Informaticamodulo 1: Cenni storici e il digital divide
La storia del Information Technology (IT) parte da tempi molto lontani e dalla necessità dell'uomo di poter effettuare dei calcoli laboriosi e veloci attraverso strumenti meccanici su base matematica. La storia della nascita di Internet parte nel 1960 con ARPA (Advanced Research Projects Agency), progetto del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, nato per scopi militari, divenuto poi ARPANET nel 1969. Il primo "hackeraggio" risale al 1980 fatto sulla posta proprio di ARPANET mentre l’assegnazione del dominio ".it" risale al 1985.
I sistemi informativi (IS) sono una disciplina in rapido movimento guidata da rapidi progressi nelle tecnologie. Lo studio della storia dell'informatica è stato incentrato sugli sviluppi tecnici che sugli impatti sociali e organizzativi dell'informatica. La storia dell'informatica è progredita attraverso tre distinte tradizioni tematiche nell'ultimo quarto di secolo: una fase iniziale incentrata sulla "macchina", successivamente, la prima generazione di storici del settore, ha tracciato le varie radici dell'era dell'informazione; e più di recente, gli storici hanno rivolto attenzione al contesto istituzionale.
Il termine "digital divide" indica il divario che si crea tra chi ha accesso alla moderna tecnologia e chi no. Inizialmente si tendeva a considerare "il computer" come fosse una persona. Ma il grande cambiamento si ebbe negli anni ’80 con il passaggio dai grandi sistemi informatici al personal computer, e all'avvento dell’era digitale. Non si è trattato di "semplice" progresso tecnologico, ma anche di un'importante cambiamento culturale.
È possibile suddividere in quattro momenti storici l'evoluzione di IT:
- I grandi mainframe (di grandi dimensioni, costoso e presente in ambito militare, grandi industrie e università);
- La nascita dei personal computer (o PC, diffuso dall'IBM, negli anni '70. Olivetti e Apple iniziarono a produrre dei computer di dimensioni ridotte);
- L’avvento di Internet;
- La rivoluzione del iPhone (nascita dello smartphone).
Già a partire dagli anni ’90 si aumentò la potenza di calcolo e si ridusse il costo. E sempre negli stessi anni i personal computer iniziarono a diffondersi in casa. In quegli stessi anni Bill Gates e Paul Allen fondarono la Micro-soft Company (1975) divenuta poi Microsoft, nel 1985 da cui nacque il software “Word”. Successivamente è partita Steve Jobs, nel 2007, con Apple mise in commercio l’iPhone, sconvolgendo completamente il concetto di telefono che fino ad allora le grandi aziende avevano solo cercato di ridurre rispetto alle dimensioni. Così, nasce lo smartphone ovvero un oggetto” multiuso che incorpora diverse funzioni.
Si pensa che nel 1995 per accedere ad Internet si utilizzava un accoppiatore acustico che attraverso la cornetta del telefono permetteva di connettersi ad Internet. La velocità di trasmissione che raggiungeva era di 300 Baud, oggi una connessione base offre una velocità di Mega ovvero 3 ordini superiori di grandezza. Viviamo l'epoca del "always on", si "deve" sempre essere connessi a "qualcosa".
In particolare vi fu un cambio epocale; la velocità con la quale tutto è avvenuto ha fatto sì che molte persone nate prima di tutto questo cambiamento siano ancora tra noi e oltre a non poterlo mai potuto prevedere oggi compongono i cosiddetti "analfabeti digitali". L’epoca che viviamo è fatta di nativi digitali, in contrapposizione con coloro che non sono nati già con tutta questa infrastruttura tecnologica ma che l'hanno vista nascere crescere espandersi e prendere totalmente il controllo.
L'impatto che ha avuto la tecnologia sulla nostra vita lo si può in parte misurare con il tema del "digital divide" per poter analizzare quanto, dal punto di vista umano, possa essere difficile adeguarsi a quello che la tecnologia propone. L’impatto tecnologico e anche la forte accelerazione ha introdotto nuovi aspetti psicologici e fisici. Si pensi ad esempio al Internet Addiction Disorder, cioè il disturbo da dipendenza da Internet oppure a tutte le patologie articolari o posturali.
Internet of Things (IoT) pone sfide significative agli esperti di tecnologia con il compito di fornire soluzioni digitali semplici, sicure e intuitive da utilizzare e che costino anche poco agli utenti per l'accesso elettronico completo ai servizi ed Internet. La Norvegia è un esempio di un paese in uno stato di maturità digitale. Tuttavia, presenta ancora sfide importanti, come il problema di trovare nella comunità anziana i modi migliori per accedere e condividere informazioni sicure. Quindi, India e Norvegia hanno una comune sfida tecnologica: trovare modi per portare gli analfabeti digitali e gli anziani, insieme ai disabili, nel mondo digitale in modo facile, efficace e sicuro.
La ricerca su questo fenomeno ha contribuito a identificare diverse forme di divisione digitale su problemi relativi: alla capacità degli utenti di comprendere e utilizzare le tecnologie (alfabetizzazione tecnologica); alla capacità di una persona con specifiche disabilità fisiche di essere in grado di accedere ai contenuti tecnologici; al design più o meno intuitivo; funzionalità attuali e future che potrebbero non corrispondere ai desideri dell'utente. Il digital divide non è solo un puro fenomeno tecnologico, ma coinvolge anche aspetti umani e sociali. La presenza di individui che si trovano in una condizione di divisione per quanto riguarda la tecnologia crea ovviamente una questione di disuguaglianza sociale.
Esistono diversi filoni di studio, per quanto riguarda il mondo tecnologico:
- Visione tradizionale, accesso o non accesso alla tecnologia.
- Fenomeno multidimensionale, concentrarsi sul modo in cui le persone fanno uso della tecnologia e su altri aspetti.
- Differenze generazionali, riconoscendo che i diversi gruppi usano la tecnologia in modi diversi, e che tra questi gruppi esiste una certa differenza e il loro comportamento nell’uso può essere osservato.
- Inoltre, vengono presi in considerazione aspetti umani e sociali.
Negli ultimi decenni l'Europa ha assistito a un progresso sociale sostenuto. Tuttavia, il 30% degli europei non ha mai utilizzato Internet. Quindi uno degli obiettivi principali dell'Agenda digitale europea, è quello di migliorare l'alfabetizzazione digitale, partendo da una comprensione dei bisogni degli utenti, sui: compiti vengono eseguiti, motivazioni, contesto temporale e contesto geografico. Per progettare applicazioni che tengano conto del risultato che si vuole ottenere e non soltanto per realizzare "qualcosa", in modo da diminuire l’analfabetismo digitale attraverso l’effettiva erogazione di un servizio. Il cuore della fiducia nel ICT è la gestione della sicurezza e della privacy.
E vengono prese in considerazione 3 punti:
- Misure per garantire l'affidabilità dei contenuti;
- Modi per misurare la sicurezza e la privacy;
- Facilità d'uso attraverso meccanismi di autenticazione appropriati.
L’ISTAT pone l'Italia al 25esimo posto su 28 Paesi dell’Unione Europea, nonostante storicamente l’Italia sia stata tra i primi nell’Unione ad attivare una connessione Internet. Il vero driver di accesso alla rete resta lo smartphone, soprattutto per gli utenti con bassa scolarizzazione, mentre altri utenti fanno uso anche di altri dispositivi.
E gli italiani sono sopra la media Europea solo nell’uso per la partecipazione alla vita politica o la fruizione di video condivisi con altri utenti. Un altro punto interessante è quello che riguarda la pubblica amministrazione (PA). Le infrastrutture ICT (Information and Communications Technologies) svolgono un ruolo rilevante nella gestione dei servizi erogati dalla PA, e fungono anche da sviluppo economico.
Per Europa 2020, il governo italiano ha pubblicato una serie di politiche pubbliche per affrontare la questione del digital divide e per progredire nella digitalizzazione della pubblica amministrazione. L'Agenda digitale europea è stata firmata da tutti gli Stati membri nel 2010 e applicata in Italia nel 2012 con un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Questo decreto specifica le condizioni per l'applicazione dell'agenda digitale europea, concentrandosi su temi di: identità digitale, PA digitale, open data, educazione digitale, sanità digitale, digital divide, pagamenti elettronici e giustizia digitale.
Per poter raggiungere questi obiettivi il governo italiano ha creato un comitato direttivo per la digitalizzazione dell'AP diviso in sei diversi gruppi di lavoro corrispondenti a sei assi strategici di intervento, quali:
- Infrastrutture e sicurezza;
- E-commerce;
- E-government e dati aperti;
- Alfabetizzazione e competenze digitali;
- Ricerca e innovazione;
- Città e comunità intelligenti.
Il governo italiano nel 2009 ha avviato il piano e-Gov 2012 come parte di un'azione più ampia mirata all'innovazione e alla modernizzazione della PA italiana. Per quanto riguarda il settore dell'istruzione, il piano contribuisce a diffondere le tecnologie di Internet nelle scuole e nelle università, come:
- Offrire a tutte le scuole una connessione a Internet;
- Includere i contenuti digitali nei processi educativi;
- Offrire una serie di servizi basati sul web per facilitare l'interazione tra le famiglie;
- Creazione di un registro pubblico on-line;
- Fornire agli studenti un personal computer.
Il piano specifica anche le possibilità, per le scuole italiane, di utilizzare gli e-book e di trasmettere documenti tramite media digitali ad altri enti. Vengono inoltre fornite politiche specifiche sull'uso della posta elettronica, sulla creazione di open data e sul rispetto dei criteri di accessibilità. Queste misure promuovono un rinnovamento nel sistema educativo e sono misure necessarie per una transizione verso un uso completo delle tecnologie ICT da parte di studenti, famiglie e amministrazioni.
Modulo 2: Social media
La maggior parte dei siti supporta il mantenimento di reti sociali preesistenti, ma altri aiutano gli estranei a connettersi in base a interessi condivisi, opinioni politiche o attività. Alcuni siti si rivolgono a un pubblico eterogeneo, mentre altri attraggono persone basate su un linguaggio comune o su identità razziali, sessuali, religiose o basate sulla nazionalità. I siti variano anche nella misura in cui incorporano nuove informazioni e strumenti di comunicazione, come la connettività mobile, il blogging e la condivisione di foto e video.
I siti di social network sono servizi basati sul web che consentono agli individui di:
- Costruire un profilo pubblico o semi-pubblico all'interno di un sistema;
- Creare un elenco di utenti con cui condividono una connessione;
- Visualizzare e attraversare la loro lista di connessioni.
La natura e la nomenclatura di queste connessioni possono variare da sito a sito. Ciò che rende unici i siti di social network non è tanto consentire alle persone di incontrare estranei, ma piuttosto permettere agli utenti di rendersi visibili. Ciò può portare a connessioni tra individui che altrimenti non potrebbero esserci, e a poter quindi mantenere dei "legami latenti" con delle persone che altrimenti sarebbero connessioni offline.
Il più diffuso social network Cinese fino al 2017 era QQ; successivamente fu modificato per assonanza con un altro servizio di messaggistica ICQ nato. Comunque, QQ ha stabilito un record mondiale per avere il maggior numero di utenti online nello stesso tempo. Il primo sito social nasce nel 1997 con il nome di Sixdegrees, dava la possibilità agli utenti di creare un proprio profilo pubblico online, di gestire una lista di contatti e di interagire con altri utenti attraverso una chat privata. Da ricordare che, il termine social network non era ancora stato utilizzato in ambito informatico ed è stato un precursore per ciò che conosciamo oggi.
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