Teoria e metodologia del movimento umano
Effetti e funzioni del movimento
Funzioni
Sviluppo delle capacità intellettive; miglioramento, mantenimento e conservazione della funzionalità dell'organismo; sviluppo delle capacità di comunicazione e di interazione con gli altri; miglioramento delle capacità motorie, delle abilità, della capacità di prestazione umana.
Effetti
Apparato osseo: sviluppo in larghezza e spessore durante l'età evolutiva, miglior nutrizione del tessuto osseo e mantenimento della funzionalità nell'età adulta; ritardo dell'invecchiamento e prevenzione dell'osteoporosi nell'età anziana.
Apparato articolare: mantenimento della mobilità fisiologica; aumento e recupero della mobilità articolare; irrobustimento delle capsule articolari; prevenzione dell'artrosi.
Apparato muscolare: aumento dell'ipertrofia muscolare; maggior accumulo di sostanze energetiche a livello muscolare; sviluppo, mantenimento e recupero del tono posturale e funzionale; miglioramento qualitativo della trasmissione degli stimoli nervosi; aumento della resistenza localizzata; maggior capillarità; variazione di lunghezza.
Apparato cardiocircolatorio: modificazioni nella forma (cuore d'atleta); maggior volume delle cavità interne; aumento della gittata sistolica e della portata cardiaca; riduzione delle pulsazioni a riposo; riduzione dei tempi di recupero; sviluppo, mantenimento e recupero della funzionalità cardiocircolatoria; facilita il ritorno del sangue al cuore; aumento della quantità di sangue a livello periferico e dei capillari.
Apparato respiratorio: sviluppo, mantenimento e recupero della funzionalità respiratoria; aumento della mobilità toracica; riduzione dei tempi di recupero; riduzione della frequenza respiratoria a riposo; aumento del tempo di apnea; potenziamento della meccanica respiratoria; aumento della capacità vitale.
Apparato digerente: mantenimento della funzionalità dell'apparato digerente; favorisce ed accorcia il processo digestivo.
Apparato sessuale: mantiene e migliora la funzionalità sessuale.
Sistema nervoso: maggior nutrizione delle cellule nervose; affinamento dei recettori sensoriali; aumento della velocità di conduzione degli stimoli nervosi sensoriali e motori; riduzione dei tempi di reazione; automatizzazione del movimento; miglioramento delle capacità coordinative.
Effetti psico-sociali: aumento della stimolazione sensoriale tattile, visiva, uditiva, propriocettiva; sviluppo delle competenze cognitive; sviluppo delle doti del carattere (maggior sicurezza e fiducia di sé); maggior interazione con il mondo esterno. L'uomo attraverso il movimento (che è una funzione organica indispensabile che lo mette in relazione con il mondo), sviluppa e fortifica la sua personalità, influenzando tutte le sue componenti (intellettiva, psicomotoria, sociale, affettivo-morale).
Teorie del movimento
Teoria del movimento naturale e spontaneo di G. Hebert: Propone il ritorno alla natura come ambiente di lavoro, attraverso movimenti ed esercizi naturali tipici della specie umana, finalizzati alla risoluzione dei problemi di tutti i giorni (es. camminare, correre, sollevare, attaccare ecc.). Questi esercizi venivano integrati da momenti dedicati al canto e alla danza. Il suo motto era "essere forti per essere utili", e la sua teoria consente di ottenere effetti in campo funzionale, condizionale, utilitaristico, morale, psichico, caratteriale. La sua teoria però non è adattabile a tutti i soggetti, specie ai meno dotati.
Teoria del movimento armonico rotondo e continuo di G. Demeny: Sottolinea l'importanza dell'economicità del movimento, attraverso contrazioni muscolari non superiori al necessario assecondamento delle oscillazioni naturali dei segmenti del corpo. L'esercizio rende quanto più è armonico e coordinato. Quindi ne deriva la scelta di movimenti che si sviluppano attraverso traiettorie di tipo curvilineo e con legami di continuità. La ricerca della grazia nei movimenti lo ha portato ad essere il capostipite della ginnastica femminile e della danza.
Teoria del movimento razionale e costruito di Ling: Padre della ginnastica svedese e fondatore della ginnastica medica correttiva e riabilitativa. Propone una forma di movimento razionale adattabile a tutti i soggetti (anche disabili), attraverso gli attrezzi svedesi (quadro, spalliera, scale mediche ecc.), che sono studiati per adattarsi alle capacità del singolo e non viceversa, inoltre consentono di poter graduare il movimento con i pioli e gli staggi posti a differenti altezze. Sottolinea l'importanza di impostare le lezioni con una fase iniziale di avviamento motorio, una centrale volta alla ricerca degli effetti voluti, e una finale di ritorno alla calma; classificava gli esercizi in base agli effetti prodotti e non al tipo di attrezzo utilizzato, e riteneva importante ricreare posizioni di partenza decompensate per ogni esercizio, in modo da localizzare l'effetto. Inoltre sottolinea l'importanza di impostare i carichi di lavoro in modo progressivo, dal facile al difficile, dal meno intenso al più intenso. Prevedendo una stretta individualizzazione del movimento questa teoria non è adattabile a gruppi numerosi, inoltre gli esercizi sono prevalentemente analitici e segmentari, quindi non naturali, che si rivelano utili per la risoluzione di problemi strutturali e posturali, ma trascurano la componente fisiologica di potenziamento organico e funzionale del movimento.
Psicomotricità come comunicazione di Vayer: Il punto centrale di questa teoria è l'acquisizione del concetto di schema corporeo o idea completa del proprio corpo; più il bambino conosce se stesso, e più è in grado di utilizzare il proprio corpo per interagire con il mondo esterno e per sviluppare la propria intelligenza. Quindi il corpo funge da "medium" per comunicare con il mondo esterno, e favorisce il processo di socializzazione.
La sociomotricità di Parlebas: Riconosce a Vayer la psicomotricità come forma di comunicazione, e tenta di applicarne i concetti fondamentali all'interno di un contesto sociale. Ciò porta il bambino ad una progressiva apertura verso l'altro. Quindi lo sport educativo è il mezzo per aiutare l'allievo a strutturare il suo comportamento sociale.
La scienza del movimento umano di Jean Le Boulche: Secondo cui la parte del SNC che maggiormente controlla il movimento abituale, e le posture inconsce ed espressive, è la formazione reticolare posta a livello sottocorticale, in cui vengono raccolte tutte le informazioni sensoriali, e costituisce la memoria motoria, che è articolata in filmati mentali che ciascuno di noi forma attraverso le esperienze di movimento. Nelle fasi di apprendimento motorio vengono integrate le nuove informazioni sensoriali con quelle già presenti nella memoria motoria, in modo da facilitare l'apprendimento.
Teorie contemporanee: Teoria dell'apprendimento motorio a circuito chiuso di Adams che spiega l'importanza dei feedback degli analizzatori sensoriali per il controllo del movimento; teoria dello schema di Shmidt che spiega il modello di controllo a circuito aperto servendosi dei pattern motori precostituiti;
Lo sport come forma di movimento
Lo sport nasce tra il 18 e il 19 secolo in Inghilterra; venivano identificate come sport quelle pratiche che consistevano in esercizi fisici o giochi tipici dei nobili, e che si contrapponevano ai giochi rurali del popolo. Attraverso i mutamenti sociali lo sport assunse una connotazione cavalleresca, e lo sportsman inglese era un nobile cavaliere che alternava le pratiche cavalleresche con la scherma. Successivamente i nobili sportivi inglesi inglobarono nello sport anche i giochi di origine popolare, favorendone la pratica a tutti. Thomas Arnold fu il primo ad introdurre a livello scolastico lo sport, infatti lo sport assunse anche una connotazione pedagogica, e col tempo divenne istituzionalizzato. Il gesto sportivo è la massima espressione dinamica dell'uomo, in quanto utilizza tutte le strutture biologiche, fisiologiche, socio-psicologiche, per raggiungere il massimo rendimento possibile.
Pedagogia del movimento
Il movimento costituisce il mezzo con cui l'educatore, (dotato di una formazione culturale in ambito biomedico, psicopedagogico, sociologico, motorio, sportivo), si serve per educare/far crescere globalmente la personalità dell'allievo, influenzando il suo sviluppo motorio, intellettivo, sociale, affettivo, morale. Pertanto l'educazione fisico-motoria, intesa come insieme di forme di attività motorie (esercizi, giochi, sport ecc.), occupa un ruolo rilevante nel contesto educativo generale.
Classificazione del movimento
Ambito neurofisiologico
- Movimenti primitivi: movimenti innati legati alla funzione di sopravvivenza e alle funzioni organiche fondamentali; movimenti massivi incontrollati; movimenti ateotici;
- Movimenti riflessi o automatici: movimenti che avvengono in automatico, in risposta ad uno stimolo sensoriale, sono incondizionati quando vengono trasmessi geneticamente e condizionati quando sono il frutto dell'adattamento all'ambiente;
- Movimenti volontari o controllati: movimenti che oltre ad essere voluti intenzionalmente richiedono un certo grado di controllo, attenzione e cura durante l'esecuzione, sono tipici delle fasi di apprendimento motorio;
- Movimenti automatizzati: precedenti movimenti volontari che grazie alla ripetizione e alla riuscita del processo di apprendimento motorio diventano automatizzati, quindi familiari, economici e precisi;
- Movimenti patologici: movimenti che non hanno uno scopo e derivano da uno stato patologico del soggetto.
Ambito biomeccanico
- Movimenti traslatori: movimenti rettilinei o curvilinei, di parti o del corpo in toto, che presuppongono uno spostamento di tutti i punti del corpo verso un'unica direzione (es. in situazioni di volo);
- Movimenti rotatori o angolari: quando il corpo o un suo segmento si sposta attorno ad un asse di rotazione (es. movimenti analitici);
- Movimenti roto-traslatori: quando la somma di più movimenti angolari produce movimenti traslatori (es. deambulazione);
Ambito chinesiologico
La chinesiologia studia il moto del corpo umano sia in forma analitica che globale.
- Flessione: movimento che aumenta l'angolo tra due segmenti, avviene sul piano sagittale verso l'avanti, ad eccezione dell'articolazione del ginocchio verso il dietro. Per il piede si parla di flessione dorsale verso l'alto e flessione plantare verso il basso. Per i segmenti posti sull'asse mediano (capo, tronco) si parla di flessione o inclinazione a destra o a sinistra, sul piano frontale.
- Estensione: movimento che riduce l'angolo tra due segmenti, è un ritorno alla flessione ed avviene sul piano sagittale verso il dietro.
- Rotazione: movimento di un segmento attorno ad un asse di movimento, si distingue in rotazione interna ed esterna, avviene sul piano orizzontale, attorno all'asse longitudinale.
- Adduzione: movimento che avvicina un segmento all'asse mediale, avviene sul piano frontale verso il dentro;
- Abduzione: movimento che allontana un segmento dall'asse mediale, avviene sul piano frontale verso il fuori;
- Pronazione: movimento di rotazione dell'avambraccio attorno al proprio asse, verso l'interno, che porta il palmo della mano verso il basso;
- Supinazione: movimento di rotazione dell'avambraccio attorno al proprio asse, verso l'esterno, che porta il palmo della mano verso l'alto;
- Protrazione: movimento di rotazione della clavicola sul piano orizzontale, attorno all'asse longitudinale, all'estremità dell'asse mediano, verso l'avanti;
- Retrazione: movimento di rotazione della clavicola sul piano orizzontale, attorno all'asse longitudinale, all'estremità dell'asse mediano, verso il dietro;
- Elevazione: movimento traslatorio della scapola verso l'alto, sul piano frontale;
- Depressione: movimento traslatorio della scapola verso il basso, sul piano frontale;
- Antiversione: movimento del bacino che ruota verso l'avanti, attraverso l'asse trasversale, aumentando la lordosi lombare;
- Retroversione: movimento del bacino che ruota verso il dietro, attraverso l'asse trasversale, riducendo la lordosi lombare.
- Inversione: movimento di rotazione del piede attorno al proprio asse, verso l'esterno, che provoca un sollevamento della parte mediale;
- Eversione: movimento di rotazione del piede attorno al proprio asse, verso l'interno, che provoca un sollevamento della parte laterale;
Ambito motorio
Studia le componenti parziali (capacità) e globali (abilità) del movimento, e il processo di apprendimento motorio.
- Forza: movimenti blandi, moderati, intensi, eccessivi, massimali in base ai differenti livelli di tensione muscolare;
- Rapidità: movimenti lenti, a velocità naturale, veloci, in accelerazione, in decelerazione, a velocità costante in base alla modalità di velocità esecutiva;
- Resistenza: movimenti di durata breve, media, lunga in base alla durata del movimento;
- Mobilità articolare: movimenti ampi, di ampiezza naturale, brevi in base ai differenti livelli di ampiezza articolare;
- Orientamento spaziale: movimenti simmetrici (quando coinvolgono contemporaneamente i segmenti pari o la parte destra e sinistra dei segmenti dispari), movimenti asimmetrici (quando interessano un solo arto o una sola parte laterale del corpo);
- Orientamento temporale: movimenti contemporanei (quando due parti del corpo si muovono alla stessa velocità e ritmo oppure quando entrano in azione nello stesso momento), movimenti successivi (quando avvengono l'uno dopo l'altro), movimenti ciclici (quando si ripetono periodicamente ad intervalli regolari), movimenti aciclici (quando avvengono senza periodicità).
- Combinazione: movimenti analitici o segmentari (quando coinvolgono una sola parte del corpo), movimenti globali (quando coinvolgono il corpo in toto);
- Ritmizzazione: movimenti cadenzati o a ritmo uniforme, a ritmo variato, aritmici.
In base al grado di partecipazione del soggetto: movimenti attivi (quando sono eseguiti volontariamente per raggiungere uno scopo), movimenti passivi (quando sono eseguiti sul nostro corpo da una forza esterna), movimenti misti.
Posture
Le posture sono situazioni apparentemente statiche del corpo. Sono situazioni attive in quanto comportano un intervento attivo per contrastare la forza di gravità, infatti per mantenerle attiviamo il tono posturale, che è quel grado di tensione a carico della muscolatura antigravitaria. Inoltre comportano una serie di piccoli aggiustamenti attorno alla posizione prescelta, che sono dei veri e propri interventi muscolari automatici. L'assunzione e il mantenimento di determinate posture dipende da fattori neuromuscolari, psicoemotivi e sociali. I vizi di portamento e le posture scorrette dipendono da cause genetiche, alimentari, motorie, e legate ai periodi di accrescimento. Le più ricorrenti sono l'atteggiamento scoliotico, cifotico, lordotico, il valgismo e il varismo delle ginocchia, il piede piatto, valgo, varo. La postura corretta presenta le caratteristiche di equilibrio, stabilità, naturalezza, economicità. L'educazione posturale comprende quell'insieme di situazioni di presa di coscienza del proprio corpo (es. allineamento delle parti, asse delle spalle ecc.), che permettono di prevenire l'insorgenza di paramorfismi nei periodi di accrescimento.
Atteggiamenti
Con gli atteggiamenti si classificano le figure statiche assunte dalle parti del corpo (atteggiamenti parziali) o dal corpo in toto (atteggiamenti totali), indipendentemente dai rapporti con il mondo esterno.
Atteggiamenti parziali o semplici
- Riguardanti il busto:
- Atteggiamento lungo (il vertice del capo è alla massima distanza dal bacino);
- Atteggiamento breve (il vertice del capo è avvicinato al bacino, e può avvenire anteriormente, posteriormente e lateralmente);
- Atteggiamento ruotato (tutti i segmenti del busto sono ruotati attorno all'asse longitudinale);
- Riguardanti gli arti:
- Atteggiamento lungo (i segmenti dell'arto formano una figura rettilinea e le due estremità sono lontane);
- Atteggiamento breve (i segmenti dell'arto formano tra loro angoli acuti, e le due estremità sono ravvicinate);
- Atteggiamento semibreve (i segmenti dell'arto formano tra loro angoli rettangoli od ottusi, e le due estremità sono parzialmente ravvicinate);
- Atteggiamento ruotato (l'estremità distale è ruotata attorno al proprio asse longitudinale);
Atteggiamenti totali
Si tratta di atteggiamenti combinati, composti da un minimo di 2 ad un massimo di 5 atteggiamenti parziali.
- Tipo (il vertice del capo è alla massima distanza dalla punta dei piedi uniti e in estensione);
- Ruotato (tutti i segmenti del corpo sono ruotati attorno al proprio asse longitudinale);
- Arco (l'occipite risulta avvicinato ai talloni, e gli arti inferiori in estensione sono avvicinati al tronco posteriormente);
- Ginocchio (le cosce sono in linea con il busto in atteggiamento lungo, e le gambe propriamente detto formano un angolo di 90° con le cosce);
- Raccolta (arti inferiori in atteggiamento breve e busto in atteggiamento lungo);
- Massima raccolta (arti inferiori e busto in atteggiamento breve, con fronte ravvicinata alle ginocchia);
- Squadra (gli arti inferiori e il busto in atteggiamento lungo formano un angolo di 90°);
- Massima squadra (arti inferiori in atteggiamento lungo e busto in atteggiamento breve anteriormente, con fronte ravvicinata alle ginocchia);
Posizioni
Con le posizioni si connotano i rapporti delle parti del corpo o del corpo in toto con il mondo esterno. Tali rapporti si evidenziano con le prese, le attitudini e le stazioni.
Le prese
Definiscono i rapporti di contatto delle parti del corpo con gli attrezzi e con il suolo. Una presa può essere plantare (effettuata con la pianta del piede, si distingue in plantare anteriore e posteriore), addominale, ascellare, brachiale (effettuata con la parte interna del braccio), palmare, digitale.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Teoria e Metodologia del Movimento Umano, prof. Casolo, libro consigliato Lineamenti di Teoria e Me…
-
Riassunto esame Teoria e Metodologia del Movimento Umano, prof. Bensi, libro consigliato Apprendimento motorio dai …
-
Teoria, metodologia e didattica del movimento umano (riassunto + test)
-
Teoria e Metodologia del Movimento Umano