une sulle altre.

Le rappresentazioni collettive esistono e si deducono dalla realtà di quelle individuali, a queste si aggiunge il fatto sociale, anch’esso indipendente dagli individui. Durkheim riteneva che l’unità di base sociologica fosse costituita dal gruppo sociale, retto dalla coscienza collettiva. Quest’ultima trascende le divisioni sociali per formare il collante delle comunità e garantirne la continuità, impone agli individui modi pensare e agire, assumendo forma nelle istituzioni attraverso regole (sociali, morali, giuridiche o politiche), così come nelle visioni religiose attraverso credenze o rituali collettivi.

La coscienza collettiva suscita delle rappresentazioni collettive che si differiscono sia per l’oggetto sia per la natura. Le rappresentazioni collettive sono la risultante di una cooperazione, la quale si estende nello spazio e nel tempo. Mentre Moscovici e la psicologia sociale sono attenti sulla struttura e la dinamica delle rappresentazioni sociali, questo in modo da scoprire i meccanismi segreti. Le sue rappresentazioni sociali sono quelle specifiche della nostra società attuale. Aumentano d’importanza con l’aumentare dei cambiamenti che devono subire per penetrare la vita quotidiana e divenire parte della realtà comune.

Lévy-Bruhl e le rappresentazioni culturali

Lévy-Bruhl ha asserito che ciò che importa è la struttura del pensiero della società intera. Le credenze magiche nascono dalle rappresentazioni collettive con cui vivono gli individui. Ogni rappresentazione è olistica, il senso di una nozione dipende dall’insieme coerente di cui essa fa parte, e anche se quella stessa nozione appare assurda, inserita nel complesso diventa significativa.

Le rappresentazioni collettive sono composite: esse comprendono sia categorie intellettive sia quelle affettive. La categoria affettiva del soprannaturale diviene la percezione dell’uomo e conferisce un’esistenza reale a ciò che per noi non esiste. Lévy-Bruhl definiva legge di partecipazione il principio della mentalità primitiva che regge le connessioni e le pre-connessioni di tutte le rappresentazioni. Gli oggetti, gli esseri e i fenomeni nelle rappresentazioni collettive primitive possono essere sia essi stessi sia qualcosa di diverso. Egli evidenziava che la logica primitiva è incompatibile con la nostra, in quanto parte da premesse diverse, assurde per noi.

Per Lévy-Bruhl l’oggetto di studio è il rapporto società/rappresentazioni sue proprie, questo perché ogni tipo di mente collettiva si differisce e coincide con un modello di società che le appartiene.

Freud, Piaget, Vygotskij e le rappresentazioni mentali

Moscovici parlando di rappresentazioni ha messo in evidenza la loro influenza sui fattori determinanti delle psiconevrosi, così come su quelli che concernono la loro cura. Freud in un suo studio ha esposto il caso dell’elaborazione, da parte di soggetti in età evolutiva, delle rappresentazioni relative alla sessualità e alla nascita dei bambini. Queste teorie sessuali dei bambini sono rappresentazioni condivise e hanno un carattere sociale, perché nascono dal dialogo tra genitori e prole e dalla rielaborazione di informazioni che provengono dai mass media.

Queste rappresentazioni spariscono col tempo, lasciando spazio ad altre che saranno più rigide. Le teorie che i bambini elaborano servono loro per avere le rappresentazioni di cui hanno bisogno per comprendere e apprendere quei problemi che sono per loro stimolanti e inquietanti.

Piaget partiva dall’assunto che il mondo primitivo e quello civilizzato si distinguono per le loro rappresentazioni, così come accade per il mondo del bambino e quello dell’adulto. Il bambino e il primitivo manifestano animismo, artificialismo, realismo tra l’ambiente esterno e i loro processi di pensiero. Piaget si è interessato alla modifica delle idee che i bambini si fanno delle nozioni di disciplina, regola, compito, mutuo rispetto e cooperazione. Tutto ciò viene appreso dai loro genitori o dalla scuola.

  • Quella descritta come il prodotto della trasmissione sociale, nella quale l’autorità di una figura dominante costituisce la fonte della conoscenza, prodotta nelle relazioni eteronome
  • Quella conoscenza acquisita mediante l’elaborazione cognitiva, può verificarsi solo in relazioni autonome tra partner eguali

Per Piaget solo la cooperazione conduce alla conoscenza, quest’ultima fondata sul ragionamento e sul coinvolgimento cognitivo costruttivo. L’interazione, il dialogo e la cooperazione sono determinanti nell’acquisizione delle conoscenze.

Questo processo di costruzione del sapere viene concretizzato da Vygotskij che definiva la zona di sviluppo prossimale, alla quale vi è legato l’incremento delle competenze che dipendono dall’esperienza del soggetto e dalle possibilità di apprendimento. Un processo attraverso il quale i concetti spontanei del bambino si incontrano con la sistematizzazione e la logica dell’adulto. La produttività di questa zona dipenderà dalla cooperazione tra gli individui che partecipano all’interazione ed all’esistenza di un contesto.

Vygotskij affermava che l’apprendimento presuppone una natura sociale specifica e un processo mediante il quale i bambini si inseriscono pian piano nella vita intellettuale di coloro che li circondano. I bambini nascono in un mondo di rappresentazioni collettive che vengono interiorizzate con la comunicazione, divenendo la base delle rappresentazioni mentali interne.

Moscovici ha proposto di fare distinzione tra le rappresentazioni basate sulla conoscenza e quelle basate sulla credenza. Si possono infatti distinguere:

  • Le rappresentazioni comuni fondate sulle credenze
  • Le rappresentazioni comuni fondate sulla conoscenza

La teoria delle rappresentazioni sociali di Serge Moscovici

Nascita della teoria

Moscovici affermava che il senso comune possiede tutti gli attributi di un fenomeno psicosociale: è definito indipendentemente dalla scienza, esiste e si trasmette in maniera collettiva e gli individui possono modificarlo solo utilizzandolo. La teoria delle rappresentazioni sociali è stata concepita per analizzare come un contenuto passi dagli universi reificati a quelli consensuali.

Per la causalità scientifica dell’universo reificato l’effetto è spiegato retrospettivamente, attribuendogli una causa sulla base di teorie e modelli esplicativi legittimati e condivisi dalla comunità scientifica. La causa precede l’effetto. Nell’universo reificato la società è intesa come un sistema che impone ruoli differenti e disuguaglianze, in un sistema di credenziali. Esiste un solo comportamento accettabile a una data circostanza. È costituito da regole accettate. La scienza è il mezzo di accesso e di comprensione.

La causa sociale dell’universo consensuale è dipendente dalle nostre rappresentazioni e noi percepiamo gli eventi e identifichiamo effetti e cause in accordo con esse. Ogni spiegazione è in funzione del...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosscom di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale dei gruppi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Fasanelli Roberto.
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