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Riassunto esame Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento, prof.ssa Zappulla, libro consigliato "L'osservazione del comportamento infantile" di Baumgartner E. Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla prof.ssa Zappulla: "L'osservazione del comportamento infantile" di Baumgartner E. Gli argomenti trattati sono i seguenti: osservazione del comportamento infantile; teorie di riferimento del metodo osservativo; chi, che cosa, dove,... Vedi di più

Esame di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento docente Prof. C. Zappulla

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-non esiste una netta distinzione, osservazione e sperimentazione si collocano come estremi di un continuum

-l’osservazione nei contesti educativi è utile per la conoscenza approfondita dei singoli bambini

-l’osservazione richiede la sospensione del giudizio per una descrizione accurata, sistematica e diversificata

-i bambini apprendono e interagiscono osservando: apprendimento via osservazione

-osservare (partecipazione a distanza)per stabilire un ponte utile ad entrare in un gruppo

2.Le teorie di riferimento del metodo osservativo

-alle origini del metodo osservativo vengono poste le biografie infantili , scritte sotto forma di diario dai genitori, i

quali giorno per giorno prendevano nota dei comportamenti e mutazioni dei figli

-nel ‘700 e ‘800 abbiamo le biografie infantili di Darwin e Preyer (primi studi longitudinali)

-nel ‘900 i diari di Binet (osservazione comparata delle due figlie)

-nel 1931 la Buhler con gli studi sullo sviluppo sociale infantile

-negli anni ’50 la forza dell’approccio comportamentista con l’osservazione in laboratorio

-negli anni ’60 prendono piede come risposta l’osservazione ecologica e quella etologica

 Osservazione ecologica

-deriva dagli studi di Wright e dalla sua distinzione in metodi osservativi chiusi e aperti (campionamento c. e t.)

-è uno studio delle relazioni tra individui e le proprietà degli ambienti in cui essi vivono

-interdipendenza organismo, comportamento e ambiente

-indaga il funzionamento individuale nei luoghi di vita quotidiana, poiché il comportamento varia in sua funzione

-il comportamento in sé è un’astrazione priva di senso, lo si deve considerare in un contesto

-serve a descrivere il contesto e gli eventi molari, cogliendo inferenze su motivazioni, intenzioni ed emozioni

-le due unità ecologiche sono: behavior episode e behavior setting

-behavior episode: è l’unità di azioni e situazioni, comp. specifici di una specifica persona caratterizzati da un fine

-per identificare un episodio all’interno di un flusso continuo di comportamenti, occorre individuare l’obiettivo

cui mira la persona e le specifiche azioni orientate al raggiungimento di tale obiettivo

-behavior setting: situazione specifica con proprietà strutturali e dinamiche in cui si osservano i comportamenti

-i comportamenti sono dipendenti dall’ambiente in cui si verificano, che esiste indipendentemente da schema

-possibilità di studio del cambiamento di schema comp. in base al setting e la pressione ambientale

-la metodologia è la registrazione di campioni comportamentali secondo specimen record

-specimen record: una descrizione narrativa estesa con un linguaggio di uso quotidiano di comp. e scena

-bisogna attenersi ai dati osservati per garantire dati neutrali (per assenza di selettività)

-preservano la continuità del comportamento, cogliendo estensione e varietà del comportamento

-le osservazioni vengono successivamente arricchite di annotazioni e commenti dell’osservatore

-Punti di forza: attenzione per lo svolgimento temporale degli eventi e per l’intera sequenza degli eventi

(antecedenti e conseguenti)riesce a rendere il fenomeno nella sua complessità e ricchezza

-utile soprattutto quando il fenomeno da osservare è nuovo o non ben conosciuto

-Limiti: scarsa economia, relativamente al tempo e alla pazienza che richiede

-l’impossibilità di replicare i dati, per il peso che la soggettività dell’osservatore ha nella stesura del resoconto

-è possibile ovviare al problema per mezzo della trascrizione narrativa, consente una schematizzazione

-riporta ora, persone e posizioni rivestite (focale) e azioni nei minimi dettagli

Approccio ecologico Approccio etologico

Unità comportamentali complesse Unità comportamentali semplici

Azioni dotate di scopo Azioni in sé, a prescindere dallo scopo

Inferenze sulle intenzioni sottostanti Descrizioni non inferenziali

Attenzione al “come” del comportamento Attenzione alla superficie del comportamento

Il contesto influenza il comportamento Il contesto fa sì che si manifesti il comportamento

-entrambi gli approcci preferiscono osservare e misurare il comportamento senza manipolarlo

-entrambi pongono enfasi sul fatto che l’osservazione avvenga in condizioni naturali

Osservazione ecologica Osservatore partecipe

Osservazione etologica Osservatore distaccato

Osservazione piagetiana Osservatore critico

Osservazione psicoanalitica Osservatore partecipe

 Osservazione etologica

-Eibl-Eibesfeldt passa dallo studio del comportamento animale a quello del comportamento umano: l’etologia

-studio e descrizione dettagliata dei moduli comportamentali nel loro contesto naturale

-si focalizza l’attenzione sulla natura e la frequenza dei comportamenti, per vedere le reazioni adattive

-l’uso di aspetti semplici, osservabili nel comportamento, come dati grezzi

-la descrizione e la storia naturale come punto di partenza di ipotesi da verificare

-la tendenza a non utilizzare categorie di comportamento di senso poco chiare, bensì unità elementari

-la prospettiva evoluzionistica, che pone l’accento sugli aspetti biologici e sulle funzioni adattive dei compo.

-la metodologia prevede una descrizione oggettiva che si basi su categorie chiaramente scomponibili (Hinde)

-natura fisica: elementari come movimenti o espressioni facciali

-natura sociale: cioè più complesse come avvicinarsi, salutare ecc

-esemplare nelle osservazioni etologiche è:

-l’assenza valutazioni o inferenze, è utile la sola rilevazione completa e dettagliata

-la descrizione dei moduli comportamentali e la ricchezza di particolari e la minuziosa rilevazione dei tempi

-il prodotto ideale per tale osservazione è l’etogramma, una lista competa di descrizioni riferite a specifici compo.

-il fine è di individuare pattern fissi di azione, cioè risposte stereotipate a determinate condizioni ambientali

-un etogramma è solitamente costruito in maniera gerarchica:

1. si inizia con l’individuazione di un ambito comportamentale di carattere generale

2. vengono poi individuate le sottoclassi più specifiche (concettualmente escludentesi)

3. ad un livello più analitico vengono definiti i comportamenti particolari all’interno delle sottoclassi

-Punti di forza: efficace nello studio della prima infanzia e del comportamento sociale infantile

-attenzione non solo per il contesto in cui avviene il comportamento, ma anche per il suo svolgimento nel tempo

-attenzione per ambiti di studio prima trascurati (l’interazione precoce madre-bambino o tra bambini)

-Limiti: l’osservazione implica comunque una selezione di natura soggettiva fatti sui comportamenti da osservare

-la frammentazione del comportamento in microcategorie può oscurarne il vero significato globale

-l’idea di un’osservazione cieca, le ipotesi sono d’obbligo nel guidare la rilevazione e la valutazione

 Osservazione piagetiana

-metodo “quasi sperimentale” poiché basato su ipotesi sistematicamente verificate manipolando le variabili

-l’osservazione prevede il controllo e la modificazione delle condizioni naturali per favorire la comparsa di azioni

-le osservazioni sono continuative nel tempo, al fine di studiare la genesi e l’evoluzione dei comportamenti

-nella sua metodologia utilizza il metodo critico, in quanto compie un’osservazione controllata

-oltre alla registrazione dei comportamenti spontanei, interviene a modificare le condizioni all’origine dei compo.

-le reazioni suggeriscono l’introduzione di nuove manipolazioni per stimolare comportamenti più avanzati

-successivamente varia le condizioni, anche con nuovi oggetti per verificare il consolidamento delle capacità

-Punti di forza: continuità, sistematicità e accuratezza delle descrizioni

-approccio qualitativo che salvaguarda la spontaneità del compo. ma anche il rigore metodologico

-Limiti: le ipotesi sono talvolta più forti delle evidenze empiriche e portano ad osservare solo ciò che si vuole vedere

 Osservazione psicoanalitica

-utile riconciliazione di dati ottenuti per via ricostruttiva e quelli ottenuti con l’osservazione diretta

-l’osservazione diretta e partecipe del bambino durante i primi due anni di vita, nella sua relazione con la madre

-Winnicott aveva individuato nella coppia madre-bambino la configurazione base dell’osservazione psicoanalitica

-distinzione di profondo (eventi lontani dall’esperienza attuale e coscienza) e precoce (bambino e ambiente)

-nella metodologia il bambino viene osservato settimanalmente e l’osservatore è sia neutrale che partecipante

-aperto alle richieste emotive della madre ma non coinvolto in ruoli che potrebbero interferire

-è richiesto un setting definito costituito dai seminari settimanali di discussione e supervisione

-Punti di forza: informazioni particolareggiate sulla crescita del bambino nella propria casa e con i propri familiari

-Limiti: osservatore, interno ed esterno: obiettività (?) e partecipazione emotiva possono risultare inconciliabili

3.Chi, che cosa, dove, come osservare

-il metodo osservativo è elettivo nello studio dell’infanzia e dell’età prescolare

-dipende dal problema della reattività: le alterazioni indotte dalla presenza dell’osservatore minori se piccoli

-con bambini di età prescolare dopo l’iniziale familiarizzazione non vi è più grande interesse verso osservatore

-diverso con più grandi, poiché si usano strategie di osservazione dissimulata, che permettano il

mascheramento dell’osservatore, e osservazione partecipante che avverta della presenza

-considerando la variabile evolutiva esistono tre disegni di ricerca, che studiano lo sviluppo nel corso del tempo

1. trasversale: bambini di diversa età ma simili sotto altri aspetti, studiati contemporaneamente

-vantaggi: informazioni sulle differenze di età, ma anche rapido ed economico

-limiti: non consente di valutare la stabilità delle differenze nel tempo

2. longitudinale: gli stessi bambini vengono studiati a più riprese per lunghi periodi

-vantaggi: informazioni sul cambiamento individuale,e valuta la stabilità delle differenze

-limiti: perdita di soggetti nel tempo, la ripetizione delle prove può minacciare la validità

3. microgenetico: i bambini sono studiati intensivamente per lunghi periodi di tempo

-vantaggi: informazioni sui processi responsabili del cambiamento

-limiti: non consente di valutare il cambiamento nel lungo periodo

-nell’osservazione del singolo individuo si registrano il comportamento sociale e le reazioni dei suoi interlocutori

-le schede di rilevazione hanno una suddivisione dei comportamenti in aspetti generali (categorie molari) e in

aspetti specifici (categorie molecolari)

-nell’osservazione della coppia si dovrà tener conto simultaneamente del comportamento di entrambi

-attenzione verso l’attività congiunta e gli effetti delle azioni di ciascuno sugli altri

-la relazione non è la somma di eventi e comportamenti, e si sviluppa nel tempo ed ha una storia

-nell’osservazione del gruppo esso non è la somma dei singoli ma costituisce un’entità dinamica, con proprietà

-individuare le interazioni di tutti con tutti, facendo una mappatura delle diverse relazioni

-descrivere le posizioni sociali di ciascuno (accettazione/rifiuto) cioè le preferenze associative

-identificare le varie unità di aggregazione e le caratteristiche che determinano le affiliazioni

-la rilevazione fornisce una mappa delle relazioni presenti: relazioni diadiche, reti relazionali più ampie, singoli

soggetti non impegnati in alcuna interazione, singoli soggetti che fanno parte di più sottogruppi

esistono tre strategie di campionamento dei soggetti:

1.individuo focale: osservazione per tempo prolungato di un bambino alla volta

-vantaggi: descrizione accurata e dettagliata del comportamento del soggetto quando sotto osservazione

-limiti: inadatta alla rilevazione di comportamenti irregolari, poiché potrebbero essere messi in atto da altri

2. scansione rapida: a turno ogni bambino è osservato per tempi brevi (da pochi secondi a un minuto)

-vantaggi: efficace per comportamenti frequenti e distribuiti regolarmente fra più individui

-limiti: scarso dettaglio poiché ne rileva soltanto la comparsa senza specificarne le caratteristiche

3. campionamento dei comportamenti: si osserva uno specifico comportamento quando viene messo in atto

-vantaggi: efficace per comportamenti rari o irregolari

-limiti: richiede un elevato controllo dell’intero gruppo, difficile in ambienti troppo grandi o dispersivi

-i comportamenti si suddividono in due grandi categorie:

-eventi momentanei: discreti, situati in punti temporali precisi e descritti secondo la frequenza

-stati: pattern comportamentali che durano nel tempo, e hanno un inizio e fine e quindi descritti secondo durata

-la combinazione di durata e frequenza dà luogo a 4 possibili tipi di comportamento:

-momentaneo e frequente (battito di ciglia) con eventi infrequenti sono indicate sedute protratte

-momentaneo infrequente (un colpo di tosse) nel tempo diversamente con eventi frequenti

-durevole frequente (parlare di qualcosa) osservazioni di breve durata intervallate nel tempo

-durevole infrequente (un atto aggressivo)

-la natura dei comportamenti influenza il tipo di misura che possiamo ricavare:

-Frequenza: quella assoluta misura quante volte il comportamento si presenta

-frequenza relativa: rispetto al numero tot. dei comportamenti osservati (n comp. accaduti/n. c. osservati) x 100

-frequenza proporzionale: rispetto alla durata dell’osservazione (n comp. accaduti/durata osservazione)

-Durata: per quanti secondi o minuti un comportamento viene messo in atto (assoluta)

-durata relativa: per quanti secondi o minuti un comportamento viene messo in atto in relazione al totale

dell’osservazione (Durata del comportamento/Durata dell’osservazione) x 100

-durata media di un evento: durata del comportamento in relazione alla sua freq. (durata ass. c./n c. accaduti)

-Latenza: intervallo di tempo tra l’inizio dell’osservazione e il momento in cui un comportamento si presenta

-Intensità: grado con cui si manifesta un dato comportamento viene misurata utilizzando scale Likert a più punti

-Densità: indica la pervasività di un comportamento rispetto agli altri

-un comportamento può essere presentato occasionalmente oppure caratterizzare tutta l’osservazione

-secondo Wright tra i possibili scenari dell’osservazione esiste una distinzione:

-ambiente: unità di luogo di tempo in cui si verificano alcune condizioni, un insieme di caratteri fisici

-situazione: insieme di eventi psicologicamente significativi favorito da ogni ambiente

-in uno specifico ambiente si creano specifiche situazioni, anche e essi non sono correlati (diversi s. in diversi a.)

-il comportamento di un bambino è maggiormente influenzato dalla situazione che dall’ambiente

-Bailey suddivide invece gli studi osservativi sulla base di 2 criteri:

1. il grado di strutturazione dell’ambiente: ambiente naturale e ambiente artificiale

-per una ricerca ecologica non basta osservare in un ambiente naturale ma rispettare la validità ecologica

-bisogna considerare come la situazione viene percepita e interpretata da coloro che osservano

2. il grado di strutturazione deciso dall’osservatore: osservazione naturalistica e in condizioni controllate

-dalla combinazione di questi fattori esce una tabella a doppia entrata con la tipologia di studio osservativo

-le procedure da utilizzare durante l’osservazione possono essere:

-Osservazioni dal vivo, carta e matita: si possono usare delle annotazioni, o compilazioni di check-list (più veloci)

-vantaggi: economiche e danno un impatto minore perché colui che scrive da meno nell’occhio

-con questa procedura si minimizza la perdita di informazioni dovuta a inconvenienti tecnici

-limiti: non hanno la stessa affidabilità e fedeltà nelle rilevazioni come le videoregistrazioni

-Osservazioni audio-videoregistrate: impatto limitato e dà traccia permanente e obiettiva dell’osservazione

-registrazione vocale di tutti gli eventi osservati per poi essere trascritti senza perdere nulla

-odiernamente esistono anche dei registratori di eventi computerizzati che fungono da check-list ottimizzate

-vantaggi: continua disponibilità della registrazione e utili nell’osservazione di fenomeni complessi per minuzie

-limiti: nella registrazione audio si perdono elementi delle azioni non verbale, ovviare con videoregistrazione

-la videoregistrazione non permette una sicura e soddisfacente registrazione per suoni e campi larghi

-l’osservazione diretta può essere condotta in 2 modi: distaccata (etologica) e partecipante (etnografica)

-Spradley distingue 5 livelli lungo un continuum da distaccata a totalmente partecipante

-Assenza di partecipazione: l’osservatore è fisicamente assente (nascosto)

-Partecipazione passiva: l’osservatore è presente ma non interagisce con i soggetti

-Partecipazione moderata: l’osservatore cerca di restare in equilibrio tra distacco e coinvolgimento

-Partecipazione attiva: pienamente coinvolto negli eventi per comprendere i comportamenti dall’interno

-Partecipazione completa: l’osservatore entra a far parte del gruppo di soggetti, condividendone regole e scopi

-nell’etologia è richiesto il distacco nella relazione con l’osservato, affinché si possa ottenere l’obiettività

-la registrazione dei dati si divide in diverse fasi:

1. spregiudicata poiché libera da idee preconcette

2. individuazione della regolarità negli eventi per definire le ipotesi da verificare

3. ricerca dei modelli comportamentali globali individuati (repertori: comp. ricorrenti in specifiche circostanze)

-il vantaggio dell’osservazione partecipante è quello di avere informazioni riguardo opinioni e sentimenti dei sogg.

-questo tipo di osservazione affonda le sue radici nell’antropologia e etnografia che non dividono l’osservatore

dall’osservato in quanto la stessa relazione è un dato ricavabile

-il metodo etnografico è divisibile in più fasi:

1. Fase etnografica: serve a guadagnarsi l’accesso al campo, acquisendo la fiducia delle persone coinvolte

2. Fase dell’osservazione nascosta: dietro lo specchio unidirezionale, si raccolgono informazioni

3. Fase dell’osservazione partecipante: inizia dopo circa due mesi, l’obiettivo è farsi accettare dai bambini

4. Fase della videoregistrazione: vengono videoregistrati episodi particolari, che vengono poi riesaminati

5. Fase della validazione dei dati: attraverso triangolazione o confronto tra molteplici interpretazioni

-interessi microscopici e approfonditi, una descrizione minuziosa, particolareggiata e in profondità dei fenomeni,

-presenza di ricorsività, rapporto tra dati e teorie ha la forma di un continuo confronto, che spesso costringe i

ricercatori a rivedere teorie e presupposti alla luce dei dati raccolti

-vantaggi: descrizione accurata ed estesa, pluralità dei materiali raccolti, molte delle fonti d’informazione

-limiti: possibilità di condurre osservazioni obiettive, data la profonda immersione nei fenomeni

-alti costi per tempo e risorse impegnate ai fini della complessa ricerca

4.La scelta delle unità di analisi. Lo schema di codifica

-la codifica è una descrizione degli eventi attraverso unità di significato

-la codifica consente di trasformare gli eventi in dati quantificabili che possono essere confrontati e valutati

-esistono differenti modalità di codifica corrispondenti ai diversi metodi di osservazione (Wright):

1. metodo aperto (a posteriori):

-descrizione globale del comportamento con resoconti narrativi successivi a video/audio registrazioni

-si ha una maggiore aderenza al fenomeno indagato, rischiando però di costruire schemi di codifica prolissi

2. metodo chiuso (tramite rilevazione):

-definizione a priori di un repertorio di comportamenti che si intende osservare (check-list)

-la rilevazione e la codifica dei comportamenti avvengono contemporaneamente

-rischio dato dal fatto che si ricercano solo alcuni comportamenti, distorcendo la realtà

-deve esserci una giusta distanza tra le categorie di codifica e i dati:

-le categorie devono essere sufficientemente vicine ai dati così da rappresentarli (descriverli), ma devono anche

essere sufficientemente distanti così da poterli comprendere (interpretarli)

-la codifica inizia con la formulazione di una domanda chiara, per scegliere i comportamenti da rilevare

-è un’operazione teoretica e cambia in base alla ricerca per cui viene costruita

-esistono due procedimenti per individuare le categorie:

-deduttivo: lo schema di codifica viene costruito a priori, su basi concettuali e teoriche (dalle teorie ai dati)

-l’osservatore ritiene di conoscere già abbastanza bene il fenomeno che vuole osservare

-induttivo: lo schema di codifica viene costruito a posteriori, sulla base dei dati (dai dati alle teorie)

-i dati vengono identificati e raggruppati in unità di significato, che li rappresentano ad un livello più astratto

-la stesura di una lista di eventi provvisoria


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla prof.ssa Zappulla: "L'osservazione del comportamento infantile" di Baumgartner E. Gli argomenti trattati sono i seguenti: osservazione del comportamento infantile; teorie di riferimento del metodo osservativo; chi, che cosa, dove, come osservare; unità d'analisi, lo schema di codifica; rilevazione dei dati; strumenti dell'osservazione; affidabilità e validità. i vari argomenti sono suffragati da schemi ripetitivi e riassuntivi degli argomenti principali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Davide_L_R di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Zappulla Carla.

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