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Premessa

Gli studi sui media, in particolare sulla televisione e la radio, si stanno sviluppando anche in Italia. C'è una diffusa domanda di conoscenza sul significato dei media nel mondo di oggi sia nella sfera privata che pubblica. Gran parte delle informazioni e conoscenza (e molte emozioni) non ci giungono per esperienza diretta, ma le leggiamo sui giornali o le ascoltiamo alla radio o le vediamo in televisione. La televisione ha assunto un ruolo centrale nella comunicazione e nell'intrattenimento anche se non sempre di qualità. Gli ultimi trent'anni, in cui il servizio pubblico della Rai è stato affiancato da un'emittenza commerciale, sono stati molto televisivi. È comune il desiderio di trovare un senso a ciò che viene offerto da schermi e autoparlanti collocati ovunque per comprendere le forme di rappresentazione dei mass media.

Oggi i tradizionali mass media, rivolti a tutti, sono sfidati da media personali, mirati su piccoli gruppi di utenti. Il passaggio al digitale di tutte le tecnologie della comunicazione favorisce la circolazione di testi e contenuti da un medium all'altro, la loro riducibilità, la possibilità di modificarli e integrarli con altri, spostando anche verso utenti non professionali la facoltà di produrre e distribuire audiovisivi. La rete Internet stimola e richiede trasformazioni della televisione e della radio insieme a tecnologie come la tv digitale (via satellite e cavo a larga banda) e la telefonia cellulare. Si affaccia una generazione di bambini e ragazzi che ha cominciato presto a muoversi in Internet. Viviamo in un mondo globalizzato in cui la comunicazione si è sovrapposta e sostituita alla sfera pubblica.

Introduzione

Che cos’è il linguaggio radio-televisione?

I linguaggi della radio e della televisione sono le forme culturali attraverso cui i due media elettronici comunicano e trasmettono a un pubblico, più o meno vasto, contenuti, testi e messaggi. Media elettronici sono la radio e la televisione. Si chiamano così perché entrambi utilizzano le proprietà delle valvole termoioniche, o tubi a vuoto, o valvole elettroniche (l'inglese tube=valvola). Il primo tube per la comunicazione fu l'Audion, o triodo, inventato dall'americano Lee De Forest nel 1906: esso permise la diffusione della voce umana e della musica. I dispositivi elettronici successivi, compreso il transistor e il microchip, sono tutte derivazioni e potenziamenti delle invenzioni di De Forest.

Per forma culturale si intende il modo in cui un concetto, un contenuto creativo viene organizzato, da un singolo autore o da un gruppo di realizzatori, per adattarsi al mezzo con cui sarà comunicato, al pubblico a cui è diretto e al contesto sociale in cui è collocato. Esempio: la lettura del testo è diversa dalla rappresentazione in teatro e quest'ultima è diversa dal suo adattamento radiofonico o televisivo. Uno spettacolo all'aperto è diverso da una rappresentazione in sala. Non si tratta solo del regista o del testo, ma anche delle caratteristiche sociali dello spettacolo e del pubblico che assiste. Le differenze non sono soltanto nella creatività dell'oratore, nel suo modo di interpretare un testo o di esporre delle idee; esse dipendono anche da un intreccio di condizioni tecniche (all'aperto o al chiuso) e sociali (aspettative del pubblico).

I media, all'inizio, devono affermarsi e vogliono dimostrare quanto sono bravi. Il cinema appena nato dei fratelli Lumière mostra l'arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat. La radio colloca i suoi microfoni nelle sale da concerto. La televisione mostra ai cittadini tedeschi, nel 1936, le olimpiadi di Berlino. Successivamente i media cercano di sviluppare un linguaggio proprio. Nella fotografia e nel cinema il processo è molto più evidente e rapido. Il primo film dei fratelli Lumière è già un prodotto originale del cinema. Fondamentale nel cinema è il ruolo del montaggio che rielabora le immagini e fornisce al film la possibilità di prendere le sue distanze dall'evento tout court, di interpretarlo e non riprodurlo passivamente. Nella radio questa fase dura più a lungo. Il cinema e la fotografia avevano alle spalle il teatro e la pittura. La radio può avvalersi del disco fonografico e di voci e suoni in diretta.

Per la radio il processo di costruzione di una forma culturale propria fu molto complesso. Diversamente dal cinema e dagli altri media, la radio poteva accompagnare gli eventi nel loro svolgimento e non giungeva dopo di essi. Era collocata nelle case degli ascoltatori e poteva essere un medium conversazionale, che si inseriva nell'attività relazionale della famiglia (parlare e chiacchierare). Una caratteristica che sta poi anche nel DNA della tv. All'inizio i media cercano di cannibalizzare forme espressive più anziane prendendo in prestito idee e spunti, tecnici e personaggi. Il cinema lo fa con il teatro, la tv con la radio. I media cannibalizzati accusano il colpo, ma non scompaiono. Il teatro non è più lo spettacolo popolare di fine 800, ma una forma culturale di nicchia alta. Ma il teatro non muore, anzi la concorrenza dei media rappresenta uno stimolo continuo. La tv sottrae il centro della scena mediale alla radio, che però si ricicla come medium personale e mobile, legato alla musica e ai giovani.

In breve tempo i due media elettronici hanno costituito una imponente biblioteca potenziale di testi radiofonici e televisivi. Solo potenziale perché l'era della riproducibilità tecnica è stata caratterizzata dalla deperibilità e volatilità delle emissioni radiotelevisive perché svincolate da un supporto materiale. Solo da poco programmi e serie tv sono disponibili in dvd o su internet. La radio e la televisione hanno conosciuto stili, generi, mode culturali che si sono modificati nel corso del tempo. La radio e la televisione hanno utilizzato tecnologie elettroniche, ma analogiche. Per tutto il 900 si è trattato di tecnologie distinte tra loro e rispetto alle altre forme di comunicazione (la fotografia, il cinema, il disco, il giornale o il telefono).

La circolazione dei contenuti e dei testi da un medium all'altro (intertestualità) richiedeva la conversione da un linguaggio all'altro. Questo assetto è stato messo in discussione a partire dagli anni '80 del 900 e poi travolto appena è stato superato lo shock dell'11 settembre 2001. Il computer si è trasformato in un medium personale che può elaborare, riprodurre e modificare non solo testi scritti, ma immagini, audio e video, e serve non solo a lavorare, ma anche per il tempo libero e l'intrattenimento; l'utilizzazione delle linee telefoniche ha consentito ai computer di collegarsi tra di loro creando reti diffuse in tutto il mondo. Nel 1992 l'invenzione del WWW (World Wide Web) da parte di Tim Berners-Lee nei laboratori europei CERN di Ginevra porta alla costituzione di protocolli comuni che consentono l'interoperabilità delle reti, cioè le connettono tutte per formare insieme Internet. L'abbandono delle tecnologie analogiche per quelle digitali è iniziato nel settore della produzione audio e video, soprattutto nel campo degli effetti speciali e di contenuti brevi. La loro diffusione televisiva o radiofonica era fatta in forma analogica, anche per non costringere gli spettatori a non buttar via il loro televisore.

Tecnologie digitali di diffusione televisiva si affermano dalla fine degli anni '90, in varie forme (satellitare, digitale terrestre, mobile) permettendo di trasmettere più programmi sulla frequenza; un piccolo decodificatore (Set top box) li rende ricevibili da un televisore analogico. Esattamente negli stessi anni la tv impara a circolare attraverso Internet. I contenuti di maggiore pregio sono sempre più spesso offerti a pagamento, concludendo una lunga epoca di servizio in cui la tv ne ha garantito la gratuita fruizione a tutti. Con l'avvento della digitalizzazione e Internet i processi di convergenza e integrazione dei media tra loro e con le telecomunicazioni si sono molto accentuati. Dal 2002 è possibile scattare foto e girare video con telefoni cellulari di terza generazione, connettersi a Internet e inviarli ad altri; dal 2005 è possibile ricevere la tv sul cellulare. La circolazione transnazionale di audio e video è aumentata mentre la produzione audiovisiva è diventata oggetto di pratiche amatoriali. La tv generalista non è più l'unico protagonista e si sta attrezzando a una convivenza competitiva. L'integrazione tra radio, televisione e vita sociale diventa più stretta che mai. I formati televisivi e radiofonici si modificano, transitano rapidamente da un medium all'altro, sperimentano nuovi rapporti con il pubblico.

Parte prima - I media elettronici

Capitolo primo – I media e la comunicazione

1. La comunicazione. Che cos’è e a che serve

La radio e la televisione sono media: strumenti tecnici e apparati di importanza sociale che servono a comunicare. Per comunicazione si può intendere ogni scambio di messaggi, dotati di significati, tra individui che condividono un codice per interpretarli. La più elementare e diffusa forma di comunicazione è quella interpersonale: due o più persone parlano tra loro. Questa conversazione è una comunicazione punto a punto. Il messaggio non è rivolto a tutti ma a un unico destinatario. Nella comunicazione punto a punto ciascuno dei due è emittente e ricevente. Quando il ricevente ha la possibilità di rispondere e di interagire a sua volta con l'emittente si parla di comunicazione interattiva.

La comunicazione di massa è una forma di comunicazione da uno a molti. In questo tipo di comunicazione le funzioni di emittenza e di ricezione tendono a polarizzarsi ai due estremi; una persona emittente, molti riceventi. Si chiama unidirezionale (opposta a quella interattiva) una comunicazione in cui gran parte dei messaggi vanno da un solo emittente a molti riceventi. La comunicazione di massa tende a essere prevalentemente unidirezionale e non interattiva. Un concerto rock è una comunicazione di massa faccia a faccia (face to face) dal vivo, con la compresenza fisica di tutti i partecipanti. Una comunicazione evoluta va oltre la vicinanza fisica dei comunicatori, utilizzando la tecnologia. Perché questo avvenga è necessario riprodurre e/o trasportare a distanza il messaggio attraverso appositi mezzi tecnici. Questi strumenti di riproduzione e/o trasporto sono i media (parola latina plurale, il singolare è medium).

I media da soli non bastano. Per la comunicazione a distanza è essenziale una rete. Ciascuno dei punti della rete è raggiungibile da tutti gli altri in forma diretta o indiretta. In una società primitiva l'unico supporto disponibile per immagazzinare un messaggio è farlo imparare a memoria da un messaggero che poi sarà inviato nel luogo in cui si vuol recapitare un messaggio (metodo a rischio per dimenticanza o fraintendimento). Ci si può anche mettere d'accordo con un ricevente lontano stabilendo un codice per il quale un suono o un segnale visivo significa qualcosa. Questo sistema permette di inviare solo segnali semplici e richiede di concordare ogni volta un codice.

C'è differenza tra l'invio di un messaggio e un suono segnale visivo: nel primo caso si ha il trasporto fisico di un messaggio e il messaggio arriverà qualche tempo dopo essere stato inviato. Nel secondo caso c'è comunicazione senza trasporto fisico di un messaggio e la comunicazione è quindi immateriale. Questo sistema permette di vedere o ascoltare il messaggio in tempo reale (comunicazione sincrona). All'inizio prevale la comunicazione immateriale; dopo l'invenzione della scrittura e poi della stampa prevale il trasporto fisico dei messaggi scritti (lettere, libri, giornali). Nel ventesimo secolo la trasmissione immateriale si è presa una rivincita con la radio e la televisione, consentendo l'emergere di una cultura della simultaneità e quindi della contemporaneità. Questo concetto individua la possibilità di seguire a distanza un evento lontano, proprio mentre si svolge. Prima delle radiocronache e delle telecronache coloro che non assistevano a un evento di persona potevano saperne qualcosa solo attraverso resoconti, notizie, giornali, quadri, documentari, filmati realizzati dopo gli avvenimenti e non durante.

2. Leggere e scrivere

La storia modificherà le modalità della comunicazione umana. L'invenzione della scrittura viene vista come la prima forma di industrializzazione della comunicazione così da superare i limiti della comunicazione orale. Al tempo esistevano vari modi di trasmettere messaggi con l'aiuto di disegni, immagini, segni, ma la scrittura appare solo dal momento in cui si costituisce un insieme organizzato di segni o simboli attraverso i quali è possibile materializzare e fissare con chiarezza ogni pensiero, sentimento, emozione. La prima scrittura in Occidente è la scrittura cuneiforme dei Sumeri, risalente al 2000 a.C. circa. Si trattava all'inizio di tenere l'amministrazione delle fattorie reali, incidendo i caratteri cuneiformi su tavolette di argilla.

La scrittura nasce come comunicazione di stato o come comunicazione di affari oppure tutte e due insieme (Pierre Flichy). Solo più tardi essa sarà posta al servizio della comunicazione letteraria e sarà introdotto l'uso della scrittura nella comunicazione privata e familiare come manifestazione di sentimenti, affetti, sensazioni. Alla scrittura ufficiale se ne accosterà così una privata. La scrittura è la prima forma di ingegnerizzazione del pensiero che permette di archiviare, inventariare, trasportare, modificare, correggere i nostri pensieri e aiutare la nostra memoria a ricordare dati, calcoli, formule, quantità. Il trasporto fisico del messaggio prevarrà sulle forme immateriali.

La supremazia di questo tipo di messaggio sarà assoluta fino al ventesimo secolo con l'avvento della radio e della televisione: comunicazione sincrona e immateriale. L'immagine perderà di centralità nella comunicazione umana: centralità che riconquisterà nell'ottocento con la fotografia e la pubblicità, nel novecento con il cinema, la tv e la stampa illustrata. Il pensiero orale sarà affiancato da una parola scritta logica che sarà più importante. La parola scritta si distaccherà dal canto e dalla musica; anche la musica conoscerà poi, con l'invenzione delle note, la sua scrittura (notazione musicale).

L'oralità e il suono riconquisteranno centralità nel novecento, il secolo della registrazione del suono, della musica leggera di massa, della radio. La scrittura antica serve a soddisfare la comunicazione interna della classe dirigente: funzionari, burocrati, sacerdoti. Tutti gli altri erano analfabeti e la scrittura stentò a filtrare attraverso gli strati sociali per motivi in prevalenza economici. Ancora all'inizio della rivoluzione industriale nel 1750 il 90% della popolazione mondiale era analfabeta. Poiché era escluso dalla scrittura, il grande pubblico rimase ai margini della stampa.

L'invenzione della stampa è un decisivo passo avanti verso l'industrializzazione della comunicazione scritta. In occidente la stampa a caratteri mobili fu inventata dal monaco tedesco Gutemberg la cui prima opera stampata fu la Bibbia nel 1450. Alla fine del quindicesimo secolo si stimano 15-20 milioni di libri, tutti stampati su carta (nuovo prodotto industriale). La stampa rubò il pubblico alla circolazione dei manoscritti, ma ha come limite invalicabile l'analfabetismo. La comunicazione di massa rivolta al vasto pubblico assumeva forme diverse dalla comunicazione scritta:

  • La comunicazione orale da uno a molti (cerimonie, nozze, sfilate militari);
  • Le arti figurative e l'architettura (palazzi, giardini, torri, statue);
  • Lo spettacolo teatrale, le attrazioni ambulanti, i giochi sportivi con carattere festivo e impronta pubblica;
  • La festa, il carnevale: momenti di trasgressione in cui il confine tra realtà e finzione viene superato;
  • La fiera e il mercato: luogo di incontro tra domanda e offerta di merci. Essa è anche sede di conoscenza e intrattenimento.

Queste forme sono atti unici, eventi irripetibili, accadimenti dal vivo. La comunicazione stampata rappresentava un grande passo verso la riproducibilità tecnica e la serialità delle opere d'arte e dei frutti dell'ingegno. La riproducibilità tecnica precede la stampa. Il concetto di serialità definisce la produzione in serie di oggetti tutti uguali (oggetti seriali) di costo inferiore, destinati a larga circolazione: il conio di monete metalliche, riproduzione dagli stampi di oggetti (utensili) e di componenti architettonici (mattoni, tegole). La stampa genera molti oggetti seriali poco costosi, trasportabili, di facile commercio. L'invenzione della stampa accentua il predominio della scrittura su tutte le altre forme espressive. Un predominio che toccherà il punto massimo...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EMANULEA90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giornalismo e media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Pierantozzi Francesco.
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