Amanda Lotz – Post network
Secondo Amanda Lotz, la TV ha attraversato principalmente tre periodi: l'era dei network, la transizione multicanale e l'era post network. Esistevano fondamentalmente tre network: NBC, CBS e ABC. Per ciò che riguarda la programmazione, lo studio (produttore, azienda che fa i contratti agli sceneggiatori, registi, attori, montatori e confeziona il prodotto finito) proponeva degli argomenti (soggetti) al network (distributore) e dopodiché i soggetti scelti upfront, andavano ai cosiddetti upfront, ovvero delle convention che si facevano in primavera in cui gli studios e i network, in quel momento alleati, presentano i nuovi prodotti televisivi. Il pubblico non pagava per i contenuti; a finanziare erano le pubblicità della durata di 30 secondi.
I meccanismi televisivi, quando passiamo da un'epoca all'altra, ovviamente non si sostituiscono del tutto ma per lunghissimi periodi convivono. Per esempio: prima la TV era un medium di flusso in cui c'era un palinsesto, un certo numero di programmi con un orario fisso durante la giornata. Con questa modalità di fruizione, si fruiva del medium più che del contenuto; gli utenti accendevano la TV non per guardare un determinato programma, ma semplicemente la televisione. La funzione era lineare, inoltre, in questa fase c'erano delle fasce orarie molto desiderate dai pubblicitari e molto più costose perché c'era un maggior numero di famiglie davanti al televisore secondo statistiche fatte con la numerazione degli ascolti. In quel periodo era presente solo un unico apparecchio per casa.
Gli studios, inoltre, per poter ottenere maggior successo, sceglievano il soggetto e l'argomento meno discutibile per fare in modo che qualsiasi gruppo familiare al suo interno potesse guardare senza dover discutere. Oggi, invece, abbiamo un buon numero di serie in cui questi rapporti valoriali sono messi in discussione. In GoT troviamo molti oggetti discutibili, per esempio: l'incesto, la violenza, l'origine di John Snow, le scene di nudo, ecc. L'era dei network è anche detta generalista, cioè i canali si rivolgevano a un pubblico vasto, generico. Se c'era un basso share per una serie TV, il network la tagliava anche alla quinta puntata.
L'era multicanale
Dagli anni 80, con la dinamica del mercato televisivo americano, si comincia ad entrare nell'era multicanale, cioè TV a pagamento che trasmettono via cavo e non via etere (via etere si possono occupare un certo numero di spazi, altrimenti non c'è abbastanza segnale); il cavo consente la trasmissione di infiniti canali e attraverso il telecomando lo spettatore si può spostare da un canale all'altro. La diffusione del videoregistratore, invece, consente maggiore libertà riguardo ai tempi di visione dei contenuti. In Italia non abbiamo mai avuto la tecnologia del cavo, ovvero la colonna portante dell'era di transizione; siamo transitati dalla teoria del network ad un'altra tecnologia satellitare che poi è approdata al segnale digitale.
La multichannel era
Nella Multichannel Era è presente un primo potentissimo strumento che consente al pubblico di avere una possibilità di scelta: il telecomando, non esiste dalla nascita della TV. Si passa da una logica broadcasting ad una logica narrowcasting in cui i contenuti si rivolgono a fette di pubblico. Nascono i canali in abbonamento, che introducono programmazione senza pubblicità. Nelle serie cable si trasmettono senza intervalli pubblicitari, i 60 minuti di narrazione sono presentati in modo compatto e continuativo. I contenuti sono potenzialmente divisivi, non si cerca il consenso, GoT è una serie cable.
HBO tenta di costruire un brand che si rivolge solo ad un certo tipo di pubblico, non vuole proporre i propri prodotti a chiunque, offre solo TV drama di qualità che si rivolge ad un'utenza più del 50% femminile. La misurazione degli ascolti diventa sempre più precisa grazie all'utilizzo del People Meter della Nielsen. È molto importante il modo in cui si rilevano gli ascolti per vendere la pubblicità agli inserzionisti. Nella Network Era, le fasce giovanili non venivano accorpate agli ascolti dei genitori; a un certo punto la Nielsen fornisce ad ogni membro della famiglia un telecomando che registrasse le varie preferenze. Il problema di questo metodo di rilevamento è che quando i figli cominciano ad andare all'università, si rilevano dei dati sbagliati perché i telecomandi dei ragazzi risultano spenti per nove mesi all'anno.
L'era post-network
Nella era post-network siamo di fronte ad un personal broadcasting: ciascuno compone la TV così come la vuole. Viene chiamata così e non come un'evoluzione del multichannel perché oggi non si può più parlare di canali. Netflix non è un canale, è una piattaforma. La TV dei network non aveva un contenuto pregiato. Tutto ciò che non poteva essere fatto nell'era network si può fare nella post-network perché c'è una nicchia che la richiede. Twin Peaks durante l'era del broadcasting sarebbe stata cancellata perché c'era il rischio economico che non potesse arrivare a molti. Oggi, invece, la serie ha costruito un brand ancora esistente e circolante e questo lo si vede sui media, in base a quante persone ne parlano.
Oggi i distributori di contenuto televisivo sono: Internet, Rai, Mediaset e piattaforme di streaming OTT come Netflix. Questo tipo di servizi veniva chiamato (over the top), hanno avuto un impatto devastante sul mercato. A cambiare il modo in cui la TV viene fruita hanno contribuito anche: diffusione del computer, smartphone, ecc. Ovviamente ci sono delle compresenze tra media, forme distributive e rimediazioni (vecchi media che vengono accorpati e convergono su alcune piattaforme), quali, per esempio, la radio, che in una visione teleologica non doveva sopravvivere alla televisione invece non è morta ed è andata a convergere sul web o viene utilizzata nelle auto, ecc.
Modelli di fruizione
In ambito televisivo, la distribuzione on demand non ha sostituito il broadcasting integralmente; numerosissime persone guardano la TV lineare (es. tg). Esistono poi fasce di utenza che usufruiscono della TV non lineare: pay per episode, Netflix, Rai Play, ecc. Si sviluppano anche i modelli disponibili per esempio su iTunes, che permettono di pagare la visione del singolo episodio, anche se funzionano maggiormente gli abbonamenti che permettono di guardare anche più di un film o puntata senza costi aggiuntivi.
Convenienza e tecnologia
Un concetto base è quello di convenience (comodità), cioè l'insieme dei dispositivi che permettono di personalizzare l'uso della TV, quindi il DVR, cioè il registratore digitale che agli utenti di Sky viene fornito con un dispositivo che fa parte dell'abbonamento, DVD, EPG, cioè la guida elettronica ai programmi, Smartphone, Tablet, decoder via cavo, ecc. Gli elementi base delle convenience sono la visione differita nel tempo (timeshifting) e la visione differita nello spazio (placeshifting, accesso a contenuti su un dispositivo diverso).
La tabella da lei riportata ci fa capire che in pochi anni cambiano radicalmente i dati della distribuzione che fanno vedere come la quantità di dispositivi dà vita ad una serie di pratiche compresenti.
Cinematograficità
Un'altra caratteristica è la theatricality (cinematograficità), cioè la qualità cinematografica dell'immagine. L'immagine televisiva, prima dei nuovi dispositivi e dell'HD era di bassa qualità, con dei colori semplificati, per cui la distinzione classica che si faceva tra cinema e TV era che nei televisori non avresti mai potuto vedere di qualità. Amanda Lotz fornisce una serie di questionari degli utenti dai quali si evince che la migliore qualità dell'immagine non è un parametro prioritario per l'utenza televisiva americana, mentre invece lo è per l'accreditamento culturale.
I soggetti che distribuiscono oggi prodotti audiovisivi sono tanti: le Telco (Verizon e AT&T), per esempio TIM è entrata nel mercato della distribuzione con TimVision. Netflix ha avuto successo perché avevano una loro base di brand e riuscivano ad avere un certo numero di prodotti a bassissimo costo: il primo pacchetto di serie TV che hanno messo a disposizione era...
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