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Riassunto esame Teorie e pratiche dell'immaginario, prof. Gemini, libro consigliato In viaggio, Gemini

Riassunto per l'esame di Teorie e pratiche dell'immaginario, basato sullo studio autonomo del libro consigliato dalla professoressa Laura Gemini: "In viaggio" di Laura Gemini. Università degli studi di Urbino, facoltà di Sociologia. Scarica il file in PDF!

Esame di Teorie e pratiche dell'immaginario docente Prof. L. Gemini

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indiani d'America, considerati da convertire.

L'immutabilità dell'appartenenza al proprio strato sociale rende tuttavia ancora

irrilevante la conoscenza delle altre prospettive: si punta quindi alla ricerca

dell'uguale, e non del diverso. Nasce perciò il Grand Tour, viaggio di formazione

del gentiluomo inglese, che conosce corti e grandi uomini da cui apprendere,

sancendo l'appartenenza al ceto nobile e la transizione dalla giovane età a quella

adulta. Tuttavia, dal XVIII secolo esso diventerà una consuetudine anche della

ricca borghesia, nonché dei lavoratori della piccola corte che accompagna i

giovani viaggiatori per garantire la costanza del contesto relativo al proprio

strato sociale. In Europa si sviluppano nel XIX secolo infrastrutture turistiche

come le stazioni termali e balneari, in cui l'élite rurale si socializza alla vita

urbana e accede a un'esperienza nuova di trasgressione simbolica della norma.

Nasce perciò la “doppia morale” caratteristica dell'immaginario turistico, che

diverge da quella cristiana e dai vincoli di appartenenza. Le classi alte, quindi,

vedendo compromettersi il loro ruolo politico ed economico cercano di dominare

la definizione di stili di vita e tendenze di consumo.

L'emergere del turismo è quindi lo specchio riflessivo dei mutamenti della

società. Il confronto on visioni del mondo differenti diventa un incentivo per

viaggiare, un arricchimento. Nell'Europa del XVIII secolo, l'avvio

dell'industrializzazione rende infatti sempre più inadeguata la stratificazione, a

vantaggio della differenziazione funzionale. Il riferimento per la distinzione

noi/loro non è più, quindi, l'appartenenza allo strato, la il locale e lo straniero.

La società, infatti, componendosi di sottosistemi parziali, consente all'individuo

di sperimentare molteplici forme di appartenenza che ne dimostrano le capacità.

Il contesto urbano diventa il centro del vissuto quotidiano, con l'accesso alle

stazioni balneari anche per le classi operaie e l'invenzione del viaggio

organizzato di Thomas Cook a metà dell'800. La democratizzazione del viaggio

corona il sogno borghese di appropriazione del mondo, grazie al contributo del

progresso della tecnica e dell'industria culturale.

- Nel 1800, lo sviluppo turistico è caratterizzato dall'imitazione dell'aristocrazia

decadente da parte dell'alta borghesia. Il turismo presenta ora un carattere

multistagionale, grazie all'illimitata disponibilità di tempo degli aristocratici.

- Negli ultimi 30 anni del secolo, rendite e ruoli professionali nuovi consentono

di aumentare grandi alberghi, villeggiatura e buon mercato e la loro

promozione.

- Nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, il tracollo politico ed

economico di monarchie e aristocrazie europee rende il lavoro l'unica fonte di

sostentamento. Vengono quindi istituite le ferie pagate, risposta a un reale

bisogno di riposo delle categorie che ora si affacciano al consumo turistico

(artigiani, commercianti e piccoli funzionari) soprattutto legato a laghi,

montagna e spiagge del Mediterraneo.

- Dagli anni 20 al secondo dopoguerra, la partecipazione di piccoli impiegati e

lavoratori e lo sviluppo dell'associazionismo portano alla diffusione della

letteratura turistica, dei provvedimenti a favore di congedi e vacanze e alla

protezione dei siti. L'estensione della possibilità di viaggiare perette di superare

la distinzione di status tra chi può e chi no, che si trasforma tuttavia in una

distinzione di scelte, gusti, destinazioni e stili di consumo. L'industria culturale

forgia le dinamiche dell'immaginario collettivo, sviluppatosi grazie allo

spostamento del centro della società dalla produzione al consumo.

Scolarizzazione, maggiore mobilità sociale e massificazione causano un conflitto

tra culture delle élite e culture dei consumi.

La fabbricazione in serie consente infatti a tutti di partecipare alla civiltà del

benessere: il tempo libero diventa intrattenimento, non più spazio vuoto di

riposo e recupero psicofisico né di partecipazione collettiva alla festa, bensì ai

consumi. Esso è un tempo autenticamente vissuto, rispetto a quello dell'anno

lavorativo: si ritrova il gusto delle attività ancestrali, se ne scoprono di nuove,

associate alle dinamiche dell'industria culturale (come ad esempio nei villaggi

vacanze, in cui l'organizzazione è razionalizzata). La produzione simbolica della

cultura di massa e la promozione di valori privati si lega alla decadenza dei

significati del lavoro e a crisi dei grandi sistemi di valore e la caduta delle grandi

narrazioni.

La partecipazione attiva alla società consiste ora nello sviluppare le competenze

comunicative necessarie a prendere parte a tutti i sistemi di una nuova società

complessa e contingente, in cui le scelte non fatte restano a disposizione come

opportunità per qualificare il proprio vissuto come esperienza unica. La

differenza fra le cose non può essere pensata in termini di valore ma come

equivalenza, all'interno di un nuovo sottosistema di turismo e tempo libero, che

poggia su codici dei sistemi economico, politico, artistico, ecc.. Il compito del

viaggio diventa quello di alleggerire il tasso di faticosità psichica della

costruzione dell'identità, proponendosi come momento rivelatore delle risorse

personali, dipendente tuttavia anche da variabili come reddito e capitale

culturale.

Per essere turisti è sufficiente porsi come osservatori esterni. Nella complessità

postindustriale dovuta a un'organizzazione del lavoro basata non più su regole,

processi seriali e confini di class, bensì su risorse produttive, competenze

personali ed economica della conoscenza, la distinzione tra lavoro e tempo

libero viene meno (grazie allo sviluppo di modalità lavorative che offrono

maggiore flessibilità) e i luoghi del tempo libero si diffondono anche nello spazio

metropolitano. Il terziario avanzato, infatti, si sviluppa in forte relazione con le

pratiche del tempo libero, in cui gli individui trovano nuove e diversificate

possibilità di espressione che impediscono di definirli in termini di massa, bensì

di forme nei tribali evidenti nei territori mediali e nelle performance culturali. Il

turismo si differenzia quindi in avventuroso, di benessere, naturalistico, ecc.,

con ogni tipologia caricata di un diverso surplus di simbolico.

Erik Cohen, negli anni 70, ha colto nella fenomenologia dell'esperienza turistica

un bisogno di ricerca del proprio centro, un consumo vocazionale,

rappresentativo, simbolico, selettivo, mitopoietico.

2. Il viaggio fra immaginario e comunicazione: dalla rappresentazione

alla perfomance

Il viaggio viene descritto e interpretato grazie alle rappresentazioni collettive e

ai linguaggi dell'esperienza, che comunicano non più solo attraverso la

dimensione visiva, ma quella costruttivista dipendente dall'esperienza

interattiva, sensoriale e tattile.

Il viaggio permette di uscire dalla quotidianità per immergersi in un'altra realtà

rappresentata tramite immagini, simboli e descrizioni. La scienza induttiva nasce

infatti nel momento in cui europei diventano viaggiatori, che confrontano i

modelli culturali consolidati con quelli dei popoli scoperti ponendosi il problema

dell'oggettività, ossia della distanza fra osservatore e osservato necessaria a

concepire il mondo come sistema aperto osservabile senza degenerare

nell'integrazione interculturale. Il viaggio scientifico svaluta l'immaginario e il

carattere mitico, per concentrarsi sul viaggiatore veritiero le cui descrizioni

visive diventano fonti privilegiate per scienze naturali e sociali.

L'effetto esercitato dal sistema dei media (in cui spicca la stampa come supporto

fondamentale per la memoria) ha garantito ai viaggiatori umanisti un grande

prestigio, che ha portato di conseguenza a una maggiore popolarità della

letteratura di viaggio. La nuova coscienza del viaggiatore scopritore del mondo e

artefice del dato ha alimentato l'interesse per la ricerca di una normalità

alternativa. Un esempio è offerto dai precettori viaggianti, impegnati ad

assicurare moralità e cultura del nobile lontano da casa, ma che si dedicavano

alla registrazione dei fatti volto a dare indicazioni precise sul viaggio, finalità di

tutti i viaggi dal Rinascimento in poi. Nasce la guida, piccolo libro descrittivo che

funge da prontuario per entrare autonomamente in rapporto con ambiente e

comunità.

Il ruolo prioritario è affidato alla vista, viene valorizzata la resa in immagine del

mondo conosciuto, arginando così la tendenza iconoclastica dell'Occidente

scientifico e razionale. L'industria di esportazione dei quadri di paesaggisti

italiani degenera nel giardino inglese, in cui i visitatori imparano a posizionarsi

per osservare il panorama di una natura tuttavia artificiale. Ancora oggi, tale

linguaggio del pittoresco è presente in cataloghi di viaggio, cartoline e guide

turistiche. Anche l'immaginario dell'avventura ha influito sul turismo con la

costruzione di torri panoramiche, sentieri verso scogli e colline da cui fotografare

per perseguire il desiderio borghese di appropriarsi simbolicamente del mondo

attraverso la sua messa in cornice.

L'evoluzione di immaterialità della comunicazione e infrastrutture materiali ha

portato all'inserimento nelle guide di consigli relativi addirittura alla posizione in

cui sedersi sul treno, mentre l'auto ha offerto maggiore libertà di viaggiare

individualmente, sovvertendo anche l'unicità del punto di vista grazie a

specchietti laterali e retrovisori. Il movimento lento della nave resta tuttavia il

maggior oggetto di immaginazione, sebbene in quelle da crociera si cerchi di

ricreare il comfort domestico e familiare.

Il soggetto moderno inizia quindi a percepirsi in relaziona l'intera umanità e

ridefinire il rapporto con l'altro, grazie anche alle Grandi Esposizioni nelle

metropoli, ai paesaggi artificiali, alle installazioni, alle videoculture, sebbene le

masse confluiscano generalmente nel grande esodo di agosto, in cui la

trasgressione si traduce nelle 4s: sun, sea, sand e sex.

Con la cartolina, il viaggiatore si identifica con lo spettatore, grazie alla

miniaturizzazione del finestrino che consente una comunicazione a distanza

interpersonale che ha la stessa efficacia relazionale del dono. Morin descrive

infatti il turista che corrompe l'immagine, in primo grado, poiché vede per

ricordare, e in secondo grado, perché fotografa per vedere i propri ricordi.

I luoghi sono inoltre oggetto di condensazione simbolica nei souvenir, vittime di

un'attività predatoria di significati che tuttavia verranno meno una volta

decontestualizzati gli oggetti. Essi derivano tuttavia da oggetti sacri e reliquie,

considerati motivazioni fondamentali dei pellegrinaggi, poi riprodotti. L'oggetto

ricordo può anche essere considerato un feticcio, che esprime la metonimia della

parte per il tutto e l'alterità incontrata in un luogo la cui identità viene

condensata nei suoi simboli iconici.

La sight (la “cosa da vedere”) è intesa dalla teoria critica come un'immagine che

spinge l'individuo a partire. Nascono infatti i Sightseeing tour, che prendono

spunto anche dai prodotti cinematografici e prevedono che gli spettatori

osservino dall'esterno ciò che l'accompagnatore descrive, raccontando storie e

curiosità di città e protagonisti. Nei Virtual Tour, addirittura, l'hostess si presenta

in immagine video. Seguendo la stessa logica, la dimensione della foto ricordo

viene intesa come immagine da conservare per esporre in casa, scattata

secondo le logiche visive dei media generalisti. Emerge pertanto in seguito alla

diffusione di tali pratiche la questione dell'inautenticità dell'esperienza del

viaggio.

La spettacolarizzazione delle merci è dovuta a un'esigenza di comunicazione che

promuova il desiderio di vacanza astratto e generalizzato.

Il turista è orai distinto dal viaggiatore: egli va verso le immagini, verso

particolarità di luoghi, natura, storia e tradizioni che sono costruiti ad hoc in

maniera standardizzata e diffusi dai mezzi di comunicazione di massa. Il

rapporto contrastante tra frontstage e backstage (fra scena preparata per i

turisti e zone nascoste) necessita di un turista sempre più competente e

consapevole, alla ricerca della vera diversità. Egli costruisce tuttavia un rapporto

col mondo a partire da categorie conoscitive proprie, cercando connessioni

senza raggiungere il livello di autoconsapevolezza necessario. Leed parla infatti

del brivido del turista davanti a una icona culturale, in cui immaginario e reale

coincidono. Se il turismo si riduce, quindi alla contemplazione di immagini, Morin

sostiene che la vacanza sia la porta di accesso all'immaginario, che ci proietta in

una condizione distaccata dall'ordinario, in un'esperienza tutt'altro che fittizia in

cui ci si auto-osserva.

I media hanno oggi un ruolo centrale per la comunicazione turistica in quanto

nuovi veri luoghi di tale esperienza. Basta pensare alla letteratura di viaggio, ai

film, alle riviste specializzate, alle guide, alla messa in mostra di offerte nelle

agenzie di viaggio e ai siti Internet e forum dedicati. Le tecnologie di

rappresentazione del mondo e produzione delle forme dell’immaginario

contemporaneo si spostano dalla ripresa della realtà alla sua costruzione

artificiale, con iniziative di promozione territoriale attuate spesso dagli stessi

abitanti.

L'idea di realtà observer dependent compromette quindi l'orientamento

all'autenticità nella scelta di come impiegare il tempo libero, che nel tempo si è

autonomizzato rispetto al legame comunitario e alla festività, affiancata dai

weekend, le uscite serali, il turismo congressuale ecc.. Il ruolo del tour operator

resta oggi tuttavia fondamentale in casi come l'Ethnic Travel, in cui si cerca di

viaggiare senza rischiare di essere discriminati. Le piattaforme comunicative

incoraggiano invece l'auto-costruzione del proprio pacchetto, spesso low cost e

last minute.

Il turismo enogastronomico manifesta invece il desiderio persistente di andare


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione e pubblicità per le organizzazioni
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e pratiche dell'immaginario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Gemini Laura.

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