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Lezione 1 - GDP e popolazione

GDP, gross domestic product oppure prodotto interno lordo, è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali, prodotti in una nazione in un dato periodo di tempo. Questa definizione ha quattro componenti: Valore di Mercato, Beni e Servizi finali, Prodotti in una Nazione, ed in un dato tempo t. In una nazione, il GDP misura la produzione domestica. In un dato periodo di tempo, esso sarà di un anno o di un trimestre.

I beni ed i servizi sono valutati al loro prezzo di mercato. Ad esempio, per aggiungere il valore di mercato di un bene, come le arance, aggiungiamo il loro valore di mercato per avere un risultato in euro. Un bene finale (o servizio) è un oggetto comprato dal suo utilizzatore finale in uno specifico periodo. Questa definizione collide con quella dei beni intermediati, ovvero oggetti che sono prodotti da un’azienda, acquistati da un’altra ed utilizzati come parte di un bene finale. Escludere questi beni evita di contarli due volte, nel conteggio del GDP.

Popolazione

Dal 1000 al 1998, la popolazione è aumentata 22 volte e il suo reddito è aumentato di 13 volte. Nel millennio precedente, la popolazione è aumentata sei volte ed il GDP pro-capite è sceso leggermente.

  • Dal 1000 al 1820 l’aumento fu di tipo estensivo, aumentò prettamente la popolazione
  • Da 1820 al 1998, il mondo è diventato più dinamico e più intensivo. Il reddito pro-capite è aumentato di più rispetto alla popolazione.

Ovviamente il mondo ha avuto delle trasformazioni a velocità differente in epoche diverse. Il gruppo A, composto dall’Europa occidentale, dai paesi occidentali (USA, Canada, Aus, NZ) e Giappone tra il 1800 e il 1820 il loro reddito medio pro-capite è aumentato di circa 4 volte come il resto del mondo. Tuttavia, tra il 1800 ed il 1820 è aumentato di 19 volte, contro le 5.4 per il secondo gruppo. Oggigiorno il gap è notevolmente superiore rispetto a qualunque altro periodo di tempo passato. Infatti, 2000 anni fa il GDP pro-capite era simile tra il Gruppo A e quello B. Nell’anno 1000 la media del reddito del Gruppo A era molto minore, dato il collasso dell’Impero Romano. Dal 1820, come abbiamo visto le cose sono sostanzialmente capovolte.

Performance economiche

L’aumento della popolazione e del loro reddito nello scorso millennio è stato portato da tre processi:

  • La conquista di aree disabitate e rese fertili, con la potenzialità del trasloco di numerose persone
  • Commercio internazionale e movimento di capitale
  • Innovazione delle istituzioni e innovazione delle tecnologie, come le tecniche di navigazione, la macchina a vapore ecc.

Paesi in via di sviluppo

Nel 2016 la Banca Mondiale ha eliminato il termine "Paesi in via di sviluppo" dal loro vocabolario poiché questa categoria è diventata meno rilevante. Parlando invece dei paesi emergenti, questo termine è divenuto di moda negli anni ’80 per parlare di paesi che sono in una sorta di fase di transizione tra un paese in via di sviluppo e sviluppato.

BRIC: Brazil, Russia, India and China + S, South Africa (2011, Goldman Sachs)

Lezione 2 - Teorie economiche

Targetti: Dal XVIII al XX secolo ci furono diverse scuole di pensiero per il processo di trasformazione del sistema economico:

  • Smith
  • Ricardo
  • Marx
  • Neoclassici
  • Shumpter

Le teorie dello sviluppo e della crescita

Nella teoria della modernizzazione, l’organizzazione economica e sociale muta nel tempo. In parallelo all’evoluzione, da una fase all’altra, si sono sviluppate altre teorie alternative: le cause della ricchezza delle nazioni, distribuzione del reddito, equilibrio di breve-lungo periodo. In particolare, sono state identificate come figure più importanti il mercante e dentro il sistema, il settore agricolo.

Mercantilismo

Nel mercantilismo, una lunga prima fase "precapitalistica", vi è il periodo delle scoperte geografiche e dell’espansione coloniale. La ricchezza è intesa come stock di metalli preziosi, dove un paese è più ricco di un altro se possiede più materiali preziosi. Tutte le manovre economiche sono dedicate all’aumento di stock di oro ed argento. In questo periodo nascono le prime forme di accumulazione di capitale dato da scambi. Il primo paese che si è sviluppato con scambi, alleanze e quant’altro fu l’Olanda. Inoltre, fu anche grazie alla nascita della Borsa, delle compagnie di assicurazione e dei fondi di investimento che si sviluppò.

Lo sviluppo capitalistico

Con questo termine si intendono le trasformazioni strutturali di un sistema economico dalla fase tradizionale a quella capitalistica. Questo sviluppo nasce grazie alla rivoluzione industriale e porta a un sistema di organizzazione della produzione che ancora prevale nei paesi occidentali. Un’economia di questo tipo è caratterizzata dall’esistenza dei diritti di proprietà su diversi fattori, quali produzione ed utilizzo. La tutela di essi è alla base del sistema economico.

Cinque sono le fasi di questo sviluppo:

  • Prima Fase, 1760-1820, dove nasce il capitalismo industriale delle fabbriche e del laissez faire. Esso è caratterizzato da lavoro salariato, divisione del lavoro, sfruttamento, disponibilità quasi illimitata di manodopera. In essa si verificano grandi cambiamenti sociali, con la nascita della borghesia e del proletariato. L’utilizzo delle macchine modifica i rapporti sociali fra i diversi attori del sistema economico. Nasce la classe operaia e la figura del capitalista-imprenditore, ed il profitto generato come surplus viene accumulato e reinvestito.
  • Seconda Fase, 1850-1914, dove vi è la fase di consolidamento caratterizzata da nuove forme di energia e dell’affermarsi degli USA come fornitore di materie prime e potenziale potenza industriale. Inoltre, questa fase è caratterizzata dalla colonizzazione dell’Africa. Alla fine di essa si afferma il capitalismo dei grandi monopoli e oligopoli, con la legislazione Anti-Trust negli Usa.
  • Terza Fase, 1914-1945, vi è la sostituzione della politica del libero scambio con quelle protezionistiche a seguito di sentimenti nazionalistici. Con la grande crisi e la grande depressione del 29 si avviò il New Deal di Roosevelt.
  • Quarta Fase, 1945-1973, vi è una fase di forte espansione in tutti i paesi europei e negli USA. Viene anche definita età dell’oro del capitalismo. In questo periodo prevale il fordismo, ovvero l’utilizzo della catena di montaggio per aumentare la produttività e del conflitto tra capitale e lavoro per la distribuzione dei guadagni di produttività.
  • Quinta Fase, 1971-1989, inizia una fase di instabilità a livello monetario a livello internazionale come conseguenza della fine degli accordi di Bretton Wood e del passaggio da cambi fissi a cambi flessibili. Questa fase è caratterizzata da crisi ricorrenti.
  • Vi è un’ultima fase, dal 1990 al 2018 con la caduta del muro di Berlino e la fine delle economie centralizzate. Si afferma il capitalismo della globalizzazione e si consolida quello finanziario, denominato patrimoniale da Piketty.

Scuola Classica

Appartengono a questa scuola Smith, Ricardo e parzialmente Marx. Le ipotesi di base di questa scuola sono:

  • La teoria del valore-lavoro
  • Il carattere esogeno del livello dei salari
  • L’ipotesi della caduta tendenziale del saggio di profitto e dell’arresto del processo di accumulazione

Smith

Smith ha una visione ottimistica del processo economico e degli effetti della rivoluzione industriale. Lo sviluppo è concepito come una trasformazione strutturale del sistema economico. La divisione del lavoro all’interno delle fabbriche aumenta l’abilità del lavoratore, riduce i tempi morti e aumenta la produttività del lavoro, ovvero viene considerata l’unica vera causa di ricchezza ed accumulazione di un paese. Smith inoltre esalta la parsimonia come motore dell’accumulazione.

Le merci sono dotate di valore di scambio solo dopo che il lavoro le ha trasformate in prodotti atti a soddisfare un bisogno. Nella teoria del valore il valore di scambio di una merce è determinato dall’ammontare totale di lavoro incorporato in quella merce. Il denaro è utile solo come mezzo di scambio ed il profitto (Pr) è il sovrappiù che resta nelle mani dell’imprenditore capitalista, una volta chi si è tolto tutto quanto è occorso per il suo ottenimento.

Prodotto - costi di produzione. Sovrappiù > Profitti > Risparmi > Investimenti > Aumento dello Stock di Capitale = cambiamento strutturale e divisione del lavoro = aumento della produttività di lavoro = aumento del sovrappiù e dei profitti.

Pr = Profitto
P = Prodotto Totale
w = Salario reale di sussistenza
L = N lavoratori Produttivi
Pr = P – wL
Il saggio di profitto r è dato dal rapporto tra il profitto totale Pr ed il capitale investito wL

r = Pr/wL
La divisione del lavoro è direttamente proporzionale alla domanda, e risulta possibile solo quando il mercato è sufficientemente esteso. L’estensione di esso dipende da:

  • Sistemi di trasporto e comunicazione
  • Strumenti creditizi e commerciali
  • Circolo virtuoso di sviluppo

Smith combatte le tesi mercantilistiche affermando che solo l’espansione dei mercati può consentire la crescita di una nazione. Il motore di sviluppo sia interno sia esterno è sicuramente la divisione del lavoro. In uno stadio di produzione capitalistico il lavoratore percepisce un salario fissato al livello delle sussistenze. Ogni soggetto economico opera nel proprio interesse, ma l’esistenza della libera concorrenza fa sì che questo coincida con l’interesse della collettività.

Lavoro produttivo ed improduttivo, ruolo dello stato

  • Lavoro produttivo, ovvero creano altri beni utili all’allargamento della produzione (agricoltura, industria)
  • Lavoro improduttivo, ovvero esauriscono la loro funzione nel momento in cui sono forniti (notai, avvocati, servizi)

La classe produttiva è quella capitalistica, degli imprenditori. Tuttavia, quella improduttiva è costituita dai proprietari terrieri e dai lavoratori occupati nei servizi. Lo stato deve ridurre al minimo l’intervento in economia, limitandosi ad offrire beni e servizi che hanno natura collettiva.

Commercio internazionale

La divisione internazionale del lavoro è considerata come:

  • Sbocco per le eccedenze
  • Modo per accrescere la produttività

Smith ha una teoria dei vantaggi assoluti: Conviene importare un bene quando il paese straniero gode di un vantaggio di produttività, misurato in termini di lavoro incorporato nella merce. Si ammette il protezionismo solamente in tre circostanze:

  • Protezione di un’industria per motivi di difesa nazionale
  • Imposizione d’una tassa per colpire beni che all’interno sono già colpiti ed evitare concorrenza sleale
  • Rappresaglia contro provvedimenti stranieri

Ricardo

Ricardo afferma che il problema principale dell’economia è quello di determinare le leggi che regolano la distribuzione del prodotto/reddito. Vi è la definizione dei tre fattori di produzione, lavoro-terra-capitale. L’esistenza dei profitti per i capitalisti/imprenditori è la condizione necessaria all’investimento e di conseguenza all’espansione della produzione e dell’occupazione.

Nella distribuzione del reddito, secondo Ricardo, il prodotto totale dell’economia si suddivide in:

  • Salari per lavoratori
  • Profitti per capitalisti
  • Rendite per proprietari terrieri

I capitalisti possiedono ed organizzano il capitale del settore industriale e prendono in affitto i fondi ai proprietari terrieri. Il monte salari è dato dal prodotto tra il salario unitario ed il numero dei lavoratori. Il sovrappiù è la differenza tra il valore della produzione ed il monte salari. Secondo Ricardo vi è solamente il grano, come unità di misura e non moneta. La produzione (come il prodotto marginale e medio) dipende dal numero di occupati.

La teoria della rendita differenziale consente di determinare il livello della rendita. Esso (il livello) è inteso come la differenza tra la produttività marginale di ogni terreno e la produttività del terreno meno fertile. Tutte le terre con rendita maggiore o uguale a zero vengono quindi immesse nel circuito produttivo. Il prezzo del grano dipende dalla domanda, crescente in relazione alla crescita della popolazione. Nel lungo periodo, la concorrenza tra capitalisti provocherà la messa in produzione di terre meno fertili, con conseguente abbassamento del saggio di profitto ma aumento della rendita.

In assenza di miglioramenti tecnologici, l’economia sarebbe stazionaria con profitti sempre più bassi, salari uguali al livello di sussistenza. Al fine di ottimizzare la produttività e quindi la crescita economica globale, Ricardo propone la sua teoria dei vantaggi comparati, secondo la quale ogni nazione si dovrebbe specializzare nel produrre il bene da cui ottiene un maggiore rendimento assoluto, ed importare i beni in cui ha minori vantaggi. Questi beni prodotti da ogni paese vanno poi scambiati in un mercato concorrenziale, in modo da permettere a tutti i paesi di ottenere il massimo beneficio.

Marx

Egli analizza i rapporti fra gli aspetti economici e gli altri aspetti della società, nel tentativo di spiegare l’evoluzione della storia. Secondo Marx, attraverso i mutamenti del sistema produttivo, si sono prodotti anche mutamenti sociali e politici. Egli ha una visione materialistica della storia, ovvero che la storia è fatta dal rapporto tra uomini che entrano in relazione attraverso il processo produttivo. Ogni modo di produzione è caratterizzato da, rapporto sociale di produzione e sviluppo delle forze produttive (risorse naturali, tecnologia, ecc.) Ogni periodo storico è caratterizzato dal modo di produzione dominante (MP). Dominante ovvero che impone le sue leggi agli altri modi di produzione. Ogni MP sfrutta le risorse naturali e supera e sconfigge il proprio precedente per la sua maggiore capacità di appropriarsi della natura e sviluppare le forze produttive.

L’MP capitalistico è caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione, della terra, del capitale, della tecnologia e del lavoro salariato. Nel Capitalismo si produce per il valore di scambio (Denaro-Merce-Denaro)

La teoria marxiana

La spiegazione del sovrappiù di Marx prende spunto dalla scuola classica. La differenza tra il valore dei beni prodotti ed il suo salario di sussistenza è il plusvalore di proprietà del capitalista che ha assunto il lavoratore dipendente. Questa esistenza costituisce l’unica ragione che spinge il capitalista ad assumere manodopera. La struttura sociale determina una situazione di sfruttamento. Infatti, i lavoratori producono i beni il quale valore è superiore a quello necessario ad acquistare i beni di sussistenza (compenso del lavoratore). La differenza è il sovrappiù (il profitto). Il meccanismo concorrenziale costringe i capitalisti ad investire in macchinari sempre più costosi provocando l’espulsione dal processo produttivo di un numero crescente di lavoratori, chiamato esercito industriale di riserva.

r = saggio di profitto
s = plusvalore
v = monte salari
c = valore dello stock di capitale fisso
c+v = capitale complessivamente investito
r= s/(c+v)

Saggio di profitto

Il saggio di profitto può essere anche espresso diversamente da r=s/(c+v)
s/(c+v) =(s/v) / [(c+v)/v] =s/v x [(1-c) / (c+v)]

A parità di saggio di sfruttamento (s/v), il saggio di profitto tenderà a diminuire nel tempo, dal momento che la composizione organica del capitale (denominatore) tenderà ad aumentare. A causa della concorrenza i capitalisti tenderanno a sostituire lavoro con macchine. Così facendo però riducono la capacità di sfruttare il lavoro, ed è questa la principale contraddizione del capitalismo.

Crisi

La caduta del saggio di profitto può essere frenata da:

  • Un aumento del saggio di sfruttamento s/v
  • Una riduzione della composizione organica del capitale, o da un intervento dello stato
  • Una riduzione dei prezzi dei beni di sussistenza e quindi di "v"

Le crisi ricorrenti in un sistema capitalistico possono essere anche il risultato di un eccesso di capacità produttiva, ovvero di una crisi di domanda provocata dallo scarso potere di acquisto dei lavoratori, con salario basso.

La teoria neoclassica

In questa scuola, la teoria del valore lavoro viene sostituita da quella marginalista basata sulla scarsità e sulla domanda/offerta dei beni. Il reddito viene concepito come il compenso derivante dall’impiego di un fattore produttivo (terra/lavoro/capitale) che concorre con gli altri alla produzione. Viene inoltre eliminato il concetto di conflitto distributivo dato dalla divisione in classi sociali.

Le principali assunzioni del modello sono:

  • Tutti i mercati, dei beni e dei fattori, sono perfettamente concorrenziali
  • L’obiettivo di ogni impresa è la massimizzazione del profitto
  • L’obiettivo di ogni individuo è la massimizzazione della propria utilità

In equilibrio, la remunerazione di un fattore produttivo deve essere pari al valore della sua produttività marginale. All’impresa conviene assumere nuovi lavoratori, e continuerà ad assumere fino al punto in cui il valore del prodotto marginale è uguale al salario unitario. I salari sono determinati in base alla domanda/offerta di lavoro e da

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopovolpato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi economici comparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Rabellotti Roberta.
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