Marketing Digitale
Riassunto Moduli I e II
1 QUADRO STRATEGICO DI RIFERIMENTO DELLE IMPRESE
4 temi principali:
I. diffusione di internet e dei social media
II. nuovi comportamenti di acquisto e consumo
III. economia tradizionale e moderna
IV. implicazioni gestionali
1.1 Diffusione di internet e dei social media (in Italia e nel mondo)
1.1.1 Analisi Scenario MONDIALE
Tendenza per internet e mobile devices nella fascia 25-34 anni. Facebook è il social media più utilizzato in
questa fascia. Se si vuole raggiungere una fascia più bassa di età, si può fare riferimento a Instagram, che
è il social più utilizzato da quella fascia. In ordine di utilizzo decrescente abbiamo Facebook, Messenger e
WhatsApp.
1.1.2 Analisi scenario ITALIANO
Scenario che rispecchia la tendenza mondiale per internet e mobile devices; esiste un over del 130% per
possesso di connessioni mobile, ma il 90% della popolazione ha accesso a internet.
Analisi social media: quasi il 60% della popolazione ha accesso a un social media; comportamenti
predominanti troviamo l'utilizzo degli stessi in modo frequente per quasi 2h della propria giornata; ogni
utente ha quasi 8 account sui social e diversi utenti li usano anche per scopi lavorativi.
Il profilo utente medio, sia in analisi mondiale che italiana, è quello della fascia 25-34, anche se in Italia la
fascia 18-64 è ben distribuita e raggiungibile.
Quasi la metà della popolazione italiana può essere raggiunta su Facebook, usato in stessa proporzione
da maschi e femmine, mentre la crescita trimestrale è 0%. Il 37% della popolazione italiana può essere
raggiunta su Instagram, crescita del 2,6% trimestrale, non c'è differenza tra maschi e femmine. il 6% della
popolazione italiana può essere raggiunta su Twitter, in calo trimestrale del 11%, ed è usato
prevalentemente da maschi (61% vs 39%). Il 28% della popolazione italiana può essere raggiunta su
Linkedin, con crescita del 7,7% trimestrale, non ci sono differenze di genere nell'uso.
Scopo dell'impresa: individuare target di utenti che vuole raggiungere, individuare il social media con cui
riesce a raggiungere meglio il target.
Gli italiani acquistano online prevalentemente la musica, seguita dai viaggi, ai dispositivi tecnologici e
videogames. Metodo di pagamento utilizzato prevalentemente è la carta di credito.
Nel 2019 circa 5 miliardi di $ sono stati spesi per AD digitali in generale. Il trend di queste spese è in crescita
generale del 10%, con incremento verso i social media, ovvero le imprese puntano i social media.
1.2 I nuovi comportamenti del consumatore
I consumatori odierni hanno un accesso a internet da più device. Internet cresce come canale d'acquisto
ma molto anche come canale d'informazione e di intrattenimento. I consumatori diventano quindi
sempre più connessi e multitasking. Diventano più volubili, ovvero fedeli a più marche e non più ad una
sola.
Internet offre ai consumatori:
accesso 24h/24 al punto di vendita;
disponibilità di numero illimitato di alternative;
confronto più facile dei prezzi e di qualità;
riproduzione di vecchi modelli di acquisto;
co-produzione della propria offerta.
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Author: Lorenzo Rasella
L'impatto sulla rete va oltre l'e-shopping, perché Internet è fonte di informazione e socializzazione, oltre
che all'apprendimento del consumo. Si riduce l'asimmetria informativa che privilegiava il venditore,
quindi il consumatore acquisisce più potere contrattuale.
L'e-consumer è un consumatore:
nomade;
eclettico (multicanale);
selettivo (si basa su diverse informazioni);
competente;
sensibile al prezzo;
critico ma anche influenzabile;
esigente (servizi personalizzati);
condivide (sharing economy).
I Millennials sono anch'essi dei e-consumer, perché nati e cresciuti con le tecnologie.
1.3 Economia tradizionale vs. moderna
A ( ):
PPROCCIO TRADIZIONALE RISORSE TANGIBILI
A. valore intrinseco di beni e servizi;
B. transazione di breve durata tra impresa e consumatore;
C. soddisfazione del cliente.
A ( ):
PPROCCIO MODERNO RISORSE INTANGIBILI
A. valore non intrinseco, ma co-determinato da cliente e impresa per un consumo consapevole;
B. transazione di lunga durata tra impresa e consumatore;
C. co-produzione con il cliente e si personalizza l'offerta;
D. consumatore diventa parte essenziale della catena del valore (prosumer).
Disruption: fenomeno per cui una piccola impresa riesce a mettere in crisi delle imprese forti sul mercato.
Delle start-up entrano nel mercato dominato da grandi imprese. Esse si dedicano a piccoli settori
inutilizzati, ovvero specializzati, quindi diventano esperti di quel settore. Dopodiché espandono i loro
servizi al resto del mercato, e le grandi imprese non riescono a reagire. Si crea quindi la disruption, ovvero
i clienti iniziano a spostare il mercato verso le nuove imprese.
Un esempio più classico è quello tra Netflix e Blockbuster. Netflix quando è stato creato nel 1997, era
specializzato nel noleggio di vecchi film. Man mano che si è evoluta la tecnologia, Netflix ha approfittato
dello streaming per espandersi, quindi ha attirato la clientela di Blockbuster, creandosi quindi a una
disruption.
Un altro esempio è WhatsApp, che distrusse il mondo degli SMS in 4 anni. Fu una start-up che ebbe un
tasso di crescita elevato. Nata nel 2009, si è evoluta subito e ha disgregato il mondo degli SMS insieme
alle sue concorrenti.
CASO AZIENDALE: Telecom
Campagna lanciata tra il 2010 e il 2011, con obiettivo di rafforzare la leadership nel mercato delle
comunicazioni. Adottato sistema di storytelling, e racconta la storia della bambina facendo focus su mezzi
di comunicazione. Il messaggio che vuole comunicare è che nel tempo cambia il modo di comunicare le
emozioni ma non le emozioni stesse. Telecom racconta l'evoluzione dei mezzi di comunicazione
attraverso la vita quotidiana. Verso fine 2011 viene lanciata una campagna chiamata “Futura Francesca”,
la quale chiedeva ai partecipanti di creare il sequel dello spot. Telecom quindi crea il sito e nasce quindi il
social storytelling, vengono quindi prese 7 storie tra quelle più gradite dagli altri utenti.
Quindi, Telecom procede così e crea il social storytelling:
dà degli spunti narrativi agli utenti;
gli utenti trovano l'ispirazione;
inventano la propria visione del mondo futuro;
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Author: Lorenzo Rasella
scrivono il loro spot ideale;
lo diffondono;
vedono se effettivamente si trasforma in realtà, ovvero se viene messo nello spot finale.
Altra campagna che ebbe successo è quella “è bello aver tutto”. Telecom sfrutta la popolarità del
ballerino Sven Otten e quindi creano degli spot facendo ballare la gente tramite la sua popolarità. La
nuova campagna si basa sul fatto che trasmette energia e positività. Questa campagna riprende anche la
quotidianità, infatti vengono ripresi negli spot degli aspetti quotidiani. Vengono fatti diversi esempi
sempre con il ballerino da parte di Telecom, con sempre come base le emozioni e la quotidianità. La stessa
cosa viene fatta anche dai competitor con lo stesso filone di base e usando personaggi famosi.
ALCUNE DEFINIZIONI
BISOGNO Mancanza percepita di qualcosa
PREFERENZA/DESIDERIO Ciò che può soddisfare al meglio una necessità
PRODOTTO Un insieme di benefici
CLIENTI Persone/imprese che acquistano prodotti/servizi
CONSUMATORI Coloro che utilizzano veramente il prodotto o lo consumano
DOMANDA Richiesta di acquisto del potenziale cliente in grado di pagare per
ottenere ciò che desidera
MERCATI Tutti i compratori effettivi e potenziali dei prodotti dell’impresa
PREZZO Quantità di denaro che si deve corrispondere per acquistare il prodotto
PUBBLICO Organizzazioni o individui che hanno influenza reale o potenziale
sull’impresa operante sul mercato
VALORE Indica quanto vale il prodotto nella percezione del cliente o consumatore
MARKETING INTERNO Assicurare che tutti, all’interno dell’impresa, siano non solo consci delle
politiche aziendali, ma anche disposte ad accettarle e sostenerle
TERMINI FONDAMENTALI
SEGMENTAZIONE Suddivisione del mercato in base a gruppi distinti di acquirenti omogenei
TARGETING Individuazione del gruppo cui rivolgersi
POSIZIONAMENTO Creazione di un’immagine appropriata dell’impresa nella mente del
consumator
MARCA/BRAND Identità dell’azienda sul mercato; insieme astratto e dinamico di valori, ovvero
come viene percepito dal pubblico
MARCHIO Simbolo o segno grafico che identifica una marca/brand
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2 IL CONCETTO DI MARKETING
2.1 Strutture competitive dei mercati
Numero elevato di fornitori con la stessa forza competitiva, numero elevato
CONCORRENZA di consumatori, prodotti omogenei e comunicazione perfetta. Prettamente
PERFETTA a livello teorico
Fornitore che opera sul mercato, forza tale da poter dominare l’intero
CONCORRENZA mercato. Mercato diversificato, ovvero diversi e non omogenei. Esempio:
MONOPOLISTICA mercato bibite analcoliche (CocaCola & PepsiCo)
Pochi fornitori perché ci sono costi e barriere molto elevate. Mercato quindi
OLIGOPOLIO controllato da poche imprese
Una sola impresa che produce e fornisce un prodotto non sostituibile da
MONOPOLIO altri. Struttura rara, però trovabile (esempio: rete distribuzione elettricità)
2.2 Perché nasce il Marketing?
Se un'impresa opera in un mercato di concorrenza perfetta, unica variabile sono i costi, mentre nel
monopolio l'unica variabile è massimizzare profitti. Si sviluppa il marketing nell'oligopolio, perché la
domanda non è infinitamente elastica, bisogna quindi analizzarla; ed esiste quindi una reazione dei
concorrenti, bisogna quindi analizzare la concorrenza. Abbiamo quindi il MARKETING STRATEGICO.
Tra concorrenza perfetta e oligopolio abbiamo differenze tra prodotto, prezzo, informazione e spazio.
Abbiamo quindi il MARKETING OPERATIVO.
Per raggiungere propri obiettivi, l'azienda deve conoscere i bisogni e desideri del target, e avere capacità
di soddisfare i clienti. Bisogna quindi passare da un'ottica push a pull: invece che spingere verso il
consumatore, bisogna partire dal consumatore.
2.3 Che cos'è il Marketing?
Processo sociale e manageriale diretto a soddisfare i bisogni e le esigenze attraverso processi di creazione
e scambio di prodotti e valori.
Obiettivi: acquisire nuovi clienti, mantenere clienti acquisiti, interpretare nuovi comportamenti di
consumo.
2.4 Lo sviluppo del concetto di Marketing Orientamento alla
RELAZIONE
• dallo scambio alla
transazione alla
partnership
Orientamento alla Orientamento al Orientamento alle Orientamento al • dall'iterazione
all'interazione alla
PRODUZIONE PRODOTTO VENDITE MARKETING fiducia ai social network
• migliorare processi • migliorare prodotti • focus su strategie di • focus sul consumatore • focus su ciclo di vita del
produttivi offerti al mercato in promozione • cliente diventa oggetto cliente
termini di:
• migliorare profitto • persuasione del marketing • ELEMENTI CHIAVE
• qualità consumatore
• produrre prodotti • partire dal consumatore • costruzione fedeltà
standard per mercato • prestazioni • far acquistare prodotti della clientela
massivo della propria azienda
• funzionalità • instaurare rapporto
• focus del marketing:
• attenzione sul prodotto reciprocamente
comunicazione e
ma non su chi lo vantaggioso
strategia
consuma • disponibilità ad
adattare
comportamenti
dell'organizzazione al
fine di preservare la
continuità della
relazione nel tempo
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CASO AZIENDALE: Winner Taco
Algida fa parte dell'Unilever, è un'azienda italiana di gelati confezionati. Fa parte di Unilever anche la
Klondike.
Essa lancia nel 1980 il Choco Taco. Lo stesso gelato viene lanciato in Italia nel 1999 da Algida con differenza
di ripieno. Winner Taco fu un flop secondo Algida, quindi lo ritira dal mercato e lancia Magnum. I
fedelissimi iniziano una battaglia per riavere il prodotto cancellato dal mercato. Nasce una petizione social
e diverse organizzazioni di rivolta. Vengono create anche delle caricature. Algida comincia a dare ascolto
alle richieste e crea sui social il sondaggio sul gelato preferito. Nel 2014, dopo che ha vinto il Winner Taco,
Algida ritorna a produrre il prodotto.
Quindi Algida è un esempio dove fa ascoltare e analizzare ai clienti ciò che vogliono attraverso i social
network. Da questo caso si può trarre la potenzialità della rete e il comportamento delle imprese, che deve
essere aperto ad ascoltare la voce dei consumatori, in modo tale da creare scambio di valori reciproci.
2.5 Dal Marketing al Societing al Social Media Marketing
L’impresa è un attore in un contesto sociale, in continua evoluzione, grazie alle nuove tecnologie. Siamo
nella fase di Rivoluzione Orizzontale: i social ci aiutano a elaborare una nuova forma di business in cui il
ruolo principale è affidato ai consumatori.
Societing: nuova forma di marketing che sfrutta la sociologia.
Marketing Strategy deve essere aiutata dal Web Marketing e Social Media Marketing (SMM). Bisogna
captare i bisogni dei due sottogruppi, quindi adottare strategie di marketing multicanale.
SMM: finalizzato a generare visibilità dell'impresa nei social media, attraverso diversi strumenti e pratiche.
Alla base c'è la gestione della comunicazione aziendale, attraverso piattaforme non gestite dall'azienda
Paid Media: spazi pubblicitari a pagamento
Owned Media: media di proprietà dell'azienda
Earned Media: dove vengono distribuiti i messaggi senza avere costi diretti all'azienda.
2.5.1 Le quattro aree dei social media Twitter – Facebook – LinkedIn –
SOCIAL COMMUNITY Condividere – Socializzare – Conversare GPlus
Commerciale – Editoriale – Condivisione Blog – Siti media come
SOCIAL PUBLISHING contenuti YouTube
Facebook – Groupon -
SOCIAL COMMERCE Vendita – Risorse umane TripAdvisor
SOCIAL Gioco – svago - arte Second Life – Come2Play
ENTERTAINMENT
2.6 Il Marketing e le altre funzioni aziendali
Nel corso del tempo, modifica dell'orientamento del marketing. Si è modificato anche il ruolo del
marketing all'interno delle imprese. È diventato centrale il ruolo del cliente, perché è diventato cliente
attivo.
2.7 I compiti quotidiani del Marketing
Chi opera nel marketing tradizionale gestisce le 4 P:
1. product
2. place
3. promotion
4. price
Bisogna aggiungere altre 3 P:
5. people (persone che possono influire direttamente o indirettamente sul successo della strategia
di marketing)
6. process (processi per la fornitura di un prodotto o servizio da parte del cliente)
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7. physical evidence (elementi tangibili, ma anche l'accoglienza nel negozio o la sicurezza dell'e-
commerce)
Le 7 P sono risultate efficienti per il marketing tradizionale, però per l'internet marketing bisogna adottare
una nuova strategia, quella delle 3 C:
Commerce: prezzo, prodotto, promozione e distribuzione;
Community: capacità di un sito di stimolare interazione con utente;
Content: capacità di un sito di elaborare informazioni in linea con l'interesse dell'utente.
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3 GLI STRUMENTI DEL MARKETING STRATEGICO
D ' , ' : '
ALL ANALISI DEL SETTORE ALL ANALISI DELLA CONCORRENZA GLI STRUMENTI PER L ANALISI COMPETITIVA E
'
L INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI CRITICI DI SUCCESSO
Punto di partenza di un'impresa: analisi del mercato e della concorrenza. Definire quindi cosa vogliono
i clienti e come si comporta la concorrenza. Obiettivo: identificare i fattori critici di successo.
3.1 Strumenti per l’analisi
3.1.1 Analisi dell'ambiente esterno (modello delle 5 forze competitive)
Modello di Porter, modello delle 5 forze competitive. Paradigma Struttura-Condotta-Performance. È
un'evoluzione del paradigma. Porter, partendo dal paradigma, inserisce il suo modello con delle
assunzioni di base:
le strategie delle imprese possono modificare il settore, ma anche le forze competitive
le imprese possono sfruttare le discontinuità del settore
le performance aziendali non sono determinate solo dalle caratteristiche del settore, ma anche
dalle strategie dell'impresa stessa
REDDITIVITÀ POTENZIALE Struttura del settore
REDDITIVITÀ EFFETTIVA Analisi del comportamento aziendale
Obiettivo delle imprese: creazione di valore per il cliente. Compito dell'impresa è quello di creare valore
diverso dai competitors.
Porter individua 5 forze competitive che agiscono nel settore, che insieme e collegate portano allo
sviluppo del settore.
3.1.1.1 Le 5 forze competitive
I FORNITORI Analisi del potere contrattuale: più è alto, più il settore è COMPETITIVO
II CLIENTI
III POTENZIALI ENTRANTI Analisi delle minacce varie: più sono presenti, più il settore è
IV PRODOTTI COMPETITIVO
SOSTITUTIVI
V CONCORRENTI Analisi dei concorrenti del settore
3.1.1.2 Determinanti strutturali della competizione
Dipende da: concentrazione, diversità,
RIVALITÀ Maggiore
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