Medicina legale
Medicina legale = campo della medicina vasto e complesso, ma studieremo soprattutto gli argomenti riguardanti l’investigazione.
Definizioni di medicina legale
- Definizione medicina legale = disciplina che applica conoscenze di natura bio-medica a questioni inerenti il diritto o i doveri delle persone nel momento in cui costituiscono una collettività. G. Tourdes
- Seconda definizione = disciplina che utilizza informazioni di natura bio-medica per interpretare determinati precetti giuridici che possono essere interpretati per risolvere casi. C. Gerin
- Terza definizione (in generale) = disciplina in cui le nozioni di natura bio-medica si interfacciano con nozioni di genere giuridico.
Questa disciplina trova molte applicazioni in diversi ambiti:
- In ambito penale,
- In ambito civile,
- Assicurazioni,
- Deontologia,
- In argomenti di natura ontologica e bioetica (soprattutto quelle che non hanno una normativa. Es. eutanasia).
Infatti se aiuto un individuo a uccidersi, alla fine potrei andare in galera. Questo tipo di problemi sono inerenti a questa disciplina.
Laboratorio medico-legale
Laboratorio medico-legale: con esso possiamo intendere:
- Il settore di istopatologia: studio sui tessuti di un cadavere di ipotetica morte violenta,
- Il settore di tossicologia: studio sui cadaveri per determinare se ci sono veleni, sostanze stupefacenti,
- Il settore di genetica forense: effettua analisi che possono servire per capire se un determinato reperto appartiene a una determinata persona o per studiare i rapporti di parentela di quest’ultima.
Nei laboratori, le attività non vengono svolte solo da medici legali perché a volte servono degli specialisti: tipo nell’ambito della tossicologia a volte sono chiamati biologi.
Dato che è una disciplina correlata col diritto penale, è necessario dire che le leggi subiscono variazioni nel tempo: il passaggio dal Codice Zanardelli al Codice Rocco (1930) ha comportato una diversa impostazione nel diritto penale nei confronti del reato: ora non si considera solamente il reato in sé, ma anche la condizione del reo (le circostanze esterne, la psicologia del colpevole, le influenze politiche ed economiche del periodo storico in cui vive, …)
Origine medicina legale
La medicina legale è molto antica: già in passato le persone erano incuriosite dal sapere cosa succede a un cadavere dopo la morte, infatti un accenno di questa disciplina possiamo già notarlo nell’Egitto del 2700 a.C., presso i Romani, in Mesopotamia con il Codice di Hammurabi che trattava problemi della violenza carnale, dell’aborto, della paternità, della responsabilità professionale in caso di morte o lesione; ma la figura del medico legale era confusa con quella del filosofo, del sacerdote o dello stregone.
Norme procedurali ben disciplinate per l’accertamento medico-legale entrano in vigore nell’Egitto greco-romano a partire dal I secolo d.C. Il Codice Giustiniano prevede la collaborazione di esperti medici in problemi di natura giuridica.
Si svilupparono quindi teorie che si cominciano a tramandare e che assumono in futuro poi una connotazione scientifica che faranno sviluppare questa disciplina e gli esperti di quest’ultima.
In tempi più recenti (1500)
Ci sono state figure che hanno fornito contributi imp. per lo sviluppo della disciplina come scienza autonoma:
- Gian Filippo Ingrassia (1510-1580): ha fondato la polizia sanitaria, la medicina pubblica e quella legale.
- Fortunato Fedeli (1550-1630): ha compendiato in 4 libri ogni tipo di relazione sui referti che i medici sono chiamati a presentare nelle cause e nei processi per danno fisico a persone.
- Paolo Zacchia (1584-1659): ha scritto un libro imp. sulla medicina legale “Questiones medico legales”.
Dal 1800 con la rivoluzione industriale c’è stato un incremento degli infortuni sul lavoro con l’impiego delle macchine e quindi iniziarono a svilupparsi la medicina previdenziale, infortunistica, assicurativa e del lavoro. Inoltre in questo periodo si affermano le varie scuole di medicina legale nelle città imp.: Torino, Genova, Siena, Roma, Firenze.
Si inizieranno a creare correnti di pensiero diverse (dato che sono tutte scuole diff.), ma con delle fondamenta in comune:
- Cesare Lombroso (1836-1909): ha apportato sviluppi nell’antropologia criminale. Grazie alle sue tesi, ebbe il merito di sostituire al tradizionale studio astratto del delitto, lo studio concreto del delinquente, aprendo la strada alla psicologia criminale.
- Lorenzo Borri (1863-1923): ha apportato sviluppi nel campo dell’infortunistica.
Per di più, la medicina legale inizia ad essere imp. anche per la polizia scientifica. Infatti Salvatore Ottolenghi: all’inizio del 900 ha fondato:
- La scuola superiore di polizia scientifica,
- Fondò il primo istituto di medicina legale dell’Università di Roma.
Perciò la medicina legale inizia a distaccarsi dagli altri rami e ad essere una disciplina autonoma.
Settori di applicazione di questa disciplina
- Etica medica e bioetica,
- Patologia e traumatologia forense (analisi delle lesioni del cadavere),
- Tossicologia forense,
- Balistica forense (serve per capire se le lesioni sono fornite da armi da fuoco),
- Medicina previdenziale,
- Criminologia clinica,
- Psichiatria forense,
- Medicina delle assicurazioni (private, lavorative [es. tema dell’infortunio sul lavoro]),
- Identificazione personale (prevede accertamenti di carat. somatici, antropologici) e di cons. genetica,
- La responsabilità personale,
- La valutazione del danno alla persona.
Il rili cosa fa?
- Autopsia giudiziaria = accertamento svolto solo dal medico legale e commissionata dal magistrato.
- Indagini di laboratorio che possono riguardare richieste di vario genere: analisi genetiche, tossicologiche, radiografie.
- Può esprimere un parere medico sugli atti: es. se uno muore all’ospedale e i parenti credono che è colpa del personale medico, il medico legale può dare un suo parere però a disposizione ha solo la cartella clinica.
Elementi comuni a qualsiasi tipo di valutazione
Elementi comuni a qualsiasi tipo di valutazione (indipendentemente dal campo al quale è applicata):
- Il rigorismo obbiettivo del metodo.
- Conoscenza del rapporto giuridico cui il fatto si riferisce = nel momento in cui un medico legale viene chiamato dalla magistratura per compiere accertamenti deve essere consapevole della norma che deve rispettare: di quali procedimenti deve eseguire e come deve farli (insomma deve sapere come si deve muovere in maniera procedurale onde evitare che gli annullino i risultati ottenuti per un errore del procedimento e per evitare di avere ripercussioni in termini di responsabilità professionali).
Accertamenti alla scena del crimine e ruolo del medico legale
Accertamenti che devono essere fatti alla scena del crimine e il ruolo del medico legale in questo ambito:
L’analisi della scena del crimine come funziona? La polizia/carabinieri arrivano e delineano il perimetro.
Ma durante l’analisi della scena del crimine, il coordinamento di tutte le attività va al pubblico ministero.
Perché da quando c’è stato il passaggio dal “rito inquisitorio” del Codice Rocco al “rito accusatorio” del Codice Vassalli (1988), il compito di coordinare le indagini giudiziarie e mettere insieme tutti i tasselli di un fatto illecito al fine di costruire l’impianto accusatorio destinato ad essere sottoposto al vaglio di un giudice terzo e imparziale, va al Pubblico ministero.
Che compiti ha?
- 1- Deve valutare la notitia criminis: deve unire le inf. del crimine e deve avviare e coordinare le indagini.
- 2- Deve decidere se richiedere l’archiviazione del fatto o il rinvio a giudizio dell’indagato (= avviare un processo).
Le indagini che effettuerà si dividono in:
- 1- Indagini dirette: si svolgono immediatamente su situazioni, su luoghi o su cose pertinenti il reato e si focalizzano sugli elementi materiali rinvenuti sulla scena del crimine (accertamenti di luoghi, rilievi descrittivi planimetrici, fotografici, segnaletici, dattiloscopici, esami balistici, analisi di laboratorio, ecc.).
- 2- Indagini indirette: si effettuano attraverso l’utilizzo di persone o di atti che non derivano direttamente dalla scena del crimine (acquisizione di informazioni, notizie, sommarie dichiarazioni, ecc.).
All’interno del codice penale (Art. 244, 245, 246) ci sono articoli che forniscono i modi con i quali bisogna iniziare l’analisi della scena del crimine:
- 1- Ispezione (delle persone, dei luoghi e delle cose e deve essere disposta con un decreto motivato e deve consentire l’acquisizione delle tracce).
- 2- Perquisizione.
- 3- Sequestro.
Il codice penale conferisce al pubblico ministero la facoltà di delega: può scegliere essa il personale che deve analizzare la scena del crimine. Solitamente si chiama: medico legale, carabiniere o poliziotto che sia, fotografo (che permette di avere una documentazione fotografica completa. Serve per congelare immediatamente il luogo dove si è effettuato il crimine).
Esame del cadavere
Questo è compito del medico legale e quest’ultimo deve stabilire e distinguere:
- Ubicazione del cadavere rispetto all’ambiente: infatti molte volte il corpo viene spostato in un altro luogo o gettato in acqua;
- Posizione del cadavere: supina, prona, seduto, sommerso, galleggiante, …
- Atteggiamento del cadavere: disteso, aggomitolato su se stesso, con gli arti flessi o distesi, mani aperte o chiuse, …
- Stato di integrità: in quanto molte volte il corpo è trovato mutilato, con deprezzamenti o amputazioni;
- Stato degli indumenti: è possibile ritrovare tracce di sangue, capelli, peli, polveri da sparo. Si dovranno ispezionare anche le tasche col fine di recuperare elementi utili per le indagini oppure per identificare la vittima nel caso in cui avesse i documenti con lui.
- Presenza di mezzi di contenzione: come bavagli o legature. Durante la rimozione il nodo dev’essere lasciato integro perché la sua foggia potrebbe suggerire una particolare professione (pescatore, marinaio, chirurgo).
- Eventuali contrassegni: cicatrici, tatuaggi, imperfezioni fisiche, deformazioni, mutilazioni.
- Stato dei fenomeni cadaverici: utili per stabilire l’ora della morte (in modo approssimativo).
- Eventuali lesioni sul corpo: utili per stabilire le cause della morte o il mezzo utilizzato.
- Armi o altri mezzi lesivi ritrovati sul luogo.
Indagine criminalistica
- 1- Sopralluogo giudiziario;
- 2- Repertazione;
- 3- Conservazione dei campioni;
- 4- Catena di custodia.
Sopralluogo giudiziario
Il sopralluogo giudiziario è definito come sopralluogo tecnico giudiziario: è un complesso di attività, a carattere scientifico, che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca e l’assicurazione delle cose e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e/o della vittima, nonché per la compiuta ricostruzione della dinamica dell’evento e per l’accertamento delle circostanze in cui esso si è realizzato. (Insomma sarebbe l’insieme delle tecniche usate per ricavare delle informazioni o dei reperti utili dal luogo del delitto).
Deve essere effettuato immediatamente, isolando il luogo. Le linee guida di questo sopralluogo risalgono da Salvatore Ottolenghi che ha tracciato la semeiotica del sopralluogo. Esso può essere richiesto o dal P.M. o dal Giudice. La presenza del medico legale è essenziale per l’acquisizione dei primi dati che possono darci informazioni utili riguardo alla cronologia della morte e alla causa e dai mezzi che hanno provocato la morte della vittima.
Fasi del sopralluogo
Fasi in cui possiamo dividere un sopralluogo sono 4:
- 1- Osservazione della scena.
- 2- Descrizione della scena (imp. soprattutto la descrizione della località).
- 3- Fissazione degli elementi imp. che include la fase di repertazione.
- 4- Conservazione.
Gli attrezzi del mestiere
Sono quegli attrezzi (specifici) che vengono utilizzati durante un sopralluogo. L’operatore inoltre deve essere munito di guanti, cuffia, calzari per non contaminarsi e per non contaminare la scena del crimine.
I rilievi
- 1- Rilievi descrittivi = si tratta di vedere quelle procedure che servono per descrivere il luogo. Iniziano con l’individuazione dell’area dove è possibile individuare tracce e testimoni. Successivamente si passa all’individuazione di elementi suscettibili al mutamento.
Ordine di descrizione: c’è un da destra verso sinistra dal basso verso l’alto, dal generale al particolare, e destra si riferisce a destra del cadavere e non dell’osservatore.
- 2- Rilievi fotografici: le fotografie vengono scattate immediatamente per fissare al meglio lo stato dei luoghi e visualizzare dove e come è stato commesso il reato. Inoltre, l’area deve essere fotografata da più punti di osservazione. Si effettuano nello stesso ordine già detto in precedenza (da destra verso sinistra, ecc.) e dal generale al particolare. Per indicare e rapportare la dimensione di un oggetto o di una traccia, si è soliti posizionare un simbolo (numero o lettera) e una striscetta metrica accanto ad esso. Oggigiorno si usano anche i droni.
- 3- Rilievi dattiloscopici: sono quelli che ricercano le impronte dattiloscopiche/digitali (anche se è difficile che un criminale esperto lasci delle impronte).
Si possono trovare anche altre impronte:
- Impronte della mano (palmari),
- Dei piedi (plantari),
- E di strumenti particolari, di pneumatici.
Ci sono più tipi di impronte:
- Visibili,
- Non visibili/latenti e quindi evidenziate attraverso metodi particolari (es. polveri).
- 4- Rilievi planimetrici: si ricostruisce la pianta e si assegnano lettere nella planimetria. Ogni lettera è accompagnata da una descrizione quindi si crea una legenda.
Una volta trovate le tracce esse devono essere:
- Fotografate,
- E poi repertate.
- 5- Rilievi personali: finalizzati ad individuare tracce o altri effetti che il reato ha lasciato sulla persona o sul luogo del reato.
Il repertazione
Il reperto può essere di 2 nature:
- Natura biologica (che va incontro a degradazione e quindi deve essere conservato meglio) (es. capelli, saliva, urina, sangue, sperma, denti, ossa... e questo permettono di ricondurci al DNA della persona). Si cerca quasi sempre il sangue e quando viene trovato può o essere aspirato tramite una siringa sterile con una soluzione anticoagulante o usano una garza o un cotone sterile. Una volta raccolto poi, deve essere refrigerato onde evitare che si alteri. Se viene ritrovato in un indumento, quest’ultimo va fatto asciugare con adeguata ventilazione e se è secco bisognerà avvolgere l’indumento in carta pulita, chiuderlo in una busta scura o scatola, etichettarlo e poi trasportarlo in laboratorio. Nel caso fosse ritrovato su oggetti, questi devono essere repertati, etichettati e portati in laboratorio. Nel caso in cui l’oggetto fosse troppo grande, il sangue deve essere grattato via e riposto o su un foglio di carta o in capsule di vetro, poi verranno etichettati e portati in laboratorio.
Qualunque tipo di reperto biologico deve essere refrigerato a -20 gradi. Esso può essere:
- Visibile,
- Latente (non visibile ad occhio nudo). Se si sospetta di questo tipo di reperto, si possono utilizzare:
- Lampada mini Crimescope 400 (il luminol: sostanza chimica),
- Test generici/presuntivi che determinano un cambiamento di colore del reagente utilizzato dal momento in cui viene a contatto col reperto.
Sono entrambi test orientativi: ipotizzano che ci sia un certo reperto, ma poi devono essere sottoposti ad altri test per accertare che sia quel reperto. Questo perché, non solo il sangue fa reagire il reagente (per es. il luminol), ma perché fanno reagire il reagente anche altre sostanze (come per es. la varichina).
Sono test catalitici, sfruttano l’attività perossidasica del ferro contenuto nell’emoglobina.
Oppure c’è un test chiamato Hexagon OBTI: test immunologico, che agisce sugli anticorpi anti-hHB.
- Natura non biologica.
Per di più, questi reperti non devono essere contaminati dagli esperti che analizzano la scena del crimine. Per questo, gli esperti devono essere vestiti in una certa maniera quando analizzano una scena del crimine.
Tutti i reperti devono essere imbustati ed etichettati (soprattutto quelli biologici). La fase di repertazione è delicata perché si rischia di contaminare le prove e di compromettere la scena del crimine in modo irreversibile.
Catena di custodia
Altra fase imp. del repertamento: catena di custodia.
Rappresentata dalla documentazione che accompagna il campione e che riporta notizie sul prelievo, sul trasporto e sulla conservazione.
Essa consente di tracciare il campione in ogni sua fase: una parte si riferisce dal momento in cui viene repertato dal momento in cui viene consegnato in laboratorio (catena di custodia esterna) poi da lì ci sarà un’altra catena di custodia che descriverà tutte le analisi che verranno fatte (catena di custodia interna), poi se si sposterà ulteriormente sarà documentato ancora.
Questo è un passaggio fondamentale perché esso permette che l’analisi di un’indagine possa entrare in un processo giudiziario perché il suo tracciamento è stato documentato.
Le indagini medico legali
Le indagini medico legali cosa riguardano? Il magistrato lo può chiamare in tutti i seguenti casi:
- 1- Casi di morte improvvisa.
- 2- Casi di morte sospetta.
- 3- Casi di omicidio.
- 4- Casi di suicidio (innanzitutto per vedere se si tratta di suicidio e non di un omicidio mascherato e per di più per evitare che ci siano altre persone coinvolte nel suicidio cioè chi magari lo ha aiutato a suicidarsi o lo ha istigato a farlo perché secondo il codice penale è un reato).
Fasi dell’indagine del medico legale
- 1- Partecipazione del sopralluogo giudiziario.
- 2- Occuparsi del cadavere: esaminare la vittima e questi esami possono ess
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