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Estetica

Capacità di astrazione e analisi

La capacità di astrazione è fondamentale per ottenere buoni risultati in campo lavorativo, per allenare la filosofia teoretica e la matematica. La capacità di analisi significa scomporre un intero in parti e comprendere il significato dell’intero attraverso la comprensione delle parti e la loro relazione. La filosofia teoretica è quella filosofia che analizza un concetto.

Astrattezza, analisi e idealizzazione

Analisi > Astrazione > Idealizzazione. I risultati di queste attività sono: Scienza e Arte. Ad esempio, per progettare una casa, si deve prima analizzare un insieme di case derivanti da esperienze vissute, corsi di studio, ecc. Ciò implica un insieme di case reali.

Analizzare significa saper distinguere ciò che caratterizza una casa rispetto ad un’altra. Successivamente, bisogna chiedersi cosa hanno in comune e in cosa differiscono, per arrivare a definire "che cos’è la casa?". La risposta significa astrarre, cioè identificare ciò che non varia ed eliminare tutto ciò che varia da una casa all’altra. Tenere solo quello che non varia significa idealizzare, cioè rappresentare l’universale: l’idea di casa.

Fare riferimento a un solo architetto e studiare solo i suoi lavori porta a una dogmatizzazione e di conseguenza a una replica di ciò che esiste già ed è un errore.

L'architettura e il suo significato

"Che cos’è l’architettura? Che cosa la distingue dalle altre arti?" Etimologicamente, "architettura" deriva dal greco architektonia, cioè: arche’ + tektonia. Ha almeno due significati: Costruzione.

  • Significato Logico: Eccellenza (cosa ben fatta)
  • Significato Cronologico: Origine, Inizio, Principio

Quindi vi sono due definizioni:

  • "Costruzione eccellente"
  • "Costruzione prima", cioè costruzione da cui il resto ha inizio

L’architetto ha quindi il compito di costruire qualcosa che fonda altre cose o di costruire qualcosa che esercita un potere su altre cose (comanda altre cose). L’architetto deve separare lo spazio cosmico (controllabile, sicuro e umano) dallo spazio caotico (naturale, non sicuro e non controllabile). Questa operazione significa fare ORDINE.

Il mito di Prometeo e l'architettura

Il mito di Prometeo rappresenta la metafora dell’architettura: Prometeo era un semidio che ha rubato il fuoco dagli dei donandolo agli uomini. Il fuoco simboleggia la tecnica (cioè dominio, controllo, potere, autorità) in modo che gli uomini possano distinguere la loro identità da identità diverse da loro. Significa anche avere una responsabilità e soprattutto prevedere il futuro e progettarlo.

La gerarchia delle arti secondo Platone

Platone in "La Repubblica" definisce una gerarchia delle arti (un ordine di importanza) e distingue tre gruppi.

  • Capacità d’uso di una cosa. Criterio epistemologico (conoscitivo), cioè "quanto un oggetto mi fa conoscere la realtà?"
  • Capacità di fabbricazione di una cosa. Tutte le arti che fabbricano oggetti reali (architettura)
  • Capacità di imitazione di una cosa. Tutte le arti che imitano oggetti reali (pittura e scultura)

Il disegno di un oggetto, ad esempio, è solo una sua rappresentazione cioè non conosco l’oggetto reale, non lo uso e quindi non mi fa conoscere la realtà. L’uso è quindi la miglior forma d’arte.

Aristotele e l'arte razionale

Aristotele riprende l’ordine gerarchico e aggiunge che l’architettura è razionale in quanto esito di un processo razionale, cioè ragionato. L’idea è che l’arte sia la capacità di fare qualcosa attraverso regole precise, ragionate e razionali, non istintive o improvvisate.

Cioè, se sono un artista devo essere capace di fare un oggetto secondo regole date da un’operazione che ha l’ambizione di identificare, prima, e trasferire, poi, nell’oggetto le leggi della natura che è perfetta.

Arte e natura

Fare arte significa identificare prima le leggi della natura che regolano la composizione perfetta, tradurle in numeri, e applicarle all’oggetto d’arte. In antichità si distinguevano le arti volgari dalle arti liberali. Le prime sono inferiori e hanno a che fare con lo sforzo fisico perché lavorano con la materia (architettura). Le seconde sono superiori e implicano solo uno sforzo intellettuale (libere cioè dallo sforzo fisico).

Modi di intendere l'arte nel tempo

  • Arte come imitazione della natura: quella che ha dominato fino al Neoclassicismo. Il termine natura indica sia "volta celeste" sia "ordine", è come una montagna al cui vertice c’è il kosmos. Imitare la natura significa imitare la volta del cielo e attraverso questa fare ordine. La misura umana sta nella volta celeste che è universale per tutti gli uomini; quando si parla di misura si parla di spazio e tempo dell’uomo, cioè della spaziotemporalità umana. È infatti osservando il cielo che noi percepiamo il tempo (esempio il ciclo del sole) e lo spazio (orientamento con le stelle – notte e giorno, pieno e vuoto – idea di simmetria). Osservo il cielo per comprendere le regole dell’ordine astratto e le traduco in proporzioni numeriche.
  • Arte come espressione del sé: nel 700 viene sancito in Europa un principio che è fondativo della modernità: le arti in generale si definiscono dalla relazione del piacere e dell’utilità. Esistono arti in cui domina il piacere (le Belle Arti – musica, poesia, pittura, scultura, danza) più due arti che hanno per oggetto l’utilità e la piacevolezza insieme: la retorica e l’architettura.

Dall’800 questa visione è cambiata ma, se da una parte ha portato a una maggiore libertà espressiva e di sperimentazione, dall’altra ha generato degli errori nella produzione di oggetti d’arte e di architettura in quanto non più a misura d’uomo.

Esempio: se in passato era impensabile fare un quadro astratto come quelli contemporanei, oggi questo è normale ed è dovuto al cambiamento di intendere l’arte: cioè oggi prevale l’espressione dell’io, dell’artista. Oggi un artista è tale perché lo definisce egli stesso; in passato si era artisti solo se si sapeva dipingere, fabbricare, scolpire oggetti in determinati modi e soprattutto secondo principi razionali.

La visione di Hegel

Il passaggio dalla prima idea di arte alla seconda deriva da Hegel che ha invertito la visione tra natura e arte definendo quindi: Natura < Arte. Hegel sostiene che l’arte è un’espressione degli esseri umani che sono creati a immagine e somiglianza di Dio (spiritualità divina) ed è quindi l’unica specie che può creare oggetti d’arte. La spiritualità è ciò che quindi separa gli uomini dagli altri oggetti della natura. L’uomo è dunque superiore e quando fa arte esprime sé stesso; la natura è quindi inferiore. Le leggi non sono più prese dalla natura, che non è spirituale, ma dal sé. Di conseguenza significa eliminare la natura in quanto non ha più importanza. Diventa quindi un sistema assoluto e autoreferenziale.

Rifiuto della definizione di arte

Dal 900 i filosofi non si chiedono più che cosa sia arte; non è più necessario dare una definizione di arte (definizione significa etimologicamente tracciare i limiti). Prevale un rifiuto della definizione. Però astrarre serve per definire (ad esempio l’idea della casa; la casa universale). Rifiutare la definizione significa rinunciare all’astrazione che è fondamentale.

Kant, Platone e la definizione di arte

Secondo Kant e Platone, la definizione di arte è un simbolo che ci permette di pensare, quindi di conoscere. L’opera d’arte è un oggetto sensibile, cioè percepibile ad almeno uno dei sensi, che ci fa pensare molto su un concetto universale molto più complesso e ampio che ha a che fare con un grande tema dell’esistenzialismo umano.

A → x. Quando si osserva un oggetto d’arte, ad esempio una scultura, si riflette profondamente su un concetto molto più complesso; se un oggetto non ci fa pensare allora non è definibile arte. La scienza è fondamentale per farci conoscere, l’arte è fondamentale per farci pensare. Gli oggetti d’arte sono un sottoinsieme che rappresenta l’eccezione di tutti quegli oggetti definibili arte e che quindi sono dei simboli.

L'arte in architettura

Ma come si definisce quali sono oggetti d’arte tra l’insieme più ampio di oggetti? Questo lo stabiliscono gli uomini nel tempo perché pensano infinitamente. Non è detto che in futuro le opere siano le stesse. Che cosa rappresenta x in architettura? L’architettura risponde alla domanda: "chi è l’uomo?" a partire dalla sua spaziotemporalità, ma anche dai suoi bisogni e aspirazioni.

Un uomo per stare bene in una casa, ad esempio, deve poter soddisfare i propri bisogni spaziotemporali, ma anche quando soddisfa le proprie aspirazioni che è ciò che contraddistingue l’uomo dagli animali.

Umberto Eco e l'architettura

Umberto Eco: l’architetto è l’ultimo degli umanisti obbligato a pensare alla totalità. Ha il compito di relazionare le conoscenze e le capacità di altri.

Ordine e bellezza

Ordine deriva da “Kosmos” che significa convenienza, decoro, dignità, disciplina, universo. Si contraddistingue da “Chaos” che significa spazio vuoto e immenso, abisso, voragine. L’arte è quindi uno strumento per passare dallo spazio vuoto all’ordine, allo spazio cosmico, e quindi l’ordine è una nozione essenziale per l’arte. È importante definire una parte di spazio definito all’interno del vuoto caotico e sentirla come nostra, cioè umana, sicura e non vuota.

Esiste quindi un’analogia tra “ordine” e “architettura”, perché architettura è il “comando della costruzione” esercitato dagli uomini sulle cose eccellenti l’architettura cioè esercita un potere (comanda) su qualcosa di estraneo per trasformarlo in qualcosa di umano. L’architettura usa l’ordine per addomesticare lo spazio vuoto e immenso.

Cosa vuol dire fare ordine? Significa avere la capacità di riconoscere un ordine nel chaos; gli umani devono essere capaci di astrarre un kosmos dal chaos agendo attraverso le regole del kosmos, cioè con ordine, per ottenere una dimensione umana.

Agostino e la simmetria

Agostino in “De Ordine” definisce la simmetria come ragione e parla di proporzioni. Le parti disposte in modo asimmetrico non hanno ragione. Gli oggetti architettonici che hanno ragione esercitano un potere sensibile, cioè estetico, sui loro fruitori. Per Agostino, gli oggetti che hanno ragione sono quelli costruiti dagli uomini ragionevoli, che sono razionali e che coincidono con le proporzioni dell’oggetto (e non ad esempio al colore). Le proporzioni, e la simmetria quindi, sono definite da Agostino come “bello”.

La simmetria è legata alla proporzione che si risolve in un numero (proporzioni numeriche) che ha valore metafisico. Il numero per Agostino e Pitagora è fondamentale. Costruire uno spazio umano controllabile e ordinato significa costruire secondo il numero. Da questo si ricava la nozione di bellezza (oggettiva): un oggetto è bello se è ordinato, cioè se è costruito secondo l’ordine fondato sul numero e sulla proporzione numerica quindi.

Bellezza e ordine

Bellezza = Ordine. Dall’antichità alla modernità (Settecento) la bellezza è oggettiva, cioè è data dalle regole delle proporzioni numeriche, e soprattutto dalla simmetria. L’architettura è l’arte che rappresenta al massimo la bellezza ordinata. È oggettiva perché si applicano regole definite e riconosciute che diventano proprietà dell’oggetto stesso. Tatarkiewicz dice che la bellezza è ordine, anche Vitruvio e Alberti sostengono ciò e quindi che la bellezza è data dalla proporzione numerica tra le parti e tra le parti e l’intero. Per Platone e Aristotele la bellezza è fondata sulla misura.

Evoluzione della nozione di bellezza

Dal 600/700 la nozione di bellezza cambia; prima gli oggetti erano oggettivamente belli. Perrault è il primo che inizia a riconoscere alla bellezza una dimensione soggettiva, arbitraria. Nel 700, filosofi britannici affermano che la bellezza è soggettiva e non oggettiva. Hume in “Lo scettico” distingue tra giudizio scientifico e giudizio estetico: il primo si riferisce allo statuto di identità di un oggetto, il secondo fa riferimento allo statuto di identità di un soggetto. Se giudichiamo un oggetto artistico attraverso un giudizio estetico allora la sua bellezza varia al variare del soggetto giudicante. Tuttavia, sostiene che la bellezza sia soggettiva perché varia al variare delle culture.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luke1310 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Chiodo Simona.
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