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Estratto del documento

Indicatori di performance dei fondi

Meglio se elevato, perché indica che la variabilità dei rendimenti del fondo è inferiore rispetto a quella del benchmark, indipendentemente dal rischio.

Information ratio: Permette di valutare la capacità di gestione attiva rispetto al benchmark. Esprime l'eccesso di ritorno medio rispetto alla volatilità dell'eccesso di ritorno medio rispetto al benchmark. Meglio se elevato.

Indice di Treynor: Considera il rischio sistematico del fondo (considera il rischio asimmetrico).

Alfa di Jensen: Con R = rendimento di equilibrio del fondo CAPM. Meglio se elevato, perché segnala che il gestore è in grado di comprendere che vi sia uno scostamento tra i prezzi di mercato dei titoli in cui investe in fondo e quelli di equilibrio. Security selection.

Questo indicatore è stato pensato per valutare la capacità di e deve essere calcolato assieme all'indice di Treynor che tiene conto.

dellaperformance complessiva del fondo in relazione al proprio rischio sistematico.

N.B. In questi indici, al numeratore c’è sempre una misura di rendimento, mentre aldenominatore c’è sempre una misura del rischio.

Capitolo 4 – L'attività di asset management deifondi comuni di investimento

L’asset management4.1 e l’allocazione strategica delportafoglioasset managementL'attività di dei FCI (complessiva funzione di gestione di risorseche possono essere investite in FCI) è un processo decisionale dinamico, coinvolgentetalvolta in maniera attiva il risparmiatore, che ha per obiettivo la ricerca dell’ottimaallocazione del capitale, in termini di miglior rendimento per l'investitore ed infunzione della sua propensione/avversione al rischio.asset management:Fasi attraverso le quali si sviluppa il processo di1. stima, da parte del consulente ed in accordo con l'investitore, delle risorse

chequest'ultimo può concretamente impiegare per la sottoscrizione di quote di FCIe del suo profilo di rischio/rendimento/orizzonte temporale di riferimento(holding period)asset allocation 2. definizione dell’asset allocation, la quale si distingue in: - strategica: ha per obiettivo la realizzazione di un portafoglio di fondi ottimale dal punto di vista del rischio-rendimento, tenuto conto delle caratteristiche dell’investitore e dei suoi obiettivi strategici di lungo periodo - tattica: è finalizzata ad individuare le migliori opportunità di investimento del fondo nel breve e brevissimo periodo in un'ottica speculativa; è una funzione svolta dal gestore 3. misurazione della performance, monitoraggio dei risultati ottenuti e definizione degli eventuali assestamenti successivi. 1. Si tratta di una fase che l'investitore dovrebbe svolgere autonomamente con conoscenze di base, ma comunque richiede uno studio analitico da parte del consulente del risparmio che

Il testo si sostanzia nei seguenti passaggi:

  • evidenziazione dei principali obiettivi della pianificazione finanziaria dell'investitore
  • ottenimento di un adeguata conoscenza delle caratteristiche finanziarie del risparmiatore ed eventualmente offerta di consulenza per la definizione delle dimensioni della pianificazione finanziaria del potenziale cliente (determinazione delle risorse effettivamente impiegabili nel tempo in strumenti finanziari, apprendimento delle tipologie di strumenti finanziari e definizione dell'importo ottimale da investire in fondi).

Se l'investitore è bene informato, quando entra in contatto con la struttura distributiva dovrebbe:

  • conoscere le tipologie di FCI disponibili e sapere quanto può investire in FCI
  • sapere con chi investire in FCI.

Il potenziale investitore può acquisire informazioni mediante:

  • la verifica periodica dell'andamento dei FCI (per individuare il gestore con migliori performance): particolarmente utili sono
lenotizie che possono essere tratte da:le pagine de "Il Sole 24 Ore" intitolate: "Fondi comuni aperti - SICAV italiane Lussemburghesi storici" (giornaliero)l'inserto de "Il Sole 24 Ore" del sabato "Plus 24" (settimanale) la relazione semestrale ed annuale del FCI fornita dalla SGRla consultazione della documentazione fornita prima della sottoscrizione: si tratta del prospetto informativo che il soggetto offerente quote di FCI è tenuto a consegnare al potenziale sottoscrittore, il quale può chiedere anche il regolamento del fondo.Prima parte del prospetto informativo (descrittiva): vengono indicati, per ciascun fondo, la denominazione, la categoria Assogestioni di appartenenza, la finalità, l'orizzonte temporale dell'investitore, il grado di rischio, lo stile di gestione per quanto riguarda i criteri di selezione degli strumenti finanziari e le benchmark.relazioni con ilSeconda parte del prospetto informativo (tecnica): vengono fornite informazioni dettagliate sulle caratteristiche del fondo, come ad esempio la politica di investimento, gli strumenti finanziari utilizzati, i costi e le commissioni applicate, le modalità di sottoscrizione e riscatto delle quote, le modalità di distribuzione dei dividendi, le modalità di convocazione e svolgimento delle assemblee dei partecipanti, le modalità di liquidazione del fondo in caso di scioglimento, ecc.Terza parte del prospetto informativo (economico-finanziaria): vengono forniti dati e informazioni sul rendimento del fondo nel corso degli ultimi anni, come ad esempio il rendimento medio annuo, il rendimento massimo e minimo, il rendimento nel periodo di riferimento, il rendimento netto al netto delle commissioni, ecc.

prospetto informativo (tecnica): vengono indicati, per ogni fondo gestito, la performance registrata in benchmark, assoluto e rispetto all'evoluzione del valore della quota nei 12 mesi precedenti e, relativamente agli ultimi 3 anni, l'incidenza del TER.

Comunque, rimane cruciale la presenza di un professionista per la traduzione di generiche percezioni individuali in orizzonti temporali precisi e profili di rischio e rendimento definiti.

Pertanto, il basilare output della fase 1. del processo di asset allocation è la stima dei seguenti due indicatori per ogni investitore:

rendimento desiderato = D(μ)

rischio desiderato = D(σ)

asset allocation

2. Fasi che definiscono l'asset allocation strategica:

individuazione delle macro classi (coincidono con i FCI) di attività verso cui orientare le scelte di investimento (investitori più giovani hanno profili rischio/rendimento più elevati, quindi preferiscono fondi azionari)

svolgimento di analisi storiche di

Scenario che consentono di qualificare il rendimento e il rischio atteso di ciascuna classe di attività e quindi del portafoglio: occorre procedere con la previsione dell'andamento dei principali fattori sistematici e non sistematici associati a ciascuna classe di attività; dopo aver stimato i diversi livelli di rendimento e il rischio atteso per ciascuna classe di attività, per determinare in modo ottimale l'allocazione di risorse finanziarie tra le diverse classi di attività gestite dalle SGR si ricorre alle seguenti formule: determinazione della giusta combinazione tra classi di attività e obiettivi degli investitori, individuando, per ciascun risparmiatore, i pesi w che si ottengono risolvendo le seguenti due equazioni:

N.B. Il procedimento appena descritto non consente di per sé l'individuazione della combinazione ottimale del portafoglio di FCI per ogni risparmiatore. Non si è sicuri di avere, alternativamente:

minimizzato il rischio dell'investimento, dato un certo livello di rendimento oppure b) massimizzato il rendimento del medesimo investimento, dato un certo livello di rischio. Se ciò si verifica (cioè ci troviamo lungo la frontiera efficiente), è pura fortuna (infatti non si riesce a costruire la CML perché non esiste nei FCI un r). Esiste però una tecnica che ci permette di raggiungere, alternativamente, il risultato a) o b) per il singolo investitore: si tratta del modello di Markowitz relativo alla costruzione di un portafoglio (1952). Asset allocation Un esempio di strategia di FCI: si considerino 4 diversi FCI (azionario nazionale, azionario estero, obbligazionario nazionale e obbligazionario estero): Se il rendimento aumenta: - aumenta il peso della categoria "azionario estero" - diminuisce il peso della categoria "obbligazionario estero". In corrispondenza di "azionario estero": - massimo rendimento - massimorischio.
  1. Accanto al modello formale di Markowitz (basato sulla matematica) è interessante proporre quello empirico di Bogle.
  2. Bogle ritiene che vi siano cinque categorie principali di investitori:
    1. accumulation investor
    2. transition investor
    3. distribution investor
    4. lump-sum investor
    5. institutional investor
  3. Età: 25-50 anni lavoro → Obiettivo: accrescere il patrimonio investito per soddisfare obiettivi di lungo termine (es. accumulare risorse per il periodo del pensionamento, pagare le future spese universitarie dei figli, acquistare una casa). È opportuno che il sottoscrittore riesca ad investire le proprie risorse per il periodo più lungo possibile, visto che gli obiettivi patrimoniali desiderati si possono raggiungere con livelli di investimento periodici decrescenti all'aumentare del periodo programmato di investimento. Il lungo orizzonte temporale di investimento permette al soggetto di concentrarsi più sul rendimento piuttosto che sul rischio.
  1. La ripartizione del portafoglio del rischio.accumulation investor si fonda su 3 fattori:
    • i più alti rendimenti storici di lungo termine delle azioni rispetto ai bond ed alla liquidità
    • la possibilità di futura inflazione
    • la regolarità di un piano di accumulazione del capitale che riduce il rischio.
  2. Età: 51-65 anni lavoro
    • Obiettivo: spostarsi da un programma basato sull’accumulazione del patrimonio ad un programma focalizzato sulla distribuzione del reddito.
    • L'orizzonte temporale di investimento diminuisce e quindi il tema del rischio assume un peso più rilevante rispetto a quello del rendimento.
    • Quindi durante la fase della transizione l’allocazione del portafoglio viene progressivamente rivista per riflettere il modificato profilo di rischio/rendimento.
    • La transizione quindi costituisce lo step intermedio tra l'accumulazione e la liquidazione.
  3. Casistiche: accumulo per far fronte alle spese universitarie dei figli la fase
i asset dall'obbligazionario al liquidità (da 65/35 a 100/0 entro i 65 anni)
Dettagli
Publisher
A.A. 2019-2020
54 pagine
4 download
SSD Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pazzainter96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Domenichelli Oscar.