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Riassunto esame teoria dei linguaggi, prof. Cavalieri, libro consigliato Breve introduzione alla biologia del linguaggio,Cavalieri

Riassunto per l'esame di teoria dei linguaggi e della prof. Cavalieri, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Breve introduzione alla biologia del linguaggio, Cavalieri, dell'università degli Studi di Messina - Unime. Scarica il file in PDF!

Esame di Teoria dei linguaggi docente Prof. R. Cavalieri

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sinistro: organizzazione logica e calcolo, collocazione degli eventi in sequenza temporale,

astrazione e manipolazione di simboli, comprensione e produzione del linguaggio

comprese scrittura e lettura. L' emisfero destro, invece, ha la funzione di cogliere le

informazioni, elaborare compiti visivi, spaziali e musicali, riconoscere i volti e le

espressioni facciali, ha competenza emotiva e creativa. Per lungo tempo esso è stato

considerato l' emisfero muto, ma anche esso ha una competenza linguistica, comprendere

il linguaggio non letterale come l' ironia, il sarcasmo o la metafora. I due emisferi

funzionano come un' unica struttura ma la loro asimmetria funzionale riflette un principio

di economia, permettendo al cervello di svolgere maggiori funzioni rispetto a quelle che

potrebbe assolvere se i due emisferi fossero identici. Però, grazie alla plasticità del

sistema nervoso, se uno dei due emisferi viene leso, altre aree sostituiranno la zona lesa.

L' asimmetria funzionale degli emisferi non è specie – specifica nell' uomo, ma esiste

anche in uccelli, roditori e scimmie.

Il cervello che parla.

La neuropsicologia studia le basi biologiche del linguaggio. Il rapporto tra cervello e

linguaggio emerse nell' 800, con l' osservazione anatomo – clinica su casi di afasia,

dovuta a lesioni cerebrali in cui viene persa la capacità produttiva e comprensiva del

linguaggio, ma restano intatte le funzioni cognitive. Broca notò ( da analisi post mortem )

un legame tra difficoltà produttiva linguistica e lesioni nella terza circonvoluzione del lobo

frontale sinistro; quest' area viene oggi identificata come area di Broca ed è adiacente alla

corteccia motoria primaria che controlla i movimenti facciali e laringei ( bocca e labbra ).

Wernicke notò il legame tra difficoltà nella comprensione – riconoscimento di suoni

linguistici e lesione nella parte posteriore della prima circonvoluzione del lobo temporale

sinistro; oggi quest' area viene chiamata area di Wernicke. Il fascicolo arcuato, un fascio di

fibre nervose, connette le due aree. Nella produzione linguistica la struttura dell' enunciato

viene creata nell' area di Wernicke, il fascicolo aecuato la trasferisce all' area di Broca per

la codificazione e si attiva, nella corteccia motoria primaria, l' articolazione degli organi

fonatori ( labbra, bocca, lingua, laringe ). Nella comprensione linguistica il codice sonoro,

giunto nella corteccia uditiva primaria e all' adiacente area di Wernicke, viene interpretato

dal sistema nervoso e acquista significato. La nuove tecniche di neuroimagining studiano il

cervello in vivo e la sede e l' estensione dei danni. Oggi le tecniche di bioimmagine più

usate sono

• TAC ( tomografia assiale computerizzata ) che visualizza le alterazioni morfologiche

• MRI ( risonanza magnetica nucleare ) analizza le lesioni nella struttura anatomica

• PET ( emissione di positroni ) registra le variazioni del flusso sanguigno nelle varie

zone cerebrali durante compiti linguistici

• FMRI ( risonanza magnetica funzionale ) registra le variazioni di concentrazione di

determinate sostanze nei vasi venosi

• RCBF ( flusso ematico regionale cerebrale ) più invasiva, studia la correlazione tra

aree cerebrali e specifiche funzioni, grazie all' analisi di variazione del flusso

ematico.

Grazie all' uso di queste tecniche applicate su neonati esposti a stimoli linguistici, è stato

dimostrato il predominio dell' emisfero sinistro per la funzione linguistica fin dalla nascita.

Oggi il localizzazionismo non parlo più di correlazione diretta tra area e funzioni, ma di un

siatema funzionale o localizzazione diffusa, in quanto la funzione linguistica viene svolta

dall' attività di regioni cerebrali corticali e subcorticali di entrambi gli emisferi anche se di

più nell' emisgero sinistro. Il fascicolo arcuato era unidirezionale, oggi trasporta

informazioni in due direzioni. Le aree subcorticali coinvolte nel linguaggio sono i gangli di

base nei lobi frontali ( che coordinano i movimenti appresi e automatici ) e il talamo ( che

riceve informazioni sensitive e le trasmette a tutte le parti della corteccia cerebrale ). L'

ipotesi moderna sulle lesioni corticali suggerisce che percezione e produzione linguistica

dipendono dal rapporto tra

• Sistema di implementazione: costituito dall' area di Broca, dall' area di Wernicke e

nuclei di base, che interpreta i segnali uditi e articola le parole

• Sistema di mediazione: costituto da regioni nelle cortecce associative nei lobi

temporali, parietali e occipitali e che funge da mediatore tra il sistema di

implementazione e quello concettuale

• Sistema concettuale: costituito dalla restante parte di aree associative di ordine

superiore, per il supporto concettuale.

I neuroni specchio, presenti nelle scimmie, sembrano legati al comprendere e produrre

gesti oro – facciali e manuali. Attraverso degli esperimenti nei macachi è stato dimostrato

che si attivano sia quando la scimmia compie un' azione sia quando la vede compiere da

un proprio simile. I neuroni specchio esistono anche nell' uomo, sono stati scoperti tramite

PET, e si trovano nell' area di Broca.

Le afasie: ferite del cervello

Un malato viene definito afasico quando ha difficoltà a interpretare e produrre il

linguaggio e non dipende da disturbi agli organi motori o percettivi, ma da lesioni cerebrali

causate da traumi cranici, tumori cerebrali o ictus. L' afasico

• Ascolta le parole ma non le comprende subito, come fossero lingue straniere

• Ripesca le parole e poi le perde di nuovo

• Soffre di anomia, difficoltà a rievocare i nomi dei familiari

• Non riesce a leggere, scrivere o fare calcoli

• Usa brevi frasi, giri di parole e neologismi

Non viene compromessa la competenza comunicativa: l' afasico possiede ancora il

linguaggio ma non riesce a realizzarlo. Le afasie sono causate da lesioni alle aree di

Broca e di Wernicke ma anche al talamo o ai gangli basali. Le afasie si dividono in due

categorie: afasie fluenti e afasie non fluenti. In quelle non fluenti la soppressione linguistica

è transitoria, si presenta alterazione dell' eloquio o totale assenza. Alle afasie non fluenti

appartengono l' afasia di Broca, l' afasia globale e l' afasia trans corticale motoria.

Afasia di Broca : difficoltà nel parlare e nello scrivere, scrittura lenta, eloquio con pause

per cercare la parola giusta, circonlocuzioni ( ad esempio penna viene detta cosa per

scrivere ). In forme più gravi il linguaggio è completamente assente.

Afasia globale: forma più grave di afasia in quanto tutte le abilità linguistiche sono

compromesse, compresa la scrittura. È causata da una lesione estesa a tutte le aree

linguistiche dell' emisfero sinistro e alcune aree sotto corticali.

Afasia trans corticale motoria: è una forma più rara caratterizzata dalla mancanza di

spontaneità verbale bello scrivere e nel parlare, il parlato non è fluente, il paziente si

esprime solo se sollecitato. È causata da una lesione alla sostanza bianca vicino al corno

frontale sinistro e regioni mediali del lobo frontale.

Nelle afasie fluenti la produzione verbale è più ricca ma con parafrasie ( usare una parola

al posto di un' altra ) e neologismi. Alle afasie fluenti appartengono l' afasia di Wernicke, l'

afasia di conduzione e l' afasia trans corticale sensoriale.

Afasia di Wernicke: colpisce la comprensione del linguaggio orale e scritto e la ripetizione,

l' eloquio è fluente ma incomprensibile perché parafasico, risulta intatta l' intonazione e la

comprensione dell' espressione emotiva, dei gesti e del tono della voce. L' afasico di

Wernicke è inconsapevole dell'incomprensibilitá del suo linguaggio. Dipende da una

lesione della corteccia uditiva primaria e aree subcorticali.

Afasia di conduzione: l' eloquio è fluente con errori fonetici, interruzioni, ripetizioni fino alla

corretta pronuncia. La comprensione del linguaggio scritto e orale è abbastanza

mantenuta. Sono lese il fascicolo arcuato, il lobo parietale e la materia bianca.

Afasia trans corticale sensoriale: è più rara, l' eloquio è fluente ma ricco di parafasie. La

comprensione linguistica è compromessa. Soni lese le regioni temporo – parieto –

occipitali.

Le afasie risultano indipendenti da altre attività cognitive e non comportano deficit

cognitivi, in quanto il soggetto afasico pensa normalmente ma non sa esternare in parole i

propri pensieri, manca la linguisticitá esterna. Ursula Bellugi scoprì che l' area di Broca e l'

area di Wernicke sono legate all' attività linguistica anche dei soggetti segnanti e notò l'

attivazione dell' emisfero sinistro nella comprensione e produzione di segni. Anche l' afasia

dei segni può riguardare la grammatica, il lessico e gli aspetti fonologici dei segni e

causare parafasie segniche e neologismi..

Cap. III L’ orecchio e il processo uditivo

La comunicazione acustica e il senso del linguaggio

Nell' essere umano l' udito è uno dei sensi più importanti, in quanto grazie all' ascolto e all'

autoascolto l' uomo ripete e parla, per questo i soggetti sordi sono anche muti, nonostante

posseggano un apparato fonatorio integro. Già Aristotele aveva notato il legame tra udito e

produzione vocale. Lo scienziato Negus studiò le funzioni della faringe osservando gli

uccelli. Egli notò che se le uova di uccelli canterini vengono covate da uccelli non

canterini, i piccoli non canteranno. Sembra ci siano corrispondenze fra gli uccelli e l' uomo:

anche negli uccelli esisterebbe il periodo critico per imparare il canto specie – specifico.

Gli uccelli possono affinare e articolare i suoni del loro canto durante il corso dello sviluppo

e imitare anche canti di altre specie. L' attività del parlare è un' attività bio – cognitiva con

base relazionale e sociale in quanto il bambino già nella vita intrauterina conosce e

riconosce la melodia della voce materna. L' apparato uditivo del feto grazie al processo di

mielinizzazione a 5 mesi è già sviluppato e a 7 riconosce i suoni.


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AUTORE

venera19

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in turismo culturale e dams
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher venera19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dei linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Cavalieri Rosalia.

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