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E​ STETICA

1750 Alexander Baumgarten, “Aesthetica”

Aisthesis: senso, esperienza sensibile

1. Scienza del sensibile

2. Teoria del bello

3. Filosofia dell'arte

“L’estetico non è artistico”

Mondo greco

Techne→ la produzione

● Produzione secondo regole

● Sapere specialistico, acquisizione pratica di conoscenze

● Determinata da una materia formica dalla natura (cosa

● Conoscenza fornita dalla tradizione (come)

● Si esplica un'attività pratico-materiale (chi)

La techne è diversa dalla natura

“Alcune cose che la natura è incapace di effettuare virgola la tecnica e le compie, altre invece le

imita”

Techne→ tecnologico e artistico

Techne mimetike → realtà e rappresentazione

La mimesis È la rappresentazione

● Presentazione di qualcosa di reale su un altro piano

● Emancipazione formale dell'immagine

Problemi: cosa devo rappresentare? Perché? Per chi? Cosa provoca? Che rapporti ha con la

realtà?

B​ ELLO PREPLATONICO

1. Bello matematico: esatta proporzione delle parti

2. Bello relativo: per l'uomo Il trucco è immorale, per la donna il trucco è morale

3. Bello idealistico e funzionalistico: idealizzazione della natura nell'arte virgola la natura è

fallace, solo l'arte ha una bellezza sempre valida. Appropriatezza ad un fine.

Platone

● Bello in sé, ideale

● Condanna all’arte

Verità, essenza, eidos, mimesis, bellezza, idea

Realtà

Falsa, apparenza, eidolon, mimesis, arte, immagine

1. Idee, forma, eidos: letto, idea di letto, lettità

2. Cose: letti, prodotti secondo techne

3. immagine: immagine letto, prodotto da techne mimetike

A​ RISTOTELE

Discorso di Diotima: l’ascesa verso il bello

● Un corpo

● I corpi

● L’anima

● Le leggi

● Il sapere

● Il bello in sé (“il vasto mare del bello”)

Platone ha un’idea di bello doppia: il bello superficiale, che colpisce i sensi e non la mente, ma

tuttavia essa è l’unica esperienza che ci dà l’accesso al mondo delle idee, al bello vero. Nel design

il bello platonico si ha nelle forme più essenziali.

Aristotele si allontana dall’impostazione metafisica di Platone.

● Techne (dimensione tecnico-produttiva)

● Mimesis (dimensione gnoseologica, conoscitiva)

● Katharsis (dimensione emotiva, sociopsicologica)

Il design nasce quando a divisione tra arti belle e arti applicate (iniziata nel Rinascimento) viene

rivista e riconosciuta come

Virtù​ dianoetiche

● Phronesis – saggezza – conoscenza delle cose possibili

● Episteme – scienza - conoscenza dimostrativa

● Nous – intelletto – conoscenza intuitiva

● Sophia – sapienza- conoscenza perfetta

● Techne – arte – conoscenza produttiva delle cose possibili

“Alcune cose che la natura è incapace di effettuare, la techne le compie, altre, invece le imita”

(Aristotele, Fisica

)

1. Arti tecnologiche (che integrano la natura)

2. Arti belle (che imitano la natura) ​

Ogni atto produttivo nasce dal rapporto tra una determinata forma (​ eidos

) e una determinata

​ ​ ​

​ ​

materia (​ hyle

): techne poietike

.

Poetica ​

Mimesis – dimensione produttiva

Katharsis – dimensione ricettiva

L’arte poetica come piacere intellettuale, l’unione dell’elemento conoscitivo con quello estetico.

Poetica: un piacere intellettuale

Due cose appaiono in generale aver dato vita all’arte poetica, entrambi naturali:

1. L’imitare è connaturato agli uomini fin dall’infanzia (in ciò l’uomo si differenzia dagli animali,

nell’essere il più portato ad imitare e nel procurarsi per mezzo dell’imitazione le nozioni

fondamentali

2. Il fatto che tutti traggano piacere dalle imitazioni

“Ne è segno quel che avviene nei fatti: le immagini particolarmente esatte di quello che in sé ci dà

fastidio vedere, come per esempio le figure degli animali più spregevoli e dei cadaveri, ci

procurano in piacere allo sguardo. Il motivo di ciò è che l’imparare è molto piacevole non solo ai

filosofi ma anche ugualmente a tutti gli altri, soltanto che questi ne partecipano per breve tempo.”

Aristotele dà delle indicazioni su cosa sia il bello, la sua è un’idea in cui possiamo individuare il

bello classico.

Proprietà del bello

● Ordine / Taxis

● Grandezza / Megethos

● Proporzione / Symmetria

Per Aristotele il bello è ciò che non deve procurare disagio per i sensi.

“Ciò che è bello, sia animale sia ogni cosa composta di alcune parti, non soltanto deve averle

ordinate, ma anche essere di grandezza non casuale; ciò che è bello lo è infatti in grandezza e

disposizione, perciò un bell’animale non può essere estremamente piccolo, perché la visione si

confonde avvicinandosi a tempi impercettibili, né estremamente grande, come se fosse un animale

di diecimila stadi, perché non si può avere una visione simultanea e chi guarda perde di vista

l’unità e l’interezza. Da qui l’abitudine di dire delle cose ben riuscite che non c’è nulla da togliere e

nulla da aggiungere, in quanto l’eccesso e il difetto distruggono la perfezione, mentre la medietà la

preserva.”

La bellezza consiste in una forma adeguata: il bello si adegua ad una condizione specifica (es. la

bellezza di un bambino è diversa dalla bellezza dell’anziano).

La catarsi è una risposta emotiva verso un’opera d’arte, è la possibilità che la nostra soggettività si

trasformi nell’esperienza estetica.

Bellezza

Antichità – Medioevo

● Oggettività (Grande Teoria, bello ideale)

● Indica valori anche etici

● Assenza di un legame diretto con l’arte

Modernità

● Soggettività (il gusto, il sentimento)

● Esprime solo un valore estetico

● L’arte è il luogo in cui si dà il bello

Kalòn: Unione di bello e buono

L’estetica moderna: tra soggettività e oggettività

La soggettività del piacere come criterio del riconoscimento del bello: il gusto.

Una forma di universalizzazione dei giudizi estetici, l’aspirazione a una validità universale che si

manifesta esemplarmente nell’arte.

David Hume (1757): La bellezza non è una qualità delle cose stesse: esiste soltanto nella mente

che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza.

Johann J. Winckelmann (1764): Gli antichi cercarono di operare una sintesi di ciò che era bello in

molti corpi. Essi purificarono le loro immagini da ogni gusto personale, che distoglie il nostro spirito

dalla vera bellezza.

Neoclassicismo

La bellezza ideale o oggettiva

1. Idealizzazione: la natura: “con natura io intendo i principi generali e permanenti degli

oggetti visibili. La natura è un’idea collettiva, e, benché la sua esistenza esista in ogni

individuo della specie, non può mai, nella sua imperfezione, risiedere in un singolo

soggetto” (Heinrich F​ ü

ssli)

2. Idealizzazione: natura/idea: “è una reiterata esperienza e un serrato confronto tra gli oggetti

della natura che l’artista arriva a essere è posseduto dall’idea di quella forma centrale”

(Joshua Reynolds)

3. Idealizzazione: ideale: “l’ideale è ciò che si vede solo con l’immaginazione e non con gli

occhi, così un ideale pittura si fonda sulla selezione delle cose più belle di natura purificate

da ogni imperfezione” (Raphael Mengs)

Piacere (natura) Bello (arte)

Winckelmann

La bellezza è percepita dai sensi, ma è la mente che la riconosce come tale e la comprende.

Hume

Of the Standard of Taste

Impostazione antimetafisica, si concentra sulla soggettività del bello, sulla sua variabilità.

Il gusto personale va sempre riferito ad un gusto collettivo, il giudizio personale è sempre valido,

ma trova un suo limite nel giudizio globale, si oppone un senso comune.

“La fabbrica interiore”

1. Occorre indagare non la natura del bello, ma l’uomo

2. Nel funzionamento della macchina umana possiamo riscontrare un giudizio di gusto che

esprime non una incondizionata universalità, ma una empirica generalità

3. Affinare il gusto: la delicacy

, la squisitezza del gusto

Condizioni per la competenza del giudizio di gusto

1. Natura sana: corretto funzionamento degli organi di senso

2. Natura dotata: possedere delicacy

3. Natura educata: affinare i sensi con la pratica

4. Assenza di pregiudizio nella valutazione estetica

5. Buon senso: intervento della ragione

L’assenza di queste condizioni è sinonimo di cattivo gusto.

Per Hume l’arte è più universale di ogni legge scientifica, dato che la scienza è più soggetta a

mutazioni. L’apprezzamento per le opere d’arte va oltre il tempo.

Il classico come modello del bello

I capolavori apprezzati:

1. Fascino duraturo (al di là del tempo)

2. Fascino ampio (al di là di barriere culturali)

3. Fascino diffuso (apprezzamento da quasi tutti coloro che vi si accostano)

Jerrold Levinson, La norma del gusto di Hume: il vero problema

, 2002

La regola del gusto si fonda sull’accordo di giudici competenti

“Strong sense, united to delicate sentiment, improved by practice, perfected by comparison, and

cleared of all perjudice, can alone entitle critics to this valuable character; and the joint verdict

of such, wherever they are to be found, is the true standard of taste and beauty.”

Esperienza, osservazione ed analogia sono l’equilibrio della qualità e della quantità.

La lezione di Hume ​

​ ​

“​ Forse aveva visto giusto David Hume quando poneva le due costanti della novelty e della facility

a base della comprensione dell’apprezzamento dell’opera d’arte. Senza novità – egli affermava

– non c’è interesse e non c’è richiamo da parte dell’opera; ma d’altro canto senza un po’ di

facility - ossia di conoscenza anticipata dell’opera e di agevolezza a comprenderla non c’è

neppure facile adesione del pubblico. Il pubblico, dunque, voleva sempre il nuovo, ma un

nuovo che si potesse decifrare.” ​

Gillo Dorfles, Le oscillazioni del gusto

, 1970

I​ K​

MMANUEL​ ANT

“Il gusto è la facoltà di giudicare la comunicabilità dei sentimenti che sono legati (senza

mediazione di un concetto) con una data rappresentazione” ​

Critica della facoltà di giudizio

, 1790

Giudizio

Determinante: è dato l’universale (il concetto), ma non il particolare, è il modello del giudizio

conoscitivo.

Riflettente: è dato dal particolare (il contingente), ma non l’universale, è il modello del giudizio di

gusto.

Il gusto è la facoltà di giudicare il bello.

La bellezza non è un concetto, non è universale. La bellezza cade nel rapporto che si ha con un

oggetto.

Disinteresse​ : il gusto è a facoltà di giudicare un oggetto o un tipo di rappresentazione

1. mediante un piacere, o un dispiacere, senza alcun interesse. L’oggetto di un simile piacere

si dice bello. Differenzia il bello dal buono e dal piacevole.

​ Tre tipi di piacere

1. Piacevole: ciò che piace nella sensazione

2. Buono: ciò che piace attraverso un concetto morale o la sua utilità

3. Bello: ciò che piace disinteressatamente attraverso la semplice contemplazione

Universalità senza concetto​ : è bello ciò che piace universalmente senza concetto

2. Finalità senza scopo​ : la bellezza è la forma della finalità di un oggetto, in quanto questa vi

3. è percepita senza la rappresentazione di uno scopo. Bellezza libera; bellezza aderente.

Bellezza aderente: bello commisurato alla sua finalità.

Piacere necessario​ : il bello è ciò che, senza concetto, è riconosciuto come oggetto di un

4. piacere necessario. Senso comune: un piacere estetico soggettivo, ma valido per ognuno.

H​ EGEL

Il bello si determina perciò come la parvenza sensibile dell’idea.

Il bello dell’arte

Queste lezioni sono dedicate all’Estetica; il loro oggetto è il vasto regno del bello e, più dappresso,

​ ​

il loro campo è l’​ arte

, anzi la bella arte

. […] La scienza che qui s’intende considera non il bello in

generale, ma puramente il bello dell’arte. […] La nostra scienza è la “​ filosofia dell’arte

, e più

specificatamente “​ filosofia della bella arte

”.

Indagare l’arte

Tre metodi

1. Empirico: partire dal particolare, una dimensione precettistica

2. Ideale: partire dall’universale, una dimensione astratta

3. Dialettico: unificazione delle due prospettive

La filosofia dell’arte è sempre un prodotto dell’uomo; il bello ha una sua evoluzione storica.

Bello artistico

● Il bello si determina perciò come la parvenza sensibile dell’idea, ed è opera esclusiva

dell’uomo

● Questo rapporto che dà vita al bello ha avuto storicamente equilibri diversi (forme d’arte)

● Forme d’arte: e configurazioni storiche del rapporto tra forma sensibile e contenuto

spirituale

● Tre forme d’arte: simbolica, classica, romantica

L’arte simbolica è l’arte che non conosce corrispondenza tra forma e contenuto.

Arte simbolica

● La forma non dice nulla del contenuto

● L’architettura è la sua forma d’arte più adeguata

● La materia preponderante sullo spirito

1. I parsi: identificazione tra divino e naturale, la luce. Le prime forme artistiche sono

dimensioni della natura

2. Gli indiani: la deformazione fantastica

3. Gli Egizi: l’arte dell’enigma

Arte classica

● La forma esprime perfettamente il contenuto

● La scultura è la sua forma d’arte più adeguata

● Materia e spirito in equilibrio

Arte romantica

● Il contenuto non trova una forma adeguata

● Pittura, musica e poesia sono le sue forme espressive (smaterializzazione)

● Lo spirito è preponderante sulla materia

La “morte dell’arte”

L’arte è e rimane per noi un passato. Questa limitazione determina anche il posto che noi siamo

soliti assegnare all’arte della nostra vita odierna. L’arte non vale più per noi come il modo più alto

in cui la verità si dà esistenza. E per quanto possiamo trovare eccellenti le immagini degli dei greci

e vedere degnamente e perfettamente raffigurati il Padreterno, Cristo e Maria, tuttavia questo non

basta più a farci inginocchiare. Noi abbiamo bisogno del pensiero.

ESTETICA e DESIGN

a. 1850 – 1900 Utile e bello [La disciplina del design ha la difficoltà di emanciparsi dalla

visione classica dell’arte a cui è associata l’estetica]

b. 1900 – 1950 Funzione e forma [Il design diventa un problema culturale, si entra nella

grande fase del consumo di massa]

c. 1950 1990 Consumo e immagine (1990 in poi “estetizzazione”, “estetica diffusa”, “everyday

aesthetics”) [Il bello che aveva una sua classica forma si rimodella sull’immagine da offrire

alla massa]

Utile e bello: l’emancipazione estetica dell’oggetto d’uso

​ ​

​ ​

1. La merce: L’estetica dell’artificio

, Baudelaire; Il feticismo della merce, Marx

​ ​

​ ​

2. L’oggetto industriale: La forma dell’utile

, Semper; Artigianato e utopia

, Ruskin Morris

​ ​

​ ​

3. Oggetto e società: L’oggetto esposto

, Simmel; L’oggetto esibito

, Veblen

Funzione e forma: l’estetica dell’arte applicata

​ ​

1. Forma e funzione: L’estetica tecnica

, Muthesius Behrens; La standardizzazione

dell’estetico

, Gropius ​

​ ​

2. Oggetto e ornamento: La riforma dell’ornamento

, Van de Velde; La negazione

dell’ornamento Loos, Le Corbusier

Funzione e forma: l’estetica del progetto ​

​ ​

1. Critica e cultura del progetto: La riproduzione tecnologica dell’estetico

, Benjamin; Il

​ ​

funzionalismo critico

, Read Mumford; L’utopia razionale

, Maldonado

​ ​

2. L’estetica italiana e il design: Arte funzionale e artisticità

, Banfi Paci Formaggio; Un design

​ ​

civile

, Argan; L’estetica industriale

, Dorfles

Consumo e immagine: l’estetizzazione del quotidiano ​ ​

​ ​

1. Il design come bello di massa: L’estetica del consumabile

, Banham; L’oggetto pop

,

Hamilton ​ ​

​ ​

2. L’oggetto semiotico: Gli oggetti come sistema

, Baudrillard; Il bello tecnico

, Bense Mole

Consumo e immagine: l’estetizzazione del quotidiano (parte II)

​ ​

​ ​

1. L’estetica del neocapitialismo: L’oggetto ideologico

, Adorno Marcuse; L’estetica delle merci

,

Haug ​ ​

​ ​

2. Al di là dell’

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabeschin99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Mecacci Andrea.
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