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Riassunto esame Teorie e pratiche dell'immaginario, prof. Gemini, libro consigliato Lo sguardo della medusa, Boccia Artieri

Riassunto per l'esame di Teorie e pratiche dell'immaginario, basato sullo studio autonomo del saggio consigliato dalla professoressa Laura Gemini: "Lo sguardo della medusa" di Giovanni Boccia Artieri, dell'università degli Studi di Urbino - Uniurb.

Esame di Teorie e pratiche dell'immaginario docente Prof. L. Gemini

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Le immagini si sono infatti progressivamente sganciate dalla

materia solida, per trasformarsi in segnali elettrici che

alimentano la dimensione enattiva dell'osservatore che partecipa

alla loro costruzione e stabilisce una nuova relazione con le

immagini. La luce colpisce ora in modo diretto il sistema nervoso

centrale, rivolgendosi all'intera dimensione sensoriale: lo

sguardo è quindi corporeo, come dimostrano le sperimentazioni

con sensori dei fratelli Kline.

Il flusso delle immagini si differenzia dalla lettura di immagini

fisse in quanto viene meno il filtro logico interpretativo, a favore

di immaginari differenti connessi in zapping e giustapposizioni

dei palinsesti. Si crea anzi una saturazione sensoriale, poiché il

messaggio non è solo nel contenuto dell'immagini ma nel feeling

visivo che costruisce attraverso il ritmo del montaggio (come

possiamo notare in pubblicità e videoclip). Lo sguardo assume

quindi un punto di vista in movimento, per far fronte alle

innumerevoli sollecitazioni visive di cui l'osservatore

contemporaneo è quotidianamente circondato. L'occhio è

abituato a comprendere in pochi secondi il significato dei

messaggi (si pensi a quelli incontrati sulla strada, o ancora ai

graffiti, collocati in determinati luoghi proprio perché pensati per

il punto di vista in movimento del viaggiatore).

L'immagine video si fa ancora più astratta con la trasformazione

numerica in sequenze di bit prodotta dalla tecnologia digitale,

infinitamente modificabile tramite procedimenti di calcolo. Si

radicalizza quindi la problematica autentico/inautentico,

soprattutto in presenza di immagini che non hanno referenti reali

rappresentati.

Nel cosiddetto Rinascimento video-digitale, accanto alle

immagini tradizionalmente rappresentative, nascono quindi

quelle intese con strumenti di analisi e simulazione. Con la

videotecnologia, infatti, la realtà è resa trasparente anche nelle

sue zone d'ombra: dalla concezione per cui vedere è conoscere

si passa a un nuovo frame in cui conoscere è vedere. Si pensi al

campo medico, in cui la visualizzazione di processi ha permesso

ad appositi software di simulazione di fare diagnosi. Dai disegni

anatomici di Leonardo, in cui il contenuto espressivo superava

quello informativo e la meccanica assumeva i caratteri del

vivente, siamo oggi di fronte a nuove tecnologie della visione

che radicalizzano:

- la visualizzazione dell'invisibile (ad esempio tramite le

telecamere termiche che consentono la visione notturna),

- e lo sguardo, non amplificandolo come con i microscopi, ma

creando nuovi punti di vista come con le immagini satellitari.

4. La visualizzazione radicalizzata e le scienze contemporanee

La visualizzazione di calcoli complessi e di processi naturali ha

consentito di creare un archivio di dati digitali delle anatomie di

cadaveri, diffuse e manipolate tramite Internet. E' stato così

possibile anche visualizzare materiali solidi come le ossa e

componenti fluide ed organiche interne al corpo (ad esempio

attraverso la risonanza magnetica). Il criosezionamento ha

inoltre permesso di scannerizzare e digitalizzare il corpo diviso in

sottili sezioni esplorabili tridimensionalmente grazie a programmi

di computer animation.

Si è inoltre diffusa anche la visualizzazione di processi artificiali

relativi, ad esempio, ad Internet, considerabile come

l'equivalente di un ecosistema, di cu è possibile visualizzare i

dati sulla connettività e le performance, dando forma a relazioni

comunicative immateriali, con possibili risvolti interessanti nelle

analisi sociometriche.

5. Virtualizzazione dell'immagine

L'immagine video-digitale si basa quindi su alcuni principi:

- il principio di evanescenza, secondo cui i segnali immateriali

costituiscono un flusso di bit generati dal computer e riversati

nel flusso mediale da cui raggiungono lo spettatore.

- Il principio di autoreferenza spiega invece come i video

dipendono da una luce emessa (e non riflessa da qualcosa che è


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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione e pubblicità per le organizzazioni
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e pratiche dell'immaginario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Gemini Laura.

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