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Esternalità

Si verifica una esternalità quando un soggetto realizza un’azione che influenza il benessere di altri soggetti senza che questi ultimi paghino o ricevano compensazione (i prezzi di mercato non rappresentano il beneficio/costo sociale). Nota: se il comportamento di alcuni influisce sul benessere di altri, ma gli effetti vengono trasmessi mediante i prezzi, i mercati sono efficienti (in questo caso non c’è fallimento del mercato). Le esternalità alterano le condizioni di efficienza economica: se positive, insufficiente produzione o consumo; se negative, eccesso di produzione o consumo.

Esternalità negativa

Benefici e costi del passaggio a un volume di output efficiente.

Le soluzioni alle inefficienze

  • Soluzioni private: internalizzazione delle esternalità (fusioni, cooperative), assegnazione dei diritti di proprietà e negoziazione tra privati (Coase), sistema legale di protezione e norme sociali.
  • Soluzioni pubbliche: basate sul funzionamento di mercato o regolamentazione diretta.

Internalizzare l’esternalità: forzare gli agenti ad includere gli effetti esterni delle proprie azioni nelle proprie funzioni obiettivo (profitto, utilità). La soluzione in cui chi produce e chi subisce l’esternalità diventano lo stesso soggetto è efficiente. Analiticamente, si sceglie un livello di produzione che massimizza profitti/utilità congiunti. Vari problemi derivano dal fatto che sia difficile per problemi di esternalità di interesse “globale”.

Negoziazione tra privati

All’origine delle esternalità c’è l’assenza di diritti di proprietà. Il fallimento di mercato si può risolvere attribuendo diritti di proprietà e lasciando i privati a negoziare. (Coase) In presenza di esternalità, se i costi di negoziazione e transazione sono nulli, allocando i diritti di proprietà, la contrattazione tra agenti economici porta a soluzioni Pareto efficienti, a prescindere da chi detenga inizialmente i diritti di proprietà. (somma netta del benessere sociale è massima Efficienza) Efficienza, non equità, l’esito della negoziazione dipende dalle condizioni di partenza, purché sia possibile che ci sia un pareto-miglioramento per almeno uno dei due contraenti. In assenza di costi di transazione, tutti i modi in cui un governo può allocare inizialmente le dotazioni sono ugualmente efficienti, perché le parti interessate contratteranno privatamente per correggere ogni esternalità. In presenza di costi di transazione un governo può minimizzare le inefficienze allocando inizialmente le proprietà alla parte a cui assegna maggiore utilità.

Teorema di Coase

In assenza di costi di transazione la negoziazione privata porta ad un uso efficiente delle risorse indipendentemente dal modo in cui sono configurati i diritti di proprietà dall'ordinamento giuridico. Se i costi di transazione sono così alti da eliminare la convenienza alla negoziazione privata, allora l'uso efficiente delle risorse dipende dall'allocazione dei diritti di proprietà operata dall'ordinamento giuridico. Implicazioni: per correggere le inefficienze dovute alle esternalità, è necessario un sistema di istituzioni che stabilisca e tuteli i diritti di proprietà dei contraenti e che agevoli il raggiungimento degli accordi di scambio (diritto dei contratti);

  • 1° linea di implicazioni derivanti dal Teorema di Coase: Il diritto deve rimuovere gli impedimenti agli accordi privati.
  • 2° linea di implicazioni derivanti dal Teorema di Coase: Il diritto deve essere strutturato in modo da minimizzare i danni causati dai fallimenti negli accordi privati.

Problemi del teorema: valido nei casi in cui solo sono coinvolti pochi individui e le fonti di esternalità sono ben definite, poiché i costi di transazione devono essere contenuti, ma se molti agenti producono o sono affetti dalle esternalità è impossibile che si incontrino e contrattino, e i proprietari delle risorse possono identificare i danni e prevenirli legalmente, ma è difficile individuare chi sono gli agenti che possono detenere i diritti e quale è il loro contributo alla “produzione” dell’esternalità o l’effetto che l’esternalità ha su di loro.

Definizione di sistemi legali o norme sociali

Definizione di sistemi legali o norme sociali per ricompensare le vittime di esternalità negative ed avvicinare a soluzioni efficienti (se i titoli di proprietà non sono perfettamente definiti), attribuiscono alle parti danneggiate da terzi (senza responsabilità proprie per negligenza o imperizia) un diritto al risarcimento (Se la determinazione dei risarcimenti è sufficientemente standardizzata, questi sono equivalenti a multe che le industrie devono pagare per poter inquinare). Norme sociali di rispetto dei beni comuni possono nascere ed evolversi spontaneamente e portare a parziale soluzione di alcune inefficienze dovute alle esternalità (convivenza civile, rispetto di file e priorità, ecc.).

Fallimenti delle soluzioni private

  • Comportamenti opportunistici, dovuti a asimmetria informativa sui valori dei danni (e compensazioni) e benefici.
  • Costi di Transazione per garantire negoziazione tra le parti o costi legali per cause di risarcimento.
  • Discriminazione nell’accesso alle fonti di compensazione se individui poveri possono non disporre di risorse adeguate per agire legalmente per ottenere compensazione o non essere disposti a sostenere i rischi di una causa legale.

Limiti delle soluzioni private

Ridurre gli effetti negativi di numerose esternalità, ma non di tutte. Se le risorse coinvolte nell’esternalità sono beni pubblici puri di cui beneficia un numero elevato di persone (aria, acqua) le soluzioni private non sono efficaci. Molti soggetti potenzialmente coinvolti nella negoziazione alla Coase hanno interesse a non negoziare sperando che gli altri lo facciano dato che beneficeranno comunque della compensazione (free-riding). Problemi nel determinare l’ammontare dei danni. I soggetti coinvolti hanno incentivi a non fornire informazioni corrette. Alcune parti possono trovarsi in posizioni cruciali per la definizione dell’accordo e adottare comportamenti opportunistici. Nei sistemi che si basano sulle norme di responsabilità civile elevati costi di transazione ed effetti distributivi connessi alla diversa disponibilità a pagare per affrontare il giudizio.

Le soluzioni basate sul funzionamento del mercato

Imposte correttive o sussidi sull’output (imposte pigouviane), imposte o sussidi sulle emissioni, diritti di inquinamento e negoziazione delle emissioni (cap-and-trade).

Imposte e sussidi Pigouviani, imposte e sussidi per unità di prodotto (del bene che causa esternalità) al fine di forzare gli agenti privati ad internalizzare l’esternalità, l’ammontare è definito dalla differenza tra costo marginale e sociale nel punto di ottimo sociale. Nota: sono definiti per unità di prodotto, non in somma fissa, cioè: sono distorsivi (Imposte e sussidi in somma fissa, invece, redistribuiscono il benessere ma non influenzano le scelte marginali. Non portano ad efficienza). Problemi con imposte e sussidi: quantificazione dell’entità dell’imposta o del sussidio, identificazione delle attività che producono esternalità negative, incertezza sul valore dell’effetto delle esternalità (es. emissioni inquinanti) nell’economia, i sussidi possono attirare imprese nel mercato, i sussidi devono essere finanziati con imposte. In generale, la tassazione distorce gli incentivi e non è ovvio che questi effetti di distorsione siano meno costosi dell’esternalità stessa, le conseguenze distributive dell’imposizione di una imposta o la concessione di sussidi sono profondamente diverse.

Introduciamo le imposte sulle emissioni, esempio: Alberto inquina 90, Matteo inquina 90: totale 180. Livello ottimale 100: come suddividerlo? Supponiamo eterogeneità nei costi di riduzione dell’inquinamento. Suddivisione 50-50? Non è l’opzione migliore. Un’imposta sulle emissioni è l’ideale (raggiunge l’obiettivo cost-effective: minimizza i costi totali). Investimento in tecnologia verde delle due imprese: i1,i2 - Costi per impresa 1: C(i1), - Costi per impresa 2: C(i2) - Beneficio per tutti gli altri: B(i1+i2) - Complessivamente: W(i1+i2)=B(i1+i2)-C(i1)-C(i2) - Quindi W’=0 → B’=C’(i1)=C’(i2) Allocazione ottimale di investimento uguaglia i costi marginali! E l’imposta sulle emissioni la ottiene (Sul lato delle imprese) per l’inquinatore il beneficio marginale di inquinare meno sia nullo, ma il costo marginale di inquinare meno sia positivo e crescente [VEDI MEGLIO LIBRO PAG.77] L’imposta sulle emissioni consente di ottenere la riduzione dell’inquinamento al minor costo possibile, perché il costo totale è minimizzato quando i costi marginali sono uguali per i due soggetti inquinanti, cioè è efficiente in termini di costo.

Regolamentazione e standard

Diverse forme: standard per emissioni (impianti industriali, automobili, aerei, impianti di riscaldamento), standard per sistemi di smaltimento dei rifiuti, standard di sicurezza per impianti industriali, petroliere per ridurre il rischio di danni catastrofici, restrizioni sugli input (alberi abbattuti, petrolio estratto, pesce pescato), restrizioni alla realizzazione di impianti in aree urbane o di interesse naturalistico. Gli standard (tecnologici o di performance) garantiscono un maggior controllo sui volumi complessivi di inquinamento e permettono di fissare con sicurezza i livelli massimi delle esternalità negative. Vantaggi: i livelli di produzione o di utilizzo di input sono più facilmente monitorabili (le tasse sull’output potrebbero non consentire il controllo sui volumi a causa dell’incertezza sulle caratteristiche dei costi di produzione e di riduzione delle emissioni). Limiti: la regolamentazione è efficace, ma non efficiente, in particolare: riduce le emissioni in modo efficiente perché non distingue tra imprese con diversi costi marginali di riduzione delle emissioni (La regolamentazione è generalmente inefficiente quando le imprese sono più di una).

Diritti di inquinamento (sistema cap-and-trade)

Idea di base: le inefficienze che derivano dalle esternalità possono essere dovute al fatto che alcune risorse non hanno un mercato, quindi l’autorità pubblica può migliorare l’efficienza creando un mercato per queste risorse (aria, acqua pulita), decidendo l’ammontare massimo da utilizzare (cap) e lasciando al mercato la possibilità di negoziare (trade).

Funzionamento: l’agenzia pubblica misura i livelli di inquinamento delle imprese in una data area e assegna i diritti di inquinamento (ad es. al 90% dei livelli storici). Invece che mettere all’asta i diritti di inquinamento, l’autorità pubblica può ripartirli fra le imprese e autorizzarle a venderli (trade), le imprese con minori costi marginali di abbattimento vendono diritti di inquinamento a quelle con costi più elevati (riduzione dell’inquinamento al minimo costo) e se i costi marginali sono crescenti, in equilibrio tutte le imprese raggiungono lo stesso livello di costi marginali (i vantaggi dallo scambio si esauriscono). Se il numero dei diritti è stabilito in modo ottimale, in equilibrio il costo marginale uguaglia il beneficio marginale della riduzione dell’inquinamento.

Imposte sulle emissioni e sistemi di cap-and-trade sono politiche simmetriche: per ogni imposta sulle emissioni esiste in teoria un sistema di vendita dei diritti di inquinamento che consente di ottenere la stessa allocazione e viceversa. Diverse risposte dei due meccanismi all’inflazione, all’incertezza, alle variazioni sui costi, effetti distributivi [VEDI MEGLIO LIBRO PAG 82-83]. Cap-and-trade blocca il totale delle emissioni, ma il costo per limitarle può variare; Imposta sulle emissioni blocca il costo marginale delle emissioni, ma non l’ammontare totale di emissioni. Sistema cap-and-trade e l’imposta sulle emissioni (benefici marginali sociali anelastici e incertezza sui costi) [VEDI PAG 84]. Sistema cap-and-trade e l’imposta sulle emissioni (benefici marginali sociali elastici e incertezza sui costi) [PAG 85].

A livello internazionale, il sistema di emission trading costituisce parte centrale del Protocollo di Kyoto. A livello nazionale gli unici modelli di emission trading attualmente operativi sono quelli di Stati Uniti, Regno Unito e Danimarca. I tradable pollution rights trovano una prima applicazione pratica negli Stati Uniti intorno alla metà degli anni settanta, circa una decina di anni dopo la loro teorizzazione.

Problemi del mercato dei diritti di inquinamento

Permessi non tengono conto di aspetti di localizzazione geografica dell’inquinamento: i diritti non si adattano al caso in cui le imprese hanno interesse a concentrarsi in piccole aree ad elevato inquinamento. Il riconoscimento dei diritti a queste imprese e l’eventuale acquisto di altri diritti da parte loro può peggiorare i livelli di inquinamento a livello locale. Sono necessari dei meccanismi di controllo, segnalazione e monitoraggio efficienti (registri, banche dati, sistemi in grado di garantire la trasparenza delle informazioni) ed è essenziale il calcolo delle quantità di emissioni prodotte in una data zona nell’arco di un certo periodo di tempo, per consentire un continuo monitoraggio degli inquinanti.

Il risultato di efficienza è indipendente dal fatto che i permessi siano emessi via asta o distribuiti alle imprese e lasciati scambiare, ma questi diversi meccanismi di attribuzione hanno implicazioni distributive diverse. Se vendita all’asta, i ricavi vanno al settore pubblico; se distribuzione dei diritti tra le imprese, i guadagni derivanti dalla loro vendita successiva vanno alle imprese che hanno ottenuto le autorizzazioni. Occorre in ogni caso identificare chi inquina e quantificare la dimensione. Anche se in presenza di informazione limitata sulle caratteristiche i permessi possono essere più efficienti delle imposte Pigouviane.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alefenga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Dragone Davide.
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