Linguaggi e tecniche del giornalismo
L'informazione non va subita, ma occorrono strumenti per gestire i messaggi. L'Italia è tendenzialmente una nazione che legge poco, con 3,7 milioni di quotidiani (contro i 6 di 4 anni fa e i 7 raggiunti con la vittoria ai mondiali di calcio).
Elementi fondamentali della notizia
Gli elementi fondamentali della notizia, di cui il giudice tiene conto in caso di contestazione, sono:
- Interesse pubblico (non comune a tutti gli eventi che modificano la realtà)
- Verità del fatto, da portare a conoscenza solo se attendibile
A questi due criteri vanno aggiunti:
- Pertinenza al contesto, sia in termini di aderenza all'ambiente e sia nelle modalità di esposizione
- Rilevanza (la scala di valori adottata determina la posizione della notizia)
Valore di una notizia
Il valore di una notizia è determinato dai criteri di notiziabilità, che sono invece:
- Interesse generale (internazionale, nazionale, locale o relativo a una categoria), che viene garantito dal riferimento alle 3 S (sesso, soldi e sangue), da cui si è cercato di distanziarsi aggiungendo sport e spettacolo, sebbene spesso le buone notizie siano più difficili da trovare e si rischi di annoiare il pubblico
- Utilità (si pensi alle notizie di servizio)
- I protagonisti (ovvero la loro notorietà)
- Novità, in quanto una notizia originale e nuova (sebbene il tempo di conoscenza sia diverso da quello reale) rende molto più di una consueta e ripetitiva, sebbene vi siano variabili che trasformano le non notizie in notizie, come ad esempio la territorialità (l'accadere nelle vicinanze di un fatto che altrimenti non avrebbe suscitato interesse)
- Incidenza (le possibili conseguenze)
- Pathos (le emozioni generate)
- Sviluppo del fatto nel tempo
- Esclusività (lo scoop è infatti una notizia di grande valore, pubblicata da una sola fonte)
Suddivisione delle notizie
Le notizie possono essere divise in base a: contenuto, prodotto (ovvero a qualità e completezza) e pubblico a cui si rivolgono. La notizia è completa quando risponde alle 5W + H (what, where, when, who, why, how) nelle prime 15-10 righe (ossia nel lead): tale stile giornalistico è nato poiché la linea del telegrafo (in passato come mezzo fondamentale per la trasmissione delle notizie) cadeva spesso, ed era quindi necessario coprire la notizia con le informazioni principali su cui poi costruire una storia.
Inizialmente si ometteva il titolo, mentre oggi esso si aggiunge ad occhiello e sommario. Le notizie possono essere suddivise in:
- Programmate (come conferenze stampa o udienze)
- Non programmate, di cui non si ha preavviso (come i fatti di cronaca)
- "Notizie soft" senza scadenza, approfondimenti che restano in uno stato di "glicemia informativa" in attesa della pubblicazione
Processo redazionale
Su circa 160-200 notizie, 80 vengono pubblicate, dopo una selezione che passa attraverso diverse fasi. La prima riunione con redattore e capiservizio (ossia i responsabili di ogni sezione, es.: cronaca, sport) si svolge alle 10:30, per confrontare le testate e stabilire un’agenda sulla base dei fatti di cronaca avvenuti dalla chiusura del giornale in poi e delle fonti. Esse possono essere generali (comuni a tutte le testate, come il "giro di nera" delle forze dell’ordine) oppure riservate alla testata o al giornalista. A seconda della notiziabilità dei fatti, si decide il livello di attivazione della redazione.
Ci si aggiorna alle 13:00 e alle 15:00, per impostare il quotidiano con le notizie-cardini. Infine, attorno alle 17:30, i capi fanno il punto "definitivo", sebbene si aggiornino fino alla linea rossa di mezzanotte. Diversamente accade per i telegiornali, che possono indire un’edizione straordinaria o aggiornare di tanto in tanto i contenuti.
Tipologie di titoli
I titoli sono anch’essi divisibili in 3 categorie:
- Nominali, in cui manca il verbo (es.: "Pioggia su tutta Italia")
- Verbali, in cui è presente il verbo (es.: "Piove su tutta Italia")
- Ellittici, in cui si verifica l’elisione dell’elemento sottointeso (es.: "Hanno ucciso ancora"), dando per scontato che la vicenda sia già nota. In questo caso il soggetto viene proposto nel catenaccio, ovvero il sottotitolo, da non confondere con l’occhiello, che anticipa la notizia nella riga superiore al titolo.
Il sommario serve invece a compensare lo spazio ridotto del titolo, inserendo dei dettagli in poche righe all’interno del corpo letterario (che contiene lo sviluppo della notizia).
Ruolo del desk e storica evoluzione
Chi si trova al desk si occupa dell’impaginazione e dell’aspetto grafico delle notizie, cercando di disporre gli elementi in modo da suscitare l’interesse del lettore senza forzature. Nel 1600, i primi articoli apparsi sui fogli non avevano titolo; solo successivamente furono introdotti anche occhiello, sommario e catenaccio. Oggi lo stile giornalistico delle 5W è stato infatti sostituito dall'“esca”, ovvero dall’abitudine di inserire l’elemento attrattivo e suggestivo all’inizio dell’articolo (es.: le maschere utilizzate in una rapina).
Informare e comunicare
Informare significa raccogliere, interpretare e diffondere informazioni (mentre nella comunicazione non è prevista l’interpretazione critica). L’informazione viene definita "quarto potere" (dopo quelli legislativo, esecutivo e giudiziario) proprio perché ha un potere autonomo di controllo sulle anomalie degli altri poteri, e deve quindi essere "cane da guardia" e non "gattone da salotto".
Il mondo dell’informazione è in continuo mutamento; a fine anni '80 veniva utilizzato il piombo fuso, poi sostituito dalle lastre e infine dalla stampa, anche grazie alle nuove esigenze di informazione generate dal pluralismo e dalla libertà di informazione, che ha causato anche un’overdose e una concorrenza spietata (motivo per cui si accorciano sempre più i tempi di verifica delle notizie, ma si moltiplicano gli input, col vantaggio della maggiore accessibilità che è pari al pericolo dell’influenza degli interessi di potere).
Attori del processo informativo
Gli attori del processo informativo sono:
- Le fonti, che si distinguono in dirette o primarie (in cui non vi sono né intermediazione, né filtri, ma il giornalista acquisisce direttamente la notizia), oppure indirette o secondarie (come agenzie e comunicati stampa, che possono tuttavia omettere dettagli scomodi, oltre a generare omologazione)
I media possono essere invece divisi per:
- Caratteristiche societarie (possono cioè essere pubblici o privati), obiettivi (politici o commerciali), periodicità (con diversi tempi di diffusione), diffusione territoriale, contenuto (possono essere “omnibus” generici o specializzati), target e tecnologia usata. Essi hanno il compito di rendere l’informazione comprensibile e dotata di senso, nonché di farla arrivare al pubblico, che ha il compito di decodificare le informazioni.
La Corte di Cassazione ha decretato con due sentenze (del 1981 e del 1997), che il lavoro giornalistico consiste nel raccogliere, elaborare (con approccio critico) e diffondere l'informazione.
Informazione etica
L’informazione si definisce "etica" quando:
- Non nuoce terze persone (in quanto l’art.2 della Costituzione garantisce rispetto e inviolabilità della persona e della dignità)
- È possibile esprimerla con qualsiasi mezzo (con riferimento all’art. 21)
- Il destinatario è considerato un valore da tutelare
- Quando la diffusione è preceduta dalla comprensione
- Quando è chiaro il ruolo di chi diffonde l’informazione (come avviene nei telegiornali, in cui i giornalisti rispondono personalmente del non rispetto delle regole deontologiche, a differenza di quanto avviene in rete).
Oggi, l’unica figura di inviato rimasta è il “vaticanista”, che raccoglie le informazioni relative alla Chiesa. Gli inviati di guerra si distinguono invece in:
- Embedded, incorporati nel contingente di un’unità combattente ma, pertanto, vincolato ad altre norme
- Liberi, ossia i “freelance” che raccolgono volontariamente informazioni per le testate, e i “giornalistici” contrattualizzati.
Regolamentazione dell'informazione
L’informazione è regolata dalla legge 47 dell’8 febbraio 1948 (la cosiddetta “Legge sulla Stampa”) e la Legge 69 del 3 febbraio 1963, che istituì l’Ordine dei giornalisti. In aggiunta, troviamo codici deontologici per ogni settore. Il più importante è la “Carta di Treviso” (a tutela dei minori), seguita da “Carta dei doveri” e “Carta deontologica”.
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