Estratto del documento

Ciclo vita di un prodotto

Caratterizzato da 5 fasi:

IDEAZIONE:

1. definizione requisiti prodotto sulla base delle richieste di clienti, mercato e organi di

regolamentazione. Si definiscono i principali parametri tecnici del prodotto che ci permettono di

ottenere l’estetica iniziale insieme ai suoi principali aspetti funzionali

PROGETTAZIONE:

2. progettazione dettagliata e sviluppo prodotto (esecuzione test su prototipi).

Strumenti principalmente utilizzati sono CAD e software di simulazione FEM

PRODUZIONE:

3. definisce il metodo di fabbricazione quindi la scelta dei processi che dovranno

essere utilizzati per la fabbricazione del prodotto

USO:

4. distribuzione del prodotto al consumatore finale. Seguita da attività di manutenzione

FINE VITA:

5. prodotto non più in grado di assolvere le funzioni per il quale è stato progettato oppure

risulta obsoleto rispetto agli altri prodotti sul mercato. Sulla base di normative può essere:

riutilizzato, ricondizionato, riciclato, incenerito, discarica.

Costi e ricavi di un prodotto nel suo ciclo vita: caratterizzato da 4 fasi:

Introduzione:

1. costi elevati e

ricavi bassi perché dimensione

del mercato ancora piccole

Crescita:

2. crescita delle

vendite quindi crescita dei ricavi

Maturità:

3. prodotto stabilito

e obiettivo e quello di

mantenere la quota di mercato

Declino:

4. bisogna ripensare o

innovare il prodotto altrimenti

non avrò più ricavi.

Processo di sviluppo prodotto

Team di progettazione: raccolta di individui che collaborano tra loro e sono collettivamente responsabili

del raggiungimento di un risultato prestazionale.

Modello del cervello umano (modello di Herrmann)

Processo sviluppo prodotto: COSA FARE?

requisiti utente, cosa l'utente vuole cosa dovrebbe

ANALISI DI MERCATO: capire cosa vuole il mercato,

fare il prodotto e le sue specifiche tecniche.

Strutturata in 3 passi:

1. Definire il problema: attraverso riunioni, colloqui, interviste individuali, questionari.

2. Sviluppare strategia

3. Organizzare e controllare informazioni raccolte

REQUISITI: traduzione delle esigenze (lista dei desideri fornita dai clienti) in una serie di specifiche che

identificano il funzionamento del prodotto dal punto di vista tecnico. Definiscono ciò che il prodotto

dovrebbe fare senza fornire soluzioni. Per ogni requisito deve esserci più di una soluzione progettuale

altrimenti sto sbagliando qualcosa. Una volta definiti i requisiti bisogna prioritizzarli (perché alcuni requisiti

potrebbero essere in conflitto tra loro e devo capire cosa è più importante per il cliente), per svolgere

questa funzione possiamo utilizzare il METODO MoSCoW o l’Albero degli Obiettivi

Ci permette di organizzare i

molteplici obbiettivi e pesarli in

termini di importanza per ogni

livello e gruppo dell'albero.

La somma di tutti deve darci 1

FUNZIONI: azioni ingegneristiche oggettive che il prodotto eseguirà ci dicono “cosa” fa il prodotto e NON

“come”. La funzione di un compito rappresenta la relazione tra input e output del sistema il cui obbiettivo è

lo svolgimento di un compito. Tale funzione è una formulazione astratta del compito da svolgere da parte

del sistema ed è indipendente da soluzioni specifiche ed è descritta da “verbo+nome” (bollire+acqua)

L’analisi funzionale si svolge in 3 step fondamentali:

1. Esprimere la funzione generale (overall function) per il quale il prodotto sarà progettato

2. Suddividere la funzione generale in una serie di funzioni secondarie essenziali (sotto-funzioni) per

essere più specifici senza mai fornire una soluzione progettuale

3. Esprimere le interazioni tra le sotto-funzioni

Il risultato di questi 3 step è la struttura funzionale del sistema.

SPECIFICHE: fissa dei limiti specifici per ogni requisito. Vengono utilizzati metodi QFD (quality function

deployment) e il metodo KANO

Quality function deployment utilizzato per identificare requisiti critici e

• creare collegamento con le specifiche di progettazione. Sono matrici

organizzative che esprimono delle relazioni tra requisiti e specifiche di

prodotto. Strumento maggiormente utilizzato è la “casa della qualità”

(HoQ)

Modello KANO misura la soddisfazione del cliente per aiutare i produttori a definire le

• caratteristiche del prodotto. La soddisfazione dei clienti per le caratteristiche del nostro prodotto

dipende dal livello di funzionalità fornito. Le caratteristiche possono essere classificate in quattro

categorie:

Performance:

1. più forniamo, più soddisfatti

Must be:

2. funzionalità che si danno per scontato, se non ci sono il prodotto è considerato

incompleto

3. non sono funzioni indispensabili, se non ci sono il cliente è imparziale, se ci sono

Attrattivo:

dice "ok wow carino.."

Indifferente:

4. non interessa agli utenti finali quindi possiamo evitare di mettere

Ciò che i clienti pensano di alcune caratteristiche del prodotto ora non è quello che proveranno in

futuro. Funzionalità attrattive si trasformeranno in funzionalità Performance e Must-be col passare del

tempo.

Metodologie per la progettazione

concettuale (Sviluppo prodotto: COME FARE)

BRAINSTORMING: generare una grande quantità di idee attraverso una vera e propria riunione (guidata da

un moderatore) alla quale devono partecipare persone preparate ad offrire tutte le idee anche quelle più

sciocche.

Regole: Nessuna critica alle idee

• Idee selvagge, sciocche sono benvenute

• Genera quante più idee possibili

Durante la sessione il moderatore pone una serie di domande che aiutano i partecipanti a generare idee.

BRAINSTORMING 6-3-5: 6 partecipanti, 3 idee, 5 minuti. I partecipanti appuntano le idee su un foglio

specifico per 6 round al termine dei quali si saranno generate 108 idee in 30 minuti. Rispetto al classico

brainstorming è molto più rapido ed efficiente (sistematizzato), inoltre si riesce a tenere traccia di tutte le

idee generate poiché vengono appuntate su un foglio.

Svantaggi:

Esprime idee con poca chiarezza (difficolta a scriverle)

• Stress dovuto a vincoli di tempo che portano a idee di qualità inferiore

• Rischio di idee simili poiché non si parla

MATRICE MORFOLOGICA: divisa in 3 step

Step 1: sviluppare concetti per ciascuna funzione, un concetto rappresenta una possibile soluzione

su COME realizzare la funzione, i concetti devono essere il più astratti possibile

Step 2: elaborare il grafico contenente tutte

le possibili soluzioni secondarie

Step 3: identificare le combinazioni

possibili di ciascun concetto in

progetti concettuali concreti. Ovvero,

selezionare un concetto per ciascuna

funzione e combinare quelli

selezionati in un unico design.

Svantaggi:

Potrebbe generare toppe idee

• Potrebbe portare a concept impossibili da realizzare

TRIZ: cerca di sistematizzare il processo di generazione del concept

Qualcuno, qualche volta, da qualche parte ha già risolto il tuo problema o uno simile ad esso.

• Creatività significa trovare quella soluzione e adattarla al problema attuale.

Non accettare contradizioni. Risolverle.

Fornisce una procedura sistematica passo-passo capace di guidare il progettista attraverso lo spazio della

soluzione, andando a ricercare la soluzione del problema rendendolo astratto e cercando in campi diversi

dal problema specifico, dove sono state adottate soluzioni per risolvere problemi simili al nostro.

Vantaggi:

Soluzioni migliori ed innovative poiché basate su soluzioni di altri

• Riduce il numero di prove e soluzioni di errore (trial&error)

Punto molto importante del metodo TRIZ è che non stiamo arrivando a delle soluzioni grazie alle nostre

competenze ma “copiando” soluzioni di altri, questo è un grosso vantaggio che offre questo metodo.

Valutazione di concept alternativi

Ci offre delle metodologie per confrontare i concept trovati fino ad ora con lo scopo di individuare quello

che ha il più alto potenziale per diventare un prodotto di qualità.

Lo screening dei concetti viene fatto su diversi livelli:

Concetti valutati rispetto a un insieme di specifiche. Se un concetto non soddisfa i requisiti delle

• specifiche verrà eliminato.

Eliminazione dopo valutazione di un team di progettazione

• Concetti valutati uno rispetto all’altro utilizzando dei criteri

In questa fase sono molto utili gli schizzi concettuali, disegni 3D che fanno vedere le funzioni implementate

e ci permettano di capire la tecnologia per individuare la soluzione migliore.

MATRICE DI VALUTAZIONE DI PUGH: andremo a definire un criterio di confronto e a valutare le alternative

(concept) scelte rispetto a questo. Si definisce il concept di un prodotto che diventa il punto di riferimento.

Il concept che viene valutato è giudicato migliore [+], similare [0] o peggiore [-] del riferimento.

Alla fine, avremo generato 4 punteggi per

ogni concept:

1. Numero di punteggi positivi

2. Numero di punteggi negativi

3. Totale complessivo (1.-2.)

4. Totale ponderato

MATRICE DECISIONALE: idee concettuali sulle righe e i criteri di progettazione sulle colonne, per ogni

concept il progettista assume una valutazione da 1 a 10.

Embodiment Design

Embody significa dare a qualcosa un’espressione tangibile, quindi si passa dal concetto alla sua

progettazione.

I risultati dell’embodiment design vengono esplicati solitamente con la realizzazione di un mock-up, un

modello e prototipi.

mock-up,

Il ovvero un modello in scala realizzato con materiale di basso costo e non funzionale, serve solo

per avere un’idea di design e controllare tecniche di assemblaggio e considerazioni sulla fabbricazione. Può

essere sia fisico che virtuale realizzato attraverso l’uso di sistemi CAD.

modello

Il viene realizzato per studiare invece il principio di funzionamento per valutare il comportamento

del prodotto che vogliamo realizzare. Anche questo può essere sia fisico che virtuale.

prototipo,

Il invece, rappresenta la tecnica più costosa che produce però la maggior quantità di

informazioni e consiste nell’andare a realizzare un prodotto fisico completo e funzionante.

Il processo di embodiment design è un processo molto lungo costituito da numerosi passaggi che porta alla

definizione di un prodotto che soddisfa tutti i requisiti di progetto.

Detailed Design

La fase di progettazione dettagliata (analisi e simulazione) è la fase finale del processo di progettazione

ingegneristica prima che inizi la produzione e la produzione, che porta quindi alla generazione del prototipo

finale.

In questa fase il progettista seleziona i materiali appropriati per ogni parte e calcola accuratamente le

dimensioni e le tolleranze del prodotto.

Metodologia per la scelta dei materiali

I 4 aspetti più importanti per sviluppare un prodotto sono: Forma-Funzione-Materiale-Processo

La selezione dei materiali è un’attività critica e complessa che viene fatta in parallelo alla progettazione.

METODI INTUITIVI: basati sull’esperienza del pianificatore.

Materiali scelti secondo 4 criteri:

First best material:

1. considero quello più comunemente usat

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 1 Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Ingegneria di prodotto Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/35 Ingegneria economico-gestionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcomarusco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ingegneria di prodotto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Mandolini Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community