Goffman e l'ordine dell'interazione
Goffman è il più importante studioso delle interazioni faccia a faccia che studia come una realtà a sé stante. Questo non va confuso con lo studio delle dinamiche psicologiche dei partecipanti (come Simmel). Infatti anche il materiale empirico da lui impiegato non è "tradizionale" (osservazioni informali, tagli di giornale..). Prende in oggetto le "micro" situazioni quotidiane, le regole che organizzano un ordine di interazione che sta alla base della vita sociale prescindendo se queste si svolgano in campagna o in città. Non si occupa di comunicazione, ma di interazione.
Per descrivere quest'ordine utilizza una metafora drammaturgica: vita sociale = teatro. I soggetti si collocano in una cornice di interazione e recitano determinati ruoli; c'è dunque una ribalta ed un retroscena. Incontrandosi gli individui riconoscono la ribalta, individuando il frame d'interazione.
La struttura delle interazioni
Le visioni precedenti consideravano le interazioni come frutto di strutture sociali (irrilevante per lui) quindi non distinguevano cosa è situazionale e cosa situato; l'interazione non può essere qualcosa legata a fattori esogeni poiché è una cosa essenziale.
Apparenze normali: individuare il frame, sicurezza fisica in co-presenza di altri derivata dai selves. Individuare il frame: rispondiamo alla domanda implicita "che cosa succede qui?" ed entriamo in una struttura di interazione. Violare le regole di tale struttura non è impossibile (urlare durante la lezione), ma spesso non accade. Le regole ed il frame esistono nella misura in cui ci sono soggetti che li riconoscono e vi si posizionano.
Abbiamo quindi strumenti per riconoscere ma anche per passare da un frame all'altro. Sappiamo riconoscerli dalle immagini (tribunale, cimitero, aula..): sono quasi infiniti, l'unico limite è che devono essere riconosciuti inter-soggettivamente. Al momento opportuno sappiamo poi riconoscere la cornice principale ed impegnandoci la condividiamo con altri, se no smette di esistere. Non è dunque la società che ci impone, poiché noi la costruiamo.
I frames e la realtà
I frames sono reali solo se ancorati alla realtà, alle porzioni di mondo condivise. Attribuiamo ad essi status di realtà diversi. Es: camminando in un giardino (frame principale) non nego cosa c'è fuori. Se c'è uno scoppio all'esterno, sono capace di passare da un frame all'altro. Quindi il frame è il modo con cui organizzo un'attività che coinvolge attori sociali. L'attore sociale comunica ed attribuisce un senso alla propria soggettività grazie ad esso, in quel contesto, ed aiuta ad organizzarlo.
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