Storia dell'educazione
Prima lezione
Foto di Steve McCurry →
- Militarizzazione dell'infanzia contemporanea (bambino-soldato con munizioni addosso)
- Bambino che tiene dei mattoni → Lavoro minorile, sfruttamento = infanzia che non c'è, diritti negati
- Istruzione/educazione femminile - Il '900 "Il secolo del bambino-fanciullo" → (film: "Io vado a scuola", The Wall, Il ragazzo selvaggio)
Secondo Ellen Key, i bambini avrebbero avuto tutti i diritti insieme alle madri, ma nella storia si sono verificate delle assenze, in particolare per i bimbi del popolo. L'infanzia fino a questo momento non è considerata ed è assente nell'immaginario comune.
Illuminismo e fine '700
Con il '700 si comincia a parlare di educare il popolo, si introduce l'idea di educazione nelle scuole. In questo momento si ha la scoperta dell'infanzia. Questo era alla base di creare dei cittadini di una Nazione (building Nation). Un filosofo francese disse che i bambini dovevano essere istruiti andando a scuola.
Ottocento
Dopo l'unificazione → (1861) nacquero leggi sulla tutela dell'infanzia, è nata la scuola dell'obbligo e via via sono nate anche le leggi sull'obbligo scolastico. Questo porterà a concentrarsi sull'educazione del bambino togliendolo dal lavoro.
Secondo '800
Questa fase ha due aspetti: da una parte lo Stato comincia a prendersi cura del popolo “togliendolo dalla strada” ma, dall’altra parte, si comincia ad avere più controllo su di esso organizzando la società e controllando l’educazione.
Agli inizi del Novecento
Si ha una vera e propria tutela dell’infanzia → Si ha un cambiamento in seguito alla Seconda guerra mondiale con il riconoscimento dei diritti dell’infanzia. L'800 è un secolo di leggi e interventi di tutela portate avanti anche nel primo '900 con le prime carte internazionali in difesa dell'infanzia:
- 1924, Dichiarazione dei diritti del fanciullo, Ginevra, redatta da Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children.
- Secondo '900, dopo la Seconda guerra mondiale, riconoscimento dell'individuo, 1948 Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
- 1959 Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ONU.
- 1989 Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, che l'Italia approva con la legge del 1991.
Settecento
Secolo importante per la storia occidentale dell'educazione, è il secolo delle rivoluzioni: Rivoluzione americana, Rivoluzione francese, è il secolo in cui si sviluppano profondi cambiamenti di natura economica, sociale e politica, in cui inizia anche la prima rivoluzione industriale (fine '700). Con lo sviluppo economico si caratterizza l'ascesa della borghesia, culturale, territoriale e degli affari, che preme per avere un riconoscimento sociale contro il potere dell'aristocrazia e propone modelli culturali e educativi nuovi.
In questo modello culturale si sviluppa una nuova corrente filosofica: l'Illuminismo, che si sviluppa nel corso del '700 in tutti i paesi europei. L'exploit più forte di questa corrente è l'illuminismo francese, portato avanti da intellettuali di grande spessore (Condillac, Condorcet, d'Alembert), e che avviano un progetto culturale complessivo (Encyclopédie) che intende riconfigurare il sapere. Sono intellettuali che partecipano anche alla vita politica, fanno proposte politiche e educative che vengono in parte appoggiate da regnanti dell'epoca, come Caterina di Russia e in Austria da Maria Teresa d'Austria che accoglie parte delle idee dell'illuminismo e in particolare il principio nel lume della ragione, originariamente costitutivo di tutti gli uomini e che ritiene opportuno estendere a tutti.
A fine '700 Maria Teresa d'Austria appoggia il metodo di insegnamento proposto da Felbiger che permette di insegnare contemporaneamente a tutti → È un metodo simultaneo → chiamato metodo normale, che permette di insegnare in una classe a un gruppo di bambini del popolo a leggere e scrivere. Prima gli aristocratici imparavano dai precettori e dai collegi e gli artigiani imparavano dalla corporazioni e passavano dalla teoria alla pratica nel loro ambito. Quindi, prima si aveva l'istruzione soltanto dedicata ai ceti alti, mentre al popolo non era destinata.
Per gli illuministi, la lotta contro l'ignoranza, le superstizioni, i dogmi, è un dovere di tutti, in nome della ragione che significa capacità di porre tutto in discussione in modo critico. Uno degli autori più importanti dell'illuminismo è il filosofo più importante dell'illuminismo, dice che → Kant bisogna uscire dalla minorità in cui l'uomo si è incastrato da solo e analizzare la realtà in maniera critica, autonoma e con la ragione. Celebre definizione alla domanda "cos'è l'illuminismo?": "L'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a sé stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Abbi coraggio di servirti della tua propria intelligenza!" e questo è il motto dell'illuminismo.
La ragione; è il concetto fondamentale contro i dogmi, contro l'ignoranza, che significa sapere quindi istruzione, educazione e anche emancipazione dal passato; quindi, all'interno dell'illuminismo c'è una lotta anche al principio di autorità. Ogni volta che c'è una rivoluzione c'è un attacco a qualcosa di precedente che rappresenta l'autorità forte. L'autorità più attaccata dagli illuministi francesi è la Chiesa, in particolare rispetto al modello culturale, educativo e formativo del sapere, coloro che formavano la classe dirigente nei collegi → i Gesuiti.
Lotta contro i gesuiti
Ordine religioso che nasce nel 1534 per volontà di Ignazio di Loyola, militare rimasto ferito in guerra che matura una conversione e decide di lasciare la sua vita precedente, dedicarsi allo studio e unirsi insieme ad altri per formare questo ordine. Caratteristica saliente dei gesuiti → obbedienza cieca al Papa, periodo della riforma luterana (riforma cattolica o controriforma). I gesuiti si pongono come obiettivo; l'educazione dei giovani figli della nobiltà e dell'alta borghesia. Fondano i collegi. In termini di sapere offrono un curriculum articolato in 3 anni di grammatica, 2 di umanità e retorica e 3 anni di filosofia. Negli anni di grammatica devono imparare a parlare il latino, in quelli di umanità e retorica a tradurre e a studiare la letteratura classica latina.
Il curriculum dei gesuiti è destinato alla formazione dei ceti dirigenti che devono avere un sapere umanistico classico e retorico che fornisce loro la capacità di parlare in pubblico e convincere, capacità dell'oratoria che si apprendeva nello studio del latino → C'era poco sapere scientifico. Il modello gesuitico di sapere formava coloro che in un futuro avrebbero avuto potere nel corso del 500/600/700 formando generazioni di classi dirigenti.
Il focus centrale:
- Formazione umanistica classica e retorica
- Parlare il latino
Sono stati importanti anche perché per formare i ceti dirigenti occorre formare l'eccellenza al sapere. Dividevano le classi (cartaginesi vs romani) dando un compito (disputatio) e una volta in classe dovevano discutere tra loro argomentando per vedere chi nel gruppo aveva una capacità oratoria maggiore. È un modello culturale talmente forte e resistente nel tempo, "una lunga durata", che è rimasto in piedi, pur con vari problemi, nella sua corporazione fino ad oggi: i 3 anni di grammatica sono le scuole medie, i 2 di umanità e retorica il ginnasio e i 3 di filosofia il liceo classico. (Nascita liceo scientifico 1923) Il modello viene attaccato da tutti gli illuministi francesi.
Per gli illuministi occorre un curriculum più innovativo, non solo classico retorico umanistico, ma che preveda il diritto, la scienza, la fisica, bisogna quindi attaccare il modello culturale dei gesuiti (Locke). Sapere nuovo: fondato sul nuovo che avanza: scienza, ragione, indagine personale sui fenomeni, lotta contro l'autorità e l'ignoranza.
Principi per gli illuministi →
- Critica al principio dell'autorità;
- Principio della ragione che accomuna tutti gli uomini;
- La storia che per gli illuministi è un progresso ritengono che la storia umana sia iniziata con il buio, l'ignoranza. Attraverso lo sviluppo della scienza e della ragione nel '700, si realizza un progresso ininterrotto.
Questa concezione della storia è importante perché va ad attaccare altre due note:
- Filosofia della storia intesa come corsi e ricorsi, ciclici, tipica del mondo greco che possiamo immaginare come un cerchio.
- Storia come provvidenza, in tutte le accezioni del cristianesimo, la storia umana è il luogo in cui interviene il divino, senza controllo della persona. Per gli illuministi nella storia Dio non c'è, non c'entra, è una storia con del progresso da una fase di ignoranza, il buio, verso la luce della ragione.
Nell'Ottocento
Questo concetto di ragione viene sostituito dalla scienza, per cui il progresso dell'umanità sarà caratterizzato dallo sviluppo scientifico e tecnologico che porterà al progresso per tutti, scientismo. In questa idea di storia come progresso, Condorcet nel 1795 scrisse "L'Abbozzo di un quadro storico dei progressi dello spirito umano", in cui la ragione ha un ruolo centrale e implica battaglia contro i cristiani, la superstizione e il potere della chiesa. Attacco alla religione cristiana in nome del deismo: sostenere che esiste un autore di tutte le cose, che non interviene nella vita degli uomini, una sorta di motore immobile. Deismo significa anche laicità, cioè costruire uno stato in cui la chiesa non ha potere.
Nel '700 si diffonde anche tra i filosofi lo studio del rapporto tra natura e cultura, cosa è originario nell'uomo e cosa è frutto della cultura? La gnoseologia; filosofia della conoscenza. La conoscenza avviene attraverso i cinque sensi; questo implica un’attenzione all’infanzia in cui si cerca di capire come l’uomo nasce e si sviluppa, come i bambini imparano a parlare, le regole sociali, imparano una conoscenza più razionale. Se si vuole capire la relazione tra natura e cultura bisogna studiare i bambini e scoprire come si sviluppano le conoscenze, quindi la scoperta dell’infanzia.
Non è un caso che il '600/'700 siano ricchi di diari di medici e ricercatori sullo sviluppo dei rampolli che andavano a curare ed educare. Questo fino a quella che sarà sul piano storiografico la scoperta dell’infanzia (Rousseau) e dell'educabilità di tutti, anche sordomuti, ciechi e tutte le diversità che si incontrano. Esempio; La vicenda del ritrovamento di bambini che vivevano allo stato selvaggio: il primo caso di mademoiselle LeBlanc fu studiato da Condillac. Il caso più dirompente fu quello del ragazzo selvaggio dell’Aveyron, di 10/11 anni ritrovato in una foresta nel sud della Francia in condizioni selvatiche, con movimenti quasi da quadrupede, vecchie ferite rimarginate e lividi, si cibava di quello che trovava nella natura.
Questo ragazzo era anche privo di una socialità in quanto solo con gli animali. L'elemento del ragazzo selvaggio, dell'uomo abbandonato da piccolo nella natura ha trovato spazio anche nella letteratura (Tarzan, Robinson Crusoe). Il ragazzo venne portato a Parigi dove c’era l’istituto per sordomuti, un’istituzione pubblica che si occupava di studiarli e aiutarli. Istituzione voluta dallo stato dopo la Rivoluzione francese, in cui studiava uno dei grandi psichiatri → Pinel.
Nel '700 nascono queste prime istituzioni pubbliche ma anche i primi ospedali psichiatrici per accogliere, curare (secondo Foucault sorvegliare e punire), controllare i marginali e diversi in modo che non stessero in strada con il rischio di disordine pubblico. (Sorvegliare e punire, si può scegliere tra i libri a scelta).
In questo istituto arriva questo ragazzo selvaggio, incontra Pinel che lo osserva e studia e incontra un medico, Itard, il quale chiede di poter tenere questo bambino in una casa in campagna insieme a una governante perché la sua ipotesi era che la selvatichezza, ignoranza e mancanza di socialità di questo bambino fosse dovuta, non a una forma di idiozia congenita come per Pinel, ma a una deprivazione sociale e culturale. Questa storia è stata raccontata da Itard in relazioni scritte a cui ha attinto Truffaut per il film "Il ragazzo selvaggio". Vicenda conosciuta da Maria Montessori e utilizzata per delle ricerche qualche secolo dopo. Questa vicenda racconta un’attenzione non solo all’infanzia ma anche alla diversità.
Nasce infatti la pedagogia o educazione speciale (fine '700). Dopo Itard come direttore dell’istituto dei sordomuti giunge Seguin che è stato un grande medico che ha messo a punto una strumentazione didattica e scientifica per l’educazione di questi bambini allora chiamati deficienti, tardivi, anormali.
1762
- Espulsione gesuiti dalla Francia
- Anno della pubblicazione de l'Emilio, opera più famosa di Rousseau educatore.
Nel '700 inoltre nasce la scuola aperta a tutti, in quanto si ritiene che la ragione sia accessibile a tutti e quindi va diffusa a tutti in egual modo. In Austria e in Russia nascono le scuole del popolo e le caratteristiche principali sono l’universalità e la laicità. I motivi di diffusione di queste scuole sono diversi, e il dibattito prevede che secondo alcuni i regnanti accettavano queste riforme per accontentare il popolo, e che secondo altri i sovrani usassero le scuole come strumento di controllo o come influenza sulle messe. La nascita della scuola pubblica ha messo in atto molti dubbi, come l’organizzazione libera o serrata della scuola, l’utilizzo di scuole statali o private, la gratuità assoluta o relativa della scuola e l’accesso delle femmine. Un altro motivo di diffusione e di sostegno da parte dei sovrani è il progresso economico che l’istruzione e l’educazione hanno portato. Con l’Illuminismo si ha una visione ottimistica del futuro, visto come progresso. Si ha anche l’idea dell’uomo come cittadino del mondo (cosmopolita) che si contrappone all’idea che si diffonderà nel Romanticismo, in quanto si diffonde il principio dell’uomo legato ad una Nazione.
Libro a scelta: "Emilio dell'educazione" di Jean-Jacques Rousseau
Nacque nel 1712 a Ginevra (Svizzera, calvinista) e morì nel 1778 (pieno '700 quindi tra illuminismo e romanticismo).
Piccola introduzione
La sua vita è stata segnata da eventi particolari, come ad esempio il distacco dalla famiglia all’età di 16 anni. Nel corso dei suoi studi si distaccherà dalla visione degli illuministi e dal loro concetto di storia, quindi dalla visione del passato come periodo buio dell’uomo in assenza di ragione. Va alla ricerca del rapporto tra società e natura e sul come si siano create delle disuguaglianze all’interno della società. Va a studiare e distruggere gli schemi di potere che si sono creati.
- Rousseau si pone alla base dell’antropologia, filosofia, sociologia, del diritto, della pedagogia (disciplina teorica sull’educazione), dell’educazione (pratiche educative, quindi gli aspetti pratici dell’educazione, come ad esempio come premiare o punire il bambino).
- Nei suoi studi procede in modo provocatorio e paradossale, ponendosi sempre delle domande, in quanto riconosce di non sapere e mette in dubbio le sue conoscenze → Provocatore
- La storiografia lo colloca come pre-romantico, è uno dei principali esponenti, ha rotto i rapporti con gli illuministi criticando la società del suo tempo andando alla ricerca delle origini di come si è costruita la società e come si sono costruite le diseguaglianze → Nuova sensibilità, mettendo al centro la natura, le emozioni, le passioni e i sentimenti.
Vita
Nasce e cresce in Svizzera, in quei tempi calvinista. La madre muore poco dopo il parto, quindi crescerà con il padre e il fratello, la sua situazione familiare non è delle migliori. Il padre era un orologiaio di modeste condizioni ma di una certa cultura, educò il bambino da solo per i primi dieci anni della sua vita, instillandogli l'amore per la lettura e un sentimento patriottico per la Repubblica di Ginevra che Jean-Jacques avrebbe conservato per tutta la vita. Rousseau impara a leggere e porterà avanti questa passione → Ha una natura solitaria e malinconica.
A 16 anni scappa nell'alta Savoia e viene accolto da un prete che lo introduce nei catecumeni → il gruppo di coloro che si prepara a ricevere il battesimo istruendosi nelle verità della fede. Dopo pochi giorni da calvinista passa al cristianesimo (in seguito ritornerà calvinista). Verrà poi affidato a Madame de Warens, una nobildonna francese che instaura con Rousseau diversi tipi di rapporto, inizialmente si ha quella filiale, poi amichevole e infine sentimentale. Rousseau viene attratto dalle sue conoscenze, infatti si ha un forte scambio intellettuale, condividendo diverse letture, quando questa relazione termina. Rousseau si trasferisce a Parigi → Conosce Therese Levasseur, una ragazza del popolo, a differenza della precedente, da cui avrà 4 figli. Non si sposeranno assieme poiché lei è molto legata ai soldi e vede Rousseau come una fonte di denaro. Per la società dell’epoca non era visto di buon occhio avere figli fuori dal matrimonio di fatto successivamente si sposeranno. Rousseau affida i suoi 4 figli...
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