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La controversia quali/quanti e le ragioni della ricerca qualitativa

I paradigmi di indagine o paradigmi epistemologici

Il concetto di paradigma d'indagine è un concetto importante al fine di capire le difficoltà che hanno avuto le metodologie qualitative nell'affermarsi ed essere riconosciute a tutti gli effetti all'interno del panorama scientifico. Il concetto di paradigma d'indagine è stato elaborato da Khunn: in ogni tempo e in ogni scienza esistono credenze di base, non dimostrabili ma legittime, che definiscono la natura del mondo, la conoscenza scientifica e fissano i limiti dell'indagine legittima. Secondo Guba e Lincoln un paradigma d'indagine si costituisce, dunque per sua natura, di tre aspetti fondamentali:

  • Ontologico: concezione del mondo, "qual è la natura della realtà e cosa possiamo conoscere di essa"?
  • Epistemologico: relazione tra ricercatore e oggetto, "Qual è la relazione fra il ricercatore e ciò che indaga"?
  • Metodologico: metodi e strumenti di ricerca della verità, "Come può il ricercatore scoprire quello che ritiene possa essere conosciuto"?

Il paradigma d'indagine vigente non solo influenza le discipline propriamente scientifiche ma ha influenza anche sulle persone, sul modo che hanno di pensare e di concepire ciò che li circonda. Quando cambia il sistema di credenze di base vigente in funzione di un altro paradigma d'indagine, si ha una rivoluzione paradigmatica.

I paradigmi d'indagine fondamentali

Sono 4 i paradigmi d'indagine fondamentali che hanno influenzato e influenzano tutt'ora le discipline scientifiche, tra cui la psicologia:

1. Il paradigma positivista

Il paradigma positivista è il paradigma che costituisce la visione tradizionale della scienza (received view) e che domina sia le scienze fisico-naturali che quelle sociali nell'epoca contemporanea.

a) Aspetto ontologico

Realismo ingenuo: la realtà esterna/mondo è di carattere meccanicistico e funziona tramite leggi di causa ed effetto osservabili, immutabili, universali che si possono scoprire attraverso la ricerca scientifica e attraverso un percorso lineare, insieme induttivo e deduttivo di confronto e verifica tra teorie e fatti empiricamente osservabili. Scopo della scienza è dunque quello di formulare leggi universali e generalizzabili che spieghino in modo nomotetico i fenomeni di una realtà meccanica al fine di prevedere e controllare gli effetti di tali fenomeni (posizione riduzionista).

b) Aspetto epistemologico

Dualismo e oggettivismo: cerca l'indipendenza reciproca (il ricercatore non deve influenzare l'oggetto né viceversa) al fine di consentire al ricercatore di essere uno strumento neutro di rilevazione del mondo universale e oggettivo. Il rapporto ricercatore-soggetto deve essere il più neutro possibile per cercare di annullare sia l'effetto dell'influenza del ricercatore, sia l'effetto dell'oggetto sul ricercatore in quanto si mira a una descrizione oggettiva del fenomeno.

c) Aspetto metodologico

Primato del metodo sperimentale: le ipotesi vengono formulate in modo esplicito e vengono sottoposte a verifica empirica, seguendo regole rigorose che escludono l'intervento di fattori influenti salvo le variabili controllate dallo sperimentatore. Tale posizione pone enfasi sull'utilizzo di numeri e quantificazioni, ritenute essenziali in tutte le discipline. Prevale infatti, il cosiddetto monismo metodologico, ovvero tutti i fenomeni (naturali e umani) possono essere studiati con lo stesso metodo, ovvero quello sperimentale delle scienze fisico-naturali definite scienze hard, in contrapposizione alle scienze soft (tra cui la psicologia) per le quali è difficile applicare la quantificazione.

Critiche al paradigma positivista

Negli ultimi anni tuttavia sono state mosse delle critiche al paradigma positivista; i critici interni al paradigma sostengono che:

  • Gli approcci quantitativi si focalizzano solo su specifici sottoinsiemi di variabili ignorando il contesto nelle quali queste agiscono. Harrè sottolinea il problema della suddivisione in parti derivante dal bisogno di usare variabili indipendenti semplici (un fenomeno complesso viene diviso in parti più semplici che vengono studiate separatamente) in questo modo non si riesce a cogliere come le singole variabili separate influenzino il fenomeno nelle situazioni reali.
  • Il comportamento umano, a differenza dei fenomeni naturali, non può essere spiegato senza far riferimento al sistema delle motivazioni e dei significati che gli attribuiscono gli stessi attori che lo mettono in atto.
  • Contrapposizione tra teorie etiche e teorie emiche: gli approcci etici sono quelli che fanno riferimento a leggi generali ritenute valide per ogni cultura attribuendo ai fenomeni studiati la logica e il significato che ad essi attribuisce il ricercatore; gli approcci emici sono quelli che rispettano la logica interna di una cultura e attribuiscono ai fenomeni studiati il significato che vi attribuiscono gli attori che li producono.
  • Le generalizzazioni non sono applicabili ai casi individuali: il ragionamento probabilistico non funziona per i casi individuali concreti.
  • La focalizzazione alla verifica delle ipotesi precostituite non pone attenzione all'origine delle ipotesi stessa ovvero al processo di scoperta che non viene reputato scientifico.

Tali aspetti critici possono essere superati attraverso un maggior utilizzo delle metodologie qualitative.

Critiche esterne al paradigma positivista

I critici esterni, coloro che non solo criticano il metodo ma l'intero paradigma positivista, sostengono che:

  • Interdipendenza dei fatti dalle teorie: le teorie non possono essere verificate o falsificate mediante il confronto con dati oggettivi in quanto gli stessi dati o fatti sono in realtà costruiti dall'uso di linguaggi e di categorie che non possono essere indipendenti dalle teorie i fatti esistono solo entro le teorie.
  • Sotto-determinazione della teoria: l'indipendenza dei fatti dalle teorie secondo il paradigma tradizionale, impone che sia possibile spiegare con un'unica teoria un insieme di fenomeni coerente. Secondo la critica è impossibile che un insieme coerente di fatti possa scaturire una e duna sola teoria.
  • Dipendenza dei fatti dai valori: se i fatti sono interdipendenti con le teorie allora le teorie sono anche dipendenti dai valori, per cui il tentativo di costruire teorie neutre ed oggettive è impossibile da realizzare.
  • Inevitabile interazione tra soggetto e investigatore: i risultati di un'indagine sono creati attraverso l'interazione dell'investigatore con il fenomeno studiato, che quasi sempre è costituito da persone.

2. Il paradigma neopositivista

a) Aspetto ontologico

Realismo critico: esiste una realtà esterna ma essa può essere conosciuta solo in modo imperfetto, quindi le affermazioni scientifiche basate sulla corrispondenza tra realtà e teoria non sono la verità assoluta; esiste una realtà indipendente dalla scienza che può essere studiata in modo imperfetto o probabilistico. Lo scopo della scienza non è più la verifica delle ipotesi bensì la non falsificazione di esse.

b) Aspetto epistemologico

Dualismo e oggettivismo imperfetto: sono aspetti a cui la scienza cerca di arrivare, seppur con la consapevolezza dell'impossibilità dell'impresa. L'avvicinamento all'oggettività viene confermato dalla coerenza dei risultati ottenuti con la lettura precedente e dal consenso della comunità; maggiore sono coerenza e consenso maggiore è la probabilità che i risultati siano veri.

c) Aspetto metodologico

C'è ancora una preferenza per il metodo sperimentale ma ci si apre ad un approccio multi-metodologico che comprende anche le tecniche qualitative.

3. Le teorie critiche

a) Aspetto ontologico

Realismo storico: la realtà è una realtà sociale di tipo storico, ovvero originariamente plastica e poi modificata nel tempo da un insieme di fattori (politici, economici, sociali, culturali...) e arrivando ad una forma cristallizzata, apparentemente immutabile. È tale stabilità che dà ad una realtà storicamente determinata un'apparenza oggettiva.

b) Aspetto epistemologico

Transazionismo: impossibile l'indipendenza tra oggetto e ricercatore, in quanto la scelta dell'oggetto e i risultati vengono influenzati dai valori del ricercatore e degli stessi soggetti. È impossibile separare la realtà esterna dal processo di conoscenza, in quanto la ricerca rappresenta sempre un intervento che modifica la realtà che studia. La conoscenza viene dunque vista come una transizione, un dialogo tra sperimentatore e soggetti; i risultati di un'indagine dunque fanno parte degli effetti che l'indagine stessa ha sui soggetti studiati. Scopo della scienza è quello di accrescere le coscienze individuali e collettive sull'origine storica e quindi la modificabilità delle condizioni di vita, date per sbaglio per scontate.

c) Aspetto metodologico

Metodi dialogo-dialettici: la scienza fornisce spiegazioni intensive o idiografiche basate su metodi interpretativi e casi individuali in opposizione a indagini estensive basate su metodi correlazionali e aggregazione di dati, non adatte a studiare i fenomeni sociali.

4. Il costruttivismo

a) Aspetto ontologico

Relativismo estremo: esistono più realtà e non una sola, in quanto le realtà sono un prodotto mentale fondato su fattori sociali ed esperienza personale, quindi le varie realtà possono avere elementi distintivi a livello individuale e comuni a livello sociale.

b) Aspetto epistemologico

Transazionismo e soggettivismo estremo: nega la separazione tra soggetto e ricercatore, arrivando a sostenere che l'interazione tra soggetti e ricercatore è tale che le scoperte vengono costruite congiuntamente nel corso di questa interazione. Scopo della scienza sociale è dunque riportare alla luce un fenomeno sociale attraverso l'interazione tra ricercatore e soggetto.

c) Aspetto metodologico

Metodi ermeneutici-didattici: le diverse realtà devono essere interpretate e comparate allo scopo di arrivare ad una nuova costruzione della realtà più sofisticata.

Implicazioni pratiche delle differenze di paradigma

Le differenze tra i 4 paradigmi implicano sul piano pratico differenze in almeno 5 aspetti:

1. La finalità attribuita all'indagine scientifica

  • Positivismo e neopositivismo: spiegazione, previsione e controllo dei fenomeni all'interno di una prospettiva progressista della conoscenza; l'accumulo sempre maggiore di conoscenza porterà sempre di più alla spiegazione dei fenomeni.
  • La teoria critica: ha 3 scopi principali della scienza: a) empirico-analitico per il controllo della realtà; b) critico-emancipatorio per la trasformazione della consapevolezza individuale e collettiva; c) ermeneutico-storico per l'interpretazione e la comprensione dei fenomeni sociali.
  • Costruttivismo: lo scopo della scienza è comprendere e ricostruire le costruzioni della realtà possedute prima dell'indagine cercando di arrivare a una costruzione contestuale più sofisticata ma sempre più aperta a ricostruzione; nel corso del tempo la costruzione diventa più complessa, così come aumenta la consapevolezza dei contenuti delle costruzioni alternative.

2. Natura della conoscenza e processo di accumulazione

  • Positivismo: la conoscenza è un insieme di ipotesi verificate e accettate, che si accumula man mano che si verificano ipotesi.
  • Neopositivismo: la conoscenza è un insieme di ipotesi non falsificate e probabili che si accumula man mano che non vengono falsificate le ipotesi.
  • Teoria critica: non vi è un accumulo della conoscenza ma una crescita e una modifica attraverso il processo di revisione storica; le generalizzazioni sono possibili solo in contesti simili.
  • Costruttivismo: la conoscenza si accumula in senso relativo poiché costruzioni più complesse sostituiscono le precedenti.

3. Ruolo dei valori e dell'etica nell'indagine scientifica

  • Positivismo e neopositivismo: indipendenza totale dell'indagine scientifica dai valori, considerati elementi che minacciano l'oggettività della ricerca; le considerazioni etiche sono importanti ma anch'esse governate da principi esterni al processo d'indagine (codice deontologico).
  • Teorie critiche e costruttivismo: viene riconosciuta l'importanza del ruolo dei valori (opinioni, interessi, ideologie) come fattore ineliminabile che contribuisce a dar forma e a originare i risultati scientifici: è impossibile eliminare i valori all'interno dell'indagine scientifica. Per quanto riguarda i valori etici, entrambi i paradigmi li considerano intrinseci all'indagine scientifica: per le teorie critiche, i valori etici sono coerenti con la finalità della ricerca scientifica (accrescimento della consapevolezza dei soggetti studiati, che quindi non devono essere "ingannati" a scopi scientifici); per il costruttivismo, l'etica contribuisce alla costruzione della realtà da parte dei soggetti e quindi non può essere indipendente dall'indagine.

4. Il ruolo del ricercatore e il tipo di formazione che tale ruolo richiede

  • Positivismo e neopositivismo: lo scienziato è un esperto disinteressato neutrale nei confronti dei soggetti e delle informazioni che trasmette loro. La formazione dello scienziato positivista prevede l'apprendimento delle tecniche statistiche e di misurazione quantitativa accompagnate dallo sviluppo di conoscenze relative a discipline specifiche; lo scienziato neopositivista aggiunge, rispetto a quello positivista, conoscenze e competenze relative all'utilizzo di tecniche qualitative.
  • Teorie critiche: il ricercatore è un facilitatore del processo di trasformazione storica, sociale, culturale, economica. La formazione del ricercatore prevede innanzitutto una rieducazione che gli permetta di superare la visione positivistica della scienza, essendo essa quella tradizionale e predominante; il processo di formazione si modula quindi su 5 punti:
    • Addestramento alle metodologie positiviste e neopositiviste
    • Consapevolezza delle assunzioni dei vari paradigmi di indagine
    • Capacità d'uso dei metodi quantitativi e qualitativi
    • Promozione alla comprensione della storia culturale, sociale, economica, etnica che fornisce lo sfondo dell'indagine
    • Promozione di valori quali l'altruismo e la vocazione alla promozione dell'emancipazione altrui.
  • Costruttivismo: il ricercatore è un partecipante nonché facilitatore dei processi di ri-costruzione della realtà proprie dei soggetti studiati. La formazione del ricercatore è la stessa delle teorie critiche.

5. Il problema dei criteri appropriati per valutare la qualità delle indagini empiriche nei diversi paradigmi

  • Positivismo e neopositivismo: un'indagine scientifica è buona quando osserva i criteri di validità, ripetibilità e obiettività.
  • Teorie critiche e costruttivismo: non esistono ancora dei criteri valutativi consensuali... ricercatori che usufruiscono di metodi qualitativi, li convalidano sottolineando i vantaggi rispetto ai metodi quantitativi, che di controevidenziano gli svantaggi dei primi. Nonostante dal punto di vista filosofico si evidenziano differenze nei 4 paradigmi, dal punto di vista metodologico è un errore contrapporre metodi qualitativi e metodi quantitativi: i metodi qualitativi nelle scienze sociali sono stati caratterizzati da un decorso storico di diverse fasi, con un originario utilizzo proprio dagli scienziati neopositivisti.

Il paradigma positivista in psicologia

Il paradigma positivista viene considerato tutt'oggi il paradigma dominante all'interno delle scienze, in particolari delle scienze fisico naturali: esso funziona bene perché in contesti diversi, due fenomeni naturali si comportano in maniera prevedibile; tuttavia ciò non vale nelle scienze umane e per l'oggetto persona. Nonostante ciò, la psicologia nascente (fine 800), accoglie il paradigma positivista per due motivi essenziali:

  • Storici: aveva bisogno di uno statuto epistemologico solido.
  • Epistemologici: si separa così dalla teologia e dalla filosofia.

Una delle scuole di psicologia che ha fatto del paradigma positivista il suo punto di riferimento è il comportamentismo:

  • Il comportamento umano è governato da leggi universali ed è oggetto di studio.
  • Il comportamento è osservabile a differenza della mente che non può essere oggetto di studio.
  • Le leggi che vengono trovate per spiegare il comportamento sono i condizionamenti.
  • Gli esperimenti provano il legame tra causa ed effetto, ovvero nel comportamento tra stimolo e risposta.
  • Se una legge si verifica più volte allora significa che il fenomeno è stabile e universale.

Il rapporto qualità/quantità: le scienze umane e l'eredità del positivismo

Nel corso del 900 si è assistito a un confronto tra due modalità di concepire la scienza, nonché tra due paradigmi di indagine: il paradigma...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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