Riassunti cultura pedagogica
Nel mondo antico, la conoscenza era l'acquisizione di un qualcosa di già dato, era la trasmissione di un sapere; nel mondo moderno diventa il prodotto dell'individuo che trasforma la realtà.
Comenio e l'educazione per tutti
Comenio, nel 1627, propone un'educazione per tutti con il fine di costruire un mondo di pace, nella sua opera "Didattica magna". Durante l'Illuminismo viene posta in risalto la centralità educativa della scuola e della famiglia: Voltaire è per l'istruzione solo per la borghesia, Diderot è per istruzione per tutti; nel periodo napoleonico nasce il sistema scolastico pubblico, su modello di Voltaire.
John Locke: l'empirismo e l'educazione
John Locke (1632 - 1704) è un filosofo empiristico dell'età industriale, quindi la sua concezione della conoscenza è basata sui sensi e l'esperienza; esalta l'individuo liberale e l'importanza del lavoro. "Pensieri sull'educazione", del 1693, scritto in forma epistolare, spiega la formazione del gentleman inglese ed è il manifesto dell'individualismo liberale e dell'educazione borghese.
Le idee nascono tutte dall'esperienza e non sono innate (a differenza di Cartesio): le idee semplici vengono elaborate per produrre conoscenza grazie alla ragione guidata dall'educazione. L'uomo nasce con diritti e potenzialità naturali, ma solo l'educazione garantirà il godimento di questi diritti. L'educazione non deve fornire solo nozioni, ma dotare l'allievo del senso di libertà che lo pone in grado di acquisire qualunque conoscenza.
Locke sottolinea l'importanza dell'educazione famigliare con un precettore che incarna la legge cui l'allievo deve sottomettere la propria volontà per, un giorno, poter obbedire alle leggi della società. Per i poveri sono adatte le Working School, dove si coniugano lavoro e chiesa. Importante è il lavoro come formazione dell'uomo.
Locke riconosce diverse età educative con cui l'educazione deve confrontarsi. L'educatore deve osservare il ragazzo quando gioca e adattare il programma alle caratteristiche e al ritmo dell'allievo: i materiali di gioco sono piccole cose della vita quotidiana.
Importanza dell'autocontrollo, raggiungibile solo se l'educatore distingue tra bisogni naturali e bisogni immaginari che conducono al vizio, rispettabilità (valore borghese) e onore (valore aristocratico) quale principio dell'azione pedagogica: sarà l'amore della stima e il timore della vergogna, cioè interiorizzazione dei premi e dei castighi, a essere da stimolo per il giovane: sono principi interiori che poi si manifestano nell'esteriorità.
Imparare facendo, dal semplice al complesso. Cultura, così come verbalismo, retorica, lettura, disegno, passano in secondo piano.
Jean-Jacques Rousseau: natura ed educazione
Nel Romanticismo si valorizza l'educazione estetica e si recuperano i classici; l'educazione è un processo continuo di autoperfezionamento interiore, non dipende dall'ambiente, la cosiddetta Bildung.
Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) rompe con l'Illuminismo; parte dalla critica della società per poi approdare a una fase costruttiva con le sue opere maggiori. "Emilio", del 1762, è un romanzo pedagogico che descrive:
- 1° libro: 0-3 anni educazione naturale senza le alterazioni prodotte dalla società, favorire la curiosità del bambino.
- 2° libro: 3-12 anni sviluppo del linguaggio e focalizzazione sulle esperienze predisposte dal precettore, educazione negativa: precettore inattivo che toglie cattive influenze, non fornisce precetti.
- 3° libro: 12-15 anni curiosità intellettuale che conduce a scoprire il mondo e perché i fatti accadono, educazione indiretta nella forma di soluzione ai problemi, apprendimento per necessità, iniziazione alla falegnameria.
- 4° libro: 15-20 anni educazione sentimentale, morale e religiosa, quindi anche quella sessuale.
- 5° libro: 20-25 anni il viaggio, Sofia o l'educazione femminile e formazione politica; il selvaggio è diventato cittadino.
La società va rifondata e l'uomo deve riscoprire la sua natura umana; natura vs società, quindi sentimento vs ragione; l'individuo va liberato dai condizionamenti sociali e restituito alla libertà (differenza Locke). Le idee nascono tutte dall'esperienza e non sono innate (differenza Cartesio). Rousseau riconosce diverse età educative con cui l'educazione deve confrontarsi. L'educatore deve saper osservare: puerocentrismo assoluto.
Nella prima fase educativa è importante la madre che non deve avere eccessiva cura del bambino (usando le fasce) o limitare la sua libertà; dopo subentra il padre, il vero precettore. Educazione in campagna, imparare facendo, importanza del viaggio.
Friedrich Froebel e le istituzioni per l'infanzia
Kant (1724-1804) sostiene che ogni uomo dotato di ragione è soggetto di diritto e scopre la realtà attraverso l'intelletto, la giudica, ma non in senso assoluto; tutti gli uomini sono uguali. Nel 1799 viene scoperto, nei boschi dell'Aveyron, un ragazzo selvaggio di nome Victor: Pinel crede che sia stato abbandonato a 9/10 anni perché ritardato, Itard sostiene sia stato abbandonato a 9/10 mesi e cresciuto senza sviluppare rapporti sociali; si attiva il progetto di rieducazione di Victor.
Friedrich Froebel (1782 - 1852), pedagogista del Romanticismo, è stato il primo a creare istituzioni per la prima infanzia: il Giardino d'infanzia nel 1816 a Keilhau, divisi in due parti. "L'educazione dell'uomo", del 1826, sottolinea l'importanza della comunità (differenza Rousseau). La legge della natura poggia su un'unità, Dio: l'educazione deve sviluppare il divino che è nell'uomo, parte dall'interiorità e si manifesta in azioni come il gioco. Ogni età educativa poggia sulla precedente:
- Fase del lattante: sviluppo corporeo
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