Benedetta economia: introduzione
In nessuna epoca come la nostra l'economia ha occupato tutti o quasi gli spazi della vita. Tutto o quasi è in vendita e stiamo costruendo un nuovo umanesimo sotto l'illusione di arrivare un giorno a poter comprare tutto sul mercato, dalla salute alla giovinezza, dall'amicizia all'amore, di trovare finalmente l'elisir sempre cercato dalle culture umane.
Il ruolo dei carismi nella società
In una tale rappresentazione, quale posto hanno i carismi nella società? Nell'economia di mercato i protagonisti indiscussi vengono ritenuti altri e ai carismi non viene riconosciuto il loro concreto ruolo, viene riconosciuto un ruolo di contorno in quando si è nell'ottica dove business is business. Carisma è una parola che riassume gratuità, vocazioni e motivazioni intrinseche.
La storia, quella economica compresa, è anche il risultato dell'azione di carismi che hanno importanti effetti nell'ambito economico e non solo civile e religioso – tra i più grandi ci sono quelli di Benedetto di Norcia e di Francesco d'Assisi.
L'amore agapico e la vita economica
Quando i carismi entrano nelle dinamiche civili, con essi entra in scena una nuova dimensione dell'amore, una forza straordinaria e rara, l'agape, dimensione capace di andare al di là del desiderio e dell'amicizia, che mette il me prima dell'io e del tu siccome qualcuno mi ama gratuitamente io posso gratuitamente amare te e tutti, che rende quindi capaci di amare anche il nemico e ciò che non è bello e amabile, perché è frutto dell'esperienza di essere stati da prima amati gratuitamente, è l'esperienza che i cristiani fanno grazie alla vita e al messaggio di Gesù. Il carisma è infatti un dono dello Spirito per l'edificazione del bene comune, un dono che agisce in tutti i livelli e luoghi delle comunità e società umane.
Capitolo 1: Il significato dei carismi per la vita civile ed economica
Che cos'è un carisma?
Il dizionario della lingua italiana definisce il carisma come una dote soprannaturale, come la virtù profetica, l'infallibilità, il parlare in lingue diverse, concessa da Dio a un fedele per il bene della comunità. In senso figurato si intende la forza di persuasione, ascendente innato di chi possiede grandi o indiscusse qualità personali. L'uso che la teologia cristiana fa del termine è però più complesso della definizione da dizionario.
Dalla lettera di San Paolo ai Corinzi ci viene spiegato che lo Spirto porta avanti la Chiesa attraverso l'elargizione di doni, i carismi appunto, che i vari membri della comunità cristiana ricevono per il bene comune. Per questo, ogni cristiano possiede un carisma, un dono, grazie al quale contribuisce al bene della comunità. Il carisma ha quindi una natura oggettiva, che non dipende dalla virtù e dal merito di chi ne è portatore, è infatti il risultato o l'effetto dell'azione divina.
I carismi possono poi essere distinti in individuali, legati a un particolare compito di una persona, o collettivi, dove il carisma è all'origine di una nuova comunità o movimento nella chiesa, i cui membri vivono nello stesso carisma del fondatore (i casi idealtipici di questo secondo tipo di doni sono i carismi di Benedetto e di Francesco).
Sono da leggere in un contesto dinamico, sono i doni attraverso cui lo Spirito conduce avanti la Chiesa verso la verità tutta intera, una verità che i carismi rendono più visibile e adatta ai tempi. Il carisma è infatti un dono di occhi capaci di vedere cose che gli altri che non hanno quel carisma o che non ne partecipano non vedono.
Il profilo carismatico dell'economia
Secondo il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar la storia della Chiesa può essere raccontata come lo sviluppo e intreccio di due dimensioni co-essenziali: la storia di istituzioni e la storia di carismi e così anche l'economia. L'economia istituzionale deriva sicuramente dall'economia carismatica, l'economia di Marco Polo e dei medici, le imprese delle Repubbliche marinare di Venezia o Genova, dei Paesi baltici, della scoperta dell'America e dei traffici commerciali, delle crisi demografiche e delle espansioni coloniali sono spinte da motivazioni, e le motivazioni che portano a compiere queste imprese derivano da carismi, da vocazioni, da gratuità e da agape.
L'azione dei carismi è vasta e potente, ricopre e permea di sé il mondo, è come il sangue che scorre nelle vene della storia e anche se non lo vediamo consente la vita, anche quella economica. Le religioni sono i luoghi privilegiati nei quali i carismi fioriscono perché trovano un terreno particolarmente fertile aperto alla gratuità ma l'azione dei carismi va ben oltre i confini visibili delle Chiese.
Eclisse e ritorno del civile in Italia
Il modello sviluppato in Italia di welfare state è il connubio ternario famiglia-comunità-chiesa. Nonostante una storia ricca di civile, di cooperazione, di confraternite, di associazioni, alla fine del XX secolo si è dovuta reinventare la società civile per rispondere a nuovi bisogni. La tradizione civile, ben viva fino al Risorgimento, ha avuto un'eclisse di oltre un secolo per risorgere solo recentemente. Quest'eclisse del civile è dovuta soprattutto a due fattori culturali: il ruolo anche politico della chiesa cattolica e la forte presenza del partito comunista.
I carismi e la visione della povertà
Un ambito dove da sempre i carismi sono all'opera trovando soluzioni nuove è la povertà. L'economista iraniano Rahnema individua 5 forme di povertà che non sono tutte “maledizioni” ma alcune addirittura vie di felicità. In certe circostanze la miseria è talmente grave da rendere impossibile il vivere la povertà intesa come virtù liberamente scelta, se non ho il denaro per nutrire i miei figli, o per curarli, è impossibile scegliere una vita sobria e generosa e quando l'uomo è in questa condizione diventa facilmente schiavo di chi gli promette il cibo.
Possiamo quindi vivere in un modo austero e parco solo in un contesto personale, economico, sociale che ha sconfitto la miseria assoluta che va quindi combattuta. Bisogna vedere la povertà come una forma di ricchezza nascosta sotto il velo del dolore, infatti solo chi vede nella povertà qualcosa di bello riesce a redimerla e non bastano le istituzioni perché senza i carismi da queste trappole di povertà non si esce.
La società antica vedeva nel lavoro manuale qualcosa che si addiceva solo allo schiavo, Benedetto vi vide qualcosa di “più e di diverso” e lo pose al centro della nuova vita delle loro comunità: ora et labora. La città di Assisi nei poveri vedeva lo scarto della società, Francesco vi vide “madonna povertà”, qualcosa di così bello che lo portò a sceglierla come ideale della sua vita e di quella dei tanti che lo seguirono. I lebbrosi erano i più poveri tra i poveri, dai quali la città doveva immunizzarsi, Francesco iniziò la sua rivoluzione, incentrata sulla fraternità, baciando un lebbroso e lasciandosi contaminare dalle sue piaghe.
E così tanti altri nella storia, che hanno ricevuto occhi per vedere nei poveri, nei vergognosi, nei derelitti, nei ragazzi di strada, negli immigrati, nei malati, nei deformati, qualcosa di grande e bello per cui valse di spendere la loro vita. Oggi possiamo trovare miriadi di persone portatori di carismi che ancora fondano cooperative sociali, ONG, scuole, ospedali, banche, sindacati, lottano per i diritti negati degli altri, degli animali, dell'ambiente, dei bambini, perché vedono di più e di diverso da tutti gli altri.
Il portatore di carisma non è essenzialmente un altruista né un filantropo, è portatore di amore agapico che si manifesta conseguentemente in philia e eros, è costru
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