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Italia

Introduzione

Dopo l'unità d'Italia (1861), la monarchia comincia ad incrinarsi a favore di governi espressione della maggioranza parlamentare grazie all'estensione del voto tra la popolazione. Il processo di democratizzazione si interrompe con l'avvento di Mussolini e del regime fascista e si riavvia solo dopo la fine della seconda guerra mondiale:

  • Nel 1943 Mussolini viene destituito da re;
  • Il nuovo governo, guidato dal generale Badoglio, firma l'armistizio con gli anglo-americani;
  • Nel 1946 si tiene il referendum per scegliere la forma di governo e vince la repubblica sulla monarchia;
  • Nel 1947 l'Italia decide di schierarsi dalla parte statunitense ed aderisce al Patto Atlantico;
  • Il 01/01/1948 l'Assemblea costituente, incaricata di elaborare la Costituzione, giunge ad optare per una forma parlamentare.

Partiti

Forte personalizzazione della politica, sia a livello partitico, sia a livello governativo. I partiti sono sempre più presenti nel Governo e diventano quasi un’organizzazione a supporto e sostegno del proprio leader, che detiene l’agenda politica e le priorità politiche.

  • Dal 1948 i protagonisti della scena politica sono la Democrazia Cristiana (DC) che rimangono stabili per almeno mezzo secolo ("Prima Repubblica"). La DC si costituisce grazie al sostegno delle organizzazioni cattoliche. Una volta giunti al governo, cominciano a rivolgere l'attenzione verso il settore agricolo e il settore del mondo dei dipendenti pubblici;
  • Il Partito Socialista Italiano (PSI), guidato da Craxi. Identificazione tra lo stile di vita di un iscritto e l'orientamento partitico;
  • Un partito recente è quello del Movimento 5 Stelle (M5S), nato dalla critica alle istituzioni e alle élite, che incentiva la partecipazione dal basso dei cittadini e l'intercambiabilità dei ruoli in base al principio per cui qualunque cittadino onesto sarebbe in grado di esercitare le funzioni di rappresentanza meglio dei politici di professione, adesso guidato da Giuseppe Conte;
  • Forza Italia, costituito dai funzionari delle imprese di proprietà di Berlusconi, ove è confluita la maggioranza degli esponenti del Pdl (Popolo della Libertà) sciolto nel 2013;
  • Fratelli d’Italia nato sulle ceneri di "Alleanza Nazionale", alla guida Giorgio Meloni;
  • La Lega Nord nasce nel 1990 dalla Lega Lombarda il cui capo era Bossi, dal 2012 da Maroni e dal 2013 Salvini;
  • Il Partito Democratico (PD) nasce nel 2007 dalla confluenza tra i Democratici di Sinistra, Democrazia e Libertà, e altre forze minori, guidato da Enrico Letta.

Si parla di "bipartitismo imperfetto" per l'asimmetria dei due partiti e l'impossibilità dell'alternanza. Tutto cambia con il nuovo sistema elettorale maggioritario che permette la formazione di coalizioni alternative e governi stabili, soprattutto a livello locale, provinciale e regionale.

Sistema elettorale

I sistemi elettorali sono cambiati nel corso della Seconda Repubblica: nel 1993 viene adottato un sistema misto-maggioritario (legge Mattarella). Nel 2005 si adotta un sistema proporzionale con premio di maggioranza a un turno. Nel 2014 la Corte costituzionale ha cancellato il premio di maggioranza e hanno introdotto il voto di preferenza. Nel 2015 Renzi, in accordo con Berlusconi, ha approvato l'Italicum. Questo sistema, valido solo per la Camera dei deputati, prevede l'aumento del numero delle circoscrizioni e la riduzione delle loro dimensioni, doppia preferenza di genere, il ripristino del premio di maggioranza. Dal 2017 Rosatellum bis, sistema elettorale misto (in ciascuno dei rami del Parlamento i seggi vengono attribuiti con 37% maggioritario uninominale a turno unico – 63% tra le liste con meccanismo proporzionale e soglie di sbarramento).

Durante la Prima Repubblica tutti i governi sono nati da accordi post-elettorali di coalizione. Però, anche la Seconda Repubblica ha avuto governi di poca durata dal momento che nascevano sempre tensioni all'interno della maggioranza parlamentare, portando così alla sfiducia parlamentare ed alle dimissioni dei governi.

Bicameralismo perfetto

Camera dei deputati 400 membri – Senato 200 + 6 (senatori a vita) membri. L'Italia è caratterizzata da un bicameralismo perfetto. Ogni proposta di legge deve essere approvata da Camera e Senato. Le commissioni permanenti, specializzate per materie, esaminano i progetti di legge.

Decentramento

Con la legge costituzionale n. 3 del 2001 è stato riformato il capo V della Costituzione, modificando la ripartizione delle competenze tra Stato e regioni, ampliando le competenze di queste ultime. La riforma costituzionale del 2001 ha portato ad un rafforzamento delle sedi con concertazione tra i governi nazionali, regionali e locali: conferenza stato-regioni, conferenza stato-città, conferenze regioni-autonomie locali. A livello decentrato servono a garantire il raccordo tra i vari livelli di governo nelle fasi di elaborazione di progetti di legge e di regolamenti.

Europa

Il sistema di welfare italiano è stato condizionato dalle scelte del processo di integrazione dell'Unione economica e monetaria europea. Un esempio è la politica di bilancio, che ha costretto i governi italiani a fare i conti con il debito pubblico a causa dei parametri del Trattato di Maastricht. Nel 1990, il 75% degli italiani considerava positiva l'adesione dell'Italia nell'Ue. Nonostante l'entusiasmo, l'Italia registrava uno dei più bassi livelli di recepimento delle direttive europee, un elevato numero di contestazioni da parte della Commissione e il più alto numero di condanne per inadempienza della Corte di giustizia. L'instabilità governativa è riconducibile a tre fattori:

  • Frammentazione e conflittualità interna delle principali coalizioni;
  • Assenza di norme costituzionali di "razionalizzazione del parlamentarismo" a tutela degli esecutivi;
  • Schizofrenia dei premi differenziati tra Camera e Senato in presenza di poteri identici.

Prima e seconda repubblica

"Prima Repubblica" è un'espressione che si riferisce al sistema politico della Repubblica Italiana vigente tra il 1946 e il 1994, in contrapposizione a quello della "Seconda Repubblica" in cui avviene un mutamento partitico. Il passaggio tra Prima e Seconda Repubblica è stato molto importante, si parla di un passaggio di una legge elettorale che è stato il fulcro del sistema politico (da proporzionale a sistemi maggioritari), l’idea era quella di ridurre la grande frammentazione partitica e dare stabilità ai governi. Nella seconda Repubblica si registra, rispetto alla prima Repubblica, una tendenza alla leaderizzazione e verticalizzazione dei rapporti all'interno dell'esecutivo, con il tentativo di ristabilire governi primo ministeriali (gerarchici), dove il leader del partito diventa il leader del governo (fenomeno di personalizzazione). Nonostante vi sia stato l’evolversi di questo fenomeno, i governi primoministeriali sono stati contenuti da un altro fenomeno che è l’assegnazione di poteri "forti" al Ministero dell’Economia e delle Finanze, molto forte, che ingloba la Ragioneria di stato. Secondo alcuni politologi per vedere in Italia l’instaurarsi di governi primoministeriali autentici, sarebbe necessario il trasferimento della Ragioneria di Stato dal MEF alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nella prima repubblica le relazioni all’interno dell’esecutivo tendevano ad essere "inter pares", cioè tutti sullo stesso piano ed il primo ministro aveva il semplice ruolo di coordinatore. Nella seconda repubblica, invece, con la propensione a concepire i governi come primo ministeriali, il primo ministro assume una posizione più rilevante e controlla tutta la macchina governativa. Inoltre, la densità programmatica dei discorsi di insediamento del presidente del consiglio è indicatore di quanto sia stata definita l’agenda di governo. Se la densità è debole questo tradisce delle possibili difficoltà, ad esempio un programma politico non ancora concordato. La densità programmatica è risultata, tuttavia, modesta e solitamente maggiore per i governi tecnici che devono realizzare solo un'agenda limitata (Monti, Gentiloni).

I governi della seconda Repubblica mantengono nel complesso la sembianza il governo di partito, con alcune eccezioni per i profili ministeriali tecnici, con una forte personalizzazione sotto un leader estremamente carismatico - carisma per avere consenso elettorale (es. Forza Italia con Berlusconi, Movimento 5 Stelle). L'ampliamento della potestà normativa del governo è avvenuto nella decretazione d'urgenza e delegata che, per numerosità dei provvedimenti e spregiudicatezza dell'utilizzo, tradisce una precarietà dei rapporti tra governo e maggioranza parlamentare. La decretazione ha conosciuto una costante espansione fino ad arrivare a un quadro dove il governo risulta un legislatore quanto il Parlamento. Si è arrivati alla continua reiterazione di decreti legge scaduti (decreti legge catenaccio). I decreti si accompagnano all'uso ricorrente della questione di fiducia, diventato un importante strumento per realizzare il programma politico dell'esecutivo e governare "senza il Parlamento". Altro strumento ampiamente utilizzato per l'attuazione del programma di governo è la manovra di finanza pubblica che così viene gravata di troppi interventi. In corrispondenza, le leggi ordinarie hanno subito un vistoso calo.

Nel 1988 vi è stata una riforma sui regolamenti parlamentari. Prima della riforma, quando si doveva considerare una proposta dell’esecutivo in Parlamento, lo stesso non teneva in considerazione l’agenda dell’esecutivo.

Stati Uniti

Introduzione

Dopo lo scoppio della Rivoluzione americana nel 1775, nel 1776 le 13 colonie americane dichiarano l'indipendenza da re Giorgio III (Inghilterra) con un documento scritto. In un primo momento gli Stati Uniti sono una confederazione ma nel 1787, in seguito ai problemi finanziari, agli ostacoli del commercio e all'assenza della moneta unica, viene convocata la Convenzione di Philadelfia con l'entrata in vigore della Costituzione nel 1789, Bill of Rights. Nel 1789 viene eletto il primo Presidente degli Stati Uniti: George Washington.

La Costituzione americana stabilisce garanzie e limiti dell'esercizio del potere e un sistema federale in cui il potere è diviso, controllato e controbilanciato tra stati e tra organi del governo nazionale: il Presidente, un Congresso bicamerale rappresentativo degli stati e del popolo e l'ordine giudiziario. L'unico conflitto rilevante degli Stati Uniti che ha poi condotto ad una guerra verso la metà del 1800 è stata la contrapposizione tra Sud agricolo e schiavista (piantagione di cotone e manodopera basso costo) e Nord industriale e antischiavista, producendo la secessione di 11 stati. Guerra di secessione (1861-1865). Lincoln nel 1861 abolì la schiavitù. Gli Stati Uniti rappresentano ancora oggi una superpotenza militare con il più imponente arsenale.

Partiti

La differenza tra culture, tradizioni e lingue si sono materializzate anche nelle preferenze e negli orientamenti politici dei cittadini. Le elezioni del 2008 e del 2012 hanno confermato il trend tradizionale secondo cui ispanici, afroamericani e asiatici preferiscono i democratici (favoriti anche dalla candidatura di Barack Obama). In ogni modo i diversi orientamenti non ostacolano la condivisione di valori, come il rispetto per la Costituzione. Gli americani sono orgogliosi delle loro istituzioni politiche anche se l'affluenza alle urne è molto più bassa che in altri Paesi. Il tasso dell'affluenza alle urne dipende da molti fattori:

  • Il diritto di voto non è concesso a persone condannate per reati gravi;
  • L'iscrizione alle liste elettorali è volontaria (a noi in automatico ai 18 anni);
  • Il voto è di martedì e questo disincentiva perché recarsi alle urne costa un giorno di lavoro;
  • I cittadini sono chiamati alle urne molto spesso (elezioni nazionali, statali, locali, primarie e referendum).

I principali partiti sono i democratici e repubblicani, quindi un sistema partitico tendenzialmente bipolare. I repubblicani si dividono in due filoni:

  • Conservatori, favorevoli al minimo intervento dello Stato nell'economia;
  • Neoconservatori, favorevoli all'istituzionalizzazione dei loro valori morali e religiosi, a limitare l'accesso all'aborto, a promuovere le preghiere nelle scuole e a controllare la pornografia.

I democratici sono stati il punto di riferimento per i ceti più svantaggiati e discriminati. Sono favorevoli all'intervento dello Stato nell'economia, nel settore sociale, all'introduzione di regole che disciplinano l'attività dell'industria e che tutelano l'ambiente (es. Obama). La politica americana si è sempre distinta per il suo bipartitismo e l'alternanza.

Sistema elettorale a maggioranza semplice

Il sistema elettorale è maggioritario semplice su collegi uninominali. È un sistema adoperato sia nelle cariche di governo (Presidente, sindaci, governatori), sia per i componenti dell'assemblea legislativa (a livello federale e nei singoli stati). L'unica differenza è che i componenti dell'assemblea legislativa possono svolgere mandati a tempo indeterminato, i primi non possono ricoprire il loro ruolo per più di due mandati consecutivi.

Congresso (Camera dei rappresentanti e Senato)

Il Congresso rappresenta un bicameralismo perfetto. La Camera dei rappresentanti (435 membri) viene eletta ogni due anni (mandati rinnovabili). Senato (100 membri - 2 per Stato) viene eletta ogni sei anni, ogni due anni si rinnova un terzo del Senato (sistema maggioritario semplice). Il Congresso è incaricato della formazione delle leggi federali, è la sede dove le leggi federali sono presentate, discusse, approvate o respinte. È incaricato di controllare il lavoro della burocrazia federale attraverso il controllo del bilancio dei dipartimenti governativi.

Per 150 anni il Congresso fu l'istituzione più forte, tanto che pochi Presidenti sono stati in grado di contrastare il suo potere. Ma con l'aumento del potere presidenziale, è nato un sostanziale equilibrio fra Congresso e Casa Bianca, ciascuno dei quali ha bisogno dell'altro per governare. Il Senato è nato per rappresentare gli stati. Dal 1913 i senatori vengono eletti con un'elezione popolare. Il Senato ha gli stessi poteri della Camera dei rappresentanti con l'eccezione del suo potere esclusivo di approvazione delle nomine presidenziali dei membri del consiglio di gabinetto, della Corte suprema.

La posizione più importante è quella dello speaker, eletto dal partito di maggioranza, che:

  • Presiede i dibattiti;
  • Vota in caso di pareggio;
  • Influenza il sistema delle commissioni assegnando i disegni di legge e decidendo chi debba fare parte delle commissioni.

I disegni di legge possono essere presentati da entrambe le Camere, tranne le leggi tributarie e di spesa che sono di competenza della Camera dei rappresentanti. Se l'altra Camera approva in toto il testo, viene inviato alla Casa Bianca; se ci sono emendamenti, viene convocata una commissione mista di deputati e senatori per trovare un accordo.

Campagne elettorali

Le elezioni americane sono precedute da lunghe e costose campagne elettorali. La corsa per la presidenza consta di quattro fasi:

  • Stagione informale precedente alle primarie;
  • Primarie da febbraio a giugno dove viene nominato il vincitore e candidato alla presidenza per ogni partito;
  • Campagna elettorale da settembre fino al momento delle elezioni (novembre);
  • Le elezioni.

Presidente - Joe Biden dal 3/11/2020

Per evitare che il Presidente diventasse un tiranno, i costituenti danno rilevanza al Congresso e richiedono collaborazione. La Costituzione prevede che il Presidente sia cittadino americano dalla nascita, abbia 35 anni e risieda nel Paese da almeno 14 anni. La Presidenza si rinnova ogni 4 anni. Il Presidente, i cui poteri sono specificati nella Costituzione entrata in vigore nel 1789 (fine Rivoluzione), può:

  • Concedere la grazia;
  • Stipulare trattati;
  • Nominare ambasciatori e giudici della Corte suprema;
  • Porre il veto su leggi del Congresso;
  • Firmare il progetto di legge, proposto dal Congresso, e promulgarlo;
  • Occuparsi di politica estera, in stretta collaborazione con il ministro degli Esteri.

Il Presidente è coadiuvato da un consiglio di gabinetto: il vicepresidente e 15 ministri a capo di diversi settori. Il consiglio di gabinetto è un organo consultivo e non rientra nell'esecutivo come nei regimi parlamentari. Il Presidente non viene eletto dai cittadini, ma da 538 "grandi elettori" (sistema elettivo indiretto). I cittadini esprimono la propria preferenza per un candidato, ma in realtà non viene eletta la persona singola, ma il gruppo di grandi elettori ad esso associato. Ogni Stato esprime un numero diverso di grandi elettori che varia in base alla popolazione (es. California sono 55).

L'impeachment è il processo attraverso il quale la camera bassa (Camera rappresentativa) muove denuncia contro il presidente per comportamenti gravi (tradimento, corruzione, altri gravi crimini e misfatti) con a seguito la presentazione di un atto di accusa. La messa in stato di impeachment è compito della camera dei rappresentanti, mentre la decisione finale è del Senato. Il presidente nomina personalmente (presidenza personale) diversi collaboratori molto stretti alla Casa Bianca, e su queste nomine non interviene il Senato, che invece approva altre nomine presidenziali quali gli ambasciatori, i giudici della corte suprema.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisabcdegh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi politici comparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Unitelma Sapienza di Roma o del prof Conti Nicolò.
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