Estratto del documento

I. LE INTERAZIONI MEDIATE

Interazioni mediate = interazioni con altri utilizzando un medium, diversa dalla comunicazione faccia a

faccia

- non compresenza nel tempo

- non compresenza nello spazio

L’aspetto più evidente dei nuovi media è la maggiore velocità con cui si superano lunghe distanze, quindi

la riduzione di tempo della comunicazione e l’aumento della possibilità di connettersi con gli altri in

qualunque momento e da qualsiasi parte del mondo.

I.I COMUNICAZIONE “FACCIA A FACCIA” E COMUNICAZIONE MEDIATA

 Comunicazione faccia a faccia = comunicazione naturale, senza l’uso di strumenti meccanici,

avviene tra persone fisicamente compresenti in un luogo ed entro una determinata situazione.

È una comunicazione dialogica, in cui avviene un vero e proprio scambio di battute e che prevede una

reciprocità (il comportamento dell’uno influenza quello dell’altro).

La comunicazione faccia a faccia è formata da:

- piano del contenuto (scambiarsi contenuti verbali)

- piano della relazione: le persone si scambiano informazioni relative alla relazione presente tra

loro. Questo avviene attraverso il corpo e la voce.

Comunicazione non verbale

- postura del corpo

- gesti

- distanza tenuta dagli altri (prossemica)

- espressioni facciali

- sguardi

- tono della voce e modulazione della voce

Tramite essa è possibile comprendere il tipo di relazione intrattenuta o che si vuole stabilire con una

nuova conoscenza. Inoltre, il piano del contenuto e quello della relazione non sempre veicolano gli stessi

significati.

Nella comunicazione faccia a faccia, ognuno apporta dei cambiamenti al proprio modo di comunicare in

base alla situazione in cui si trova.

contesto richiede un determinato tipo di comportamento e linguaggio.

→ogni

Erving Goffman: le regole sociali che apprendiamo fin dall’infanzia in un determinato contesto

socioculturale ci obbligano a tenere un comportamento in pubblico diverso da quello che teniamo in

privato. Ciascuno di noi adotta una maschera per apparire nel modo più appropriato e richiesto dalla

situazione.

- Repertorio da retroscena: chiamarsi per nome, decidere insieme, imprecare, fumare, vestirsi in

modo trasandato, usare dialetti..

- Repertorio formale: maggiore controllo, è l’opposto

La comunicazione (verbale e non) si basa su un assioma: è impossibile non comunicare. Ogni

comportamento produce una comunicazione rivolta agli altri; l’attività o l’inattività, le parole o il silenzio,

hanno tutte dei messaggi.

 Comunicazione mediata: prevede l’utilizzo di un medium e consente alle persone di comunicare

da luoghi distanti e in tempi differiti.

Nella comunicazione mediata si perdono molti indizi simbolici legati alla compresenza fisica, per questo

viene considerata una comunicazione “impoverita”. Tuttavia, richiede una maggiore capacità

interpretativa e immaginativa da parte del ricevente.

- Nuovi media: tutte le forme nate dai processi di digitalizzazione e dalla convergenza tra le

telecomunicazioni e l’informatica

- Vecchi media: ciò da cui dipendono i nuovi media

Nuovo e vecchio sono strettamente interconnessi e coinvolti in processi di reciproca ibridazione.

>Tra i media tradizionali è compreso il telefono: l’interazione è dialogica, ma della comunicazione non

verbale è presente soltanto la voce. Dal tono della voce è comunque possibile dedurre molte informazioni

sull’interlocutore.

>Comunicazione tramite lettera: comunicazione tra persone distanti nello spazio e in tempi differiti. Non

c’è la voce ma la scrittura, che permette di decifrare messaggi riguardanti l’interlocutore (calligrafia,

punteggiatura, utilizzo di vocaboli, ritmo..).

>I MASS MEDIA (stampa, radio, cinema, televisione..) propongono una comunicazione unidirezionale e

non dialogica da una fonte principale ad un vasto pubblico (one to many).

Instaurano una relazione con un’audience asimmetrica, che riduce la possibilità da parte del pubblico di

rispondere, anche se per il pubblico la sensazione è quella di interagire con i personaggi dei media.

John Thompson: la definisce quasi-interazione mediata, un’interazione a metà che unisce gli individui in un

processo di comunicazione e di scambio simbolico. Si differenzia da:

- Interazione faccia a faccia: scambio di contenuti in maniera estesa nel tempo e nello spazio, sono

implicati alcuni indizi simbolici

- Interazione mediata: si rivolge ad un insieme indefinito di persone

Inoltre, è diverso il tipo di relazione che si instaura: alcuni individui producono per persone non

fisicamente presenti, mentre gli altri (riceventi) si possono legare in un rapporto di simpatia ecc.

Nonostante la mancanza della presenza fisica del pubblico, vengono spesso attuate numerose strategie per

richiamare la sua attenzione e per indurlo a partecipare.

La ripetitività della maggioranza dei programmi televisivi induce il pubblico a instaurare dei rapporti di

familiarità: a forza di frequentarli, si avverte la sensazione di “conoscerli bene”.

Wohl Horton: spesso si verifica un’interazione parasociale, cioè spesso si arriva al punto di credere di capire

e conoscere intimamente un personaggio come se fosse un amico (amici mediali).

Thompson sottolinea il concetto di non reciprocità di queste relazioni. La sensazione di intimità è

unidirezionale, cioè da parte del pubblico nei confronti dei personaggi dei media. Il legame sfocia nel

fenomeno del fandom: il fan instaura una relazione che finisce con il diventare l’esperienza più

importante in un certo momento della sua vita.

I new media consentono di instaurare relazioni ancora diverse grazie all’illimitata estensione della

comunicazione nel tempo e nello spazio e all’enorme potenziale di memoria che permette di

immagazzinare molti dati.

Con il cellulare si può comunicare ed essere reperibili in qualsiasi luogo e momento in cui ci si trovi.

Inoltre, un’altra forma di comunicazione è costituita dagli SMS, che permettono di inviare ad uno o più

persone brevi comunicazioni con un limitato dispendio di tempo e di energia emotiva. Con gli SMS, lo

spazio limitato di scrittura induce a modificare il linguaggio attraverso l’uso di:

- acronimi

- sostituzione di alcuni termini con i numeri

- introduzione delle emoticons, che comunicano emozioni e stati d’animo in modo veloce

La posta elettronica abbrevia i tempi della lettera per l’immediatezza dell’invio e perché i messaggi sono

più sintetici.

La CMC (comunicazione mediata dal computer) permette due tipi di flussi di comunicazione:

1) one to one

2) one to many

è infatti possibile comunicare in modo veloce con una o più persone contemporaneamente.

Mailing list = elenco di indirizzi e-mail gestiti da un software cui è possibile inviare il proprio messaggio di

posta elettronica, inserendosi in una discussione su un argomento specifico: il messaggio verrà inviato a

tutte le persone che vi hanno aderito.

MUD: ambienti virtuali legati a fini ludici e di sperimentazione dell’identità, in cui i partecipanti inventano

un personaggio (avatar) e si immergono in ambienti grafici, interagendo con il software e tra di loro.

I nuovi media non sostituiranno mai i vecchi media:

- ognuna può essere adatta o utilizzata a seconda del tipo di relazione da instaurare

- ogni forma di interazione consente un certo tipo di auto rappresentazione (falsare l’identità o

renderla più nota)

- la comunicazione mediata non sostituirà mai la quantità e la qualità delle informazioni e delle

sensazioni che si scambiano le persone durante la comunicazione faccia a faccia

- la comunicazione mediata facilita e incrementa lo scambio comunicativo, ma alimenta anche

l’insorgere di equivoci

Anche per la comunicazione mediale vale lo stesso principio dell’impossibilità del non comunicare: ogni

messaggio prevede e provoca una reazione del destinatario.

I.2 CAMBIAMENTI INTRODOTTI DAI MEDIA NELLA VITA QUOTIDIANA

 possibilità di estendere la comunicazione al di là dei vincoli spazio-temporali

 la limitatezza dell’esperienza diretta viene superata e integrata dalla conoscenza di un mondo

mediato (realtà geografiche conosciute grazie ai media, la memoria storica dipende dalla fissazione

su mezzi tecnici, fotografie, filmati ecc.)

 i media sono dei “moltiplicatori di mobilità”: mettono insieme esperienze senza richiedere

spostamenti fisici nello spazio

 la possibilità di allargare gli orizzonti influenza i processi di socializzazione: fornisce molti modelli

di comportamento e situazioni con cui confrontarci

 apertura verso gli altri: positiva (arricchimento culturale) o negativa (chiusura e ripiegamento nel

privato)

MEYROWITZ: i media modificano il modo di interagire, conoscere e fare esperienza.

È possibile apprendere attraverso l’interazione indiretta con persone che ci mettono al corrente dei fatti e

fare esperienze mediate. Questo perché i media modificano il significato del tempo e dello spazio

nell’interazione sociale (viene alterato il senso del luogo).

L’accessibilità dei media ha prodotto l’indebolimento di confini di alcuni aspetti della vita sociale

- il pubblico invade lo spazio privato e il privato diventa pubblico

- si può accedere a informazioni su ciò che avviene nel proprio paese e nel mondo

- possibilità di vedere gli altri e di acquisire una percezione riflessa di sé (programmi di

intrattenimento, fiction..)

- informazioni intime svelate a tutti

Meyrowitz sostiene che la televisione abbia provocato una confusione tra infanzia e maturità, poiché ogni

fascia d’età è ormai a conoscenza di tutto. Da una parte, i bambini sono meno infantili (linguaggio, modo di

vestire, comportamento più adulto), dall’altra gli adulti continuano a parlare, vestire ed agire come

bambini cresciuti.

- confusione tra le sfere del maschile e del femminile: la televisione soprattutto ha posto fine

all’isolamento delle donne nel loro ruolo tradizionale (cura dei figli e della casa), esponendole a

“temi maschili” come l’informazione e la politica.

Thompson: riprende il discorso di Meyrowitz e affronta il tema del processo di costruzione del sé.

Egli sostiene che i mass media permettono alle persone di esplorare forme di vita alternative che

agevolano la riflessione su sé stessi e sulla propria vita; permettono di allargare i confini dell’esperienza

diretta. Chi legge un romanzo o guarda un film, sta esplorando possibilità, mettono alla prova il proprio

progetto di sé.

la pluralizzazione delle esperienze soggettive incentiva il processo di individualizzazione.

Esso però può essere:

- positivo: permette di possedere una maggiore autonomia e libertà di scelta

- effetto disorientante, spaesamento, smarrimento: il sovraccarico simbolico può provocare un

ripiegamento narcisistico su di sé o una frammentazione del sé che comporta la perenne ricerca

della propria identità

Anthony Giddens: il mondo globalizzato è caratterizzato da:

- disembeddment, che

sradicamento spazio-temporale dell’azione dal contesto locale →

favorisce rapporti tra persone assenti

- aumento della riflessività

Si tratta di un mondo in cui la fiducia non è più riposta nelle relazioni di parentela, nella

comunità o nella religione, ma nei sistemi aperti gli individui hanno bisogno di una sicurezza

ontologica.

In merito a questa sicurezza, Silverstone afferma che la televisione svolge due funzioni:

1. estendere le relazioni e le conoscenze a livello globale, introducendo nuovi motivi di ansia

e incertezza

2. rassicurare, fornire programmi che inducono a sviluppare rituali da inserire nella routine

quotidiana

la regolarità è una risposta al bisogno di continuità degli individui, dovuto al crescente livello di stress e

di paura verso il mondo in cui viviamo e che vediamo in TV.

Funzioni della televisione:

- amplia le conoscenze

- consente di fare esperienze mediate

- permette la riflessione su se stessi

- fornisce rassicurazione di fronte alle incertezze

Per questo è considerata una agenzia di socializzazione, che facilita un processo di autoformazione

nell’acquisizione di norme, valori e ruoli sociali.

- facilita le relazioni sociali fornendo spunti per la conversazione faccia a faccia

I new media come Internet, introducono nuove possibilità di accesso alle informazioni e nuove modalità

d’interazione: consentono una gamma di diversi punti di vista su svariati argomenti.

Howard Rheingold: in Internet è possibile stabilire relazioni solide e significative, non fredde ma piene di

passioni, all’interno di comunità virtuali. Si tratta di relazioni parallele a quelle reali, in cui ci si scambiano

informazioni ed emozioni vere, in cui nascono amicizie lunghe e durature, talvolta trasposte nella vita

reale.

“Succede tutto ciò che succede nella vita reale, ma lasciando fuori il corpo”: questo può avere anche

risvolti positivi

- le persone con difetti fisici o handicap possono essere trattate normalmente, alla pari

- la distanza e l’utilizzo di uno pseudonimo consentono di svelarsi molto più intimamente

I new media, inoltre, sembrano esplorare nuove forme di opinione pubblica: luoghi in cui discutere su un

piano di parità con persone di ogni parte del mondo di politica e interessi comuni.

Pierre Lévy: Internet è diventato il nuovo villaggio globale in cui si produce un’intelligenza collettiva,

fatta dall’insieme delle competenze di coloro che concorro a discutere, scambiarsi punti di vista.

fornire ai gruppi umani mezzi per mettere in comune le proprie forze mentali per costruire collettivi

intelligenti

In conclusione, ogni medium agisce su due livelli:

 livello macro: mutamenti nel sistema sociale, culturale, politico, economico

 livello micro: nuove possibilità di interazione e di collegamento con lo spazio pubblico dall’interno

delle case, partecipazione alla vita pubblica e sociale

2. TEORIE SUGLI EFFETTI DEI MEDIA E MODELLI COMUNICATIVI

La storia delle teorie delle comunicazioni di massa inizia intorno agli anni venti-trenta del XX secolo,

quando il cinema e la radio, aggiungendosi alla stampa, diventano media di massa, cioè diffusi su larga

scala e accessibili alla maggior parte della popolazione.

La presenza di questi media, fa sorgere alcuni interrogativi: il primo problema degli studiosi è quello

relativo al potere dei mass media di condizionare le opinioni e i comportamenti delle persone. I primi

studi, quindi, saranno gli studi degli effetti dei media.

Discipline coinvolte: inizialmente la sociologia e la psicologia, successivamente anche la semiotica, la

linguistica, l’antropologia ecc.

Due prospettive:

1. Ricostruzione per cicli: suddivide le teorie in 3 fasi

- anni venti-trenta: gli effetti dei media sono forti e diretti, fino a manipolare le opinioni e i

comportamenti

- anni quaranta-sessanta: gli effetti sono limitati dalle caratteristiche psicologiche individuali e

dall’influenza delle relazioni interpersonali

- anni sessanta-ottanta: ritorno agli effetti forti

- anni ottanta-oggi: effetti bilanciati dalla fruizione attiva dell’audience. Rinnovata

considerazione dell’importanza delle relazioni interpersonali e del contesto sociale

2. Ricostruzione per compresenza: ipotesi di una compresenza di concezioni sugli effetti dei media

Dagli anni ’20 in poi: esistenza di confini sfumati e continui intrecci tra i due orientamenti relativi

ai media

- uno, senza verifiche empiriche, sottolinea l’onnipotenza dei media

- l’altro, con analisi sul campo, tiene conto delle variabili che ne filtrano gli effetti

Le varie teorie sono descritte e valutate sulla base di sei principali dimensioni, intrecciate tra loro:

1) Concezione degli effetti dei media: intensità dell’influenza dei media (effetti forti o minimi) e tipo

di impatto ipotizzato e indagato (effetto a breve termine o lungo termine).

2) Concezione dell’audience: tipo di concezione dell’audience proposta da ogni teoria (audience

passiva, se facilmente manipolabile, o attiva).

Spesso si considera l’audience molto legata agli effetti: gli effetti sono potenti nella misura in cui si

ritiene l’audience passiva, e viceversa, se l’audience è attiva, allora gli effetti sono considerati

minimi.

3) Metodologia utilizzata nella ricerca: basata su verifiche empiriche o meno, metodologia

quantitativa o qualitativa. Dalla metodologia si può dedurre ad un livello maggiore di complessità

l’ipotesi teorica di ogni approccio e si può valutare il grado di profondità a cui perviene l’analisi

dell’audience.

4) Tener conto della differenza sessuale e di genere: particolare attenzione agli approcci che

considerano il sesso come la prospettiva dalla quale analizzare e interpretare ogni aspetto della

società

5) Modello comunicativo di riferimento

6) Approccio più o meno multidisciplinare: giudizio favorevole agli approcci che combinano insieme

molteplici paradigmi e approcci teorici.

Ogni teoria può essere valutata in base alla maggiore o minore attenzione su varie variabili:

- Sistema dei media (ruolo rivestito nella società e relazioni intessute con gli altri sistemi

sociali)

- Contenuti (diversi generi e significati trasmessi)

- Audience (da caratteristiche soggettive a contesto di fruizione)

2.1 TEORIA “IPODERMICA”: L’AUDIENCE PASSIVA

La teoria ipodermica (o magic bullet-theory, teoria del “proiettile magico”) propone una concezione

pessimistica degli effetti dei media, che non è mai stata del tutto abbandonata.

Si tratta di un approccio globale ai media, in cui i

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 1 Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria dei Media, prof. Pasquali, libro consigliato L'audience attiva, Capecchi Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeea11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di teorie dei media, sociologia dei processi culturali e mediali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Pasquali Francesca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community