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Finanza aziendale

Obiettivi del corso

Studia le entrate e le uscite di un’impresa per analizzare se le scelte di investimento e di finanziamento della stessa portano a una massimizzazione del valore d’impresa.

  • Come si realizza finanziariamente un’impresa (1ª parte del corso)
  • Analizzare le scelte di investimento e di finanziamento (2ª parte del corso)

Programma del corso

Analisi finanziaria (parte 1)

  • Ob. Valutazione (equilibri)
  • Rielaborazioni di bilancio
  • Indici di bilancio
  • Flussi finanziari
  • Previsione economico finanziaria

Analisi delle scelte di investimento e finanziamento (parte 2)

  • Valutazione dei progetti di investimento
  • Costo del capitale
  • Teoria sulla struttura finanziaria

I parte

L’utile può essere manovrato ed è quindi poco rappresentativo per la reale situazione dell’impresa. Bisogna guardare le voci sopra all’utile che mostrano come si è arrivato a quel determinato utile.

Aldilà delle conseguenze giuridiche e fiscali, se ci ritroviamo l’azienda con un utile molto basso, non è sempre un fatto negativo. Può essere indice di un’azienda che non dichiara parte delle rimanenze, ritrovandoci con rimanenze finali più basse, di conseguenza avremo minori ricavi e quindi meno utile. Ciò si verifica soprattutto in imprese di piccole-medie dimensioni (con fatturati per esempio da 1-5-10 milioni).

Il fatto di manovrare l’utile succede spesso in Italia poiché la variabile fiscale è molto rilevante, e quindi si fa di tutto per poter limare sull’utile stesso. Un’impresa che va male può essere disposta a pagare le tasse pur di far risultare un bilancio inutile, così la banca di conseguenza gli conferma i fidi, qualche bancario infatti può essere abituato a guardare solo l’ultima riga del bilancio (solo l’utile) senza comprendere la reale situazione dell’impresa con cui ha a che fare.

L’utile remunera i soci, gli imprenditori: nel momento in cui effettuiamo l’analisi potremmo non essere questi due soggetti. Se noi, ad esempio, fossimo una banca, a noi poco importa dell’utile in sé, ci interesserebbe di più invece la remunerazione che va alla banca, in termini di oneri finanziari. L’utile in sé quindi non interessa a tutti gli stakeholders (portatori di interessi), ma solo alla proprietà.

Di conseguenza, vale lo stesso concetto per l’indice ROE, che di per sé praticamente è l’utile espresso in percentuale, ovvero esprime in percentuale quanto l’azienda rende ai soci. Il ROE è ancor meno rappresentativo dell’utile per esprimere la situazione di un’impresa. Vediamo perché...

Esempio di un'azienda

Capitale Proprio = €100.000
Utile = €10.000
ROE = Utile / Cap. Proprio = 10%

Il problema delle nostre aziende è che hanno pochissimi capitali propri, per cui usano molto il debito verso le banche, e usando molto il debito verso le banche, le loro azioni patrimoniali sono scarsissime. Per esempio, se mettono €20.000 anziché €100.000 di capitale proprio e €100.000 di debito, i dati cambiano.

ROE = 10.000 / 20.000 = 50%

Quel 50% non è per nulla espressivo, poiché non è sinonimo di stellarità dell’azienda ma è solamente espressivo di un’azienda che non dichiara (non vuole mettere capitale proprio). È espressivo di un sistema economico italiano che è fiscocentrico e bancocentrico. In Italia chi domina la finanza nelle piccole-medie imprese sono il fisco e le banche, perché spesso le scelte di finanza che faccio sono per avere una fiscalità più leggera e per mettere poco capitale.

Il ROI a differenza del ROE invece è l’indice che mi dice operativamente come va l’azienda. Consiglio: dare attenzione al ROI per il 90% e al ROE per il 10%.

Direttive di analisi (stato di salute)

  • Rotazione degli investimenti CM (Ciclo Monetario) – Turnover.
  • Capacità di sapersi finanziare (Equilibrio Patrimoniale): se l’impresa si è finanziata correttamente, l’attivo e il passivo coincideranno.
  • Livello di indebitamento (Equilibrio Finanziario): misura l’indebitamento dell’impresa e quindi il rapporto fra debiti e capitale proprio.
  • Il rendimento operativo deve essere sufficiente a coprire il costo del capitale (Equilibrio Economico): fa capire se l’impresa è in grado di remunerare i conferenti di capitale proprio (soci). L’impresa è equilibrata se genera un margine di CE sufficiente.
  • Capacità di rimborso sufficiente (Rendiconto Finanziario): se l’impresa è indebitata, genera reddito ma non lo trasforma in cassa. Misura la capacità di rimborso dei debiti finanziari a m/l termine.

Per un’azienda conviene essere indebitati quando il business va molto bene, se tutte le risorse finanziarie che una banca mi dà, il manager dell’azienda, se abile, riesce ad utilizzarle per effettuare investimenti che le rendano molto bene. Effetto leva: quindi più sono indebitato e meglio vado, a patto che il mio business operativo sia eccezionale. Viceversa, se operativamente sono scarso, più mi indebito e più investo e tutti gli investimenti effettuati mi si ritorcono contro perché anziché guadagnare ci perdo, e non solo perdo ma non posso nemmeno pagare i soldi alle banche (es. gli oneri finanziari).

Considerato questo, in una situazione di crisi come quella attuale, conviene tendenzialmente essere meno indebitati possibile ed essere quindi in dotazione di capitale proprio sufficiente. In un’azienda si potrebbe andare a guardare non solo quanto sei indebitato ma anche come i finanziamenti hanno finanziato gli investimenti. In un’azienda si potrebbe andare anche a guardare se un investimento effettuato da essa ha un buon rigiro.

Facciamo l’esempio di un’azienda che acquista materie prime: se quelle merci le compra, ma quelle merci non hanno mercato e non vengono vendute, è un investimento fatto che però rimane fermo e quindi quelle merci non hanno rigiro [Negativo!!] (non vengono fatte ruotare, il magazzino rimane fermo).

Riclassificazione

20/09/17

Riclassificazione è la sistemazione delle voci in maniera diversa che sceglieremo in base al criterio che riterremo più congeniale allo scopo dell’azienda. Le logiche di rielaborazione sono diverse a seconda che io vada a rielaborare il conto economico oppure lo stato patrimoniale. Per la valutazione di un’impresa sono necessari almeno 2 esercizi.

Stato patrimoniale

Per quanto riguarda le riclassificazioni dello stato patrimoniale, vi sono due metodi principali:

  1. Liquidità Esigibilità [L/E] (Criterio Finanziario): grado di liquidità degli attivi ed esigibilità dei passivi. Serve capire se gli attivi di un’azienda hanno scadenze simili ai passivi. Si fa quindi per capire se le passività che scadono, per esempio entro 12 mesi (a breve), potranno trovare soddisfazione nelle attività. Se non ci fosse correlazione tra scadenza dei passivi e scadenza degli attivi, l’impresa potrebbe trovarsi in difficoltà. Esempio: se €500.000 di debito v/fornitori oggi non ha come contropartita dei crediti v/clienti di almeno €500.000, vuol dire che quando quei 500.000 scadono potrei trovarmi nella situazione di non avere i soldi per poterli pagare. Tale criterio guarda quindi la scadenza. È il metodo di rielaborazione più semplice da condurre, anche per chi non ha molta conoscenza dell’azienda. Per questo è un metodo utilizzato dai cosiddetti analisti esterni.
  2. Pertinenza Gestionale: separa le scelte operative dalle scelte di struttura finanziaria. Differenzia quindi tutti crediti/debiti di natura operativa da tutti i crediti/debiti di natura finanziaria. È un metodo di rielaborazione più complesso del metodo L/E. La utilizzano gli analisti interni. Tale criterio guarda nello specifico alla natura (ovvero l’origine delle poste). Infatti, se per esempio vi è un debito v/fornitori e vi è anche un debito v/banche, sono tutti e due debiti a breve, ma hanno due nature diverse. In sostanza, quindi, cosa li rende diversi? La differenza è il flusso, ovvero che:
    • Il debito v/fornitori è un mancato pagamento (si origina dal processo produttivo, ovvero tutto ciò che compro e non pago).
    • Con il debito v/banche, invece, vi sono delle entrate (è una scelta, decido di farmi dare dei soldi dalla banca finanziamento).
    Considerazioni:
    • Se aumenta il debito v/fornitori o v/banche oltre una certa soglia è negativo poiché sono entrambi debiti a breve, e potrei trovarmi nella situazione di non riuscire a pagare.
    • Se aumenta il debito v/banche, aumenta anche il rischio poiché aumentano anche gli oneri finanziari a parità di altre condizioni.
    • Se aumenta il debito v/fornitori, aumenta il rischio ma potrebbe anche essere positivo poiché ritardiamo il pagamento e ciò può significare che il fornitore si fidi di noi.
    Utilizzeremo questo metodo durante il corso.

Conto economico

Per quanto riguarda le riclassificazioni del conto economico, vi sono anche qui due metodi principali:

  1. Ricavi e costo del venduto: guarda in particolar modo le aree di gestione. Per poterla redigere, abbiamo bisogno di una contabilità analitica. Distingue i ricavi e i costi soprattutto si prenderanno in considerazione.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DiegoPuggioni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Beltrame Federico.
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