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Lo sguardo della Medusa e la virtualizzazione dell'immagine

Introduzione per immagini: visioni dal bios e dal logos

Immagine e sguardo si coproducono nella visione. Questa è un fatto percettivo vincolato dai limiti biologici ma anche un fatto culturale storicamente determinato dall'evoluzione dei codici visivi, in cui Debray distingue diverse ere dello sguardo. Sebbene esista quindi una base biologica della ricezione di informazioni visive, le recenti scoperte neurobiologiche hanno definito la visione come la generazione di un mondo visivo che segue un approccio enattivo, in cui è il soggetto interno al mondo che produce il mondo stesso. Ciò che vediamo è quindi il frutto dell'accoppiamento strutturale tra l'apparato visivo e la realtà esterna, la cui visione è determinata da fattori culturali.

Si parla infatti di visione dal logos, relativa a codici e linguaggi visivi con cui un'epoca in-forma (mette in forma), crea sollecitazioni sulle strutture percettive, simboliche e cognitive di una società. Virilio parla infatti di generazioni visive, con particolare riferimento a come lo spazio urbano metropolizzato di inizio del XIX secolo abbia abituato gli individui alla presenza di insegne sempre più evolute grazie alla codipendendenza dalle tecnologie della visione, che hanno modificato le modalità di produzione, riproduzione, diffusione, ricezione e i linguaggi dei contenuti.

Sociologia dello sguardo e tecnologie della visione: un paradigma di deriva

L'immagine è quindi oggetto visivo, con funzioni e significati storicamente determinati dal momento della storia sociale dello sguardo in cui si trova. Essa trae senso dallo sguardo, dal modo di osservare che costruisce un percorso di senso con cui leggerla. Guardare è quindi un atto selettivo che rinvia a possibilità inespresse dell'immagine. La forza pervasiva capace di modificare i comportamenti dell'osservatore, o la capacità di quest'ultimo di dominarla e appropriarsene grazie a una fotografia impediscono quindi di pensare all'icona come una parola da tradurre in un linguaggio, bensì come un'entità con un proprio carattere. Ogni epoca ha inoltre un proprio inconscio visivo, una messa a fuoco dominante.

Le tecnologie modificano formati, materiali e quantità degli oggetti visivi circolanti. Ciò si ripercuote sulla corrispondenza tra piano materiale dell'immagine e modi dello sguardo. Si pensi ai supporti in legno, materiale familiare che comunica anche alle classi più agiate l'idea di quotidianità e sofferenze.

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Riassunto esame Teorie e pratiche dell'immaginario, prof. Gemini, libro consigliato Lo sguardo della medusa, Boccia Artieri Pag. 1
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e pratiche dell'immaginario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gemini Laura.
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