Tecniche di osservazione del comportamento infantile
Capitolo 1
Il metodo osservativo in psicologia dello sviluppo e nella pratica clinica
L'osservazione è una delle fonti per raccogliere i dati e può essere utilizzata nei diversi disegni di ricerca. Osservazione e ricerca sperimentale sono sempre state contrapposte nella storia della psicologia. La differenza sostanziale tra ricerca osservativa e ricerca sperimentale è basata sulle richieste poste ai partecipanti e sui limiti e vincoli posti ai comportamenti. La ricerca nasce soprattutto dal bisogno di individuare e di dare un significato a ciò che si verifica e si osserva nella vita quotidiana e nella realtà intorno a noi. Le ricerche cercano di identificare, descrivere e spiegare il cambiamento che avviene nei comportamenti, nelle capacità cognitive, emotive e sociali degli individui.
- Identificare un fenomeno significa individuare gli aspetti del comportamento;
- La tappa successiva corrisponde alla descrizione di tale cambiamento;
- Una terza finalità è invece orientata alla spiegazione di tale cambiamento, individuando le caratteristiche e i processi che sottostanno a tale modificazione nel tempo.
Per perseguire queste finalità i ricercatori si basano su ipotesi formulate a partire dalla letteratura sulla tematica indagata. Tali ipotesi possono essere falsificate o verificate dopo aver proceduto alla raccolta, all'analisi e alla riflessione sui dati. Sono due le possibili strategie di ricerca che possono essere messe in atto:
- Il disegno di ricerca longitudinale
- Il disegno di ricerca trasversale
Disegno di ricerca longitudinale
Nel metodo longitudinale si seleziona un gruppo di individui che viene poi analizzato ad intervalli di tempo regolari. Una ricerca è longitudinale se sono presenti almeno due rilevazioni a distanza di tempo. Si distinguono le ricerche longitudinali a:
- Breve termine, nelle quali la rilevazione dei dati sui soggetti avviene in almeno due punti di età anche ravvicinati tra loro;
- Lungo termine, caratterizzate da una durata di almeno tre anni e in cui sono previste almeno tre rilevazioni.
Il disegno di ricerca longitudinale offre dei vantaggi. Innanzitutto, consente di seguire e studiare il cambiamento individuale nel tempo, fornisce informazioni riguardo alla stabilità della dimensione indagata e consente di individuare gli effetti di esperienze o di condizioni antecedenti sullo sviluppo susseguente. Tale metodo di ricerca è caratterizzato da costi piuttosto elevati in termini di investimenti economici, di risorse materiali e di tempo. Un secondo limite è rappresentato dalla possibilità di perdere, per motivi vari, alcuni soggetti nel corso della ricerca. La perdita di soggetti potrebbe inficiare la validità della ricerca. Ulteriore limite, che deriva dai tempi di raccolta dati, è segnato dal superamento e dall'invecchiamento sia delle teorie di riferimento sia degli strumenti utilizzati.
Disegno trasversale
Per ovviare ai limiti del disegno longitudinale, è possibile ricorrere al metodo trasversale. In questo disegno di ricerca si selezionano più gruppi con diversi livelli d’età, in cui si analizzano i cambiamenti della stessa caratteristica. Ha il vantaggio di essere poco costoso, facilmente replicabile e rapido; inoltre consente ai ricercatori di raccogliere dati e giungere alle conclusioni in tempi brevi. Tuttavia, non consente di studiare i cambiamenti individuali in funzione del tempo, né di individuare quali aspetti rimangono stabili e costanti nel tempo. Infine, confrontando gruppi di età con ampio divario, si può incorrere nell'effetto generazionale. Infatti, questo metodo analizzando gruppi di individui di età diverse, che hanno avuto esperienze diverse, fornisce dati che spesso non sono confrontabili tra loro. Un esempio di ricerche trasversali in cui si registra l'effetto generazionale sono quelle condotte sul quoziente intellettivo.
Disegno retrospettivo
Consiste nel ricostruire, a ritroso nel tempo, le condizioni e gli eventi che precedono la situazione attuale. Si ricorre, quindi, ai ricordi eventualmente integrati con documenti che descrivano le caratteristiche antecedenti la situazione attuale. Il limite principale di questo disegno di ricerca è legato alla parzialità, all'incompletezza e alla possibile distorsione dei dati. Questa strategia di ricerca caratterizza soprattutto l'ambito clinico e psicopatologico, in cui i soggetti sono in numero limitato per i disturbi che presentano. Inoltre, si tratta di una strategia più semplice ed economica rispetto a studi longitudinali prospettici su soggetti a rischio.
Oltre ad individuare cosa si modifica con il trascorrere dell'età, il ricercatore può essere interessato a comprendere le cause che favoriscono un particolare modo in cui avviene il cambiamento; ciò porta a indagare su tutte le possibili relazioni esistenti tra le diverse variabili. Per variabile si intende un particolare aspetto concreto e misurabile del costrutto che si sta studiando. Le variabili possono essere mantenute costanti per tutte le osservazioni; possono essere controllate in modo che assumano un particolare valore in un gruppo di osservazioni e un valore differente in un altro, oppure possono essere lasciate libere di assumere qualsiasi valore.
Le variabili controllate nei valori assunti sono quelle considerate causa del fenomeno indagato e definite, nei disegni sperimentali, variabili indipendenti. Il ricercatore può manipolarle, mostrando un modello di comportamento a un gruppo di bambini e un diverso modello a un secondo gruppo. Le variabili non manipolate e per le quali si registrano i valori assunti sono le variabili osservate, definite variabili dipendenti nei disegni sperimentali, perché le loro variazioni dipendono dai valori assunti dalla variabile indipendente.
Metodo sperimentale
Qualora si intenda indagare il rapporto causa-effetto, si deve ricorrere al metodo sperimentale, creando una situazione in cui si introducono alcune variazioni nella variabile indipendente al fine di controllare in modo sistematico gli effetti sulla variabile dipendente. La relazione causa-effetto tra le variabili analizzate è confermata nel caso si registrano differenze significative tra i due gruppi considerati. La teoria che utilizza il metodo sperimentale è il comportamentismo. Il metodo scientifico/sperimentale prende il nome da Galileo Galilei e viene definito galileiano o anche metodo ipotetico-deduttivo.
Per applicare il metodo sperimentale è necessario che siano soddisfatte tre condizioni:
- La manipolabilità della variabile indipendente;
- La costituzione di un gruppo di controllo;
- L'assegnazione casuale dei soggetti ai due gruppi.
Il metodo sperimentale consente non soltanto di verificare l'esistenza di relazioni casuali tra le variabili, ma anche la possibilità di replicare l'esperimento per confermare o smentire ipotesi iniziali. Un limite è rappresentato dalla difficoltà di generalizzare i risultati. Un altro limite è quello di essere artificioso. Un ulteriore limite è che il comportamento dirige il metodo sperimentale con individui adulti definiti normodotati.
Comportamentismo
Il comportamentismo nasce ufficialmente nel 1913, anno in cui Watson, caposcuola storico, pubblica un articolo programmatico dal titolo: “La psicologia così come la vede il comportamentista”. Il comportamentismo pone al centro del suo studio la relazione che si va a stabilire tra stimolo e risposta. Prende in esame solo i dati oggettivi, cioè gli stimoli forniti dallo sperimentatore e le risposte date dal soggetto, trascurandone gli stati mentali. L’uomo è alla nascita una tabula rasa, inizia così una psicologia definita “senza anima”. Viene trascurata la parte mentale.
Nel comportamentismo l’organismo è docile e plasmabile: la mente dell’uomo è paragonata all’argilla che è possibile modellare (Watson). Possiede una capacità illimitata di apprendimento: apprendimento quantitativo; il cambiamento è prodotto da cause ambientali. Il metodo ottimale è la sperimentazione e l’osservazione col massimo controllo, cioè lo sperimentatore, al momento che propone l’esperimento in laboratorio, decide già cosa fare. L’individuo è passivo perché accetta le manipolazioni ambientali.
Il comportamentismo considera la mente come una sorta di black box, una scatola nera il cui funzionamento interno è inconoscibile per certi aspetti, irrilevante: quello che importa veramente per i comportamentisti è giungere ad un’approfondita comprensione empirica e sperimentale della relazione tra certi tipi di stimoli (ambientali) e certi tipi di risposte (comportamentali).
Watson
Watson J. (1913) considerava i bambini “pezzi di argilla” che venivano plasmati dall’ambiente. Per Watson fu fondamentale lo studio dell’apprendimento nei bambini. I primi anni di vita sono, secondo Watson, molto importanti sul piano emotivo e quindi un bambino solo, se immerso in un ambiente familiare favorevole al suo sviluppo psicologico, può crescere adeguatamente. Uno studio di Watson per quanto riguarda l’apprendimento delle emozioni è il caso del piccolo Albert: Albert giocava solitamente con un topolino fintanto che gli venne presentato insieme un forte rumore. Successivamente all’apprendimento per condizionamento, il bambino manifestò una grande paura per i topi. Il rumore era quindi diventato uno stimolo incondizionato in grado di provocare una risposta diretta di paura. L’associazione con un altro stimolo (Topolino) aveva creato una condizione tale per cui il bambino è stato condizionato ad avere paura anche del topolino e, grazie alle generalizzazioni dello stimolo, anche ad altri oggetti aventi simili caratteristiche. Watson prese spunto da Pavlov per mostrare come le reazioni emotive possano essere condizionate nelle persone.
Pavlov e il condizionamento classico
Quando parliamo di processi di apprendimento parliamo di condizionamento, e andiamo a distinguere un condizionamento classico (Pavlov) e un condizionamento operante (Skinner e Thorndike).
Il condizionamento classico si verifica quando uno stimolo neutro diventa un segnale per un evento che sta per verificarsi. L’esperimento più significativo è passato alla storia come “il cane di Pavlov”. Pavlov iniziò a studiare dei cani in cattività e un giorno notò che un cane che veniva nutrito in un particolare momento della giornata cominciava a salivare non alla vista del cibo o all’odore ma ai rumori dei passi del guardiano. In questo esperimento Pavlov fa precedere all’azione di dare del cibo a un cane il suono di un campanello e non rivela nessuna secrezione salivare nel cane; in seguito gli fornisce la carne e lo stimolo viene attivato; nella fase successiva il campanello viene fatto suonare mentre al cane viene dato del cibo. Infine, nella terza fase viene rilevato uno stimolo salivare già al solo suono del campanello: il cane associa al suono del campanello l’arrivo del cibo e ciò provoca in lui una secrezione salivare.
- La carne è lo stimolo incondizionato;
- La salivazione alla vista della carne è la risposta incondizionata;
- Il campanello è lo stimolo neutro.
Con il tempo, però, il suono del campanello diventa uno stimolo condizionato e il cane che saliva è la risposta condizionata. Pavlov, dopo molti esperimenti, intuì come alcuni stimoli che sono direttamente collegati al cibo, possono generare secrezioni salivari; poté quindi dimostrare come il cervello controlla i comportamenti non solo sociali ma anche fisiologici.
Thorndike e apprendimento per prove ed errori
Nel condizionamento operante un comportamento si manifesta più frequentemente se viene rinforzato. Thorndike studiò la connessione nell’apprendimento tra stimolo-risposta e scoprì che erano legati da due leggi:
- L’esercizio: più il rinforzo è ripetuto più sarà efficace l’apprendimento;
- L’effetto: più la soddisfazione del soggetto sarà alta più l’apprendimento sarà efficace.
Skinner e condizionamento operante
Skinner è interessato all’osservazione del comportamento e alla sua relazione in cui a una determinata risposta ha fatto seguito una ricompensa. La sua idea è che questo tipo di analisi possa essere sufficiente a spiegare ogni forma di apprendimento, incluso quello linguistico. In Skinner troviamo il modellaggio, che consiste nel rinforzare le progressive approssimazioni al comportamento desiderati. Inoltre, Skinner si basa sulla possibilità di fare acquisire o di scoraggiare determinati comportamenti mediante rinforzi o punizioni. L’organismo impara che un particolare comportamento produce una particolare conseguenza. Il topo posto in una gabbia che urta casualmente ad una leva azionando un meccanismo di fuoriuscita di cibo tenderà a ripetere il comportamento. Il rinforzo è uno stimolo in grado di accrescere la probabilità che un comportamento venga ripetuto e quindi appreso.
Differenza tra condizionamento classico e operante
- Nel condizionamento classico avviene una connessione tra uno stimolo e una risposta quindi lo stimolo incondizionato;
- Nel condizionamento operante la risposta viene provocata.
Metodo quasi sperimentale
Qualora si possa manipolare la variabile indipendente, ma non sia possibile assegnare i soggetti ai due gruppi in modo casuale, si può utilizzare un disegno quasi-sperimentale. È un metodo tipico degli studi in campo educativo, volendo confrontare due differenti modalità didattiche adottate in due diverse classi.
Metodo correlazionale
È utilizzato qualora l’interesse del ricercatore sia volto a rilevare il grado di associazione tra due o più variabili e non la relazione causale tra tali caratteristiche, oppure qualora non sia possibile individuare gruppi che differiscano per la dimensione indagata. Attraverso la ricerca correlazionale si descrive il rapporto tra due variabili; ciò consente di osservare se ai cambiamenti che intervengono in una variabile corrispondono modificazioni anche nell’altra variabile. La forza della correlazione è indicata attraverso il coefficiente di correlazione che può assumere valori compresi tra -1 e +1. Il segno indica la direzione della correlazione: essa è positiva se al crescere di una variabile aumenta anche l’altra; è negativa se all’aumento di una variabile corrisponde la diminuzione dell’altra.
Metodo sperimentale a soggetto singolo
Esso si basa sullo studio della variabilità intra-soggetto e implica misurazioni ripetute nel tempo. Attraverso tale metodo si valuta l’effetto di un trattamento su un soggetto, considerando...
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