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Linguaggio e sue basi biologiche

Aspetti bio-cognitivi del linguaggio

Il linguaggio è la caratteristica che distingue l'animale umano dagli altri esseri. Neuroscienze, semiotica, biologia, ecc. ne studiano le basi biologiche.

Il corpo umano è lo strumento del linguaggio e ne è totalmente coinvolto: gesti, udito, tatto, ecc. La capacità umana di apprendere, parlare e comprendere il linguaggio umano è radicata nella struttura fisica del corpo (cervello e organi di senso), esito dell'evoluzione. Ad esempio, i bambini sordi "inventano" nuove lingue, come la lingua dei segni. Tuttavia, è anche vero che solo la biologia non basta per apprendere e produrre linguaggio; infatti, serve l'esposizione alla comunità dei parlanti per parlare.

Infatti, ad esempio, i bambini lupo (enfant-sauvages), pur essendo svantaggiati socio-culturalmente, imparano a gestire strutture grammaticali complesse. Questa capacità è massima intorno ai 4-5 anni di età: periodo critico (variabile per le esperienze vissute) per sviluppare la competenza linguistica grazie alla maggiore plasticità cerebrale.

Primo esempio di bambino ferino: Victor (12 anni) cresciuto fino alla pubertà tra animali, non parlò mai ma imparò altre abilità come la posizione eretta (studiato da Itard). Secondo esempio: Genie (bambina selvaggia) segregata dal padre a 21 mesi e liberata dopo 13 anni, non sentì mai parlare ma imparò parole semplici e regole grammaticali grossolane.

L'apprendimento e produzione linguistica non sono né solo innate né solo apprese, ma è l'intreccio tra biologia, esposizione alla lingua parlata e cultura che incide sull'adattamento ed evoluzione, scartando le abilità "inutili". Ogni specie ha capacità diverse.

Noam Chomsky: il linguaggio è una facoltà innata e naturale, grazie a un apposito dispositivo linguistico biologico (LAD: Language Acquisition Device) la cui esistenza è dimostrata dal fatto che i bambini imparano il linguaggio inconsciamente. Secondo Chomsky ci sono universali sintattici nonostante la diversità delle lingue. Chomsky è discontinuista perché vede una dualità tra uomo e animali e sostiene che il linguaggio non ha precedenti biologici perché non è esito di cambiamenti graduali ma dovuto a un salto evolutivo.

In contrapposizione, i continuisti, basandosi su Darwin, ritengono che il linguaggio sia esito di un'evoluzione lenta e graduale in base alla selezione naturale per l'adattamento biologico alle pressioni ambientali.

L'uomo è l'unico essere vivente in grado di comunicare mediante fonemi, morfemi e parole, grazie alla struttura morfologica adatta (cervello, udito, organi fonatori e le loro connessioni).

Comunicare, parlare, pensare

L'uomo non è l'unico animale dotato di linguaggio (es. delfini, api, cani, uccelli). Secondo alcune teorie l'esperienza mentale degli animali si adegua ai loro sistemi semiotici programmati per tipi di segni specifici. La semiotica è la capacità di produrre, comprendere segni e scambiare informazioni. La comunicazione è lo scambio reciproco di informazioni, conoscenze, esperienze basata su un'attività cosciente tramite segni che richiamano un'entità assente.

I linguaggi naturali condividono gli universali bio-semiotici, proprietà come la capacità di interpretare i segni e la socialità. Il linguaggio animale è finito e limitato.

Il linguaggio influenza ogni aspetto della vita umana (es. percezione, conoscenza, identità e relazione) e settori che sembrano indipendenti da esso. È possibile grazie alla capacità di gestire e conoscere la lingua materna e grazie alla mente linguistica che crea pensieri linguistici. Tramite il linguaggio verbale (scritto, orale e segnato) si creano infinite combinazioni di parole. Homo sapiens è capace di apprendere, comprendere ed usare il linguaggio. Gli afasici testimoniano che si sentono fuori dal mondo a causa della loro incapacità linguistica.

Cervello e linguaggio

La differenza tra homo loquens e gli animali sta nell'uso del linguaggio non solo per comunicare ma anche per creare prodotti culturali: questo dipende dalla conformazione morfologica del cervello con gli adattamenti del SNC e periferico (SNP), come la specializzazione emisferica, maturazione cerebrale e sviluppo della struttura scheletrica. Secondo alcune teorie, l'uso del linguaggio simbolico ha influito sulla selezione naturale favorendo l'evoluzione del cervello.

La capacità umana di usare la lingua parlata rende l'uomo un animale sociale e dipende da:

  • Volume cerebrale (2-3 volte maggiore rispetto a quello delle scimmie di oggi), peso per uomo adulto: 1300-1400 gr.
  • Specializzazione delle aree della neocorteccia, presenti nelle scimmie ma senza funzione linguistica.
  • L'orecchio: percepisce il suono poi elaborato dal cervello (corteccia uditiva nel lobo temporale).

Secondo Darwin, l'uomo è l'unico essere morale che può riflettere sulle proprie azioni e conseguenze (approvandole o meno) grazie alla sua capacità linguistica.

Sistema nervoso

Le varie funzioni del corpo sono gestite dall'intreccio di reti tra SNC e SNP: il SNP è suddiviso in S.N. somatico e S.N. autonomo ed è costituito da fasci di fibre (nervi) diramati dal SNC alla periferia per tutto il corpo. I nervi cranici partono dall'encefalo e quelli spinali dal midollo spinale verso tutto il corpo: entrambi hanno la funzione di collegare a doppio senso gli organi periferici con il centro.

Le fibre nervose motorie trasportano gli stimoli dal SNC verso la periferia, mentre le fibre nervose che partono dalla periferia inviano le informazioni sensoriali raccolte dai recettori al SNC. Il S.N. autonomo regola il ritmo cardiaco, l'attività ghiandolare, pancreas, tratto gastrointestinale. Il SNC comprende cervello e midollo spinale, connessi al SNP. Il cervello è costituito da circa 100 miliardi di neuroni (neuroni nel SNC e gangli nel SNP) le cui reti determinano intelligenza, linguaggio, memoria, creatività, emozione ecc. Queste unità strutturali raccolgono gli impulsi nervosi e li trasmettono alle altre cellule dell'organismo.

Esistono tre tipi di neuroni:

  • Motori (per muovere i muscoli)
  • Recettori (danno informazioni sull'ambiente circostante)
  • Interneuroni (che fanno da collegamento con gli altri neuroni)

Ogni neurone è composto da:

  • Un corpo cellulare contenente il nucleo del neurone
  • Assone: un prolungamento che trasporta gli impulsi nervosi in tutto il corpo, lungo anche più di 1 metro
  • Dendriti: ramificazioni che ricevono stimoli dalla periferia

I neuroni comunicano tra loro grazie a processi elettrochimici tramite le sinapsi, che sono contatti che trasmettono i neurotrasmettitori (molecole chimiche prodotte dai neuroni). Il cervello è composto da due lobi, detti emisferi cerebrali (sinistro e destro), che comunicano tramite il tronco encefalico (composto da mesencefalo, ponte e midollo allungato), che gestisce la postura, l'equilibrio e coordina i movimenti. Dietro il ponte c'è il cervelletto.

Gli emisferi cerebrali comprendono: la corteccia cerebrale, la sostanza bianca (sottostante) e tre nuclei: amigdala, nuclei di base e ippocampo. Gli emisferi sono ricoperti da cellule nervose (materia grigia) e la corteccia/neocorteccia cerebrale (2-6 mm). La corteccia cerebrale umana è ripiegata su se stessa formando circonvoluzioni/giri e rientranze (scissure o solchi), altrimenti la superficie corticale occuperebbe molto più spazio se distesa.

Il solco centrale (scissura di Rolando) e laterale (scissura di Silvio) separano i quattro lobi (frontale, parietale, occipitale, temporale): la scissura di Rolando separa il lobo parietale dal frontale; la scissura di Silvio separa il lobo frontale dal temporale. Ogni lobo ha funzioni specializzate. Il lobo frontale è responsabile della programmazione delle azioni e controllo del movimento; il lobo temporale è connesso all'udito e memoria (tramite ippocampo e amigdala); il lobo occipitale è connesso alla vista; il lobo parietale gestisce le sensazioni somatiche e la formazione di uno schema della propria immagine corporea.

Le aree sensoriali elaborano le percezioni di senso; le aree motorie controllano i movimenti volontari; le aree associative, presenti in ogni lobo, sono responsabili delle funzioni cognitive superiori. Gli emisferi sono connessi tra loro grazie al corpo calloso (fibre nervose), scoperto durante l'intervento su casi di "cervello diviso" per curare gravi forme di epilessia. In ogni emisfero ci sono dei fasci di fibre nervose intra-emisferiche per connettere le aree corticali. Ogni emisfero controlla le informazioni sensoriali del lato opposto (es. occhio sinistro manda l'informazione all'emisfero destro) perché i due emisferi si incrociano all'altezza del midollo allungato.

Ci sono anche differenze nelle dimensioni tra i due emisferi: l'emisfero destro ha peso e spessore della corteccia maggiori; l'emisfero sinistro ha la porzione temporale più estesa rispetto al destro. La specializzazione emisferica (lateralizzazione) è complementare per funzioni diverse (es. emisfero sinistro ritenuto responsabile della parola nel 65% dei destrimani). Secondo alcune teorie avviene a 5-6 anni, per altre è congenita.

Broca Paul: dalle autopsie emerse la predominanza dell'emisfero per il linguaggio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KrazyGin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Bucca Antonino.
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