Teoria e tecnica del montaggio
Il rapporto regia-‐montaggio non è una lavorazione a posteriori ma determina l’attività stessa di regia e sceneggiatura.
La comunicazione audiovisiva – aiutarsi con le immagini per raccontare una storia.
Cos’è il montaggio?
Un’operazione di taglio e cucito che costruisce il significato di una ocmunicazione audiovisiva, ne definisce forma e ritmo,
utilizzando convenzioni che vengono sempre aggiornate.
Taglio e cucito
Prendere due differenti inquadrature, decidere per ognuna di esse un inizio e una fine, giuntarle insieme in modo tale che
possano essere viste una dopo l’altra.
Pionieri -‐> “ scuola di Brighton”, tra 1900/1902 realizzati da George Albert Smith, William Paul e James Williamson.
Nella sua preistoria, il cinema era prolungamento della fotografia. Dagli esperimenti di Muybridge fino alla tecnica già
consolidata di Lumiere e Edison, l’idea era di quadri fotografici in movimento, i tableaux vivant.
Arrivée d’un train en gare de La Ciotat -‐> presente articolazione dell’azione nello spazio, un montaggio interno realizzato
grazie al posizionamento della mdp: il treno si avvicina fino a invadere l’inq; signora e bambina partendo da fuori campo
giungono fino a un piano americano; viaggiatore che passa davanti all’obiettivo e si sposta in fondo, creando movimento in
profondità.
Due tipi di esperimenti pionieristici:
1) successione di una serie di quadri, spesso introdotti da didascalie esplicative
2) articolazione di piani differenti all’interno della medesima sena.
Spettatore -‐> il cinema è un linguaggio, quindi un segno che in quanto tale può affermare il falso. In quanto lingua il cinema è
in continua evoluzione per via dello scambio tra chi parla e chi ascolta: tra autori della comunicazione audiovisiva e
spettatori.
Anni 10/20: si codificano l’insieme di regole che portano al cinema hollywoodiano classico: votato a ricostruire l’illusione di
realtà.
Perché tagliare?
Nel montaggio vi è una:
macrostruttura -‐> montaggio come stacco tra una sequenza e la successiva. Funzione narrativa, è determinato già in fase di
sceneggiatura.
microstruttura -‐> montaggio come creazione di una sequenza tramite i raccordi. Interviene nella costruzione fisica della
singola scena, è il montaggio vero e proprio.
Frammentare le riprese di una scena è una esigenza produttiva, perché semplifica il set. Tra anni 10/20 tagliare è lo
strumento con cui il cinema può realizzare ambizioni più grandi.
Ma qual è stato il punto di riferimento per i primi tagli in una scena? Lo sguardo dello spettatore teatrale: il principio del
binocolo da teatro, serviva per “vedere meglio”, la stessa logica del primo piano. Il primo passo con cui il cinema si libera del
pdv teatrale nasce proprio come trasformazione in convenzione cinematografica di un’abitudine dello spettatore teatrale:
trasformare in montaggio il passaggio dalla visione naturale alla visione ravvicinata della scena teatrale.
Esempi prime convenzioni di montaggio
Cops (Poliziotti) – Buster Keaton. Cortometraggio 1922. Pag.17
Esemplificazione del principio del binocolo: attacco sull’asse
www.utetuniversita.it
Buster diventa imprenditore –
Sensazione di arcaicità in questa scena, perché?
1) i tagli fanno avvertire una discontinuità. Cut 32”5ft: gestualità dell’attore è del tutto differente tra una inq e l’altra; ma
anche l’azione di sedersi a 47”8ft.
2) frontalità inquadrature.
Applicato principio del binocolo -‐> prima figura intera ci si avvicina al personaggio per apprezzarne la pantomica.
Poi di nuovo figura intera: il montaggio privilegia entrate e uscite della star.
Il dialogo è ripreso in un unico piano.
Ultimo cut è diverso: taglio non sull’asse ma tra inq contigue: keaton chiude la sequenza su un piano americano.
Ogni stacco è funzionale a una lettura intuitiva da parte dello spettatore
The Count (Charlot Conte). Chaplin. Slapstick. 1916
Montaggio di inq contigue
Torte in faccia. Spazio dell’azione è suddiviso in due inq contigue: a dx zona con la piccola orchestra e pista da ballo a sx il
tavolo con i rinfreschi. I due punti macchina sono paralleli, i campi uno un po’ più ampio dell’altro.
Perché questa scelta? Ipotesi:
a. Lo studio non consentiva la ricostruzione intera della scena
b. per il principio del vederci meglio. Scena di dx campo più ampio perché la distribuzione degli attori e la dinamica
dell’azione richiedono più spazio.
In che modo lo spettatore è portato a interpretare le due scene in un’unica unità di spazio?
Tramite direzione degli sguardi e direzione dei movimenti; con l’aggiunta di due corollari: la velocità dei movimenti
stessi e i tempi che regolano entrate e uscite dei personaggi.
Questi corollari non erano chiari alla troupe, e da questo ne deriva il carattere datato della sequenza. Ad esempio accade nei
passaggi di Charlot dalla zona-‐tavolo alla zona-‐ballo (1’14210ft), dove esce decisamente di campo nella prima inq e impiega
8-‐9 fotogrammi per l’entrata nella successiva; e poi invece dopo per lo stesso passaggio impiegherà meno tempo.
Direzione sguardi e movimenti invece sono chiari.
Il meccanismo di contiguità dà una sensazione di rigidità, il cinema la farà poi scomparire con la corrispondenza.
The Cameraman (Io… e la scimmia). Edward Sedgwick
Buster innamorato. Seq complessa per quantità inq, varietà piani e punti di macchina, psicologia dei personaggi.
Divisione sequenza in tre parti per una differente impostazione di regia e montaggio.
PARTE I – tradizionale. Una serie di cut ci guidano tra campi ripresi da punti macchina omogenei, scelti per mostrare in
modo chiaro rapporto attore-‐ambiente ostile.
PARTE II – buster si accorge della presenza della ragazza. La regia si concentra su loro due. Mezza figura di Sally: spettatore
non è più quello del binocolo, ma sale sul palco. Campo ampio e punto-‐macchina laterale, per far vedere la porta che sbatte
su Buster. Poi inizia una classica scena a due con inq corrispondenti, articolando i piani in un progressivo avvicinamento ai
protagonisti dalla mezza figura fino al primissimo piano. Uso gioco delle corrispondenti.
PARTE III – entrata in scena di Harold, ritorno allo stesso punto di vista oggettivo della parte I, rinforza nello spettatore
l’idea che egli sia un intruso.
Qual è l’eredità del cinema anni 20 statunitense? L’idea di continuità
Montaggio come cambiamento di piani.
Quali sono le condizioni per tagliare e cucire correttamente? Alla base di tutte, vi è il fatto che le inquadrature che si giuntano
devono essere piani e campi differenti. È la regola della differenza dei piani. Nel filmato di chaplin i due campi che si
alternano mostrano ciascuno una parte differenza della scena: sembrano cioè assolvere alle esigenze appena descritte.
Tuttavia lo spettatore contemporaneo prova una durezza di questo montaggio. È una sensazione che deriva dal fatto di
trovarsi di fronte ad attacchi operati tra campi decisamente simili (due campi medi), girati da punti macchina contigui (=
direzioni di ripresa parallele).
Cinema di Welles, questa idea di montaggio trova 3 modi per intendere il cambiamento di piano: determinato dall’azione
scenica, dal movimento di macchina e dal montaggio in senso stretto.
Citizen Kane -‐> kane distrugge camera Susan. Vi sono 5 inquadrature, l’emotività della scena regge sulla sua performance,
mentre gli stacchi di montaggio sono puramente funzionali. La scena è stata girata con un unico ciak e 4 cineprese in
funzione.
Troviamo gli elementi di stile tipici di welles: inq dal basso, soffitti a vista, uso del grandangolare, profonditàè di campo. Nella
quarta inq la sensazione di profondità del grandangolare è sfruttata fino in fondo, portando l’attore da un piano americano
fino a una figura intera, e quindi a un rapido avvicinamento fino al dettaglio.
L’infernale Quinlan -‐> piano-‐sequenza. Risultato naturale nel passaggio su piani diversi.
Otello -‐> inq girate in anni, luoghi e capita anche con attori differenti.
Dammi una prova. Continuità riprese zoppicante. Scena della gelosia.
Riprese sui bastioni di Mogador il 10-‐12 luglio 1949.
Riprese nei pressi del porto di Mogador nel 1950. Questi rifacimenti devono essere
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