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Chanson de geste: il primo genere letterario

L’ epica è il primo genere letterario sia cronologicamente che in ordine di importanza. Le opere basate su questo genere vengono definite "Chanson de geste" e sono accomunate da particolari tratti componenziali:

Caratteristiche delle Chanson de geste

  • Storicità dell’evento narrato: le vicende narrate sono realmente accadute, portando alla glorificazione del fatto storico, il quale ha come sfondo uno scontro (ideologico – tra bene e male) fra le parti.
  • La figura dell’eroe è modello ideale e irraggiungibile: figura superiore e quindi lontana dall’ascoltatore. Egli compie in sé fortitudo e sapientia. Un eroe acquisisce la dimensione mitica, soprattutto viene trasformato in martire al momento della sua morte.
  • Pubblico omogeneo e indifferenziato: pubblico = massa. Strade e piazza come luogo di recitazione.
  • Si dà importanza alla collettività piuttosto che al singolo. È assente il rapporto tra uomo e donna.
  • Presenza di elementi comici: per esempio, in Charroi de Nimes i guerrieri si travestono per entrare a Nimes.

Valori esaltati dall'epica

  • Senso dell’onore del cavaliere, della sua famiglia e del gruppo a cui appartiene.
  • Fedeltà: riferimento al feudalesimo durante il quale i vincoli di fedeltà tra signore e vassallo erano importanti.
  • Patriottismo: l’eroe combatte per il bene della propria terra.
  • Fede religiosa: l’eroe viene identificato come un santo, in quanto egli combatte per difendere anche il Cristianesimo (l’affermazione dell’epica avviene nel periodo delle Crociate).

Struttura e stile delle canzoni di gesta

  • Si basa sulla ripetitività di intere scene, formule e iterazioni con lo scopo di sottolineare i punti importanti.
  • È organizzata in lasse assonantizzate (strofe di lunghezza irregolare), contenenti 13-14 versi a lassa.
  • Il metro delle lasse: decasillabo cesurato (4+6 o 6+4). Dal XII secolo in poi troviamo il dodecasillabo.
  • Caratterizzata dalla paratassi: periodare semplice che segue l’ordine cronologico.
  • La canzone epica è musicata.

Organizzazione in cicli

Le canzoni di gesta sono organizzate in cicli intorno ad una canzone originaria che narra di un evento. I cicli sono tre:

  • Vicende del re (Chanson de Roland).
  • Baroni avversari di Carlo Magno.
  • Guillaume d’Orange.

Introduzione di nuovi temi nel ciclo della crociata

Alla fine del XII secolo viene introdotta una nuova materia: ciclo della crociata e iniziano ad essere mescolati temi romanzeschi.

Il primo testo epico giunto a noi

Il primo testo epico giunto a noi è probabilmente scritto nel 1070 in lingua d’oil, appartenente al ciclo carolingio. Venne tramandato nel manoscritto di Oxford in dialetto anglonormanno. La storia la troviamo in un documento del 1778, ovvero il Vita Caroli di Eginardo. La storia trae spunto dalla battaglia di Roncisvalle (778) e in particolare dopo il conflitto in Spagna (contro i musulmani e alleati con degli arabi), quando la retroguardia di Carlo Magno (di ritorno) venne attaccata e distrutta mentre attraversavano i Pirenei dai baschi. Tra i cavalieri morì anche Roland. Al momento della sua morte egli svolge tutte quelle azioni che sono necessarie perché si affronti degnamente la propria morte. Egli si stende sotto un albero e svolge il cerimoniale che prevede la separazione da tutti i beni terreni e da tutti i cari e di dedicarsi a Dio per pentirsi dei propri peccati.

Dibattito tra assertori orali e scritti

Vi è un’opposizione netta fra due poli:

Assertori orali

  • Gaston Paris: Teoria della Cantilene. I poemi epici sono il prodotto dell’aggregazione di piccoli componimenti coeli al fatto storico con lo scopo di ricordarlo. Egli si basa sull’informazione di Tacito secondo il quale i Germani utilizzavano questi canti autocelebrativi per informare ed esaltare le loro battaglie e i loro eroi.
  • Pio Rajna: le canzoni di gesta non sono popolari né per temi, né per stile e metrica e non esiste traccia di cantilene popolari precedenti.
  • Pidal: Tesi tradizionalista. I testi medievali nascono come un susseguirsi di variazioni ad opera di poeti orientati al gusto della propria epoca. Queste variazioni si basavano sui "noticieros", ovvero piccoli poemi che via via sono stati allargati fino a divenire veri e propri poemi epici.
  • Rychner: La forma del poema epico è condizionata dall’esecuzione orale che corrispondeva alla creazione: il giullare componeva i testi nel momento in cui lo rappresentava.

Assertori scritti

  • Bédier: Dietro la "Chanson de Roland" c’è un creatore. Egli si è accorto che vengono nominate 29 chiese in cui si trovano 36 tombe di eroi. Le chiese hanno una caratteristica in comune: sono disseminate lungo le vie medievali dei pellegrinaggi che portano ai grandi santuari. Quindi per scrivere questi poemi vi era collaborazione tra giullari e monaci col fine di sponsorizzare i loro monasteri.
  • Duggan: ogni esecuzione di una canzone rappresenta una genesi precisa e diversa da un’altra e rintraccia nelle chanson uno stile simile a quello dei cantori balcanici moderni. Quindi per lui l’unica differenza tra Chanson de Geste e il Romanzo del XII secolo è che il primo era destinato all’oralità e il secondo alla scrittura.

Il testo epico castigliano

L’unico testo epico castigliano di cui ci è pervenuto un solo manoscritto acefalo (mancano le prime lasse) presenta le seguenti caratteristiche:

  • Forte adesione al vero storico: contemporaneo alle vicende di cui tratta, è molto importante il legame tra realtà storica del poema e quella contemporanea al poeta che scrive perché le stesse problematiche sono ancora percepite. Il manoscritto è datato 1307 ma composto nel 1140.
  • L’esattezza storica si riscontra nelle precisazioni geografiche, di luoghi, dei percorsi e dei personaggi. Tuttavia ci sono delle inesattezze: nelle nozze delle figlie non risultano corretti né i loro nomi, né quelli dei conti. Pidal giustifica queste inesattezze ipotizzando che ci siano due autori, di cui uno fedele al vero storico e l’altro no.
  • Il poema è incentrato sull’esilio ingiusto del Cid per far suscitare la simpatia e la compartecipazione del pubblico.

Vicende e successioni nel poema epico

Narra l’incoronazione del figlio di Carlomagno (Luigi il Pio) alla presenza di tutta la nobiltà francese: prima di essere incoronato il padre gli ordina di non macchiarsi di peccato, tradimento, né deve diseredare orfani.

Caratteristiche delle vicende

  • Guglielmo è il feudatario di Carlomagno e svolge un ruolo molto importante come protettore del giovane re ed è un esempio del rispetto dei doveri feudali e si scaglia contro la slealtà e il tradimento.
  • Precisione nelle date e nei fatti: Il discorso di Carlomagno è fedele alla documentazione.
  • Ci sono delle incongruenze: i personaggi Arneis e Guglielmo non sono storicamente accertati.
  • Emergono due questioni sulla successione: tipo elettivo e tipo ereditario.
  • Vicende di interesse contemporaneo: vicende tra Luigi VII e il re d’Inghilterra e la situazione della successione in Francia nel XII secolo.
  • Tra Guglielmo & Arneis vi è una differenza di tipo morale: Guglielmo agisce contro Arneis perché voleva ingannare e prendere il posto del re.
  • I personaggi sono monolitici: non c’è evoluzione nei personaggi, i buoni e i cattivi rimangono tali.
  • La vittoria non è mai definitiva: preannuncio di nuove sventure.
  • Corrispondenza tra reale e poesia. Maggiore drammaticità della situazione, si sfiora la tragicità.
  • Mancano i riferimenti alla lotta contro i musulmani.
  • Problema contemporaneo: ereditarietà dei feudi.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher TippetePuffete di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Latella Fortunata.
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