Il naso intelligente: che cosa ci dicono gli odori
L'olfatto tra natura e cultura
Noi umani siamo una specie dalla mentalità visivo acustica. Gli odori personali e non, non sembrano trasmetterci informazioni intellettualmente rilevanti ma hanno carattere emotivo: accendono le passioni, attivano i ricordi oppure ci segnalano un pericolo. Se conosciamo a fondo il funzionamento dell'occhio e nei minimi dettagli quello dell'organo uditivo, l'olfatto resta ancora uno dei principali misteri della biologia.
Il congegno olfattivo
L'olfatto, a differenza degli altri sistemi sensoriali, non si incrocia nell'emisfero controlaterale: la narice sinistra comunica con l'emisfero sinistro e quella destra con il destro. A differenza degli altri sensi, l'olfatto è sempre attivo. Gli odori possono accedere nell'organo olfattivo per via diretta attraverso le cavità nasali o per via indiretta attraverso la rinofaringe come quando mangiamo o beviamo.
L'odore comincia quando una serie di molecole odorose raggiungono l'epitelio olfattivo posto alla sommità delle fosse nasali dove si trovano i recettori e da questi nascerà l'odore percepito. La macchina olfattiva ha il delicato compito di identificare non la singola molecola piuttosto il complesso miscuglio caratteristico di un oggetto odoroso, infatti ogni singolo profumo è in realtà formato da più molecole.
Il naso interviene nella respirazione e nella fonazione e arricchisce le capacità del gusto, completa il lavoro della lingua nella degustazione e questa è una connotazione tipicamente umana. L'organo olfattivo si trova sopra il naso all'altezza del palato sotto la linea degli occhi e ha una superficie di 10 cm2. Non è facile raggiungerlo quindi le uniche informazioni anatomiche ci vengono dalle autopsie o da esperimenti condotti sugli animali.
Il sistema olfattivo comprende l'area periferica della cavità nasale, il bulbo olfattivo e il cervello olfattivo. Non odoriamo con tutto il naso ma solo con l'epitelio olfattivo, un sottile strato di cellule situate sopra la cavità nasale.
L'intensità con cui un odore viene recepito deriva da tanti fattori: la concentrazione della sostanza, il tasso di viscosità del muco, il tasso di umidità dell'aria, l'ora del giorno e nelle donne anche il ciclo mestruale. Le sostanze si sciolgono nel sottile strato di muco dell'epitelio olfattivo che è formato da tre tipi di cellule: cellule recettrici, cellule basali e cellule di sostegno.
- Cellule recettrici: veri e propri neuroni capaci di ricevere e di condurre l'impulso nervoso attraverso dendrite e assone.
- Cellule basali: godono della neurogenesi permanente, ossia sono cellule a un ricambio continuo durante la vita.
- Cellule di sostegno: favoriscono la produzione del muco e delle proteine che legano le sostanze odorose.
Nel bottone olfattivo si trovano le ciglia olfattive, nell'uomo sono tra i 6 e i 10 milioni a narice, nei cani superano i 300 milioni. Il nostro naso può anche essere allenato, come quello dei sommelier, a riconoscere odori non percepibili dalla gente comune.
Buck e Axel nel 2004 hanno vinto il Nobel per aver costruito la strada degli odori dal naso fino alla corteccia cerebrale. Ogni cellula recettrice olfattiva possiede solo un tipo di recettore che intercetta un numero limitato di sostanze odorose, questi odori vengono trasmessi ai glomeruli nei bulbi olfattivi, ovvero la prima stazione aromatica del cervello. A loro volta i bulbi smistano l'informazione ad altre strutture del cervello e della corteccia che ci permettono di vivere l'esperienza di un determinato odore.
Nell'uomo vi è una capacità di discriminazione che oscilla tra i 5000 e i 10000 odori differenti. Il gene interessato è il DLX5 che sarebbe responsabile del trasferimento delle informazioni dal naso al cervello. Il suo cattivo funzionamento interrompe il collegamento naso cervello.
L'olfatto può essere soggetto ad assuefazione e adattamento. L'assuefazione si ha quando i recettori reagiscono allo stimolo con intensità gradualmente inferiore, non inviando più segnali al cervello. L'adattamento riguarda invece l'odore di casa che il padrone di casa non può avvertire, come succede con l'udito quando ci abituiamo al ticchettio della sveglia.
Negli animali l'organo vomeronasale, situato nella parte anteriore della cavità nasale, è considerato erroneamente un complemento rudimentale dell'olfatto. Grazie alla sua posizione avanzata nel parlato permette all'animale di entrare a diretto contatto con gli umori prodotti dai suoi simili. Percepisce quindi i feromoni legati alla comunicazione sessuale. Risulta assente negli uccelli mentre nei roditori è ben sviluppato; la sua asportazione nei roditori comporta l'impedimento all'accoppiamento. I cavalli per attivarlo sollevano il labbro per esplorare l'urina della femmina per valutare la disposizione all'accoppiamento; nell'uomo è presente nella fase embrionale ma degenera dopo pochi mesi.
Il cervello profumato
Il rinencefalo indica quell'insieme di strutture cerebrali dedicate all'analisi e all'elaborazione dei segnali olfattivi. È costituito dai bulbi olfattivi e dalla corteccia olfattiva che ne riceve le proiezioni. Gli assoni formano il tratto olfattivo e da qui si immettono nella corteccia odorante; da qui l'informazione passa al talamo per giungere alla neocorteccia.
L'odorato, a differenza degli altri sensi, arriva direttamente nelle regioni corticali primitive coinvolte con i comportamenti emotivi e con alcune funzioni vitali. Questo accesso privilegiato fa sì che l'odore scateni reazioni emotive immediate. Il percorso degli stimoli olfattivi una volta giunti nella corteccia è molto difficile da descrivere. Gran parte delle strutture della corteccia olfattiva appartengono al sistema limbico o cervello viscerale.
Le vie seguite dalle cellule sensoriali poste più in profondità, quelle limbiche, riguardano gli aspetti emotivi dell'olfatto, mentre le vie che portano dal talamo alla neocorteccia sono legate alla percezione cosciente degli odori. La corteccia orbitofrontale è connessa con l'amigdala infatti vi sono le informazioni riguardanti i giudizi di gradevolezza sull'odore o sul sapore di un alimento.
Nella neocorteccia gli odori esercitano il loro potere sull'emisfero destro dove sono coinvolte le emozioni. Recenti studi con PET e RMF dimostrano che la corteccia orbitofrontale si attiva durante compiti di percezione di odori familiari gradevoli. La percezione degli odori risulta alterata nei pazienti che hanno subito un'ablazione del lobo temporale destro o una lesione orbitofrontale destra con conseguenze negative per la stimolazione delle narici.
Olfatto e patologia
I deficit olfattivi non godono di grande considerazione e a differenza della sordità e della cecità che generano una condizione sociale drammatica, l'anosmia agisce nel vissuto personale soggettivamente. Chi ne è affetto non può deliziarsi di odori piacevoli. Per contro nei casi di ipersensibilità olfattiva si può sentire malessere per gli odori più comuni come detersivi o gas di scarico.
Sebbene le persone con turbe olfattive non vengano riconosciute invalide, la loro qualità della vita diminuisce notevolmente. Queste disfunzioni possono essere patologie nervose neurodegenerative o psichiche. La disosmia avviene quando si scambia l'odore di qualcosa per l'odore di qualcos'altro. La fantosmia deriva da sensazioni olfattive in assenza di stimoli, in pratica un'allucinazione olfattiva.
La schizofrenia provoca problemi in aree del cervello collegate all'olfatto, in tali casi non si può escludere la compromissione dell'odorato. Anche nei tumori cerebrali può manifestarsi l'iperosmia ovvero ipersensibilità agli odori, la cacosmia cioè la percezione sgradevole degli odori piacevoli, o allucinazioni olfattive. Quest'ultime, nell'epilessia annunciano l'inizio di una crisi epilettica.
Nel morbo di Alzheimer i primi disturbi cognitivi sono la difficoltà di identificare gli odori e di rievocarne i nomi. Una delle cause più frequenti dell'anosmia congenita è la sindrome di Kalmann: si tratta di uno sviluppo ritardato dei genitali e assenza di peluria ascellare o barba. Quest'associazione rileva l'alleanza privilegiata tra naso e sessualità.
I disturbi olfattivi possono essere acquisiti in seguito anche a traumi cranici o ad affezioni nasali come riniti o allergie. L'anosmia da trauma cranico è causata da lacerazioni delle fibre del nervo olfattivo nella lamina cribrosa che impedisce il trasferimento dai neuroni recettori dell'epitelio olfattivo al cervello. Qualsiasi colpo al cervello può determinare un'anosmia ma la zona occipitale è la più fragile.
Il soggetto si accorge del problema quando ad esempio si mette a tavola e non percepisce gli odori. Questo si associa all'ipogeusia, una diminuzione delle capacità gustative dovuta alla lesione del VII nervo cranico. Il mancato accesso delle informazioni olfattive determina la morte dei neuroni del rinencefalo. La generazione di nuove cellule sensoriali nell'epitelio olfattivo può essere inibita dai farmaci, mentre l'assunzione di cocaina o un'insufficienza renale possono causare iperosmia.
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