Genetica forense
Repertamento di evidenze biologiche
Le fasi dell’indagine includono:
- Evento delittuoso
- Sopralluogo e repertamento della sezione dell’intervento operativo del RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) e squadra rilievi del reparto operativo
- Attività investigative parallele: magistrato (valutazione utilità tracce e formulazione prime ipotesi investigative) e nel contempo confronti sospettati ed indagati, individuazione ulteriori scene del crimine e nuovi reperti
- Accertamenti del RIS (accertamento biologico): amplificazione, quantificazione, purificazione e analisi dei marcatori genetici: autosomi, cromosoma X, cromosoma Y e mt-DNA
- Esito dell’accertamento: interpretazione dati e calcolo biostatistico
- Presentazione risultati e conclusioni: magistrato valuta il dato scientifico e lo confronta con ipotesi investigative iniziali; possono essere formulate anche altre ipotesi o ricercati ulteriori riscontri
Sopralluogo giudiziario
Il sopralluogo giudiziario è il punto iniziale dell’indagine, una base importantissima di qualsiasi indagine di polizia giudiziaria per l’accertamento dei reati e la ricerca dei rei. Consiste nell'ispezione e descrizione della località dove è stato commesso il delitto o il crimine, al fine di stabilire l’esistenza e il tipo del reato, i mezzi, le modalità di esecuzione, quando, come e da chi è stato commesso il fatto.
Consiste in un complesso di operazioni di carattere metodico scientifico idonee alla ricostruzione dell’evento e all’identificazione del reo. Lo scopo dell’investigazione è rispondere a tre priorità essenziali:
- Fissare la scena del crimine
- Ricostruire le circostanze del delitto
- Ricercare e raccogliere elementi e dati utili per identificare i responsabili
Eseguire un esame della scena del crimine con leggerezza porta alla sottovalutazione del materiale biologico prezioso e rapidamente degradabile, alla compromissione dello scenario e/o alla contaminazione biologica delle tracce esistenti. La raccolta e la conservazione di reperti sono passaggi cruciali dello svolgimento di un’indagine. Nelle aule di tribunale l’ammissione di una prova può essere messa in discussione se la prova stessa non risponde al requisito di un’accurata documentazione fotografica prima del prelievo del reperto.
Anche l’intervento e il ruolo di medici e paramedici delle volte può portare ai problemi sopra descritti, infatti si cerca di seguire delle linee standard nelle attività del sopralluogo anche se, in Italia, non esistono regolamenti a riguardo. Per avere una fotografia più realistica del delitto, ad esempio, i medici intervengono immediatamente nella rianimazione del soggetto solo se non ci sono evidenti segni di morte certa, quali decapitazione, decomposizione, macchie ipostatiche o rigor mortis.
Fasi cronologiche del sopralluogo
Durante il sopralluogo si procede con:
- Osservazione scena
- Fissazione tramite fotografie e video-riproduzioni
- Esecuzione di schizzi, misurazione ambienti
- Registrazione e documentazione
- Posizione prove fisiche
- Ricerca tracce minime o latenti
Elementi connessi con il sopralluogo
I rilievi tecnici possono essere descrittivi, videofotografici e/o planimetrici. Bisogna registrare fedelmente ciò che si osserva per poter documentare in tribunale con quanta più precisione possibile: la scena va congelata. Si effettuano schemi semplificati della posizione di oggetti, corpi e macchie ematiche. Si utilizzano riprese fotografiche (sketching fotografico).
Ultimamente accorrono in aiuto anche software per poter ricostruire l’ambiente con la tecnica del rendering in 3D in modo da comprendere traiettorie proiettili o macchie ematiche e dinamiche dell’accaduto.
Repertamento
La ricerca di tracce biologiche sulla scena del crimine è estremamente variabile, dipende infatti dalla natura della traccia. Durante il repertamento viene applicato il concetto della catena di custodia in modo da avere una tracciabilità del campione biologico. Per catena di custodia si intende un documento/verbale di sopralluogo e sequestro, ovvero una documentazione cronologica o traccia cartacea che mostra sequestro, custodia, trasferimento, analisi e disposizione degli elementi di prova. Ed è per questo che tutti i reperti e tracce prelevati dalla scena del crimine devono essere confezionati e sigillati.
Punti critici
- Ricerca
- Prelievo
- Confezionamento ed invio per gli accertamenti
- Importanza dei prelievi di esclusione e dei bianchi
La ricerca deve essere effettuata in modo sistemico in modo da non perdere alcun dettaglio, in quanto qualsiasi di questi può essere determinante per la ricostruzione del crimine. L’ispezione deve curare prima oggetti grandi e poi progressivamente quelli più piccoli, adottando ad esempio un criterio a spirale o suddividendo l’area in griglie o effettuando ricerche per linee parallele o per strisce, riducendo il dispendio di energia e massimizzando l’efficacia nel recuperare anche i minimi dettagli.
Sicurezza scena e sicurezza personale
La scena deve essere preservata da persone o cose che possono alterarla, ma nello stesso tempo bisogna evitare che il luogo possa divenire fonte di pericolo per i presenti. Ci possono essere rischi di esplosioni, rischi chimici o biologici, per questo oltre alla messa in sicurezza dell’ambiente bisogna adottare anche un’adeguata protezione personale (DPI = dispositivo di protezione individuale).
Tra queste misure adottate abbiamo guanti monouso, mascherine protettive, tute sterili, occhialetti, calzari e copricalzari con suoletta; tutti strumenti per la prevenzione di sé e per evitare il rischio di contaminazione.
Ricerca e raccolta delle tracce biologiche
Contestualizzazione utilizzo DPI e dispositivi monouso, utilizzo di luci criminalistiche e impiego di test campali (sulla scena del crimine). Sulla scena del crimine possono essere presenti un’ampia varietà di substrati biologici: sangue, sperma, capelli o peli, cellule epiteliali isolate rinvenuti ad esempio sotto le unghie della vittima di un’aggressione che si è difesa, graffiando il suo assalitore, urina e feci, saliva, sudore, impronte digitali e/o plantari.
Tracce fresche permettono di ottenere profili genetici anche a partire da poche cellule, mentre per sorgenti biologiche datate o corrotte da agenti fisici o chimici è necessario aumentare la quantità di DNA estratto. La sorgente di DNA che più spesso si rinviene è di natura ematica.
Una mole importante di tracce biologiche potrebbe appesantire l’analisi e l’interpretazione dei risultati; inoltre potrebbe risultare un fattore limitante, offrendo alla difesa critiche e osservazioni riguardo lo scambio di campioni, contaminazione, deviazioni di protocolli indicati, interpretazione ambigua dei risultati.
Fonti di luce forensi
Metodo fisico per rilevazione tracce, utilizzati per il primo screening nella ricerca delle tracce biologiche. Impiegano l’uso di lampade a emissione di luce nel range dell’ultravioletto e del visibile in modo da esaltare l’osservazione, la registrazione fotografica e la raccolta dei reperti. Sono sistemi di emissione luce in grado di filtrare la stessa in singole bande di lunghezza d’onda. Vengono utilizzati per esaltare la rilevazione delle prove attraverso fenomeni quali la fluorescenza, l’assorbimento e la luce obliqua.
Tutti i fluidi biologici con un basso coefficiente di assorbimento sono rilevati con lunghezze d’onda dai 430 ai 460 nm, le quali eccitano le specie chimiche fluorescenti presenti e determinano un’emissione per fluorescenza:
- Saliva: 445 nm
- Secreto vaginale: 455 nm
- Liquido seminale: 430 nm
Strumenti come ‘Crimescope CS16’ (lampada con lunghezza d’onda variabile 400-670 nm), ‘Minicrimescope 400’ o ‘Polilight’ permettono l’individuazione di impronte digitali e palmari, orme, liquidi biologici, formazioni pilifere e fibre. Insieme a questi strumenti dotati di sorgente luminosa e diversi filtri in modo da permettere la selezione delle singole lunghezze d’onda da parte dell’operatore, quest’ultimo utilizza occhiali con diversi filtri in modo da poter adoperare la lampada senza incorrere in danni alla vista. I filtri ottici vengono indossati dall’utilizzatore per proteggere la vista e per selezionare solo la luce emessa per fluorescenza dalla traccia e filtrare la luce aspecifica.
Microscopia e genetica microbica
Utilizzato per l’analisi di piccole tracce di presunta natura biologica. Generalmente viene impiegato lo stereomicroscopio, il quale consente di vedere l’oggetto da due angoli leggermente diversi.
Test orientativi o presuntivi
Metodi chimici per rilevazione tracce. Test per l’analisi di tracce di presunta natura biologica. Questi non consentono di confermare con certezza la natura di un determinato campione biologico, ma sicuramente permettono di escludere la presenza di una determinata sostanza. Per questo tutti i saggi eseguiti con questi test devono essere confermati da altri metodi.
Funzione: schermare la gran quantità di tracce non biologiche rinvenute sulla scena e ricostruire la dinamica della scena. Limiti: test altamente sensibili ma non specifici, facilmente presenza di falsi positivi.
Nota bene: test catalitici = reazioni redox in cui una sostanza ossidante in presenza di perossidasi (Hb) libera molecole di ossigeno che fanno virare di colore una sostanza indicatrice (leucobase).
Test immunocromatografici = test specifici che ci dicono se la traccia analizzata è umana.
Sangue
Molto comune nelle scene del crimine: di una ‘rosa’ di schizzi ematici non è determinante il risultato genetico di ognuno, bensì l’analisi delle dimensioni, della forma e della traiettoria (Blood Pattern Analysis analisi morfologica delle tracce ematiche e studio del loro pattern).
Blood Pattern Analysis: attraverso lo studio delle forze fisiche che agiscono sul sangue e l’interazione tra sangue e superficie sulla quale impatta è di solito possibile determinare:
- L’origine e la natura dell’evento che ha prodotto la macchia ematica
- La distanza tra il punto d’impatto della traccia ematica e l’origine della stessa
- Tipo e direzione della forza che ha provocato la lesione
- Numero di colpi o spari
- La posizione dell’aggressore, della vittima e degli oggetti durante l’aggressione
- Movimenti della vittima, dell’aggressore ed eventuale spostamento di oggetti dopo l’aggressione
Per documentare/rilevare tracce di sangue si può utilizzare l’infrarosso o altri test presuntivi. I test catalitici per la ricerca di tracce di sangue traggono vantaggio dall’attività pseudo-perossidasica.
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