Briggs & Burke, storia sociale dei media
L'anno 1450 è considerata la data approssimativa dell'invenzione della macchina a caratteri mobili di Gutenberg in Europa. Egli, originario di Magonza, si ispirava probabilmente ai torchi per l'uva della sua terra natale, la Renania. La stampa non è stata inventata radicalmente in Europa da Gutenberg, aveva già degli "antenati" in Asia. Gutenberg era inizialmente un orafo, studiava una lega di piombo e stagno che raffreddava velocemente e resisteva alle pressioni della stampa e con questa realizzava i caratteri, ovvero la base della rivoluzionaria invenzione. In realtà esistevano già altre tecniche tra cui l'incisione, l'invenzione di Gutenberg, però, consentiva una maggiore precisione.
La stampa non va presentata come la rivoluzione per antonomasia della comunicazione, contribuisce a fenomeni che senza il suo utilizzo sarebbe stato complicato alimentare. Essa mette in crisi poche categorie comunicazionali tra cui gli amanuensi e provoca la nascita di nuovi mestieri quali il tipografo, il correttore di bozze, il bibliotecario, ecc.
L'impatto di Gutenberg e la riforma protestante
Secondo McLuhan, la macchina a caratteri mobili, definita da lui galassia Gutenberg, diventa l'anticipazione dell'intero sistema industriale per via della serialità del prodotto e per via della complessità del procedimento che non è gestito da un singola persona ma ha bisogno di un lavoro di gruppo organizzato. Ciononostante, è utile chiarire che la comunicazione orale non perde efficacia di fronte alla comunicazione stampata. Gutenberg non mette in crisi un patrimonio di comunicazione che viene ereditato dal passato, lo perfeziona. Nel Medioevo, preti e frati predicavano nelle strade, nelle piazze e nelle chiese. Si distinguevano sermones festivi per le giornate di festa e sermones domenicales per le domeniche.
Non si potrebbe spiegare il successo della riforma luterana, protestante, senza legarlo a Gutenberg. Lutero traduce la Bibbia in volgare tedesco. Lutero sa cogliere l'opportunità della stampa e del libro per dare un successo sicuro alla sua riforma religiosa. Tra le prime opere stampate, infatti, figura proprio la Bibbia, per l'intenzione da parte dei luterani di metterla nelle mani del popolo, cioè di svincolarla dallo stretto controllo e divulgazione della Chiesa. Il problema di fondo, però, era il popolo poco istruito.
Controriforma e censura
Con il termine Controriforma si definisce la controffensiva lanciata dalla chiesa cattolica allo scopo di impedire al Luteranesimo e al Calvinismo ulteriori progressi. Il Concilio di Trento (1545-1563) nasce per contrastare le dottrine di Lutero. Egli, con le 95 tesi, aveva insinuato che la verità non è tutta nelle mani della Chiesa, nelle mani dell'autorità ecclesiastica. La riforma protestante nasce con la questione delle indulgenze (si fonda sulla dottrina cattolica e riguarda il complesso procedimento della colpa. Il peccato è la colpa commessa, alla colpa viene combinata una pena. Attraverso la preghiera e le opere di carità, a seconda dell'impegno che uno mette, può essere o ridotta o eliminata. Il Papa si inventa la possibilità di assegnare indulgenze parziali o totali con la donazione di denaro).
Quella che nasce come una crisi religiosa diventerà poi una rivoluzione culturale perché la Chiesa cattolica romana abbinerà la stampa e altre forme di innovazione a forme di protesta e rallenterà molto il campo innovativo, abbinando l'innovazione all'eresia. Nasce, così, l'Indice dei Libri Proibiti, un catalogo dei libri stampati che ai fedeli era vietato leggere e con esso la censura (il Decameron di Boccaccio era proibito). Un libro per la Chiesa poteva circolare solo se c'era l'assenso di un'autorità ecclesiastica chiamato "imprimatur".
Pur organizzando strategie repressive intorno alle tipografie, tuttavia, non si riesce a limitare una diffusione clandestina dei testi proibiti. Il Concilio di Trento cerca, appunto, di respingere quanto più possibile la propagazione delle tesi di Lutero; di conseguenza controlla sempre di più la stampa perché iniziano a circolare opuscoli, libretti stampati da persone con simpatie luterane e cerca in tutti i modi di frenare questa propagazione come fosse un virus.
La sfera pubblica e l'età moderna
Esesi, ermeneutica: interpretazione critica di un testo. Censura laica ed ecclesiastica. Pamphlet: opuscolo, libretto; scritto di carattere polemico o satirico.
L'insieme di questi ed altri fenomeni porta alla creazione di quella che sarà chiamata da Jurgen Habermas sfera pubblica, intesa come una modalità di costruzione delle opinioni collettive evadendo dai limiti imposti dal potere politico-religioso dei secoli precedenti. Habermas sostiene che applicare l'idea della sfera pubblica alla realtà del Cinquecento e del Seicento vuol dire mutare il concetto stesso di sfera pubblica tanto da farlo diventare qualcosa d'altro.
Dal punto di vista politico l'espressione pubblico coincide con statale, proprio della stato; da un punto di vista sociale, invece, il vocabolo pubblico identifica un insieme di individui che praticano una stessa attività, può essere inteso anche come somma di privati. Si parla anche di sfera semipubblica per conto delle attività di quei gruppi che, all'inizio dell'epoca moderna come oggi, si incontrano in case private, o costituiscono, in maniera più o meno formale, club, salotti, ecc.
Illuminismo e rivoluzione industriale
Quando in ambito storico parliamo di età moderna parliamo del periodo compreso tra il 1492, scoperta dell'America fino alla rivoluzione francese (1789); dalla rivoluzione francese in poi parliamo di età contemporanea. L'Illuminismo viene definito età dei lumi, esprime la convinzione che l'uomo deve essere illuminato cioè guidato dalla luce della ragione. In questo movimento ebbero un ruolo fondamentale i pensatori francesi, definiti, philosophes, tra i quali Voltaire, Rousseau, Diderot e d'Alembert. Essi criticavano sistematicamente il regime sotto cui vivevano e consideravano i media strumenti indispensabili. Opera fondamentale dell'Illuminismo è l'Encyclopédie, veicolo importante per la circolazione delle idee politiche. È il frutto del pensiero settecentesco in cui convergono diversissime branche del sapere, il sapere universale. I grandi ideatori dell'enciclopedia francese (Diderot e d'Alembert) iniziano a richiedere la collaborazione per la compilazione delle singole voci ad un'infinità di studiosi sparsi in tutta Europa. Questo significa mettere in circolo il sapere, condividerlo. La pubblicazione dell'Encyclopédie fu un evento di grande importanza nella storia della comunicazione. Inizialmente potevano permettersela solo i ricchi, ma in seguito ne uscirono edizioni più economiche alla portata di tutti.
Rivoluzione francese e stampa
Rivoluzione francese: fine dei privilegi dell'antico regime. Il motto della rivoluzione francese era: Liberté, Egalité, Fraternité. Come in tutte le rivoluzioni, anche in questo caso è importante il ruolo svolto dai media. La stampa fu rilevante ma il suo potere non deve, tuttavia, essere sopravvalutato poiché anche in questo caso la maggioranza della popolazione francese era analfabeta. Per questo motivo, è necessario considerare anche il contributo di tutte le parti del sistema della comunicazione tra cui la comunicazione orale: la rivoluzione fu un periodo di intenso dibattito e discorsi pubblici.
La rivoluzione industriale e il vapore
La prima importante rivoluzione che condizionerà tutto il periodo successivo fino ad oggi è la grande rivoluzione del vapore che collochiamo nel 700. Da lì deriveranno tante altre rivoluzioni quali appunto quella industriale. A partire dall'impiego del vapore nei macchinari, soprattutto con la scoperta del volano (uno dei primi strumenti di controllo tecnico che garantiva maggiore regolarità e continuità nel funzionamento del motore primario), inizia in breve tempo a svilupparsi l'industria. Si ha l'idea geniale di costringere il vapore in modo tale che essendo costretto e venendo, quindi, fuori di getto, potesse azionare dei meccanismi, degli ingranaggi capaci di creare movimento. Questo movimento si traduce, poi, nei treni a vapore, transatlantici che iniziano a diffondersi in tutto il mondo.
Il protagonista di quest'avventura è James Watt, che approfitta della situazione in cui versava l'Inghilterra in quel periodo poiché agli industriali inglesi occorreva energia per alimentare le miniere e le nuove fabbriche. Watt inizia migliorando la macchina costruita all'inizio del 18o secolo da un altro inventore inglese, Thomas Newcomen. Con la rivoluzione della macchina a vapore e della produzione di energia elettrica, comincia una vera e propria rivoluzione, quella che permetterà la nascita della società industriale.
L'industria, però, ha bisogno di un'infinità di braccia umane: iniziano a riversarsi flussi immani di popolazione provenienti per di più dalla campagna, persone che speravano in una vita un po' più dignitosa, un salario fisso, ecc. Le loro aspettative, però, non vengono affatto soddisfatte poiché in breve tempo, vengono fuori fenomeni quali lo sfruttamento, orari di lavoro assurdi che superano le 16 ore di lavoro giornaliere, uomini, donne e persino bambini sottomessi agli atteggiamenti quasi schiavisti da parte dei responsabili dell'industria. Dal punto di vista ambientale, in seguito ci saranno ripercussioni molto forti sul piano di ciò che riguarda queste realtà industriali, l'inquinamento.
Nascono opere letterarie come Oliver Twist, Rosso Malpelo, un ragazzo che viene trattato male per via del colore rosso dei suoi capelli, lavora in miniera, è vittima dello sfruttamento minorile. Dal punto di vista letterario c'è anche Pirandello in Italia. La sua riflessione sulla pazzia, sulla follia umana deriva dalla malattia della moglie, erano entrambi proprietari di una miniera di sale che si allaga. La macchina a vapore serve, appunto, per tirare fuori l'acqua. Carducci, per esempio, contrappone la scoperta tecnologica, la locomotiva all'oscurantismo, all'essere retrogrado da parte della Chiesa. C'è una sorta di missione satanica affidata a queste scoperte tecnologiche, nella fattispecie la locomotiva.
Carducci intuisce che la locomotiva possa essere realmente la chiave di svolta della modernità e della contemporaneità perché da lì passano tutte le concatenazioni, comunicazioni, trasporti, scambio culturale, ecc. La locomotiva, il veicolo che fornisce la potenza per la trazione di un intero treno, è forse la macchina a vapore più nota, anche se, dopo essere stata utilizzata per quasi due secoli, è oggi praticamente scomparsa dalle ferrovie moderne.
(La ferrovia ha stabilito un modello per tante altre innovazioni nei campi della tecnologia, dell'economia, della politica, ecc.). Con lo sviluppo della tecnologia e le scoperte scientifiche successive alla rivoluzione industriale, nasce il bisogno di mettere le nuove invenzioni e le macchine a disposizione di tutti affinché vengano acquistate. Viene, quindi, inventata l'esposizione universale, oggi la chiameremmo expo. Sono delle grandi fiere in cui vengono presentate alla collettività, agli addetti di settore interessati, le nuove scoperte tecnologiche.
All'interno della comunicazione sono importanti perché in quei contesti ci si incontra, si scambiano idee, si comunica (Prima grande esposizione: Londra 1862). Verso la fine dell'Ottocento l'innovazione più importante in campo energetico fu la diffusione dell'elettricità. Essa si deve all'invenzione della dinamo, che trasforma l'energia meccanica (il movimento di un corpo rotante) in energia elettrica. Il grande incremento nel consumo di energia elettrica fu dovuto inizialmente...
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