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Deissi

Deissi: fenomeno per il quale alcuni elementi linguistici hanno la proprietà di mettere in relazione l’enunciato ed il contesto extralinguistico in cui l’atto comunicativo è prodotto. Sono elementi deittici tutti quelli che rinviano al momento e al luogo in cui avviene lo scambio comunicativo o che si riferiscono ai parlanti o agli scriventi:

  • Pronomi personali, aggettivi e pronomi dimostrativi, avverbi (sotto, sopra, oggi, domani ecc).

La deissi si forma sempre attorno ad un centro deittico corrispondente alla tripla io, qui, adesso che rappresenta le categorie di persona/luogo/tempo. Nell’enunciato “torni qui anche tu domani?” è presente: una deissi personale (io locutore, tu interlocutore, morfema verbale di seconda persona singolare), una deissi temporale (domani), una spaziale (qui) e una sociale (il tu indica simmetria di rapporto sociale).

N.B. non bisogna confondere la deissi con l’anafora: quest’ultima infatti è il procedimento di rinvio da un elemento linguistico a una o più parole precedenti all’interno di un testo. Esempio: “Marco è un bravo studente, lo vedo sempre leggere”: lo è un pronome personale con funzione anaforica perché rinvia a Marco che è un elemento linguistico precedente e non un elemento della realtà extralinguistico come uno spazio o un tempo.

Tipi di deissi

  • Deissi personale: fa riferimento a coloro che partecipano alla comunicazione e indica il loro ruolo nell’atto comunicativo. Il centro deittico è il locutore del messaggio da cui si distinguono il destinatario e i soggetti terzi. La deissi in base ai ruoli conversazionali si articola: in prima persona (Io, riferimento del parlante a se stesso), seconda persona a cui il parlante si indirizza (tu, voi), terza persona non partecipa direttamente all’atto comunicativo (egli/lui, ella/lei, loro, sono persone o entità che non partecipano direttamente all’atto comunicativo). La deissi plurale si può configurare in varie forme in cui vi è inclusione/esclusione del locutore o dell’interlocutore. Il noi inteso come un Io allargato può essere s (io+lui/loro) ed esclude l’interlocutore – “tocca a noi?”. Un caso particolare di Noi esclusivo è quello che esclude il locutore – “allora la smettiamo?” – tipico di situazioni asimmetriche in cui si nega all’interlocutore la possibilità di prendere la parola. Il Noi inclusivo (Io+ Tu/voi) include l’interlocutore senza verificare che quest’ultimo sia d’accordo o meno.
  • Deissi sociale: riguarda la codifica delle differenze delle identità sociali relative ai ruoli dei partecipanti e agli aspetti sociali che legano locutore/interlocutore in termini di intimità e simmetria. Il centro deittico è costituito dallo status sociale del locutore rispetto al quale sono definiti lo status sociale o il rango degli interlocutori. Si realizza attraverso i pronomi allocutivi con cui ci si rivolge a qualcuno dando del Tu o del Lei.
  • Deissi spaziale: codifica la collocazione spaziale rispetto alla posizione dei partecipanti all’atto comunicativo, cioè attraverso gli indici deittici si indica nella dimensione dello spazio la collocazione di una persona, un oggetto o un luogo in relazione al centro deittico che coincide con la posizione del parlante. Sono deittici spaziali gli avverbi (qui, qua, lì, là), i pronomi e gli aggettivi dimostrativi (questo, quello, codesto) ed i verbi di movimento (andare, venire).
  • Deissi empatica o emotiva: segnala un atteggiamento emotivo del locutore verso l’interlocutore. Vengono adottati i deittici spaziali come questo o quello per indicare empatia o antipatia. Esempio: “questa cara bambina” indica vicinanza emotiva.
  • Deissi temporale: individua un punto o un intervallo di tempo in relazione al momento dell’enunciazione. Sono deittici temporali gli avverbi prima, dopo, oggi, ieri ma anche alcuni tempi verbali come il presente deittico, l’imperfetto e il passato prossimo e il futuro.
  • Deissi testuali: comprende i riferimenti al discorso o a sue parti tramite l’impiego di indicazioni spaziali (sopra) o temporali (a breve).

Enunciazione

È bene distinguere tra attività linguistiche ed enunciazione in senso stretto. L’attività linguistica riguarda i processi che portano colui che parla a dire quello che ha detto mettendo in funzione ogni tipo di sistema semiotico. L’enunciazione invece riguarda l’apparizione di quanto viene detto in un momento unico e in uno spazio determinato. Momento e spazi diventano fondamentali per comprendere l’esatto riferimento di una serie di indicatori che costituiscono l’apparato formale dell’enunciazione.

Quest’ultimo può essere studiato sotto tre punti di vista:

  • La realizzazione vocale della lingua: i suoni emessi e percepiti sono l’esito di atti individuali.
  • La semantizzazione della lingua: i segni diventano parole alle quali viene attribuito un senso grazie ad un atto individuale.
  • Il quadro formale attraverso cui l’enunciazione si realizza suddiviso in:
    • Atto che realizza l’enunciazione e che introduce la presenza di un locutore che è responsabile dell’atto medesimo.
    • Le situazioni nelle quali l’enunciazione si produce.
    • Gli strumenti con cui si compie l’enunciazione che sono gli indici che formano l’apparato formale dell’enunciazione (indici di persona, ostensione e forme della temporalità).

Gli indici di persona

Hanno la funzione di mettere in rapporto costante il locutore con la propria enunciazione. Tra questi vi sono i pronomi di prima e seconda persona che non hanno una referenza costante e oggettiva perché ne assumono una diversa in relazione a ogni situazione di discorso in cui un individuo si designa come Io e si rivolge ad un Tu. Accanto al pronome vi è il verbo che si coniuga in base alla persona. Benveniste oppone le prime due persone (Io, Tu) che fanno riferimento alla situazione del discorso alla terza persona (Egli) considerata l’assente. La terza persona si distingue da Io e Tu in quanto manca dall’elemento variabile, cioè il fatto che la prima e la seconda persona variano referenza in funzione dei turni di parola. Ecco perché è possibile considerare la terza persona come la “non persona”.

Modello di Benveniste

Per il linguista francese le forme in cui il parlante si appropria del discorso manifestano tre proprietà fondamentali:

  • L’Io responsabile dell’...
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

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