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I fisiocratici

La fisiocrazia è una corrente di pensiero economica che si afferma in Francia attorno al 1750. Il suo esponente più importante è Francois Quesnay, il quale crea il Tableau Economique.

I fisiocratici intendono la ricchezza in termini di capacità produttiva che coincide con il prodotto netto (prodotto netto = produzione totale – produzione anticipata). La ricchezza non deriva dal patrimonio ma dal reddito; si passa dunque da una visione statica a una dinamica della ricchezza.

Classi sociali secondo i fisiocratici

I fisiocratici dividono la società in tre classi:

  • Aristocratici (re, nobili) = affittano le terre e le amministrano;
  • Produttiva (estrattori e agricoltori) = lavorano/estraggono la terra producendo qualcosa che prima non esisteva;
  • Sterile (artigiani) = trasformano cose già esistenti e quindi non producono nulla.

Il Tableau Economique

Il Tableau Economique è una delle opere più importanti di Francois Quesnay, il maggior esponente dei fisiocratici. Si tratta del primo modello che rappresenta il sistema economico dell’epoca. Questo modello mostra come avviene lo scambio di materie prime, denaro, manufatti e prodotti agricoli fra le classi sociali. Inoltre, studiando il tableau economique, è possibile notare che alla fine di ogni ciclo, il valore dei beni posseduti da ciascuna classe rimane invariato.

Questo modello presenta dei limiti: solo l’agricoltura viene considerata un’attività produttiva, perché l’idea di produzione era collegata esclusivamente alla terra.

Adamo Smith

Nella sua opera più importante (La ricchezza delle nazioni), Smith stabilisce che la ricchezza di un paese dipende dalla crescita del suo sistema economico.

Secondo Smith, la ricchezza è data dal lavoro e viene misurata con il reddito, inteso come flusso lavorativo dinamico che si accumula in un certo periodo di tempo. La ricchezza di una nazione è misurata con il reddito pro-capite, dato da: Y/N = (Y/L)°(L/N).

Y indica il valore complessivo dei beni prodotti; N indica il numero di persone; L indica il numero di persone impiegate in un’attività lavorativa; (Y/L) indica la produttività del lavoro, esso è un indice che permette di capire in quale misura si distribuisce il valore prodotto fra la popolazione; dunque (Y/L) indica l’efficienza con cui vengono svolte le attività economiche. (L/N) indica il tasso di attività e cioè la frazione di popolazione impiegata in una attività economica.

Di questi rapporti, il più importante è la produttività del lavoro (che dipende soprattutto dalla specializzazione) perché, come accade nei paesi sottosviluppati, il tasso di attività potrebbe essere molto alto ma l’efficienza delle attività economiche no.

La specializzazione e gli scambi

La specializzazione è il fattore fondamentale della produttività del lavoro perché permette di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e sviluppare nuove tecnologie.

Il presupposto per la specializzazione è lo scambio perché ogni persona vuole ottenere un vantaggio da esso; questo è possibile solo se esistono merci più competitive rispetto ad altre dello stesso tipo. Lo scambio spinge le attività economiche simili a copiarsi e migliorarsi, attraverso l’allocazione delle risorse, per ottenere vantaggio e non soccombere nel mercato. Per queste ragioni, Smith sosteneva che “l’egoismo personale produce il benessere sociale”.

La facilità degli scambi dipende dall’espansione dei mercati che determina lo sviluppo delle comunicazioni, dei trasporti e della sicurezza nella circolazione del denaro; tutto ciò favorisce la produttività del lavoro. Secondo Smith, i dazi d’importazione dovevano essere eliminati per favorire una crescita più uniforme del sistema economico di una nazione.

Esistono due tipi di scambio: Merce contro merce e Merce contro Moneta. Nel primo caso si parla di baratto, il quale consiste nello scambiare merci di pari valori quando non c’è più fiducia nella moneta. La merce contro Moneta consiste nell'acquisire o cedere la proprietà di un bene in cambio di una certa quantità di moneta.

L’analisi dei prezzi

Per capire l’analisi dei prezzi di Smith bisogna conoscere alcune definizioni. Secondo Smith, per avere uno scambio equilibrato è necessario considerare due merci (x ed y) nelle medesime quantità ma con prezzi nominali (Px e Py) differenti.

Px° Qx = Py° Qy  dividendo ambi i membri per Py si ottiene che Px/ Py = Qy / Qx

  • (Px e Py) = Prezzo nominale di una merce = Indica la quantità di moneta necessaria ad acquistare o cedere una merce.
  • (Px/Py) = Prezzo relativo di una merce = esprime il rapporto tra i prezzi nominali di due merci.
  • (Qy/ Qx) = Rapporto di scambio = indica il rapporto tra le quantità analoghe di merci scambiate, che equivale quindi a 1.

La teoria del valore

Secondo Smith, il valore di una merce può essere inteso in due modi: il valore d’uso e il valore di scambio.

  • Il valore d’uso indica la capacità del bene di soddisfare un certo bisogno. L’acqua, nel deserto, ha un elevato valore d’uso.
  • Il valore di scambio è una misura intrinseca che dipende dal lavoro comandato: si tratta del rapporto tra il prezzo nominale di una merce e il prezzo nominale del lavoro  Pi/W. Il lavoro comandato esprime il numero di ore di lavoro che bisogna compiere per ottenere un salario corrispondente al prezzo della merce considerata (se un’ora di lavoro costa 5 euro e la merce ha un prezzo di 30 euro, allora il lavoro comandato della merce sarà di 6 ore). Smith considera il lavoro e non la moneta perché quest’ultima era eccessivamente variabile nel tempo.

Il valore di scambio di una merce dipende anche dal tipo di economia considerata: nelle economie primitive, il lavoro comandato coincide con quello incorporato e cioè il costo del lavoro.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PLANESET di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Varri Pierpaolo.
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