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La stilistica della serialità televisiva

What is told: storico. How is told: discorsivo. La stilistica è un intervento discorsivo non narrativo, cioè è un insieme di operazioni che si fanno per rendere vivibile un mondo narrativo. Ha come base il campo sonoro e il campo visivo, quest’ultimo composto a sua volta da: cioè rapporto tra registi, attori e scenografia (allestisco tutto quello che viene ripreso).

È un insieme di operazioni discorsive in cui gli attori camminano, parlano, messa in quadro, messa in serie, danno sguardi fuori campo; cioè ripresa e cioè montaggio. La regia è l’organizzazione dettagliata della direzione dei movimenti di scena e del rapporto tra attori e ambienti in funzione della ripresa, al fine di trasformare un campo narrativo (CN) in campo visivo (CV). Se la regia è in funzione della ripresa si parla di cinema, senza ripresa si parla di teatro.

Scelta dell'inquadratura

La scelta dell’inquadratura è determinata da una scelta della messa in scena, l’analista deve chiedersi il perché di determinate soluzioni di messa in scena e quadro rispetto ad una soluzione normativa data; dalla risposta ne va della valutazione estetica che facciamo dell’opera nel suo complesso. Uno degli strumenti è valutare il rapporto e la coerenza tra storia e discorso (scena discorso tra Lord Bealish e Stark: il primo sta insegnando al secondo a muoversi, come ci si muove in una realtà sociale per far capire che ovunque lui vada è controllato, utilizzano il carrello a precedere per far camminare anche noi).

L'inquadratura è ciò che la camera riprende in modo continuo, è l’unità minima nel campo visivo. Inquadrare significa mettere qualcosa in campo e fuori campo. Ha due unità: spazialmente è la delimitazione di una porzione di spazio, temporalmente è per quanto tempo riprendo uno spazio. Se un film è costituito da 60-70 scene circa, può essere costituito da inquadrature uguali o maggiori.

Formati e proporzioni

I rettangoli del cinema non sono sempre stati uguali: in origine anzi erano un quadrato, l’immagine lumière tendeva alla forma quadrata perché il formato del supporto, cioè la pellicola, era quadrato. Un formato classico del quadro è academy (base 1,33 altezza 1), si calcolavano con il rapporto tra base e altezza. Da un certo punto in poi si comincia a diffondere il formato panoramico (base 1,85 altezza 1). Il formato cinema scope è molto orizzontale (base 2,55 altezza 1). Ci sono stati anche molti formati intermedi, per esempio Spielberg ha usato molto il formato 1 su 1,66. Il problema di questo tipo di formati è che in cabina di proiezione, il proiezionista doveva usare un oggetto metallico sul proiettore chiamato mascherino. Il formato prescelto influenza fortemente la stilistica, se si sceglie un modo orizzontale come il cinema scope mi aspetterò che questo abbia un senso, che nasca da un’intenzionalità espressiva che richiede quest’orizzontalità. Se voglio rappresentare degli ingressi in campo inaspettati utilizzerò un formato più stretto.

Campo e fuori campo

Il campo è la porzione di realtà inquadrata e che vedo, il fuori campo è tutta la porzione che non vedo. Tra essi c’è un rapporto dialettico molto forte, il fuori campo non è tale per sempre, ha sei direzioni (destra, sinistra, sopra, sotto, dietro, in profondità). Sguardi e gesti dei personaggi possono dirigersi verso il fuori campo e spostare la nostra attenzione verso qualcosa che non vediamo creando l’aspettativa che questo venga visto, esistono anche i suoni fuori campo. Quando il fuori campo è attivo, lo spettatore si chiede costantemente cosa accada al di fuori dell’inquadratura. Il fuori campo è un’inquadratura esauriente, chiusa in se stessa; la sitcom, per esempio, è un genere televisivo che di solito dà un fuori campo verso il quale non si prova alcun interesse perché l’origine della sitcom è fondamentalmente teatrale, tutto quello che serve è in campo. Il fuori campo è esterno dai bordi dell’inquadratura, è ciò che non è visibile all’interno dell’inquadratura, impedito allo sguardo da un oggetto (tenda, porta). Il fuori campo concreto è ciò che non è inquadrato al momento, ma che abbiamo visto in precedenza, il fuori campo immaginario è ciò che non è inquadrato e che non abbiamo ancora visto. Con la serie TV ho aspettativa di vedere un fuori campo progressivamente, per un lungometraggio sì e no.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saxbrina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecnica del linguaggio audiovisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Bandirali Luca.
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