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Epica

Epica narra le gesta storiche o leggendarie di un eroe. L'epica è il genere letterario più significativo del Medioevo. La grande riscoperta avviene nell'800, con il Romanticismo, per il forte interesse verso il Medioevo (le invasioni barbariche portano aria nuova nella cultura classica ormai in declino). Il Romanticismo si interessava anche alla cultura popolare: i fratelli Grimm curarono la prima grammatica tedesca, fecero critiche letterarie e composero fiabe che furono raccolte grazie alle testimonianze degli anziani. Allo stesso modo, Niccolò Tommaseo che raccoglierà canti lirici e Costantino Nigra che raccoglierà canti popolari piemontesi. In ogni caso, tramandati oralmente.

Divisioni dell'epica

Si divide in epica classica e greca: quella si apre con i due testi più importanti: Iliade greca, poemi omerici e Odissea, considerati i testi che fondarono la categoria epica poiché mostrarono le caratteristiche dell'epica romanza.

È ell' he as e la uestio e o e i a, ossia se fosse stato veramente Omero a scrivere Iliade ed Odissea: secondo i romantici non fu lui, piuttosto credevano fossero una raccolta di aneddoti mitologici. Questo è improbabile, essendoci unità stilistica che li lega, ma è possibile che abbia fatto una raccolta di tradizioni orali, essendo lui un (ha un vasto repertorio), un cantore aedo.

Negli anni '80 del 900, Perry e Lord, studiosi americani, si recano in Serbia per analizzare la tradizione epica orale e per vedere come avvenisse la trasmissione orale dei poemi (tradizione ancora viva in quegli anni).

L'epica come genere orale

E e se he il a to e o leggesse: a dava i u villaggio e iniziava la sua performance che durava più giorni, una settimana o un mese, a seconda di estate (più breve) o inverno (più lunga); lo faceva modulandola materia fissa che aveva in testa. In cambio otteneva un modesto compenso libero.

Quindi l'epica è un genere di natura orale, trasmesso oralmente e che occasionalmente trova esito nella scrittura. Finché qualcuno non la scrive rimane anonima. Inoltre, la comunità si riconosceva nei valori dell'epica e nella figura dell'eroe che rifletteva i loro ideali. È per questo motivo che esiste sia la versione da versi che quella da della Chanson de Roland, quali: popolo → l'epica si identifica in un popolo, in un determinato o testo storico; è interclassista, prescinde da distinzioni sociali; ideali → il popolo deve essere un'unità socio-politica coesa, contro il nemico comune, dove deve esserci un forte senso di destino collettivo.

L'epica nel Medioevo

L'epica delle lingue post-latine. Le prime testimonianze sono:

  • Il canto dei Nibelunghi: racconta la triste vicenda dei burgundi;
  • Le saghe scandinave: vicende delle divinità o semi del Nord Europa;
  • Chanson de Roland: prima attestazione in ambito romanzo.

Vie e t aslitte ato i Cha so de Geste, dove deriva da gestas he sig ifi a i p ese o piute, e o a ili ed a he lig aggio, dall'antico francese, vale a dire famiglia, albero genealogico. Invece, significa genere orale, modulato secondo una cantilena, chansonu 'a o ia → cantano le imprese di un lignaggio.

Di queste gesta, ce ne sono pervenute 70/100, ma come dice lo scrittore Bertrand de Bar-sur-Aube (scrive tra XII e XIII secolo; Aube: è un fiume), esistono degne di essere cantate:

  • Tre gesta – Carlo re di Francia e dei suoi fedelissimi, i quali sono fedeli ad ogni costo al re;
  • Garin de Monglaume in cui il sovrano è ingiusto e vuole sempre aver ragione;
  • Ciclo di Guillaume d'Orange: ed il vassallo nonostante gli sia fedele è distante;
  • (Raul de Cambrai, Gormount ed Isembard) gesta di Doon in cui il sovrano è inetto ed ingiusto ed il vassallo ribelle.

L'ultima, considerata a parte, è la canzone di crociata Chanson de Antioche e Conquete de Jérusalem.

Il tema della Chanson de Geste è quello della lotta contro l'altro, che si identifica con soggetti diversi. Parte essenziale dell'azione ruota attorno allo scontro armato che può essere una campagna di conquista, una minaccia da parte dei pagani (musulmani), dove gli esiti finali sono favorevoli ai cristiani. La tematica amorosa è quasi del tutto assente, tranne in brevi episodi affidato alle donne Chanson de Guillaume. Nonostante la tematica bellicosa è presente anche quella comica (Roland e Vivien vengono presi in giro per i loro vanti spropositati).

Criteri e metodi di classificazione

La chanson crea fin dall'inizio (l''800 romantico) una questione complessa in cui alcuni come Gaston Paris sosteneva che queste ci giungono poiché composte nel periodo in cui avvenivano i fatti: la Chanson de Roland, quindi fatta a idosso. Pio Rajna di "sod io i ve e affe a he a iva o dalle a tile e germaniche merovinge. Forse nessuno aveva ragione poiché è più probabile che dietro ci fosse un ricordo antico dei fatti, ma composte molto dopo.

Le Chanson de Geste un genere nel antico francese la g d'oil, a vi po hissi o Paradosso di Fauriel provenzale. Fauriel riteneva (improbabile) che non ci fosse un'epica che potesse essere in provenza essendo che era la zona provenzale quella più interessata al rapporto coi musulmani. Secondo lui è improbabile che non ci fosse una canzone ed è per questo che pensa che in passato ce ne fossero molte, ma che col tempo andarono perdute.

Le ragioni della realizzazione di Chanson

Come in quella di Roland era sollecitare alle armi i giovani. Il diritto germanico si era modificato: il primogenito avrebbe ereditato tutto, gli altri figli o venivano dirottati al convento o se non avevano terre formavano l'esercito di un signore. Quando ce ne furono troppi, lo sfogo era la guerra, con la quale avrebbero ottenuto un pezzo di terra per sposarsi. Durante la 1° Crociata a Gerusalemme, i cadetti vanno in Terrasanta e si creano dei fondi.

La Chanson de Roland

  • Composizione → lasse di decasillabe assonanzate.
  • Décasillabe: simile all'endecassilo; può essere stroncato dopo la 4° o 6° sillaba; 10 o 11 sillabe maschile o femminile;
  • Assonanzati: identità delle ultime due vocali pane, guardare;
  • Lasse: da 5 a non più di 70 versi, è un gruppo di versi di lunghezza variabile che descrive un episodio. La Chanson de Roland ha lasse di / versi.

Cosa narra → Carlo Magno è arrivato ai Pirenei impegnato dalla via della "spagna del nord contro il re saraceno Marsilio di Saragozza, per sottrargli la Spagna dal dominio arabo e conquistarla. La chanson si apre con un consiglio di baroni a cui partecipano sia i grandi feudatari, a cui capi vi è Gano, cognato di Carlo, sia i ministrales iuvenes, che facevano parte della corte del re [auxilium et consilium]

Nel Medioevo vi era l'avuncolato cioè si intendeva la famiglia in modo allargato, dove sia figli legittimi che non, erano educati allo stesso modo. Il figlio da 8 anni veniva allevato dal fratello ricco della madre, per garantirsi un erede e renderlo cavaliere. Roland è il figlio della sorella di Carlo, che vedova aveva sposato Gano, patrigno e cattivo della vicenda, da cui avrà altri figli.

L'odio tra Gano e Roland è causato da tensioni economiche e socio-politiche:

  • Gano è un barone feudale con numerosi territori ed è pro pace perché la guerra porta solo povertà e morti (agricoltura e allevamento ne risentono).
  • Roland è un ministeriales (funzionario pubblico alla corte di un signore che lo mantiene) ed è pro guerra perché in caso di vittoria ci guadagna il bottino spartito tra soldati. Inoltre è uno iuvenes, non è sposato (non ha ereditato feudi) e nell'attesa di sposarsi vive con lo zio (o il padre).

Roland ha possiede tre importanti elementi:

  • Cavallo: Vegliantino;
  • Spada: Durendala è indistruttibile;
  • Corno: Olifante, ricavato dalla zanna dell'elefante, che ha un suono che si sente a miglia di distanza.

Marsilio (l'ultimo che è andato a parlargli è morto) ha offerto ai franchi condizioni vantaggiose purché sospendessero l'invasione, ma Carlo inizia a negare la pace col sultano. Durante il consiglio, Roland propone come inviato Gano, piuttosto pauroso, ma desideroso di metter pace. Per vendicarsi di Roland, Gano si accorda con Marsilio affinché i saraceni possano mettere mano sul tesoro dell'esercito franco con un'imboscata. Di rientro, Gano comunica di esser riuscito ad accordarsi e così nell'avanguardia vi sarà il corpo dell'esercito grosso, nel retroguardia i soldati più lenti. Gano propone Roland a capo di quest'ultima. All'altezza di Roncisvalle, la retroguardia è assalita dai Saraceni.

Oliviero, legato a Roland per companionaggio (amicizia affettiva e bellica; inoltre Oliviero ha promesso in sposa a Roland, sua sorella Alda), dice di suonare l'Olifante per avvertire l'avanguardia dell'assalto. Roland non lo fa e sentendosi forte con il cavallo e la spada continua, ma la sua retroguardia verrà massacrata, al punto che desolato, salirà su un poggio, si volterà verso la Spagna (per non morire da vile), tenterà di rompere la spada perché nessuno la potesse possedere oltre a lui, dopodiché, dopo aver suonato il corno, così forte che quasi gli scoppierà il cervello. A questo punto l'arcangelo Michele, scende e lo conduce in paradiso (guanto). Roland muore al verso 2000 circa, quindi ha una vita breve. La seconda parte racconta di Carlo che sdomina i resti delle truppe di Marsilio (ferito si ripara a Saragozza), piange sul corpo di Roland e dà la notizia ad Alda, la quale anch'ella muore.

Quando Carlo sdomina i musulmani avviene il miracolo del sole: il sole si ferma per far sì che i Franchi potessero sconfiggerli. Rientrato ad Acquisgrana, Carlo processa Gano e lo condanna ad esser legato a 4 cavalli e quartato. Alla fine Carlo ha una visione: la vittoria c'è stata, ma altre tragedie colpiranno la Francia. – – ualifi ata dal p i io o ale I paga i ha o to to, oi istia o. La loro lotta cristiani e pagani ia o agio e. I olt e ua do ‘ola d uo e, alza il a io o il gesto di omaggio vassallatico guanto, he lega l'o di e feudale a uello eleste → a ti io e uipa a ‘ola d ad u sa to, i hia o alla Passio e.

Cosa è diverso e cosa è falso → in realtà Carlo ha avuto l'imboscata di Roncisvalle un fatto vero, datato 778, quindi Carlo non era ancora Imperatore, ma un giovane capo barbaro di 30 anni. Nel 778 davvero l'esercito lasciava Saragozza, ma non contro i musulmani, bensì contro i vascones, i baschi. Nella retroguardia c'era Routulandus (da cui Roland), comandante delle truppe della Bretagna e il siniscalco dell'Imperatore; una persona molto fidata. I musulmani nel testo sono presenti come pagani. Sta a s itta: o e detto i p e ede za, La Cha so de ‘ola d pa la di usul a i i “pag a, ma intende i musulmani a Gerusalemme e quindi venne scritta nel 1099 essendo che i fatti relativi alla 1° crociata hanno elementi (cammelli, tecniche d'attacco dei musulmani) che l'autore non poteva scrivere se non li aveva visti davvero.

Prequel e sequel

Frappier diceva che Enfances e sequel: i figli hanno generato i padri. Il Medioevo aveva inventato il sequel: se l'eroe fosse piaciuto e sopravvissuto si sarebbe fatto il sequela, altrimenti l'enfances, andando indietro nel tempo. Tra questi ad esempio:

  • La canzone di Aspromonte → duello contro un pagano a cui Roland ha sottratto i 3 attributi;
  • Roland a Saragozza → simia o a della moglie del re saraceno;
  • Berta dai piedi grandi → madre di Carlo, chiede alla sua serva di sostituirsi a lei, così la serva diventa regina. Lei va e alla fine quando tornerà, si capirà che è Berta la vera madre grazie ai suoi piedi.

[L'avvenimento di Saragozza venne a lungo taciuto negli annuali dopo il 778 forse per nascondere che vi fu la presa in ostaggio dell'emiro di Saragozza per contrattare l'abbandono della città].

Il ciclo di Guillaume d’Orange o L’oniage de Guillaume

Vassalli fedeli non in presenza del sovrano. Realmente esistito, Guglielmo da Settimania, era signore della Settimania (tra Provenza e Catalogna), di Gerona. Guillaume è un giovane vassallo che inizia la sua carriera con il coronamento di Ludovico il Pio. È un eroe dalla grassa risata, dall'immenso appetito, piange, si simia o a; viene visto come nel tutto tondo. Veniva da Roma, dove aveva sconfitto un sovrano pagano gigante. Prima di ucciderlo il nemico gli mozza il naso con la spada, ma Guillaume non si affligge e afferma che da quel momento avrà un naso più corto, ma uno e più lungo, essendo che si fa chiamare Guglielmo dal naso mozzato.

Nel ciclo di Guglielmo ve ne sono cinque, che hanno come protagonista Guillaume da adulto:

  • Il coronamento di Luigi – (databile attorno al 1130) ci troviamo ad Aquisgrana, nel momento in cui Carlo, decide di abdicare a favore del figlio Luigi (Ludovico il Pio 15enne e inetto). Nel momento dell'incoronazione, un feudatario, cerca di prenderlo sotto la sua tutela finché non sarà in grado di regnare, tentando di mettergli lui la corona. Guglielmo, interviene subito vedendo il suo a usurpatore, così si avventa sul feudatario e gli stacca il collo a mani nude, dichiarando la sua assoluta fedeltà al lignaggio imperiale. Subito dopo, si reca a Roma dove viene liberata la città e l'Italia dai saraceni. E sul punto di sposarsi, quando avvertito del nuovo rischio di usurpazione che incombe il trono di Francia, decide di lasciare l'Italia inviando al matrimonio per soccorrere Luigi aggredito dagli uomini del duca di Normandia; ancora una volta sconfiggere i ribelli e ipotizzare loro di rendere il regno. Sritto a Roma dove combatte contro un tedesco che si era impossessato della città Santa, dopodiché incorona Luigi imperatore davanti al papa. Tornato in Francia soffoca una resistenza rivolta di baroni e dai moglie al e sua sorella.
  • Il carriaggio di Nimes – (città della Francia) ci troviamo a Parigi, dove re Luigi distribuirà terre a tutti, dimenticandosi di Guglielmo, il quale gli enumera tutti i servigi, rinfacciandogli di essere stato un re ingrato. Il re cerca precipitosamente di rimediare proponendogli feudi già assegnati, l’eroe respinge le offerte dicendo che le sue terre se le conquisterà da solo con le armi, strappandole ai saraceni. Si dirige verso sud e fa come avevano fatto i greci a Troia; con un carro pieno d’armi, che viene detto essere pieno di mercanzie, assieme ai suoi uomini nascosti dentro a delle botti, si traveste da mercante (con braghe grosse, abiti di lana grezza). Quando arriva alla porte della città ed un musulmano, al suo consiglio chiede chi sono, lui gli dice che sono dei mercanti che cercano di vendere i loro befida, inizia a tirare gli llama ai musulmani. Assolo Guglielmo si chiede cosa voglia da lui questo uomo e che se ola sette lo guida. Una volta entrato a Nimes, fa uscire i suoi uomini e subito si impossessa della città vincendo i saraceni.
  • Chanson de la prise de Orange – ci troviamo a Nimes con Guglielmo affacciato annoiato alla sua finestra, che riflette riguardo alla città di Orange e alla sua bellissima regina; vyole conquistare sia la donna che la città. Si arma, prende Orange, uccide il marito della regina e i suoi figli e si prende Orange le u alta legge da, di cui in questo articolo se ne parla, dice che sia stata la stessa Orable ad uccidere i propri figli per il nuovo matrimonio, rompendogli il cranio su dei gradini). Orange allittera con Orable, ma nel momento in cui viene battezzata al cristianesimo e moglie di Guillaume, la donna prende il nome di Guiborque, la quale diventa un’eroina epica fenomenale. Forse per scontare il peccato dei bambini morti, non avranno figli, ma un nipote Gui (allitterazione dei nomi era normale nella popolazione germaniche).

La Chanson de Guillaume – Composta da 3553 versi decasillabe in lasse assonanzate, è formata da: prima parte fino al v. 1500, trovata all'inizio del 13°, viene considerata poco posteriore alla Chanson de Roland e presenta una struttura simile a quest'ultima, pur con i suoi pregi artistici; la seconda invece si allontana dalla prima parte con un abbassamento di tono e stile.

Questo quarto episodio (probabilmente la Chanson originaria, mentre quelli descritti fino ad ora erano solo prequel), che si vede essere il frutto di due canzoni già esistenti e accorpate:

  • Chanson de Vivien – Vivien, il fratello Gui (nipoti) e Guillaume, combattono contro i pagani (musulmani), ma vengono sconfitti;
  • Chanson de Rainouart – la situazione viene risolta dal gigante Rainouart, che fa strage di pagani fino al riconoscimento finale.

Il rapporto tra Guillaume e il nipote Vivien richiama quello di Carlo e Roland (avuncolato zio materno in cui risiedevano i nipoti maschi per conservare il controllo della prole da parte della famiglia materna; il ai o ve iva o po tato via dallo zio all'età di otto anni). A differenza di Roland, Vivien affiana l'eroe prode ma non saggio. Allo stesso modo, non tutti i e so o saggi e valorosi, già Carlo fu un po' sfortunato o Ludovico il Pio, considerato dalla storia un inetto. Vi sono dei vassalli fedeli, ma che per esserlo realmente non devono avere davanti ai loro occhi il sovrano.

Chanson de Vivien

La chanson inizia con la terribile battaglia di Aliscans e con numerosi cristiani che appaiono vilmente di fronte all'esercito saraceno.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Katendless di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Barillari Maura Sonia.
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