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Teoria e forme della comunicazione

Introduzione

I meccanismi di natura linguistica determinano l’effetto che un testo ha sul ricevente. Inevitabilmente la forma produce il contenuto, la forma è il messaggio. Non si hanno due forme diverse che veicolano esattamente la stessa cosa. In qualunque sistema semiotico una faccia significa, l’altra è ciò che è significato. Modificando una componente, si modifica inevitabilmente anche l’altra. Nel progettare qualunque tipo di comunicazione occorre dunque prestare attenzione agli aspetti formali.

Valutazione

Valutazione in itinere: partecipazione alle lezioni & esercitazione intermedia da svolgere a casa e di gruppo (consegna: 2a settimana di aprile indicativamente). Valutazione non in trentesimi, ma attraverso un giudizio. Sarà tenuta in considerazione per la valutazione finale solo se positiva.

Esame: discussione di un saggio finale individuale da consegnare circa una 15cina di giorni prima dell’appello preso in considerazione. È richiesto di ideare e realizzare la home page e alcune sezioni di un sito di tipo sanitario. La valutazione del saggio non sarà comunicata in anticipo rispetto alla data di esame.

Valutazione finale: sintesi della valutazione in itinere e dell’esito dell’esame orale.

Pragmatica: discorsi e forme della comunicazione

Il sistema sanitario italiano, pur essendo interamente pubblico, finanziamento produzione di servizi erogazione delle cure è da tempo un sistema misto.

La sanità italiana è diventata con il tempo un sistema misto sotto molti aspetti - ad es. prevede forme diverse di compartecipazione dei cittadini alla spesa. La quota di spesa sanitaria coperta da parte di fonti pubbliche è in lieve ma costante diminuzione. La composizione della spesa privata invece (25%) è quasi del tutto a carico dei cittadini (23%). Questo dato rende il nostro paese decisamente diverso dal resto dei paesi europei. In gran parte questa spesa va a coprire quelli che sono i nuovi bisogni sanitari dei cittadini, bisogni che hanno cominciato a cambiare a partire dagli anni Settanta. Questi nuovi bisogni nascono da dinamiche demografiche come l’invecchiamento della popolazione e dall’evoluzione tecnologica (nuovi strumenti diagnostici, nuove terapie e nuove tecniche riabilitative) insieme riassumibili sotto il tema delle ‘cure a lungo termine’ che all’epoca della creazione del sistema non esisteva.

Distribuzione della spesa sanitaria

Il 45% di questa spesa è destinato all’acquisto di beni, il restante 55% ai servizi e, nello specifico, ai servizi odontoiatrici. La spesa sanitaria è sbilanciata dal punto di vista della distribuzione territoriale: le regioni del nord dove l’offerta pubblica è adeguata o più che adeguata, le famiglie spendono più della media; nel sud, dove si registrano delle carenze, le famiglie spendono meno della media. In alcuni casi limite, come la Valle D’Aosta o la Lombardia, la spesa privata è più del doppio di quella della Campania. Questo va a smentire quella che è una convinzione molto diffusa, ovvero che gli italiani debbano pagare la sanità perché il settore pubblico non offre abbastanza. La realtà è che la spesa sanitaria privata è correlata al reddito, e non al fatto che il pubblico si ritira. La spesa è cioè frutto di stili di vita e di disponibilità economica che consentono forme di consumismo salutistico – medicine alternative, prodotti dietetici…

Sistema misto nell'erogazione dei servizi

Il sistema è misto anche per quanto riguarda l’erogazione dei servizi. Solo il 40% dei servizi viene demandato ai privati – a quelli che operano in convenzione (16%) con il sistema sanitario nazionale e il privato puro. I dati riguardano fondamentalmente i privati accreditati.

Comunicazione nel settore sanitario

Operatori pubblici e privati hanno una forte necessità di comunicare, a maggior ragione per l’ambito competitivo in cui si trovano. Questa comunicazione però, ancor prima di affermare l’identità o reggere la concorrenza, ha lo scopo di informare l’utenza per metterla in grado di accedere ai servizi. A volte ci sono ricerche che mostrano come in determinati ambiti non vi sia domanda perché non si conosce l’offerta.

Garantire l’accesso ai servizi sanitari significa mettere i cittadini in grado di usufruire del proprio diritto alla cittadinanza e, in particolare, quello alla salute. Per questo motivo, la comunicazione in ambito sanitario è soggetta a una serie di vincoli legislativi diversi per il pubblico e per il privato.

Legislazione sulla comunicazione sanitaria

Per il settore pubblico la comunicazione sanitaria è diventata un obbligo al termine di un percorso iniziato nel 90 e compiuto negli anni 2000:

  • Legge 142/1990 – Le istituzioni hanno il diritto/dovere di comunicare le modalità della propria azione.
  • Legge 241/1990, Legge sulla trasparenza – La comunicazione delle istituzioni deve essere al servizio dei principi di trasparenza e di accesso all’informazione.
  • Legge 150/2000, La legge quadro sulla comunicazione delle pubbliche amministrazioni – Questa legge istituisce per le istituzioni l’obbligo di comunicare e, dunque, di dotarsi dell’URP, Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Nella comunicazione sanitaria si identifica una possibilità di evoluzione del sistema verso un sistema sempre più adeguato a rispondere ai bisogni degli utenti. Non è un caso che questa evoluzione del sistema sanitario si sia verificata negli anni in cui si diffondono nuovi mezzi di comunicazione basati sulla rete internet. Il principio guida che guida il legislatore è infatti quello della comunicazione bidirezionale, in cui il cittadino non sia più visto come passivo ricevente dei messaggi dell’emittente pubblico, ma come soggetto attivo, capace di orientare il processo decisionale.

Comunicazione e pubblicità nel settore privato

Il settore privato è soggetto anche a un altro vincolo legislativo, questa volta riguardante la pubblicità:

  • Legge 248/2006, Legge Bersani – Rispetto a prima quando non era assolutamente possibile per un medico farsi pubblicità, questa legge elimina alcune restrizioni in fatto di pubblicità e demanda agli ordini professionali il compito di vigilare sul rispetto delle regole di correttezza professionale, veridicità e trasparenza. Il rischio di fare pubblicità è quello di alimentare il consumismo immotivato di servizi o beni sanitari, quello di sfruttare la vulnerabilità della persona malata e la gestione dis-intermediata della cura.
  • Legge 145/2018, Finanziaria 2019 – Introduce nuove restrizioni vietando qualunque elemento di carattere promozionale o suggestivo.

Codice etico e comunicazione sanitaria online

La Health On The Net Foundation ha definito, per i siti web di medicina e salute, un codice etico per garantire un’informazione il più possibile corretta, imparziale e trasparente. Questo tentativo di auto-regolamentazione rappresenta un’ulteriore dimostrazione di quanto questo ambito sia sensibile. I principi di questa fonte sono:

  • Autorevolezza della fonte;
  • La comunicazione deve supportare – e non sostituire – la relazione medico/paziente;
  • Accuratezza e fondatezza delle informazioni;
  • Trasparenza: occorre fornire tutti gli elementi per poter essere accessibile;
  • Dichiarazione esplicita del finanziamento da parte di un terzo – in quanto ciò può condizionare i risultati di una ricerca;
  • Le componenti di pubblicità devono essere evidenziate (laddove la legislatura del paese lo consenta).

Web 2.0 e comunicazione sanitaria

In tutto questo l’avvento del web 2.0 ha ulteriormente complicato questo panorama sia avvicinando il cittadino al potere titolari dei servizi spingendoli a fronteggiare il problema della comunicazione in termini completamente nuovi, sia favorendo l’evoluzione delle audience verso forme di cultura partecipativa (ricerca e condivisione di informazioni; creazione di community; scambio di pareri su prestazioni mediche ecc…).

In una recente classifica che censisce le pagine Facebook dei principali operatori sanitari a livello nazionale, 4 posizioni su 5 sono occupate da privati. Solo 18 di questi 51 non sono presenti su nessun social media: non sono pochi, ma la maggioranza è presente. La maggioranza è presente su Facebook, poi in ordine YouTube, Twitter, Linkedin, Blog, Instagram.

Considerazioni sui social media

Alcune considerazioni a riguardo: viene privilegiata la comunicazione attraverso i social media più vecchi che stanno progressivamente perdendo quote di utenza. E questo è un problema perché è dimostrato che gli altri social sono strumenti fondamentali per raggiungere i segmenti tradizionalmente più difficili da raggiungere come gli adolescenti. Sostanzialmente inoltre, si tratta di un uso poco strutturato di questi strumenti poiché non esistano apparati dedicati alla comunicazione mediale: i contenuti sono molto spesso non specifici, vengono riciclate comunicazioni destinate ad altri mezzi e dunque utilizzati in maniera sostanzialmente unidirezionale, a mo’ di bacheca. Pochi inoltre, cercano di interpretare i dati raccolti attraverso queste piattaforme.

Implicazioni sociali e culturali della comunicazione sanitaria

Quello della comunicazione sanitaria è un ambito della comunicazione che ha delle implicazioni sociali e culturali molto profonde - questo fa sì che sia più semplice estrapolare dall’analisi di questo tipo di comunicazione quello che è il discorso.

Tre concezioni di discorso

Dare una definizione di discorso non è semplice benché di discorso si parli da 2500 anni. Le prime teorizzazioni riguardo a cosa sia il discorso sono state fatte nell’ambito della retorica classica della Grecia antica. La retorica ha una sua esistenza, mentre l’interesse per il discorso rinasce nell’ultimo quarto del secolo scorso all’interno degli studi della critica letteraria da correnti di tipo strutturalista, ma si dimostra così efficace nell’interpretazioni dei fenomeni sociali che ben presto viene esportata anche in antropologia, sociologia, psicologia ed economia. Questo comporta che ciascuna di queste aree abbia dato una propria interpretazione di cosa sia il discorso e che lo abbia declinato a seconda delle proprie esigenze. Da qui la difficoltà di dare una definizione univoca di discorso.

  • Il discorso come unità transfrastica
  • Il discorso come enunciazione
  • Il discorso come pratica sociale

Il discorso come unità transfrastica

Unità comunicativa di dimensione superiore a quella della frase. DISCORSO = a cui viene riconosciuto un senso compiuto. Chi appartiene a questo ambito teorico, tende ad assimilare il discorso al testo e ad assimilare i due termini stessi. Che il significato venga prodotto da entità superiori alla frase ce lo dimostra il linguaggio: il significato si produce all’interno di qualcosa che è superiore alla frase. Il significato di un discorso non è la semplice somma dei significati delle frasi di cui è composto. Se io mi limito alla frase, non riesco a comprendere fino in fondo il significato. Noi non pensiamo mai abbastanza a quanto sia importante la composizione, anche grafica, dei testi. Se io combino due frasi diverse, le associo, il significato generale non è banalmente la somma delle due frasi. E questo a causa dell’inferenza.

  • INFERENZA = tipo di ragionamento che noi facciamo tutte le volte che, partendo dalla supposta verità di una proposizione P1, io ricavo la verità di un’affermazione P2 che non è stata enunciata.

Sapere che esiste il processo inferenziale e che è fondamentale per la comprensione dei testi, è importantissimo per chi si occupa di comunicazione. Si può sfruttare questo meccanismo ad esempio per portare il destinatario a conclusioni volute ma non esplicitate (es: linguaggio pubblicitario, politico). Se non si è in grado di riconoscere questo meccanismo invece, si può indurre nel destinatario un effetto contrario, inaspettato e indesiderato.

Il discorso come enunciazione

DISCORSO = questo approccio è stato inaugurato da un linguista francese che per primo definisce il discorso come messa in funzione del linguaggio attraverso un atto individuale di utilizzazione. Questa concezione del discorso presuppone la conoscenza del fatto che qualunque sistema linguistico ha contemporaneamente una doppia dimensione: una sociale e una individuale. Il problema è che la dimensione sociale del codice è una dimensione astratta. La lingua in quanto tale si realizza sempre sotto forma di atti linguistici individuali. Le regole, il codice inteso come regole per utilizzo del linguaggio sono in astratto e la lingua diviene concreta quando la usa un singolo individuo. Una lingua esiste in potenza e così rimane finché un individuo singolo non comincia a farlo funzionale per un atto linguistico personale. Il discorso può quindi essere considerato come appropriazione che l’individuo fa del linguaggio e il suo utilizzo.

Il discorso come pratica sociale

DISCORSO = somma di tutta una serie di pratiche linguistiche - e non con valenza sociale - le quali vertono intorno un determinato elemento e ne veicolano un assunto ideologico nel suo senso più ampio possibile. Questo discorso può essere analizzato a diversi livelli, tutti compresenti nel discorso:

  • Livello esterno – questo livello concepisce il discorso come uno spazio virtuale in cui si instaurano e si gestiscono delle relazioni sociali. Es: lezione tenuta dal docente – discorso medico/paziente.
  • Livello intermedio - Il discorso è un modo socialmente organizzato di pensare, parlare, scrivere di un certo argomento, contenente in se tutto un sistema di valori condivisi che sono costruiti, istituiti da schemi che si ripetono iterati di espressioni.
  • Livello profondo - Il discorso è il dispositivo ideologico che sottostà a ciò che si dice.

Discorsi principali nel sistema sanitario olandese

Agli inizi degli anni 2000, viene effettuato da alcuni autori uno studio sul sistema sanitario olandese - il quale è basato su un sistema di assicurazioni in cui la componente terza è utilizzata al massimo grado. Questi autori hanno individuato (4) tipi di discorsi principali che fino a quel momento avevano contribuito a dare forma alla sanità del paese. Ciascuno di questi discorsi prevede un proprio ideale su come dovesse essere una buona assistenza sanitaria, gli strumenti, la conoscenza e le competenze per realizzare questo ideale. Questi discorsi si sono succeduti nel corso del tempo l’uno all’altro: il declinare dell’uno corrisponde in genere all’ascesa dell’altro. Tuttavia, però, il prevalere in una certa fase di un certo tipo di discorso non provoca la totale scomparsa degli altri che invece continuano ad agire contemporaneamente a livello sociale. Addirittura, succede che a volte i discorsi si trovino anche a competere tra di loro e che gli argomenti tipici di un discorso possano in realtà essere utilizzati a favore di altri.

  • Il discorso di cura
  • Il discorso medico
  • Il discorso politico
  • Il discorso economico

Il discorso di cura

Questo tipo di discorso è in voga nella prima metà del Novecento ed è in parte retaggio delle origini della struttura di cura. Gli ospedali nascono infatti all’interno degli ordini religiosi e sono una manifestazione della carità cristiana - curare gli ammalati è uno degli atti di misericordia. Successivamente, è il potere pubblico che si fa carico di questo compito: sono le élite che creano gli ospedali come espressione della loro responsabilità sociale. All’interno di questo discorso una buona cura significa farsi carico dei bisogni altrui e dunque la cura assume la dimensione di un dovere morale che gli uni hanno nei confronti degli altri.

  • I requisiti fondamentali sono dunque le qualità umane.
  • L’ambito di applicazione sono le comunità.
  • Le guide, chi deve ispirare gli indirizzi sono delle attività di tipo morale. Non i manager o i medici, ma qualcuno che abbia una visione etica della cura.
  • Le risorse sono l’impegno personale come professionisti, come volontari, ma anche la beneficenza, le donazioni e tutte le azioni di buona volontà in senso lato.

Il discorso politico

Verso la fine degli anni ’60, si assiste a una progressiva ascesa del discorso politico. Secondo questo tipo di discorso, una buona cura è quella che realizza il diritto del cittadino ad essere curato. Una rilettura in nuovi termini del discorso solidaristico.

  • I requisiti sono di tipo sociale;
  • L’ambito è ovviamente quello statale: è compito dello stato verificare che tutto questo si realizzi.
  • Le risorse sono la partecipazione dei cittadini e la funzione pubblica.

Dal punto di vista finanziario, questo sistema coincide con quello del welfare e ‘a ciascuno secondo i propri bisogni, da ciascuno secondo le proprie possibilità’.

Il discorso economico

Verso gli anni ’80 il discorso politico comincia a declinare e comincia ad ascendere il discorso economico. La sua ascesa è collegata all’avanzare dei paesi neo-liberisti. All’interno di questo discorso la sanità deve funzionare come qualsiasi azienda privata: efficienza, allocazione delle risorse, controllo… Per questo tipo di discorso, nello specifico:

  • Una buona cura è quella che viene incontro alla domanda dell’utente, il quale viene visto e assimilato al cliente e consumatore di qualsiasi altro tipo di bene.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BestNote di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e forme della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pontani Paola.
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