Prima conversazione
Prendere suoni dal quotidiano e arrangiarli ritmicamente, creando una specie di musica. In media avrà 25 volte di più del materiale girato di quello che comparirà nel prodotto finale. Un regista ha la capacità di difendere una visione comune accogliendo o rifiutando determinati contributi. La struttura di un film si definisce individuando le armonie visive o tematiche e scoprendole a livelli sempre più profondi man mano che si procede con la lavorazione.
L'orchestrazione consiste nell'organizzare suoni e immagini in modo che il tutto risulti interessante per il pubblico. Montare un film richiede sempre una scelta, è tutta questione di intuito, ma devi comunque avere un'idea del punto da cui vuoi cominciare. Se non accompagni l'attenzione del pubblico da un tagli all'altro proverà un senso di fastidio e disorientamento; ma se stai montando una scena di battaglia hai bisogno di un elemento di disorientamento che la renda più emozionante.
Seconda conversazione
Non bisogna considerare l'invenzione in sé, ma anche il contesto sociale e culturale in cui si inserisce. La tendenza generale nel Padrino è quella di girare le scene principali in silenzio e poi far salire la musica dal sottofondo. L'assenza di musica produce lo stesso effetto emotivo dell'assenza di spostamenti: quando la musica entra in un film è l'equivalente emotivo di uno spostamento di campo, permette di dissolvere una determinata emozione e condurla in una certa direzione.
La colonna sonora non deve essere una semplice registrazione. Attraverso il suono possiamo rendere la scena più cupa, in modo che l'atmosfera di sottofondo avrà sul pubblico lo stesso effetto emotivo di una scena girata a luci più basse; facendo anche risaltare nell'inquadratura gli elementi che sono importanti o che meglio trasmettono allo spettatore la sensazione di essere veramente lì insieme ai personaggi. Suono metaforico: dare rilievo alle immagini spostando artificialmente l'attenzione su un tessuto sonoro in un certo senso incoerente o illusorio.
Il problema di un romanzo all'abbondanza, la storia è molto di più di quanto può essere rappresentato in un film, devi chiederti qual è il filo narrativo. Il regista non deve essere eccessivamente fedele al modo in cui è scritto il romanzo e a ogni dettaglio narrativo. La chiave è di provare e guardare cosa succede togliendo o aggiungendo dei pezzi. Il momento ideale per passare da un'inquadratura ad un'altra coincide con il momento in cui l'attore batte le palpebre, perché un battito di palpebre segnala in modo naturale la fine di un pensiero. Un battito di palpebre avviene più spesso quando l'attore pronuncia le consonanti fricative quali la s, f o th. Il risultato è che lo stacco sembra più adeguato ritmicamente alla cadenza del discorso.
Gli stacchi sembrano più naturali e aggraziati se corrispondono a quello che sarebbe un gesto naturale in una conversazione fra due persone. L'architettura finale e il punto in cui interrompi dipendono dall'equilibrio ritmico del film.
Terza conversazione
Come un film di samurai, dove siamo più interessati all'addestramento solitario del guerriero che alla battaglia finale. Wilder voleva prendere un personaggio secondario da un film e farne il protagonista di un altro: L'appartamento. Se per esempio, in un film, si slitta verso il giallo e il mistero, il pubblico diventa insofferente nei confronti dello studio psicologico che appariva inutile; ma se insistiamo di più sugli aspetti psicologici, l'omicidio diventa così marginale da apparire superfluo, sembrando qualcosa messo lì per rimpolpare la storia.
La musica sembra funzionare meglio quando incanala un'emozione che è già stata suscitata dal tessuto della storia e dal film. Il più delle volte viene scritta dopo ed è infinitamente meglio se è presente fin dall'inizio del film. La musica intradiegetica ha un effetto musicale sugli spettatori, ma questi non si sentono manipolati dalla musica, perché fa parte della scena stessa, ma non bisogna abusarne. Il momento esatto in cui accade una cosa è determinato in gran parte dal montaggio.
Ci vuole equilibrio tra realismo e inventiva. Gli aspetti fondamentali di un personaggio o della storia vengono decisi dall'inserimento o meno di una singola inquadratura. Ciò che è essenziale è la durata di ciascuna immagine e quello che viene dopo. Un teleobiettivo tende ad appiattire il soggetto, mentre un grandangolo farà risaltare le curve.
Quarta conversazione
Non si capisce esattamente che cosa sia quel rumore o da dove provenga, finché non cambia inquadratura e allora ci si rende conto. La scelta dell'attore sbagliato è un problema di coerenza con tutto il resto. Il rischio dei film aperti alle evoluzioni impreviste è quello di precipitare nel caos. La rapidità di un dettaglio fa
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