Estratto del documento

Riassunto esame di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento

prof.ssa Zappulla

Libro consigliato “L’osservazione del comportamento infantile” di

Baumgartner E.

1.Introduzione all’osservazione del comportamento infantile

-differenze per un verbo simile quale “osservare”:

-osservare: esaminare con attenzione o considerare con cura

-guardare: rivolgere lo sguardo per vedere

-vedere: percepire con gli occhi la realtà concreta

-la ricerca osservativa è una registrazione sistematica senza intervenire su di essi:

-sistematicità: definizione in anticipo dei diversi possibili comportamenti, pianificando le osservazioni

-registrazione: fedele e accurata di ogni evento quando si presenta riducendo l’uso della memoria (Rosenthal)

-necessario addestramento per controllo del processo di selezione o distorsione delle informazioni

-influenze: assenti da parte dell’osservatore, che si limita a seguire il flusso degli eventi (descrittivo) (Hawthorne)

-la stessa osservazione è inseribile in un contesto critico e scientifico se essa è:

-confrontabile: diversa dalle conoscenze intuitive, spontanee e informali

-falsificabile: poiché sottoponibile a verifica

-diversa dal senso comune: porterebbe a ignorare comportamenti poco visibili e generalizzazioni infondate

-obiettiva: quindi non soggettiva, in modo che più persone giungerebbero allo stesso risultato

-ogni costrutto è operazionalizzato, descritto nelle operazioni necessarie a definirlo

-ripetibile: le condizioni sono specificate affinché sia garantita la possibilità di replicazione per gli stessi risultati

-l’osservazione si divide in: diretta (naturalistica e in condizioni controllate) e indiretta

-diretta: condotta nel momento del comportamento e i dati sono raccolti con osservatori addestrati

 Osservazione diretta naturalistica:

-descrizione del comportamento spontaneo del bambino nei contesti di vita quotidiana

-l’osservatore rimane sullo sfondo ed evita di controllare o influenzare i comportamenti da rilevare

-Vantaggi: consente la raccolta di informazioni dettagliate sulle manifestazioni comportamentali spontanee

-Limiti: fornisce troppe informazioni rischiando di non cogliere i comportamenti di rilievo

-non valuta il peso che le tante dimensioni in gioco possono avere sul comportamento

 Osservazione in condizioni controllate:

-si manipolano le variabili dipendenti al fine di stimolare comportamenti rilevanti all’ipotesi formulata

-Vantaggi: osserva tutti gli individui nelle stesse situazioni, controllando la variabilità legata al contesto

-Limiti: risulta artificiale, e i risultati sono difficilmente generalizzabili

 Osservazione indiretta (interviste e questionari):

-condotta con strumenti come questionari, interviste e test somministrati al soggetto o altri significativi

-Vantaggi: rilevano l’esperienza soggettiva e permettono di indagare il mondo interno del bambino

-sono economici e flessibili, in quanto lasciano la libera espressione al bambino

-Limiti: la desiderabilità sociale che tendono a favorire l’osservatore, e la memoria incompleta e non accurata

1.Metodo osservativo: rinuncia alla manipolazione delle variabili, interessato alle relazioni esistenti tra 2 o più v.

-ha un intento descrittivo e non esplicativo

2.Metodo sperimentale: le variabili vengono manipolate per indagare le relazioni che potrebbero esistere se…

1.Tecnica osservativa: procedura di rilevazione attraverso cui si rilevano i dati

-si basa sul giudizio dell’osservatore e sulle sue abilità percettive, attentive e empatiche

2.Tecnica sperimentale: rilevazione che prevede l’uso di dispositivi di rilevazione

-non esiste una netta distinzione, osservazione e sperimentazione si collocano come estremi di un continuum

-l’osservazione nei contesti educativi è utile per la conoscenza approfondita dei singoli bambini

-l’osservazione richiede la sospensione del giudizio per una descrizione accurata, sistematica e diversificata

-i bambini apprendono e interagiscono osservando: apprendimento via osservazione

-osservare (partecipazione a distanza)per stabilire un ponte utile ad entrare in un gruppo

2.Le teorie di riferimento del metodo osservativo

-alle origini del metodo osservativo vengono poste le biografie infantili , scritte sotto forma di diario dai genitori, i

quali giorno per giorno prendevano nota dei comportamenti e mutazioni dei figli

-nel ‘700 e ‘800 abbiamo le biografie infantili di Darwin e Preyer (primi studi longitudinali)

-nel ‘900 i diari di Binet (osservazione comparata delle due figlie)

-nel 1931 la Buhler con gli studi sullo sviluppo sociale infantile

-negli anni ’50 la forza dell’approccio comportamentista con l’osservazione in laboratorio

-negli anni ’60 prendono piede come risposta l’osservazione ecologica e quella etologica

 Osservazione ecologica

-deriva dagli studi di Wright e dalla sua distinzione in metodi osservativi chiusi e aperti (campionamento c. e t.)

-è uno studio delle relazioni tra individui e le proprietà degli ambienti in cui essi vivono

-interdipendenza organismo, comportamento e ambiente

-indaga il funzionamento individuale nei luoghi di vita quotidiana, poiché il comportamento varia in sua funzione

-il comportamento in sé è un’astrazione priva di senso, lo si deve considerare in un contesto

-serve a descrivere il contesto e gli eventi molari, cogliendo inferenze su motivazioni, intenzioni ed emozioni

-le due unità ecologiche sono: behavior episode e behavior setting

-behavior episode: è l’unità di azioni e situazioni, comp. specifici di una specifica persona caratterizzati da un fine

-per identificare un episodio all’interno di un flusso continuo di comportamenti, occorre individuare l’obiettivo

cui mira la persona e le specifiche azioni orientate al raggiungimento di tale obiettivo

-behavior setting: situazione specifica con proprietà strutturali e dinamiche in cui si osservano i comportamenti

-i comportamenti sono dipendenti dall’ambiente in cui si verificano, che esiste indipendentemente da schema

-possibilità di studio del cambiamento di schema comp. in base al setting e la pressione ambientale

-la metodologia è la registrazione di campioni comportamentali secondo specimen record

-specimen record: una descrizione narrativa estesa con un linguaggio di uso quotidiano di comp. e scena

-bisogna attenersi ai dati osservati per garantire dati neutrali (per assenza di selettività)

-preservano la continuità del comportamento, cogliendo estensione e varietà del comportamento

-le osservazioni vengono successivamente arricchite di annotazioni e commenti dell’osservatore

-Punti di forza: attenzione per lo svolgimento temporale degli eventi e per l’intera sequenza degli eventi

(antecedenti e conseguenti)riesce a rendere il fenomeno nella sua complessità e ricchezza

-utile soprattutto quando il fenomeno da osservare è nuovo o non ben conosciuto

-Limiti: scarsa economia, relativamente al tempo e alla pazienza che richiede

-l’impossibilità di replicare i dati, per il peso che la soggettività dell’osservatore ha nella stesura del resoconto

-è possibile ovviare al problema per mezzo della trascrizione narrativa, consente una schematizzazione

-riporta ora, persone e posizioni rivestite (focale) e azioni nei minimi dettagli

Approccio ecologico Approccio etologico

Unità comportamentali complesse Unità comportamentali semplici

Azioni dotate di scopo Azioni in sé, a prescindere dallo scopo

Inferenze sulle intenzioni sottostanti Descrizioni non inferenziali

Attenzione al “come” del comportamento Attenzione alla superficie del comportamento

Il contesto influenza il comportamento Il contesto fa sì che si manifesti il comportamento

-entrambi gli approcci preferiscono osservare e misurare il comportamento senza manipolarlo

-entrambi pongono enfasi sul fatto che l’osservazione avvenga in condizioni naturali

Osservazione ecologica Osservatore partecipe

Osservazione etologica Osservatore distaccato

Osservazione piagetiana Osservatore critico

Osservazione psicoanalitica Osservatore partecipe

 Osservazione etologica

-Eibl-Eibesfeldt passa dallo studio del comportamento animale a quello del comportamento umano: l’etologia

-studio e descrizione dettagliata dei moduli comportamentali nel loro contesto naturale

-si focalizza l’attenzione sulla natura e la frequenza dei comportamenti, per vedere le reazioni adattive

-l’uso di aspetti semplici, osservabili nel comportamento, come dati grezzi

-la descrizione e la storia naturale come punto di partenza di ipotesi da verificare

-la tendenza a non utilizzare categorie di comportamento di senso poco chiare, bensì unità elementari

-la prospettiva evoluzionistica, che pone l’accento sugli aspetti biologici e sulle funzioni adattive dei compo.

-la metodologia prevede una descrizione oggettiva che si basi su categorie chiaramente scomponibili (Hinde)

-natura fisica: elementari come movimenti o espressioni facciali

-natura sociale: cioè più complesse come avvicinarsi, salutare ecc

-esemplare nelle osservazioni etologiche è:

-l’assenza valutazioni o inferenze, è utile la sola rilevazione completa e dettagliata

-la descrizione dei moduli comportamentali e la ricchezza di particolari e la minuziosa rilevazione dei tempi

-il prodotto ideale per tale osservazione è l’etogramma, una lista competa di descrizioni riferite a specifici compo.

-il fine è di individuare pattern fissi di azione, cioè risposte stereotipate a determinate condizioni ambientali

-un etogramma è solitamente costruito in maniera gerarchica:

1. si inizia con l’individuazione di un ambito comportamentale di carattere generale

2. vengono poi individuate le sottoclassi più specifiche (concettualmente escludentesi)

3. ad un livello più analitico vengono definiti i comportamenti particolari all’interno delle sottoclassi

-Punti di forza: efficace nello studio della prima infanzia e del comportamento sociale infantile

-attenzione non solo per il contesto in cui avviene il comportamento, ma anche per il suo svolgimento nel tempo

-attenzione per ambiti di studio prima trascurati (l’interazione precoce madre-bambino o tra bambini)

-Limiti: l’osservazione implica comunque una selezione di natura soggettiva fatti sui comportamenti da osservare

-la frammentazione del comportamento in microcategorie può oscurarne il vero significato globale

-l’idea di un’osservazione cieca, le ipotesi sono d’obbligo nel guidare la rilevazione e la valutazione

 Osservazione piagetiana

-metodo “quasi sperimentale” poiché basato su ipotesi sistematicamente verificate manipolando le variabili

-l’osservazione prevede il controllo e la modificazione delle condizioni naturali per favorire la comparsa di azioni

-le osservazioni sono continuative nel tempo, al fine di studiare la genesi e l’evoluzione dei comportamenti

-nella sua metodologia utilizza il metodo critico, in quanto compie un’osservazione controllata

-oltre alla registrazione dei comportamenti spontanei, interviene a modificare le condizioni all’origine dei compo.

-le reazioni suggeriscono l’introduzione di nuove manipolazioni per stimolare comportamenti più avanzati

-successivamente varia le condizioni, anche con nuovi oggetti per verificare il consolidamento delle capacità

-Punti di forza: continuità, sistematicità e accuratezza delle descrizioni

-approccio qualitativo che salvaguarda la spontaneità del compo. ma anche il rigore metodologico

-Limiti: le ipotesi sono talvolta più forti delle ev

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Davide_L_R di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Zappulla Carla.
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