Microeconomia primo parziale
Capitolo 1
Lo studio dell'economia si compone di due parti: la microeconomia e la macroeconomia. La microeconomia si occupa del comportamento di singoli agenti economici: consumatori, lavoratori, investitori, proprietari terrieri, imprese, quindi chiunque abbia un ruolo funzionale nella nostra economia. La microeconomia spiega come e perché gli agenti compiono scelte economiche, ad esempio descrive il modo in cui i consumatori prendono decisioni d'acquisto o come variazioni dei redditi e prezzi influenzino le loro scelte. La microeconomia inoltre analizza come gli agenti economici interagiscano per formare unità più grandi come mercati e industrie.
I temi della microeconomia
Buona parte della microeconomia ha a che fare con dei limiti (come redditi limitati, ore di lavoro limitate), lo scopo della microeconomia è quindi quello di trovare un modo per gestire al meglio questi limiti; in particolare si occupa dell'allocazione di risorse scarse, ad esempio come i consumatori possono distribuire nel migliore dei modi i propri redditi limitati tra i diversi beni e servizi acquistabili. Nelle economie pianificate, come quelle di Cuba o Corea del Nord, le decisioni relative all'allocazione di risorse sono prese principalmente dal governo; infatti le imprese ricevono indicazioni su come operare, quindi su cosa produrre, le quantità e in che modo. Purtroppo, i lavoratori godono di poca flessibilità nella scelta della professione, così molti degli strumenti della microeconomia hanno scarsa rilevanza in questi paesi.
Concetto di trade-off
Diversamente, nelle economie di mercato, i consumatori, lavoratori, imprese godono di una flessibilità e possibilità di scelta molto maggiore nell'allocazione di risorse scarse. Infatti, lo scopo della microeconomia è quello di descrivere il trade-off (scelte tra alternative) che i consumatori, lavoratori e imprese devono affrontare e mostrare come individuare il trade-off ottimale.
Principali soggetti nell'economia e mercato
- Consumatori: percepiscono redditi limitati, che possono spendere in un'ampia gamma di beni e servizi, oppure risparmiare per il futuro. È stata elaborata la "teoria del consumatore", la quale descrive il modo in cui i consumatori, in base alle loro preferenze, massimizzano il proprio benessere mediante un trade-off tra l'acquisto di una maggiore quantità di alcuni beni e l'acquisto di una minore quantità di altri beni.
- Lavoratori: devono affrontare vincoli e trade-off, in primo luogo le persone devono decidere se e quando entrare a far parte della forza lavoro, poi devono gestire il trade-off tra lavorare subito (ottenendo immediatamente un reddito) e proseguire gli studi (nella speranza di ottenere un reddito più alto in futuro). Inoltre, devono affrontare un trade-off sulla scelta del posto di lavoro, ad esempio lavorare per grandi imprese che garantiscono un posto sicuro, infine affrontano un trade-off tra lavoro e tempo libero.
- Imprese: devono affrontare limitazioni relative ai tipi di beni che possono produrre, in che quantità e alle risorse disponibili per produrli. La "teoria dell'impresa" descrive come individuare un trade-off migliore. L'impresa è anche vincolata dalle risorse finanziarie e dalla capacità produttiva degli impianti.
Prezzi e mercati
Un altro importante tema della microeconomia è il ruolo dei prezzi. Attraverso il trade-off, i consumatori possono fare, per esempio, la scelta migliore considerando le loro preferenze e i prezzi dei prodotti, i lavoratori possono scegliere tra lavoro e tempo libero in base al proprio salario, mentre le imprese scelgono se assumere altri lavoratori o acquistare nuovi macchinari anche in base ai salari ed ai prezzi delle macchine. La microeconomia descrive il modo in cui vengono determinati i prezzi.
In un'economia pianificata i prezzi sono decisi dal governo, al contrario, in un'economia di mercato, i prezzi sono determinati dalle interazioni tra consumatori, lavoratori e imprese; queste interazioni hanno luogo nei mercati, insieme di acquirenti e venditori che determinano il prezzo di un bene anche in base alla concorrenza. Un terzo grande tema della microeconomia è il ruolo centrale dei mercati.
Teoria e modelli
Come ogni scienza, l'economia è interessata alle spiegazioni dei fenomeni osservati, ad esempio, quanti lavoratori verranno assunti o licenziati da un'impresa se il prezzo delle materie prime aumenta del 10%? Le spiegazioni e le previsioni si basano su teorie, che vengono sviluppate per spiegare i fenomeni osservati in termini di una serie di regole e postulati. La teoria dell'impresa si basa su un semplice postulato: le imprese puntano a massimizzare i profitti. Attraverso questo, le imprese scelgono le quantità di lavoro e di capitale da utilizzare. La teoria spiega inoltre come queste scelte dipendono dai prezzi dei fattori produttivi, quali il capitale, il lavoro, le materie prime.
Le teorie economiche costituiscono la base per la formulazione di previsioni. La teoria dell'impresa consente di stabilire se il livello di produzione di un'impresa aumenterà o diminuirà a seguito di un aumento del livello del salario. Con l'applicazione di tecniche statistiche ed econometriche, le teorie possono essere usate per costruire modelli tramite i quali effettuare previsioni quantitative. Un modello è una rappresentazione matematica, basata su una teoria economica, di un'impresa, di mercato o di un'altra entità, ad esempio si potrebbe creare un modello di una particolare impresa e utilizzarlo per vedere di quanto varierà il suo livello di produzione in base a una diminuzione del prezzo delle materie prime del 10%. La statistica e l'econometria consentono inoltre di misurare la precisione delle previsioni.
Poiché nessuna teoria è perfetta, l'utilità e la validità di essa dipendono dalla sua capacità di spiegare e prevedere i fenomeni che intende spiegare e prevedere, infatti esse vengono continuamente verificate rispetto ai dati osservati e a seguito di questo vengono modificate, perfezionate o abbandonate. Questo processo di perfezionamento delle teorie è fondamentale nello sviluppo dell'economia come scienza.
Analisi positiva e analisi normativa
La microeconomia affronta questioni di natura:
- Positiva: riguarda spiegazione e previsioni; descrivono relazioni di causa ed effetto, ad esempio, se il governo italiano limita le importazioni di automobili, cosa accadrà al prezzo, alla produzione, alla vendita di auto?
- Normativa: riguarda ciò che dovrebbe essere; vanno oltre le spiegazioni e previsioni per chiedersi quale sia la scelta migliore.
Cos’è un mercato?
È possibile suddividere i singoli agenti economici in grandi gruppi in base al loro ruolo:
- Acquirenti: comprende consumatori (acquistano beni e servizi), imprese (acquistano lavoro, capitale, materie prime per produrre beni e servizi).
- Venditori: imprese, lavoratori (vendono servizi), proprietari di risorse.
In generale si considera un soggetto come un acquirente quando acquista qualcosa e venditore quando vende. Acquirenti e venditori interagiscono tra di loro, dando luogo ai mercati. Un mercato è l'insieme degli acquirenti e venditori che, attraverso le loro interazioni effettive o potenziali, determinano il prezzo di un prodotto o di un gruppo di prodotti. Un mercato ha un confine più ampio di un'industria; per industria si intende un insieme di imprese che vendono lo stesso prodotto o prodotti strettamente correlati, essa costituisce il lato dell'offerta del mercato.
Gli economisti si occupano spesso della definizione di mercato, ovvero determinare quali acquirenti, venditori e gamma dei prodotti debbano essere inclusi in un particolare mercato (quando si parla di mercati bisogna tener conto anche del concetto di arbitraggio, pratica che consiste nell'acquistare un prodotto a prezzo basso in un luogo per poi vendere a prezzo maggiore altrove).
Mercati concorrenziali e mercati non concorrenziali
- Mercato perfettamente concorrenziale: mercato in cui operano molti acquirenti e venditori, in cui ognuno di essi, singolarmente, può influenzare in modo significativo il prezzo.
- Mercato non concorrenziale: anche se comprendono un alto numero di produttori, le singole imprese sono in grado, accordandosi tra di loro, di influenzare il prezzo, come nel mercato mondiale del petrolio, che dai primi anni '70 è dominato dal cartello dell'OPEC, un gruppo di produttori che agiscono collettivamente.
Prezzo di mercato
In un mercato perfettamente concorrenziale, si impone normalmente un unico prezzo per ogni prodotto, il prezzo di mercato, ossia il prezzo prevalente in un mercato concorrenziale. Tuttavia, i prezzi di mercato, in particolare nei mercati concorrenziali, della maggior parte dei beni fluttuano nel tempo, e per molti beni le fluttuazioni sono molto rapide, come nel mercato azionario dove il prezzo di un'azione può variare di minuto in minuto. Nei mercati che non sono perfettamente concorrenziali le diverse imprese potrebbero praticare prezzi differenti per lo stesso prodotto, ciò può accadere perché uno dei produttori cerca di sottrarre clienti ai concorrenti.
Definizione ed estensione del mercato
Per poter determinare l'estensione del mercato bisogna determinare i suoi confini, sia in termini geografici sia in termini della gamma dei prodotti, successivamente è possibile identificare gli acquirenti e i venditori da includere in un determinato mercato. La definizione del mercato è importante per due ragioni:
- Le imprese devono capire quali sono i loro concorrenti effettivi e potenziali per i vari prodotti che esse vendono o potrebbero vendere in futuro. Devono inoltre conoscere i confini di prodotto e geografici dei loro mercati per fissare i prezzi, determinare i budget pubblicitari e prendere le decisioni di investimento.
- La definizione del mercato può essere importante per le decisioni di politica pubblica. Il governo dovrebbe consentire la fusione o un'acquisizione tra imprese che producono beni simili o dovrebbero osteggiarla? La risposta dipende dall'impatto di tale fusione o acquisizione sulla concorrenza e sui prezzi; spesso una simile valutazione può essere effettuata solo definendo un mercato.
Prezzi reali e prezzi nominali
Quando si confrontano prezzi riferiti a tempi diversi occorre tenere conto dell'inflazione.
- Prezzo nominale di un bene è il suo prezzo assoluto.
- Prezzo reale di un bene è il prezzo rivalutato tenendo conto dell'inflazione.
Per i beni di consumo, la misura aggregata dei prezzi più utilizzata è l'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC). Le variazioni percentuali dell'IPC misurano il tasso di inflazione dell'economia. A volte siamo interessati ai prezzi delle materie prime e di altri prodotti semilavorati acquistati dalle imprese o ai prezzi dei prodotti finiti acquistati all'ingrosso dai commercianti. In questo caso, la misura aggregata dei prezzi più utilizzata è l'Indice dei Prezzi alla Produzione. In Italia, gli indici dei prezzi sono elaborati dall'ISTAT.
Mettendo a confronto il prezzo reale di un bene nel 1970 con quello del 2012, si procede calcolando la variazione percentuale:
(prezzo reale 2012 - prezzo reale 1970) / prezzo reale 1970 = risultato x 100 = %
Ad esempio, attualizziamo 500 lire del 1970 al 2012:
500 lire = 0,25 €
0,25 : IPC2010 = x : IPC1970
x = 0,25 * (IPC2010 / IPC1970)
Capitolo 2: Domanda e offerta
L'analisi della domanda e offerta è uno strumento fondamentale e potente, applicabile a un'ampia varietà di problemi interessanti e importanti tra cui:
- Comprendere e prevedere come le variazioni delle condizioni economiche mondiali influiscono sul prezzo di mercato e sulla produzione.
- Valutare l'impatto degli interventi pubblici.
- Determinare gli effetti sui consumatori e sui produttori di tasse, sussidi, dazi doganali e quote alle importazioni.
Per descrivere i meccanismi di mercato è opportuno utilizzare ed esaminare le curve di domanda e di offerta; la domanda e l'offerta raggiungeranno un equilibrio che determina il prezzo di mercato di un bene e la quantità totale prodotta. La quantità e il prezzo determineranno dalle particolari caratteristiche della domanda e dell'offerta.
Domanda e offerta
Il modello di domanda e offerta è lo strumento fondamentale della microeconomia e serve per capire perché e come i prezzi variano e cosa accade quando il governo interviene sul mercato.
Curva di offerta
È la relazione tra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere e il prezzo del bene (relazione tra quantità offerta e il prezzo). Si può esprimere questa relazione attraverso l'equazione Q0=Q0(P). La curva di offerta, indicata con O, mostra come varia la quantità di un bene offerta sul mercato al variare del prezzo del bene.
La curva è crescente, maggiore è il prezzo, più le imprese sono in grado e hanno la volontà di produrre e vendere. Se i costi di produzione diminuiscono, le imprese possono produrre la stessa quantità a un prezzo inferiore o quantità maggiori allo stesso prezzo → la curva di offerta si sposta verso destra. Le variabili che influiscono sull'offerta e sulla quantità da produrre sono molteplici:
- Prezzo, più è alto più le imprese sono in grado e desiderano produrre e vendere.
- Costi di produzione: salari, costo materie prime.
Una variazione di uno o più di questi fattori si traduce in uno spostamento della curva di offerta.
Esempio
- Curva O: al prezzo P1 la quantità prodotta e venduta è Q1.
- Se il costo delle materie prime diminuisce cosa accade?
Rende la produzione più redditizia, incoraggia le imprese esistenti a incrementarla e consente a nuove imprese di fare il loro ingresso nel mercato. Se il prezzo di mercato rimanesse stabile a P1, osserviamo una maggiore quantità di offerta; → incremento da Q1 a Q2. In conclusione: Quando i costi di produzione diminuiscono, la produzione aumenta, indipendentemente dal prezzo di mercato, l'intera curva di offerta si sposta quindi verso destra.
Curva di domanda
È la relazione tra la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare e il prezzo di un bene (relazione tra quantità domandata e prezzo). Si può esprimere questa relazione attraverso l'equazione Qd=Qd(P). La curva di domanda, indicata con D, mostra come la quantità di un bene domandata dai consumatori dipende dal prezzo del bene.
La curva è decrescente (mantenendo costante gli altri fattori), i consumatori saranno disposti ad acquistare una maggiore quantità di beni se il prezzo diminuisce. Le variabili che influiscono sulla quantità domandata sono molteplici:
- Reddito.
- Clima.
- Prezzi di altri beni.
Per la maggior parte dei prodotti, la quantità domandata aumenta al diminuire del prezzo. L'aumento del livello di reddito sposta la curva di domanda verso destra.
Esempio
- Cosa succede alla curva di domanda se i redditi aumentano?
Se il prezzo di mercato si mantiene costante a P1, la quantità domandata aumenta, da Q1 a Q2; → questo avviene indipendentemente dal prezzo di mercato; il risultato è uno spostamento verso destra della curva di mercato.
- Quale prezzo sarebbero disposti a pagare per acquistare una determinata quantità Q1?
Disponendo di un reddito maggiore i consumatori dovrebbero essere disposti a pagare un prezzo maggiore, P2, invece del prezzo P1 → anche in questo caso la curva si sposta verso destra.
La domanda è influenzata anche dalle variazioni dei prezzi dei beni affini. Ci sono due tipi di beni:
- Sostituti: quando l'aumento del prezzo dell'uno conduce all'aumento della quantità domandata dell'altro, come rame e alluminio; dato che spesso negli impieghi industriali uno può essere sostituito con l'altro, la quantità domandata di rame aumenta se il prezzo dell'alluminio cresce.
- Complementi: quando l’aumento del prezzo dell’uno determina la diminuzione della quantità domandata dell’altro, come automobili e benzina; dato che tendono a essere utilizzate insieme, la diminuzione del prezzo della benzina incrementa la quantità domandata delle automobili.
Meccanismo di mercato ed equilibrio
L'asse verticale indica il prezzo di un bene, P, che attualmente i venditori percepiscono per una data quantità di offerta e che gli acquirenti pagano per una data quantità domandata. L'asse orizzontale rappresenta la quantità totale domandata e offerta, Q. Le due curve si intersecano in corrispondenza del prezzo e della quantità di equilibrio, a questo prezzo (P0), la quantità domandata e la quantità offerta si equivalgono (prezzo di equilibrio = prezzo al quale la quantità domandata e la quantità offerta si equivalgono).
Per raggiungere il punto di equilibrio è importante considerare il meccanismo di mercato, che è la tendenza di un mercato libero a spingere il prezzo verso il livello di equilibrio, ovvero verso il punto in cui la quantità offerta e la quantità domandata si equivalgono. I mercati tendono all'equilibrio per un semplice motivo:
- Supponiamo che il prezzo sia inizialmente pari a P1, superiore al prezzo di equilibrio, i produttori cercheranno di produrre e vendere più di quanto i consumatori siano disposti ad acquistare, il risultato è un'eccedenza → in cui la quantità offerta supera la quantità domandata.
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