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Tecniche di investigazione forense

L’investigazione è una scienza dinamica, poiché le tecniche e le metodologie sono in continuo progresso. Un investigatore ha capacità intuitiva, è un soggetto con una predisposizione curiosa e soprattutto del buon senso. Egli oltre a queste caratteristiche deve essere professionale e avere delle conoscenze generali in ambito giuridico, psicologico e criminalista. I risultati devono essere di natura oggettiva, in modo da essere presentati in processo.

Criteri generali

  • Ricostruzione del fatto esclusivamente oggettiva.
  • Elementi di prova verificabili (garantire la riproducibilità della prova).
  • L’analisi del fatto deve essere accurata, ovvero, modi ed eventi in cui la condotta delittuosa è avvenuta, le persone coinvolte e i luoghi.
  • Tempestività
  • Tracciabilità, ovvero, controllo della documentazione e attività svolte.

Fasi di indagine

  • Raccolta dati
  • Verifica delle tracce
  • Ricerca e controllo delle prove

Con il Codice Vassalli del 1988 il Pubblico Ministero (PM):

  • Valuta la Notitia Criminis; senza il PM non cominciano i lavori
  • Coordina le indagini giudiziarie.
  • Mette insieme i tasselli per costruire l’impianto accusatorio.
  • Decide se archiviare il caso o il rinvio a giudizio dell’indagato.

Con il Codice Vassalli si parla di giusto processo (art 111 Cost.), ovvero parità tra accusa e difesa, imparzialità del giudice, possibilità che l’indagato possa difendersi ecc.

Ferri del mestiere

Un buon investigatore è considerato tale, dal suo metodo logico di osservare con deduzione, abduzione e retroduzione.

  • Deduzione: ragionamento in avanti… dalla premessa arriva ad una conclusione.
  • Retroduzione: ragionamento all’indietro…. Dalla conclusione alla premessa.
  • Abduzione: tirare ad indovinare.
  • Procedimento induttivo (fatti acquisiti tramite l’esperienza)
  • Procedimento deduttivo (con premesse)

L'interrogatorio

(disciplinato dagli art 350-351 cpp)

Ogni interrogatorio deve rispettare 3 regole:

  • Studiare il soggetto (bisogna metterlo al proprio agio, magari partendo da domande generiche sulla propria vita)
  • Prendersi del tempo (l’investigatore dovrà prendersi tutto il tempo necessario affinché possa razionalizzare ogni risposta data dal soggetto che si trovi davanti)
  • Lavorare sulle contraddizioni: l’investigatore deve essere attento ad ogni eventuale contraddizione che può essere indice di menzogna.

Nella fase investigativa le intercettazioni telefoniche sono strumento di fondamentale importanza. Altro elemento importante è la sorveglianza che oltre a essere effettuata con videocamera nascosta, può avvenire anche attraverso il pedinamento.

Analisi tracce

  • Analisi balistiche
  • Ricerca impronte digitali o altra natura
  • Perizie informatiche
  • Movimenti bancari

La scena del crimine

Sulla scena del crimine, vengono messe in atto tutte quelle attività che partono dal sopralluogo giudiziario, fino al processo.

L’investigazione della scena del crimine

  • Ricognizione: sopralluogo, documentazione e ricerca, assicurazione e repertamento.
  • Identificazione: analisi comparative.
  • Individualizzazione: valutazione, interpretazione.
  • Ricostruzione: dimostrazione.

Il sopralluogo giudiziario è la fase più importante, che sta alla base di qualsiasi altra indagine di polizia giudiziaria per l’accertamento dei reati e la ricerca dei rei. Le fasi del sopralluogo sono: osservazione, descrizione, fissazione, conservazione.

Le tre fasi seguono una “regola”, ovvero, da DX verso SX – dall’ALTO verso il BASSO – dal GENERALE al PARTICOLARE.

  • Cadavere: destra e sinistra si riferiscono al cadavere e non all’osservatore.
  • Oggetti: se questi hanno un verso di utilizzo si descrivono per come si usano e non dal punto di vista dell’osservatore.

Dopo una prima fissazione generale, i particolari dovranno essere fotografati con striscette metriche e con delle lettere - RILIEVI PLANIMETRICI (per rispondenza tra lettera e descrizione).

Le impronte papillari

Palmari, plantari e digitali che quest’ultime sono le più usate per l’identificazione giudiziaria. Le impronte si suddividono in visibili (quelle che vediamo ad occhio nudo), latenti (invisibili ad occhio nudo), plastiche (impronte che troviamo ad esempio sulla sabbia, sulla neve, come ad esempio le impronte di pneumatici).

Durante la fase di sopralluogo, molto spesso ci si imbatte in campioni biologici e non e i repertamenti sono diversi tra loro.

I campioni biologici

  • Sangue, che può presentarsi in diversi stati.
  • Saliva, liquido seminale, sudore, tracce pilifere ecc.

Le tracce ematiche

  • Passive: formate per la sola forza di gravità.
  • Transfer: originate quando una superficie imbrattata di sangue fresco, viene messo a contatto con una superficie pulita.
  • Proiettate: si originano se il sangue fuoriesce in seguito all’applicazione di una forza superiore a quella di gravità. Il numero e la dimensione delle tracce, dipende dalla forza applicata.

Gocce satellite: provocate da gocce di sangue che si producono dal gocciolamento di sangue su altro sangue. Misurando la lunghezza e la larghezza della traccia è possibile calcolare l’angolo di impatto.

Tutte le fasi vengono sottoposte ad un processo di tracciabilità.

Identificazione biometrica

Sono molte le discipline che intervengono sulla scena del crimine e che sono utili per l’identificazione e epoca della morte. Identificare: attribuire un’identità. Oggi con lo sviluppo tecnologico si è riusciti a costruire anche degli archivi come ad esempio l’Afis (banca dati impronte digitali). Altri riconoscimenti tecnologici sono l’impronta dell’iride, fonica, della scrittura e andatura (passo).

Le caratteristiche dell’identificazione sono:

  • Universalità (caratteristica comune a tutti)
  • Unicità (non condivisa da più individui)
  • Permanenza (immutabilità nel tempo)
  • Catturabilità (caratteristica misurabile)

L’indagine fonica, si basa sull’analisi del suono (altezza, intensità, durata, timbro). La risonanza determina il timbro della voce. Dal punto di vista forense, attraverso la voce, è possibile identificare un soggetto con intercettazioni telefoniche, registrazioni ecc. Non è affidabile poiché varia nel tempo e si può camuffare.

Riconoscimento dell’iride e della retina

  • Iride: parte colorata dell’occhio che circonda la pupilla. La tecnica di riconoscimento utilizza la caratteristica visibile dell’iride. Viene analizzato in particolare il sistema vascolare della retina.

Geometria della mano: è basata su caratteristiche come la lunghezza delle dita, l’ampiezza, lo spessore e particolari curvature.

Geometria del volto: è basata su caratteristiche peculiari del volto, come la posizione del naso, occhi, bocca, zigomi, ecc. Utilizza una tecnologia non invasiva ma molto intuitiva.

Indagini grafiche

Sono quelle indagini che includono l’analisi della scrittura e dei testi dattiloscritti per risalire allo strumento utilizzato.

Grafologia: scienza umana che analizza la grafia e rivela la personalità dello scrivente. Quindi abbiamo un rapporto tra scrittura e personalità. Le caratteristiche da analizzare sono dimensione, pressione, inclinazione, margini… La perizia grafologica, individua se è un testo autentico o contraffatto.

Grafo-logia: discorso della scrittura. Nelle indagini grafologiche, un aspetto di maggiore importanza è sicuramente i grafismi incoercibili (gesto fuggitivo). Nella scrittura possono essere messe in risalto alcune patologie riscontrabili nei testamenti olografi, tipici degli anziani.

Le impronte digitali

Dal 2000 esiste l’AFIS (banca dati delle impronte digitali, è un sistema di riconoscimento automatico delle impronte digitali, le classifica e le distingue in base alle creste papillari). Le impronte sono individuali, non cambiano nel tempo e sono classificabili. Le impronte digitali si possono analizzare grazie all’essudato che ci dà la possibilità di trasferimento.

Minutiae: sono quelle particolarità che rendono l’impronta unica, con una sentenza della Corte di Cassazione, per associare un’impronta è necessario trovare 16/17 minutiae.

I principali tipi di impronte sono 4:

  • Adelta
  • Monodelta
  • Bidelta
  • Composta

Rilevamento impronte digitali latenti su superfici

  • Lisce
  • Porose (carta, legno, pelle)
  • Non porose (vetro, metallo, plastica)
  • Ruvide: tutti i tessuti tranne la seta.

Nella superfici non porose, le impronte latenti, vengono esaltate con polveri particolari, ovviamente per ogni superficie ci sarà una polvere particolare. Una volta messa in evidenza l’impronta, questa verrà asportata con un nastro adesivo e conservata. Altra tecnica è quella del cianoacrilato che mette in evidenza le impronte plastificandola. Sulle superfici porose come ad esempio la carta, l’impronta può essere rilevata con DFO o NINIDRINA. Nella repertazione e conservazione, è consigliato usare 2 paia di guanti. Gli oggetti devono essere maneggiati con cura e soprattutto il meno possibile, vanno posti in contenitori non porosi (scatole di cartone), impedendo lo sfregamento, magari tenendolo fermo dagli estremi.

Entomologia forense

Lo studio dei vari insetti che colonizzano il corpo in fase di trasformazione. È possibile stabilire l’epoca della morte, eventuali spostamenti del cadavere, eventuali lesioni sul cadavere e presenza di sostanze tossiche.

È possibile identificare 4 categorie ecologiche:

  • Necrofagi spazzini (mosche): si nutrono di carcasse di organismi animali. È possibile stabilire l’epoca della morte, perché, questi depositano le uova negli orifizi e in base al processo evolutivo in genere di durata 20/25 giorni (larva-pupa-mosca) è possibile stabilire più o meno un periodo di tempo.
  • Necrofili: parassiti o predatori dei necrofagi (ragni, coleotteri).
  • Onnivori: si nutrono del corpo e dei colonizzatori (vespe, formiche ecc).
  • Occasionali e opportunisti: insetti presenti per caso sul cadavere, utilizzandolo come rifugio.

Gli insetti variano in base all’ambiente. Ambiente aperto (clima, vegetazione, animali, ecc). Luoghi chiusi (case, bagagliai, ecc). In acqua (la deposizione di uova è impossibile, quindi se abbiamo la presenza di uova, ci suggerisce che il corpo è stato spostato).

Botanica forense

La botanica forense viene applicata nell’indagine criminalista e può fornire delle informazioni importanti riguardo la dinamica, lo spostamento della vittima e il rinvenimento dell’indagato.

Struttura di una pianta:

  • Apparato vegetativo (al di sopra del terreno): fusto, fiori e foglie.
  • Apparato radicale (sottoterraneo), serve come ancoraggio al suolo e avviene l’assorbimento di sostanze minerali, acqua, ecc.

Il polline

I granuli pollinici, si formano all’interno della parte maschile delle piante superiori. Con una osservazione al microscopio possiamo risalire alla pianta da cui sono stati prodotti. Si possono prelevare con spatola sterile, messe su strisce di melinex con olio di silicone.

  • Limnologia: studia le acque dolci.
  • Dendrocronologia: studia le piante legnose.

Antropologia forense

L’antropologo forense, studia i reperti ossei con l’utilizzo di tecniche tecnologiche, parte sul campo e parte in laboratorio. Il cranio può darci varie informazioni.

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Scienze mediche MED/43 Medicina legale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Michela2702 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche di investigazione forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Dobosz Marina.
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