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Jason Mittel – Complex TV

Complex TV: Una nuova modalità di storytelling

Complex TV è una nuova modalità di storytelling che fonde la verticalità episodica con la macrostoria, storicizzando e quindi l'orizzontalità stagionale. La TV complessa è in grado di storicizzare gli eventi. Ad esempio, se un personaggio si rompe un braccio nell'episodio 3, nell'episodio 4 avrà il braccio gessato. La svolta verso la complessità narrativa si ha con X-Files, che presentava queste caratteristiche. Ogni episodio aggiunge qualcosa alla macrostoria, ma ha anche una coerenza interna e una sua conclusione. Mittel non parla di trama orizzontale e verticale, ma di macrostoria.

Programmi serializzati e comedy complesse

Quando si parla di programmi serializzati ci si aspetta che ciò che succede in un episodio venga ricordato dai personaggi negli episodi successivi. Esistono però comedy complesse come I Simpson che ad ogni episodio ritornano all’equilibrio iniziale scegliendo di portare avanti alcune sottotrame e dimenticarne delle altre.

Norme intrinseche ed estrinseche

Mittel parla anche di norme intrinseche ed estrinseche: le prime riguardano la serie, che ti spiega man mano le sue regole. Ad esempio, una norma intrinseca di Game of Thrones è che cambia spesso personaggi, l'azione si sposta con una certa frequenza da una storyline all'altra dislocate nello spazio e non nel tempo. Non posso aspettarmi che la storyline A e la storyline B convergano nella stessa puntata. Le norme estrinseche sono quelle generali che riguardano tutte le serie (se sto guardando una puntata e mi trovo a 50 minuti, so per norma estrinseca che sta per finire).

Internet e distribuzione

Mittel è convinto che la serialità complessa sia determinata dall'intervallo settimanale. Quando va in onda Lost, per esempio, la settimana di intervallo, secondo lui, tende a completare in qualche modo la serie complessa, arricchita dai vari commenti delle communities online. Oggi siamo di fronte a un fenomeno che ha messo fortemente in crisi l’edificio teorico di Mittel: l’avvento di Netflix, che dà la possibilità di avere tutte insieme le puntate di una serie. Ovviamente Netflix non ha costretto tutti i broadcaster a fare la stessa identica cosa, ha iniziato a distribuire le cose tutte insieme e altre, che riproduce su licenza, rispettando l’articolazione settimanale.

Simplex TV e Complex TV

La Simplex TV mette d’accordo molte persone, molti spettatori. La Complex TV, per avere successo, ha bisogno di pochi spettatori, perché un’opera senza spettatore non esiste. È l’incontro tra l’intenzionalità (chi la realizza) e l’atteggiamento (chi la guarda). L'opera d'arte esiste in un solo esemplare, per esempio un quadro dipinto; l'opera d'arte allografica invece è l'opera d'arte tecnicamente riproducibile che ha per esempio uno spartito (es. la nona sinfonia di Beethoven per esistere ha bisogno di essere eseguita e riprodotta).

Pilot

Il pilot o puntata pilota è il primo episodio della serie, di solito è girato un po’ di tempo prima. Spesso gli studios confezionano l’intera puntata di una serie e la sottopongono ai broadcaster e agli inserzionisti, a volte anche a un campione di spettatori, e il pilot stesso viene poi modificato in base a questa prima visione. La funzione del pilot è importante: deve catturare l’attenzione e convincere lo spettatore a continuare la visione. Nel circuito della sala cinematografica, una volta pagato il biglietto il film ci ha già catturato, la serie deve fare una cosa estremamente più complessa. Il pilot può avere una durata più abbondante rispetto agli episodi normali perché deve dare più informazioni rispetto alle altre puntate, deve farci conoscere possibilmente quasi tutti i personaggi, buona parte del mondo narrativo e il genere di riferimento convincendoci che la serie sia unica.

Generi televisivi

I generi televisivi sono fatti da una parte semantica e una sintattica: quella semantica è la trama, la sintattica è legata all’enunciazione di generi. Ad esempio, riconosciamo un genere fantascienza se c’è una forma di vita aliena, una spada laser, ecc. (eventi semantici). Sono eventi sintattici in un film western due che camminano lungo il corso principale e si sparano.

Il pilot secondo Mittel

Secondo Mittel, il pilot dev’essere informativo e motivante. Informativo non significa solo dare informazioni sui personaggi ma anche spiegare come la serie debba essere guardata. Es.: Lost ci spiega che ci sono dei personaggi su un’isola e in ogni puntata si vede un flashback durante la caduta dell’aereo, Narcos ha un narratore e utilizza immagini di repertorio, il protagonista è un detective americano della DEA, arrivato in Colombia per dare la caccia a Pablo Escobar. Motivante perché deve interessare, portare alla visione della puntata successiva (es.: Twin Peaks comincia con un delitto irrisolto). La serie TV è anche vista come sistema di regole: queste competenze esistevano già da prima ma erano di livello base. Il sistema di regole di una serie TV oggi somiglia un po’ a quello di altri media digitali, per esempio videogame, non si può giocare al videogame senza conoscerne le regole. Allo stesso modo, prima di fruire di una serie TV, bisogna impararne le procedure (il tutorial potrebbe essere il pilot).

Tecniche di apertura e chiusura di un episodio

Esistono varie tecniche per iniziare o concludere un episodio. Ad esempio, la tecnica del cold-open (apertura a freddo) si ha quando una puntata di una serie TV, invece di iniziare dal momento presente, ci fa vedere cosa succede alla fine. Si tratta di un’apertura narrativa nel vivo dell’azione, in un punto TN della storia, per poi ripartire da TO, raccontando come i personaggi erano arrivati a TN. Il cold-open era una tecnica già nota ai tempi di Omero.

Cliffhanger

Il cliffhanger, invece, è una scena che si mette in conclusione dell’episodio e, se la distribuzione è settimanale, tiene col fiato sospeso lo spettatore fino alla settimana successiva nella quale arriverà il nuovo episodio. Significa letteralmente “essere aggrappati a uno sperone di roccia”. Questo modo di dire nasce dal fatto che nei serial cinematografici a puntate negli anni 20-30, ogni avventura episodica si concludeva con l’eroe che rimaneva aggrappato a uno sperone di roccia penzolando sul vuoto e gli spettatori aspettavano l’episodio successivo per sapere se questo sarebbe caduto sul vuoto o riuscito a risalire.

Distribuzione settimanale e binge-watching

Non tutte le serie sono scandite con una puntata a settimana. Esistono prodotti disponibili tutti e subito. Il cliffhanger è molto più utile nella modalità distributiva settimanale perché la community formula ipotesi, quindi è più socializzata. Ovviamente con la modalità distributiva di Netflix non si azzera totalmente, ha un valore individuale; lo spettatore può scegliere di proseguire con la puntata successiva oppure no. Lo showrunner, inoltre, cerca di far appassionare lo spettatore alla macrostoria con l’originalità del teaser (scena prima della sigla). Nel teaser della prima puntata di Game of Thrones non si fanno vedere i personaggi principali, ma si presenta il problema dell’intera serie, ovvero la macrostoria.

Scena evento e struttura narrativa

Una scena evento è la rappresentazione compiuta di un evento, che a sua volta è qualcosa che accade nello spazio-tempo a una forma di vita e porta un contributo significativo alla narrazione. Esistono diversi tipi di eventi narrativi e non tutti possono essere integrati nella macrostoria. La distinzione fondamentale è quella tra eventi maggiori ed eventi minori che Chatman chiama "nuclei" (imprescindibili) e "satelliti" (possono essere omessi). In un episodio possono, per esempio, esserci 3 scene sulla macrostoria e 17 sul caso dell’episodio, eccezionalmente potrebbe anche sparire l’episodio e prevalere la macrostoria.

Eventi narrativi e autorità narrativa

Narrative statements sono eventi che non richiedono investigazione e che accadono ai personaggi cambiando il corso della storia (es.: un avvocato perde una causa, gli danno l’ufficio più piccolo e la storia va avanti in un modo causale). Altre serie, invece, si fondano più sul concetto che Mittel chiama enigma narrativo, cioè qualcosa che dev’essere sciolto, non è immediatamente compreso, richiede un’investigazione sia dei personaggi che degli spettatori. “Sono eventi che richiedono investigazione soprattutto nella direzione del passato, influenzando variamente il corso della storia”.

Autorialità nell'opera televisiva

Noi utilizziamo rispetto alle opere d’arte un concetto di autore, anche se per alcune arti il concetto è legittimato dalle pratiche, mentre in altre no. Con il concetto di autorialità creativa s’intende un solo autore artefice di ogni singola parola e responsabile di tutto ciò che si trova in un determinato testo (idea più diffusa su ciò che fa un romanziere, poesia). Con l’autorialità attributiva tanti individui contribuiscono ai diversi aspetti di un’opera ma il risultato finale viene attribuito a un solo individuo, il regista (il cosiddetto film d’autore). Con l’autorialità gestionale il sistema televisivo richiede la supervisione di uno o più producer, che ha la responsabilità sulle scelte definitive che caratterizzano l’opera terminata. Un regista dirige la scena, cioè si occupa dei movimenti di scena, nessun altro può fare questo al suo posto.

Cinefilia e adattamenti cinematografici

Quando il cinema comincia ad avere una dimensione industriale si manifesta anche l’esigenza di trasformarlo in un prodotto culturale: una delle strategie è quella di fare degli adattamenti di grandi opere letterarie (da Shakespeare a Flaubert). Ad un certo punto si crea la figura del cinefilo, cioè un amante del cinema che va a vedere la maggior parte dei film e ne discute con una comunità di spettatori che si incontrano per esempio in associazioni.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saxbrina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecnica del linguaggio audiovisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Bandirali Luca.
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