Il cliente e la co-creazione: tipologia e agenda per la ricerca
Nel mercato globale odierno estremamente competitivo, un numero crescente di aziende sta ponendo maggiore affidamento sull’innovazione come mezzo per conseguire la crescita e la redditività. Purtroppo, la maggior parte dei nuovi prodotti fallisce perché non soddisfa adeguatamente i bisogni o i desideri dei consumatori. Così, un numero sempre maggiore di aziende sta investendo sempre di più sui clienti al fine di incentivare la loro collaborazione a produrre partecipando al processo di NPD (new product development). Come si mostrerà, questo cliente coinvolto può assumere diverse forme.
Tipologie di co-creazione
Ci sono quattro forme emergenti di co-creazione, delineate sulla base del grado con cui i clienti sono abilitati a contribuire e selezionare nuove idee di prodotto. Ciascuna di queste tipologie ha i propri vantaggi e le proprie sfide. Le imprese devono guardare al di là dei confini del tradizionale approccio per lo sviluppo dei nuovi prodotti e sviluppare strategie efficaci per identificare e sfruttare le idee e i talenti dei loro clienti.
Cliente co-creazione
Lo sviluppo dei nuovi prodotti è un motore di crescita aziendale e di redditività. Purtroppo, la maggior parte dei nuovi prodotti fallisce perché non è in grado di rispondere al mercato. Di conseguenza, sempre più professionisti sono orientati verso il miglioramento dei processi NPD (ricerche, conjoint analysis, test pre-lancio...) I clienti, però, vengono sempre “esclusi” e ritenuti aventi poca influenza.
Questo paradigma sta attualmente scemando. I clienti, per contro, hanno sempre più voglia di mettersi in gioco e rivendicano sempre più il controllo sulle attività di NPD. Inaugurazione nuovo paradigma – i clienti sono centrali e partecipanti di vitale importanza nel processo NPD; in alcuni casi sono in grado di creare nuovi prodotti con poco aiuto da parte delle imprese. Per esempio, il successo di Linux e Firefox sono progetti Open Source gestiti da comunità di volontari. Molti computer-game sono sviluppati da giocatori piuttosto che da costruttori. Questo nuovo paradigma ha attirato l’attenzione degli studi sul marketing. Inizia ad essere riconosciuta al cliente la capacità di co-creazione; attenzione che fino ad ora era mancata.
- Contributo (cioè presentare contenuti)
- Selezione (cioè la scelta di quali risorse verranno conservate)
La salita del cliente co-creatore
La riuscita della NPD richiede essenzialmente due tipi di informazione:
- Informazioni sulle esigenze del mercato
- Soluzioni per rispondere al meglio ai bisogni
Le aziende hanno maggiore controllo sui processi e quindi sulle modalità per rispondere ai bisogni; i clienti hanno maggiore conoscenza delle esigenze (perché le vivono). Questa disparità crea le condizioni di asimmetria informativa che fa pensare a una necessità di integrazione. Inoltre, molto spesso le esigenze dei consumatori non sono espresse, sono tacite; il consumatore è complesso e i suoi bisogni variano in modo repentino al passo coi tempi.
Tradizionale paradigma = consumatori soggetti passivi
Nuovo paradigma = consumatore co-creatore, attivo e partecipe
Di conseguenza, vediamo un numero sempre maggiore di consumatori impegnati in azioni dirette a modificare le attività di marketing aziendali. Questa sfida ha portato diverse grandi imprese come Nike e McDonald ad essere più consapevoli e aperte al cliente. Nike – promuove l’attività del cliente.
Inoltre, gli studi di psicologia confermano che le richieste intrinseche delle persone sono più suscettibili di essere soddisfatte tramite passatempi creativi. Attraverso i loro contributi, i clienti possono trarre benefici psicologici (ciò spiega il successo di molti programmi TV basati sulla creatività, cucina, bricolage...). Un numero crescente di consumatori è alla ricerca di un ruolo più attivo nella creazione dei prodotti che consumano.
Internet e la co-creazione
La capacità dei consumatori di assumere un ruolo più attivo in NPD è stata notevolmente migliorata dall’avvento di Internet, il quale risponde al bisogno dei consumatori di essere più attivi. Fino a qualche anno fa mancavano le competenze tecniche e le capacità richieste dalla NPD. Internet ha contribuito a migliorare questa carenza consentendo:
- L’accesso alle conoscenze (motori di ricerca, tutorial)
- Piattaforme dove impiegare le conoscenze
- Condivisione attività e risultati (community)
Risultato:
- Competenze/conoscenze quasi di pari livello rispetto a quelle aziendali.
- Utilizzo co-creazione come alternativa al tradizionale paradigma NPD.
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