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Joseph von Eichendorff – Aus de Leben eines Taugenichts
Capitolo 1- Nel lontano mondo
Gli uccelli cantano. Alla fine la primavera è qui. Sono seduto al sole davanti alla porta.
Viene mio padre dal mulino. Lui lavora dal primo mattino, come sempre.
“Tu sei capace di sedere al sole e poltrire” mi dice.
“Tu sei un buono a nulla! Prendi il sole qui e mi lasci fare tutto da solo. Ma vuoi mangiare
dopo. Adesso basta! La primavera è alle porte. Io non ho più bisogno di te qui. Vai via nel
mondo e vedi tu stesso, dove ricevi qualcosa da mangiare!”
Questa non è una brutta idea, penso e guardo gli uccelli sugli alberi.
Io vado dentro casa e prendo il mio violino. Mio padre mi dà ancora qualche soldo e vado
già fuori attraversando il lungo villaggio.
A destra e a sinistra marciano i miei amici e compagni, dai campi e nei giardini. Per me oggi
è domenica. Io vado via, fuori nel mondo.
“Addio!” gli grido. Mi sentono? Loro hanno altro da fare, poveri. Alla fine lascio il villaggio
dietro di me. Proseguo sempre dritto sulla strada di campagna. Prendo il mio violino e
suono e canto.
“I pigri, quelli stanno a casa
Loro non vedono l’aurora
Loro pensano solo ad avere figli
Al lavoro, alla fatica, ai soldi e al pane.”
Dopo sento un carro dietro di me, ma io canto la mia canzone per finire:
“I ruscelli scendono dalle montagne
Gli uccelli volano in alto pieni di gioia
Cosa non farei per cantare con loro
Più forte che posso, dal petto colmo”
Il carro adesso viaggia accanto a me. Con cosa viaggia la gente ricca: una carrozza. Due
signore eleganti guardano fuori. Una è più giovane e bella dell’altra. Ma mi piacciono
entrambe. La più vecchia? mi dice: “Ma Lei canta belle canzoni, giovanotto!”
Velocemente rispondo: “Per voi canto volentieri canzoni molto belle, mie signore!”
“Dove Si dirige di prima mattina?” vuole sapere la più giovane. Già, dove? Cosa dovrei
dire? In una città… “A Vienna!” dico forte.
La più anziana ride e dopo mi dice: “Salti adesso dietro, anche noi andiamo a Vienna!”
Con un salto sono dietro sul carro e andiamo! Viaggiamo velocemente.
Il villaggio, i giardini, il campanile diventano dietro di me sempre più piccoli. Sotto volano
fiori e cespugli passati.
“Evviva!” grido forte. Questo è bello. Io non riesco ancora a sedermi. Io salto e ballo dietro
sulla carrozza. Il sole è adesso alto nel cielo. Fa caldo. Siedo da solo sopra la carrozza e
adesso devo pensare al mio villaggio, a mio padre e al nostro mulino. Come era bello fresco
lì a casa sotto gli alberi, e quanto sono adesso già lontano! Non dovrei piuttosto essere di
nuovo a casa? Pensieroso mi metto a sedere e mi addormento.
Singen= Singen, sang, habe gesungen
Sitze= Sitzen, saß, habe gesessen
Vor der Tür= vor + Dative, luogo
Kommt= kommen, kam, ist gekommen
Aus der Mühle= aus + dativo, origine
Arbeitet= arbeiten, arbeitete, habe gearbeitet
Seit dem frühen Morgen= seit + dativo maschile singolare complemento di tempo “da” con
azioni passate che continuano nel presente. Früh, frühen, prima declinazione dell’aggettivo
Faulenzen= faulenzen, faulenzte, habe gefaulenzt
Kannst= können, konnte, habe gekonnt
Zu mir= zu + dativo
Sonnst= sonnen, sonnte, habe gesonnt + sich
Lässt= lassen, ließ, habe gelassen
Essen= essen, aß, habe gegessen
Willst= wollen, wollte, habe wollt
Damit + Schluss= basta
Brauchen= brauchen, brauchte, habe gebraucht
Geh= gehen, ging, ist gegangen
Hinaus= adv; Selbst= adv; In die Welt= in + accusativo
Sieh= sehen, sah, habe gesehen
Bekommst= bekommen, bekam, ist bekommen
Zu essen= „da“; Keine schlechte Idee= seconda declinazione dell’aggettivo; schlecht, femm.
Denke= denken, dachte, habe gedacht; regge an
Sehe den Vogeln= + dativo plurale; Auf den Bäumen nach= auf + dativo plurale; su sopra,
contatto diretto; Ins Haus= in + das Haus in, dentro, a
Hole= holen, holte, habe geholt
Gibt= geben, gab, habe gegeben
Durch das lange Dorf= durch + accusativo complemento di moto per luogo. Lange prima
declinazione dell’aggettivo, lang.
Marschieren= marschieren, marschierte, ist marschiert
Auf die Felder= auf + accusativo plurale, su sopra con contatto diretto; In die Gärten= in +
accusativo plurale, in dentro a
Rufe= rufen, rief, habe gerufen
Zu ihnen= zu + dativo plurale, moto verso persona
Hören= hören, hörte, habe gehört
Zu tun= zu+ infinito tun, tat, habe getan
Liegt= liegen, lag, habe gelegen
Hinter mir = + dativo, dietro; Auf der Landstraße = auf + dativo femminile, su sopra, con
contatto diretto.
Nehme= nehmen, nahm, habe genommen
Spiele= spielen, spilte, habe gespielt
Zu Hause= a casa, con verbi di stato in luogo (liegen); Von den Bergen= von + dativo
plurale, complemento di origine
Springen= springen, sprang, ist gesprungen
Fliegen= fliegen, flog, ist geflogen; voll Lust, terza declinazione?
Soll= sollen, sollte, habe gesollt
Mit ihnen= mit+ dativo plurale, complemento di compagnia; Aus voller Brust= aus+ dativo
femminile, voller terza declinazione aggettivo da voll
Fährt= fahren, fuhr, ist gefahren
Neben mir= + dat, vicino, accanto, anche senza contatto diretto; Die reichen Leute= reich,
reichen prima declinazione; Zwei elegante Damen = elegant, elegante (femminile) terza
declinazione; Jünger, schöner als die andere = jung, schön, comparativo di maggioranza
Gefallen= fallen, fiel, ist gefallen
Ältere= forma comparativa di alt
Spricht= sprechen, sprach, habe gesprochen
Schöne Lieder= terza declinazione aggettivo, sostantivo plurale
Antworte= antworten, antwortete, habe geantwortet
Viel schönere= molto? Forma comparativa + terza declinazione aggettivo
Wandert= wanderen, wanderte, ist gewandert
Am frühen Morgen= an + dem, dativo maschile sing, espressione temporale, prima
declinazione aggettivo.
Wissen= wissen, wusste, habe gewusst
Lacht= lachen, lachte, habe gelacht
Auf hinten dem Wagen = + dativo, su, sopra, con contatto diretto; Nach Wien= moto a
luogo; Mit einem Sprung= mit+ dativo, complemento di modo
Werden= werden, wurde, habe geworden
Kleiner= klein, forma comparativa
Tanze= tanzen, tanzte, habe getanzt
Am Himmel= an+ dem dativo maschile, espressione di luogo; Unter den Bäumen= unter +
dat plurale, sotto; Setzen sich= moto a luogo
Schlafe= schlafe, schlief, geschlafen
Capitolo 2 – Giardiniere nel castello
Quando mi sveglio di nuovo, il carro è sotto gli alberi di un castello. Da lontano vedo anche
le torri di Vienna. Ma dove sono le dame? Dall'alto delle finestre sento una risata.
Salto dalla carrozza e vado nel castello.
Strano, così è un castello, ma nell'atrio c'è un bel freddo. Io voglio andare ancora più dentro,
ma c’è un uomo di fronte a me. Un signore! Indossa una lunga giacca blu, ha un bastone di
argento in mano e soprattutto un grande, aristocratico naso.
“Cosa vuoi qui?” mi chiede. Non è amichevole. Lui mi spaventa.
Dopo arrivano anche altri uomini inoltre, tutti in giacche blu e mi squadrano.
“Affascinante!” sento una signora dire. Lei viene da me e mi dice: “L’amorevole Signora
può chiedere, se Lei se lei qui vuole lavorare come giardiniere.”
Lavorare? Guadagnare denaro? Il denaro di mio padre deve essermi caduto fuori durante il
viaggio. “Volentieri, amorevole signora.” L'uomo con il naso grande ride “Per il tuo violino
nessuno ti dà qualcosa?'
Arriva anche il giardiniere. “Questa ancora mi è mancata!” dice arrabbiato. “Quindi c’è un
villano, un vagabondo nel mio giardino. Allora vieni!” Lo seguo nel giardino.
Io non devo bere e non devo stare pigro al sole, ma devo sempre lavorare, non pensare al
violino e ad altre arti che non mi danno da vivere.
“Forse poi sarai buono a qualcosa” dice lui. Io ho solo da dire sempre “sì” e lui è contento.
Allora ho, grazie a Dio, un lavoro e di che vivere. La gente nel giardino non è male.
Io ho ogni giorno il mio cibo e più denaro
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