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Formalismo russo

Negli anni '20 e '30, i formalisti russi elaborarono un metodo che prevedeva la scomposizione degli elementi minimi del testo, il che sarà la base del New Criticism. Essi prendevano in considerazione i singoli aspetti per arrivare a una teoria. I critici dovevano interessarsi alla letterarietà della letteratura, cioè alle strategie verbali che la rendono letteraria. Il protagonista è il linguaggio.

Sono affini al procedimento dei New Critics, i quali producevano letture esemplari, di tendenza elitaria e visione aristocratica. Figure chiave di questo movimento furono Jackobson e Propp, il quale propose di catalogare i tratti formali soprattutto nella fiaba, ad esempio eroe contro antieroe. Close Reading era un procedimento diverso dal formalismo.

New Criticism

Il New Criticism nacque negli anni '30 e '40 e negli anni '50 l'accademia americana era dominata da questo movimento. Considerava il testo come un oggetto estetico. L'analisi del testo avveniva privilegiando la close reading, una lettura ravvicinata che analizzava tutti gli elementi sintattici, formali e metrici, permettendo interpretazioni più ricche.

Il compito della critica era di spiegare le singole opere d’arte concentrandosi sull’ambiguità, il paradosso, l’ironia e le immagini poetiche. Era un metodo elitario: solo chi aveva la consapevolezza del proprio rango poteva accedere a certi significati, riservato a docenti e studenti di un rango elevato accademico. Era un esercizio intellettuale esclusivo che escludeva gli aspetti biografici e la storia, tagliando fuori tutto ciò che non era testo.

Reazione negli anni '60

Negli anni '60, mentre in Europa c’era lo strutturalismo, gli studenti del New Criticism iniziarono a reagire, soprattutto le donne nere che come docenti sentivano la separazione tra l’analisi testuale e il mondo circostante come qualcosa di opprimente, creando tensione sociale nelle università. Si sentiva la necessità di un cambiamento.

Nel 1968 iniziarono movimenti di massa e battaglie per i diritti degli omosessuali, in un decennio di rivolte e lotte sociali con docenti nelle università americane. Fu un periodo di boom economico e Foucault fu chiamato nelle università americane per dibattiti con gli studenti.

Emerge la necessità di un nuovo studio critico

Negli anni '60/'70 emerse la necessità di uno studio critico del canone. Si chiese: perché non possiamo rivedere i testi su base femminista? Fu un’apertura alla soggettività, che era sempre stata esclusa dalle università. Si esortava a rivedere il canone per reinterpretare la tradizione borghese, bianca, euroamericana, e si sviluppò l'idea di ripensare al canone e alle prospettive critiche con cui si studiava all'università, confrontandosi con questioni inerenti etnia, religione e sessualità e mettendo in discussione la whiteness. Lo studio oggigiorno deve andare in direzione di una interdisciplinarità (filosofia, letteratura, sessualità).

Fenomenologia

La fenomenologia emerse nel primo '900 dall’opera del filosofo Husserl, che si concentrava sulla realtà fenomenica degli oggetti per come appaiono alla coscienza, superando la separazione soggetto/oggetto. La fenomenologia appoggiava l’idea dell’opera come rappresentazione della coscienza dell’autore.

Un’altra versione della fenomenologia è la "critica della risposta del lettore" proposta da Fish, dove il significato dell’opera è l’esperienza del lettore. Un’altra versione è l'estetica della ricezione di Jauss, dove un’opera è le risposte alle domande dell’orizzonte d’attesa. L’interpretazione si concentra sulla storia della ricezione dell’opera e del suo rapporto con norme estetiche.

Strutturalismo

Lo strutturalismo emerse negli anni '50 e '60, concentrandosi su come viene prodotto un significato. Era interessato alle convenzioni che rendono possibile l’opera letteraria e nacque in contrapposizione alla fenomenologia. Il lettore era considerato come sito di codici e agente del significato. Lo strutturalismo si sviluppò in vari campi: antropologia (Strauss), studi letterari e culturali (Barthes, Jackobson, Genette), psicoanalisi (Lacan) e nella teoria marxista (Althusser).

Poststrutturalismo

Figure come Barthes, Lacan e Foucault presero le distanze dallo strutturalismo, riconoscendo l’impossibilità di descrivere un sistema di significazione poiché i sistemi sono in continuo mutamento, criticando la conoscenza oggettiva. Il poststrutturalismo comprende teorie femministe, psicoanalisi, marxismo, storicismo e decostruzionismo.

Decostruzionismo

Il decostruzionismo di Derrida vuole mostrare che le opposizioni (dentro/fuori, mente/corpo) non sono naturali, bensì prodotte da discorsi.

Teoria femminista

La teoria femminista intraprende la decostruzione delle opposizioni uomo/donna. Da un lato, le femministe sostengono l’identità delle donne e rivendicano i loro diritti. Dall’altro, criticano la matrice eterosessuale che organizza le identità e la cultura. La teoria femminista include sia i filoni che rifiutano la psicoanalisi perché sessista, sia chi la ritiene importante per ripensare la situazione della donna, come Rose e Jacobus.

L'obiettivo polemico è il fallocentrismo, cioè l’idea che il maschile sia dominante in tutte le espressioni culturali, un concetto che va combattuto. A partire dalle frange femministe, nascono i gender studies, che vogliono incorporare le disparità di genere e sessualità. Comprendono i women studies, che vogliono individuare le voci delle scrittrici rimaste marginali, ma anche i men's studies, che riguardano maschilità, femminismo, uomini, genere e visione canonica del maschio, cultura uomo vs natura donna. Ci sono diverse forme di maschilità. La contrapposizione culturale maschile vs femminile va abbattuta.

  • Gayle Rubin: sex (caratteristiche biologiche) vs gender (organizzazione sociale della differenza sessuale)
  • Judith Butler: il genere non è naturale ma è costruito dalla società e trasmesso su base culturale.
  • Discussione sulla costruzione della sessualità e sulla cultura.

Queer

Lo studio del soggetto lesbico include gli studi dell’omosessuale e lesbismo, che rappresentano una sorta di continuità dei gender studies, con un’impostazione specifica.

Anni '80-'90

Negli anni '80-'90 si sviluppò una sorta di divisione tra gli studi di gay e lesbiche:

  • Direzione A: interna alle accademie, dove docenti e studenti vogliono includerli nel canone, con una funzione culturale e storica.
  • Direzione B: esterna alle accademie, nei circoli gay, a scopo di protezione e sensibilizzazione (soprattutto negli anni '80-'90 con l’AIDS e il marchio di esclusione dei gay)

Teoria queer

I queer studies propongono che il genere debba essere inteso come una performance, simile al travestimento dei transessuali. È una teoria estrema che vuole mostrare che il genere è un’imposizione variabile nel corso della vita.

Teresa De Lauretis ha inventato la queer theory per includere gli studi delle sessualità dissidenti, unendo l’elaborazione teorica nelle università e l’azione militante fuori dalle università. Questa teoria ha lo stesso principio dei gender studies, criticando i punti di vista bianchi, etereo e maschili.

Compiti politici

I compiti politici della teoria queer includono connessioni con il veganesimo e i neri, rappresentando una prospettiva intersezionale che unisce la difesa di più soggetti perseguitati.

Il termine queer, originariamente offensivo per indicare gli omosessuali, è stato riutilizzato in maniera auto-ironica con la speranza di cambiarne la connotazione. Il termine è aperto e comprensivo di tutte le identità LGBT, LGBI, LGBIA, significando militantemente e radicalmente la consapevolezza di essere soggetto.

Queer è aperta e comprensiva di tutte le identità LGBT, LGBI, LGBIA e ha un significato militante, radicale, proprio della teoria.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valentinaligabue di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica e teoria della letteratura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Iacoli Giulio.
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