RIASSUNTO
METODOLOGIE E
DETERMINAZIONI
QUANTITATIVE
D’AZIENDA
Aprile 2019
1 Introduzione
La disciplina che studia l’azienda sotto ogni suo aspetto è denominata Economia Aziendale. Essa
nasce dall’intuizione del Prof. Gino Zappa con proprio la finalità di interpretare la vita economica di ogni
azienda.
Il prof. Zappa propugna l’integrazione di tre diverse aree di studio/ricerca inerenti l’Economia Aziendale:
la Gestione;
la Rilevazione (o in generale ragioneria);
l’Organizzazione.
rappresenta l’insieme delle operazioni svolte dall’azienda attraverso le quali si realizza
a) La gestione
concretamente la sua funzione di produzione e scambio di beni e servizi con il mercato.
b) L’Organizzazione è l’insieme delle regole che disciplinano il modo in cui l’azienda deve impiegare le
risorse al fine di raggiungere i suoi fini.
c) La Rilevazione, alla quale è spesso attribuito il termine di Ragioneria è il terzo momento
dell’amministrazione economica. La Rilevazione fornisce i criteri, metodi e strumenti per misurare,
rappresentare e interpretare i diversi fenomeni che interessano la vita dell’azienda.
Proprio quest’ultima permette di tradurre le operazioni aziendali, che sono quotidianamente svolte
dall’azienda, in un linguaggio (numerico-contabile) idoneo a rappresentarle.
si perviene alla costruzione del bilancio d’esercizio, che rappresenta il più
Attraverso la Ragioneria dell’azienda.
importante documento di comunicazione economico-finanziario
La conoscenza dell’andamento economico e finanziario dell’azienda è essenzialmente rilevante per due
tipologie di soggetti:
o i manager
o gli investitori attuali e potenziali.
La Ragioneria è l’oggetto di studio del corso di metodologie e determinazioni d’azienda.
La contabilità ha ad oggetto:
il controllo e l’analisi dell’aspetto economico e finanziario della gestione;
la determinazione periodica (in genere annuale) del capitale e del risultato economico.
2 La contabilità e il conto come strumento di rilevazione
Il sistema della contabilità si avvale per la misurazione dei fatti gestionali aziendali del conto.
Esso è un insieme di scritture riferibili ad uno specifico oggetto. Le quantità in esso rilevate possono essere
sia quantitative che fisiche e possono aumentare o diminuire l’oggetto del conto stesso portando quindi
rispettivamente a “variazioni aumentative” ovvero “variazioni diminutive”.
Sommando tra loro variazioni dello stesso segno e facendo la differenza dei due totali di segno opposto
otteniamo il saldo del conto.
Operativamente il conto si presenta come un prospetto a due sezioni denominate: Dare e Avere
I conti possono essere, inoltre, classificati in due grandi categorie idonee ad agevolare i principi di
rilevazione contabile:
conti finanziari intestati ad elementi di natura finanziaria
- conti accesi a valori numerari certi (es. denaro in cassa, banca c/c, assegni, valori bollati);
- conti accesi a valori di credito(es. crediti vs/clienti, cambiali attive);
- conti accesi a valori di debito(es. Debiti vs/fornitori, mutui passivi).
conti economici riconducibili a valori aventi natura economica
conti accesi a valori di capitale(es. capitale sociale, utile d’esercizio);
-
- conti accesi a valori di reddito -costi e ricavi- (es. Merci c/acquisto, salari e stipendi, fitti attivi).
Ai fini delle rilevazioni in contabilità delle operazioni di gestione, per convenzione i conti finanziari
Essi hanno un
accolgono variazioni positive nella sezione dare e variazioni negative nella sezione avere.
funzionamento bifase.
All’opposto, nei conti economici si rilevano variazioni negative nella sezione dare e variazioni positive nella
sezione avere. I conti economici hanno un funzionamento esattamente opposto a quello dei conti finanziari. Il
loro funzionamento è generalmente unifase. I conti economici di capitale, come i conti economici di reddito,
hanno anch’essi un funzionamento opposto a quelli finanziari.
Con riferimento al conto, viene comunemente utilizzata la seguente terminologia, schematizzata nella
seguente tabella. fissare l’oggetto e la
istituire un conto denominazione di un conto
effettuare la prima registrazione
aprire (accendere) un conto iscrivere una variazione in dare del
addebitare conto
iscrivere una variazione in avere
accreditare del conto
pareggiare i totali dare e avere del
spegnere un conto conto
eliminare una quantità da un conto
stornare e trasferirla ad un altro
trasferire più conti in un conto di
riepilogare sintesi
3 Il sistema e il metodo di rilevazione dei fatti di gestione
Tutte le rilevazioni effettuate nei conti possono essere rese omogenee in una struttura di ordine superiore,
denominata SISTEMA CONTABILE.
Il sistema contabile può definirsi come un insieme coordinato di rilevazioni riguardanti un oggetto
.
complesso di cui si vogliono misurare e seguire le variazioni
I sistemi contabili più conosciuti sono:
il sistema patrimoniale (ideato da Fabio Besta rivolto a misurare come oggetto complesso il
patrimonio aziendale);
il sistema del reddito (ideato da Gino Zappa rivolto a misurare come oggetto complesso il
reddito, è attualmente quello maggiormente diffuso ed applicato);
il sistema del capitale e del risultato economico (ideato da Aldo Amaduzzi rivolto a
determinare capitale e reddito).
Il reddito rappresenta la ricchezza creata o distrutta dall’azienda in un determinato arco temporale per effetto della gestione.
Il sistema contabile riguarda quindi il contenuto delle scritture.
rappresenta l’insieme delle regole impiegate per redigere le scritture.
Il metodo
Il metodo generalmente utilizzato per la tenuta delle scritture contabili è quello della partita doppia.
Esso è caratterizzato dai seguenti principi:
1. ogni accadimento di gestione è rilevato sotto due aspetti:
aspetto originario (aspetto finanziario);
aspetto derivato (aspetto economico).
2. in corrispondenza dei due aspetti sono aperte due serie di conti:
originari e derivati.
3. I conti delle due serie sono bisezionali: hanno una sezione dare e una sezione avere.
4. le due serie di conti funzionano in maniera antitetica.
5. si utilizza un’unica moneta di conto per tutti i conti delle due serie (ad esempio si registrano tutte le
operazioni in euro per assicurare omogeneità nelle rilevazioni).
Tre sono i principi fondamentali o postulati della partita doppia:
a) la somma degli importi in dare di tutti i conti è uguale alla somma degli importi in avere di tutti i conti;
b) la somma dei saldi in dare di tutti i conti è uguale alla somma dei saldi in avere di tutti i conti;
c) la somma dei saldi in una parte qualsiasi dei conti del mastro è uguale, ma di segno opposto, alla somma
dei saldi della rimanente parte dei conti.
Il piano dei conti
Ogni azienda ha necessità di elaborare un proprio piano dei conti.
Il piano dei conti rappresenta l'elenco ordinato e ragionato dei conti adottati da una determinata azienda per
la rilevazione dei fatti di gestione.
Il piano dei conti risponde essenzialmente ad un duplice scopo:
fornire a coloro che compiranno le rilevazioni (ad esempio i contabili) una guida per comporre le
scritture;
facilitare l’utilizzo dei dati contabili da parte dei soggetti interni (manager e impiegati) ed esterni
(investitori, revisori) che li utilizzeranno nei processi decisionali e di controllo.
L'impostazione del piano dei conti è libera anche se in pratica si fa riferimento ai prospetti di bilancio
civilistico così da facilitare le operazioni di trasferimento dei valori in fase di redazione del bilancio
d’esercizio. I conti sono individuati mediante un codice.
In molti casi le aziende progettano il piano dei conti su tre aree:
gruppi di conti;
conti;
sottoconti.
Le scritture contabili nel periodo amministrativo
Lo scopo della contabilità generale è quello di redigere, attraverso le scritture contabili, il bilancio ordinario
d’esercizio, che rappresenta il principale strumento di comunicazione economico-finanziaria delle aziende.
Il bilancio ordinario d'esercizio è un documento di natura contabile, composto essenzialmente dal conto
economico, dallo stato patrimoniale e dalla nota integrativa. Il documento viene redatto dagli amministratori
alla fine di ogni esercizio amministrativo e fornisce informazioni attraverso il conto economico sul risultato
(reddito), nonché attraverso lo
d’esercizio stato patrimoniale sulla situazione patrimoniale e finanziaria
dell’azienda. Esso va compilato secondo regole norme e indicazioni previste dal codice civile e dai principi
contabili nazionali e talvolta internazionali.
Le scritture contabili effettuate possono distinguersi nelle seguenti categorie:
SCRITTURE DI APERTURA: servono a riaprire i valori iscritti nei conti riepilogati nello stato
al termine dell’esercizio precedente
patrimoniale ;
SCRITTURE vengono effettuate durante l’esercizio e rilevano tutte le operazioni di
CONTINUATIVE:
gestione esterna;
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO: devono consentire di individuare correttamente il reddito di
competenza da imputare al singolo esercizio, in questo caso ci si trova di fronte a scritture di storno (risconti)
e scritture di integrazione (ratei);
SCRITTURE DI CHIUSURA: servono a far si che i saldi dei conti economici accesi a costi e ricavi di
esercizio siano riepilogati nel conto economico affinché si determini per differenza il risultato di competenza
dell’esercizio.
I libri contabili
Le scritture contabili sono i documenti in cui sono annotati tutti i singoli atti di natura economica
dell’azienda. La tenuta di alcuni libri contabili è obbligatoria.
Il codice civile prescrive a carico delle società la tenuta dei seguenti documenti:
1. Libro giornale: è un registro di natura cronologico-analitico, nel quale vanno indicate giorno per giorno le
operazioni effettuate dall’azienda;
2. Libro degli inventari: è un registro periodico-sistematico in cui sono descritte e valutate le componenti
attive e passive del patrimonio
l'inventario deve redigersi all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno e deve contenere
l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all'impresa, nonché delle attività e delle
passività dell'imprenditore estranee alla medesima. L'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei
profitti e delle perdite il quale deve dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite.
Nelle valutazioni di bilancio l'imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per
azioni, in quanto applicabili. L'inventario deve essere sottoscritto dall'imprenditore entro tre mesi dal
termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette;
3. Libri sociali ad es. il libro dei soci, il libro delle obbligazioni, il libro delle adunanze.
Gli schemi contabili di bilancio: cenni
Gli schemi contabili di bilancio: cenni
Le aziende o società i cui titoli non sono quotati in borsa devono redigere il bilancio di esercizio secondo le
norme del codice civile. Esso prevede un format rigido nella forma e nella struttura sia del prospetto di
sintesi del capitale (stato patrimoniale) sia del reddito (conto economico)
Lo schema obbligatorio dello stato patrimoniale prevede sia per le attività, sia per le passività, tre livelli di
aggregazione:
– macroclassi, contrassegnati dalle lettere maiuscole;
– classi, contrassegnate dai numeri romani;
– voci, contrassegnate dai numeri arabi.
Per talune voci, inoltre, sono previste delle sotto-voci, contrassegnate dalle lettere minuscole.
Inoltre per ogni voce deve essere indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente.
stato delineato in formato scalare, con l’evidenziazione,
Lo schema obbligatorio di conto economico è invece
prima del risultato netto dell’esercizio, dei seguenti risultati intermedi:
la differenza tra valore e costi della produzione (gestione tipica);
il saldo tra proventi e oneri finanziari (gestione finanziaria);
il saldo delle rettifiche di valore delle attività finanziarie (gestione finanziaria);
il saldo delle partite straordinarie (gestione straordinaria);
il risultato prima delle imposte.
Infine il terzo elemento che costituisce il bilancio è rappresentato dalla nota integrativa, un documento di
carattere narrativo volto a fornire numerose informazioni in merito ai valori iscritti nei prospetti di stato
patrimoniale e di conto economico.
L A COMPETENZA ECONOMICA
In base all’ampiezza dell’arco temporale di riferimento, si distingue il reddito totale o d’impresa dal reddito
reddito totale o d’impresa si identifica con la ricchezza creata/distrutta dall’impresa nel corso
di periodo: il
della sua intera esistenza, mentre il reddito di periodo (o di esercizio) con la ricchezza creata/distrutta in un
circoscritto intervallo temporale. si rileva interessante per il management, al fine d’intraprendere le
Tra i diversi utilizzi, l reddito di esercizio e l’evoluzione del sistema aziendale.
azioni necessarie a garantire la sopravvivenza
Il reddito d’esercizio non è semplice da calcolare in quanto la sua determinazione richiede di interrompere
artificiosamente la gestione aziendale che invece fluisce nel tempo. Potrebbero esserci cicli produttivi non
conclusi o altri in attesa di essere avviati ma per i quali siano già disposti i fattori produttivi utili. In poche
parole l’azienda può trovarsi nella situazione di avere effettuato investimenti e sostenuto costi per i diversi
dell’esercizio da rilevare solo alcuni avranno avuto conclusione mentre altri si
processi e di questi al termine
protrarranno nel tempo e quindi nell’esercizio successivo.
effettuate dall’azienda devono essere registrate, in fase di chiusura dell’esercizio
Posto che tutte le operazioni
(31 dicembre) al fine di determinare l’utile o la perdita (reddito) e la situazione patrimoniale (capitale di
funzionamento) bisognerà rilevare il reddito d’esercizio calcolato secondo il principio della competenza
economica indipendentemente dal principio di cassa (entrate e uscite).
La competenza economica rappresenta quindi il principio cardine su cui si basa la determinazione del
reddito dei singoli esercizi.
A tale scopo viene considerato la logica del modello dei cicli conclusi secondo cui il reddito di competenza
si ottiene dalla differenza tra i ricavi e i costi dei cicli che hanno trovato conclusione nel periodo preso in
riferimento.
La determinazione del reddito di periodo richiede lo svolgimento di due distinte fasi:
identificazione dei ricavi di competenza (coseguiti dalla cessione dei beni o dalla prestazione di
servizi) effettivamente realizzati;
individuazione dei costi di competenza (sostenuti per la produzione/erogazione dei beni/servizi)
inerenti.
Tra i molteplici ricavi e costi misurati finanziariamente nel corso del periodo, soltanto i ricavi realizzati e i
costi inerenti concorrono alla formazione del reddito di quello stesso periodo.
Oltre al principio di competenza, il valutatore deve tenere in considerazione il principio della prudenza. Tale
principio richiede di inserire in bilancio solo gli utili effettivamente realizzati e far partecipare alla
formazione del reddito d’esercizio tutti i costi, anche quelli incerti o solo probabili alla chiusura
dell’esercizio.
Secondo tale principio le attività si devono valutare al costo di acquisto o di produzione, a eccezione dei casi
in cui il valore di presumibile realizzo diretto o indiretto si presentasse inferiore al costo (convenzione del
minor valore per le attività).
Mentre le passività si devono valutare al valore originario, a eccezione di casi in cui il valore di presumibile
estinzione si presentasse superiore a quello originario (convenzione del maggior valore per le passività).
Le rettifiche di storno
Seguendo l’impostazione della logica del modello dei cicli conclusi, alla formazione del reddito di periodo
partecipano soltanto i ricavi conseguiti a fronte di beni (servizi) ceduti e i costi sostenuti per i fattori (servizi)
–
impiegati nella produzione di quei beni. Gli altri ricavi e costi, benché siano già stati conseguiti e sostenuti
–
e abbiano per tale motivo ricevuto misurazione finanziaria vanno invece sottratti dalle complessive masse
di ricavi/costi e rinviati agli esercizi futuri, per diventare di competenza di quegli esercizi in cui
soddisferanno i principi di realizzazione dei ricavi e di inerenza dei costi.
I costi/ricavi da rinviare (o sospesi) rappresentano, pertanto, costi/ricavi anticipati, cioè sostenuti/conseguiti
in un esercizio precedente a quello di propria competenza. Pertanto, essi riflettono valori di parti incompiute
di gestione.
Detto ciò, sul piano prettamente contabile, le rettifiche di storno, che si compiono al termine di ogni
esercizio (31.12), servono per rettificare costi e ricavi che hanno già avuto manifestazione finanziaria nel
periodo, ma che in parte o in toto sono di competenza dell’esercizio/i successivo/i.
è l’esempio principale di scrittura di rettifica.
Il risconto Altri sono: ammortamenti e svalutazioni ;
rimanenze di magazzino; capitalizzazione dei costi.
Le scritture di integrazione
Le scritture di integrazione nascono da situazioni opposte a quelle di rettifica. In effetti, l’azienda, nello
svolgimento delle sue produzioni, potrebbe essersi avvalsa di fattori (servizi) che non hanno ancora
comportato uscite finanziarie ovvero che abbia ceduto beni (servizi) che non hanno ancora determinato
entrate
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